
{"id":46530,"date":"2014-11-12T09:38:42","date_gmt":"2014-11-12T07:38:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46530"},"modified":"2014-11-12T09:38:42","modified_gmt":"2014-11-12T07:38:42","slug":"antonia-jannone-disegni-architettura-aldo-rossi-autobiografia-poetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46530\/arte\/antonia-jannone-disegni-architettura-aldo-rossi-autobiografia-poetica.html","title":{"rendered":"Antonia Jannone Disegni di Architettura ALDO ROSSI. AUTOBIOGRAFIA POETICA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/image002-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-46531\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/image002-4.jpg\" alt=\"image002 (4)\" width=\"500\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/image002-4.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/image002-4-300x138.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ALDO ROSSI. AUTOBIOGRAFIA POETICA<br \/>\ninaugurazione: mercoled\u00ec 12 novembre ore 18.30<br \/>\n12 novembre &#8211; 16 dicembre 2014<br \/>\ncatalogo in galleria con testo di Morris Adjmi<br \/>\n\u201cLa mia pi\u00f9 importate educazione formale \u00e8 stata l\u2019osservazione delle cose; poi l\u2019osservazione si \u00e8 tramutata in una memoria di<br \/>\nqueste cose. Ora mi sembra di vederle tutte disposte come utensili in bella fila; allineate come in un erbario, in un elenco, in un<br \/>\ndizionario\u201d<br \/>\nVentidue opere inedite, scelte da Vera e Fausto, figli di Aldo Rossi, per presentare al pubblico un lato pi\u00f9 privato, e allo stesso tempo<br \/>\nstrettamente connesso con il lavoro di progettista e designer, storico e teorico dell\u2019architettura.<br \/>\nDisegni su carta e su tavola (dal 1974 al 1996 circa), realizzati a grafite, matite colorate, pastello, penna, pennarello, inchiostro e<br \/>\nacquerello, illustrano episodi della vita quotidiana, ne rievocano alcune vicende professionali e rintracciano le passioni come le<br \/>\ninquietudini di Rossi.<br \/>\nCaffettiere, orologi, vasi, un gallo, qualche altro animale, qualche figura, una lettera, una signora in un giardino fino ad arrivare alle<br \/>\nforme dell\u2019architettura, rimandi diretti o di fantasia verso opere reali o solo immaginarie. Da Architetto pensando a una villa, dove un<br \/>\nautoritratto riflessivo in veste di progettista ha come sfondo i progetti americani di case unifamiliari, a Il Vaso di vetro, delicata natura<br \/>\nmorta sul cui fondo \u00e8 appeso un piccolo Teatro del Mondo.<br \/>\nRiflessioni poetiche che mescolano i momenti dell\u2019architettura a quelli della biografia privata, come in Familia al Mare in cui non<br \/>\nmancano le celeberrime cabine, o come nel piccolo disegno Senza titolo del 1993, dove la balaustra sul lago &#8211; forse dell\u2019amatissima<br \/>\ncasa di Ghiffa? &#8211; introduce un momento di pausa nella concitazione di un\u2019esistenza piena di viaggi, incontri, scrittura, studio, progetti<br \/>\ne costruzioni.<br \/>\nLa collaborazione tra Aldo Rossi e Galleria Antonia Jannone ha preso avvio alla fine degli anni Settanta, periodo in cui Rossi si<br \/>\naffacciava al mondo internazionale con disegni e stampe gi\u00e0 unici per composizione. Per questo nuovo appuntamento Antonia<br \/>\nJannone esplora, grazie alla collaborazione con Fondazione Aldo Rossi, un aspetto pi\u00f9 personale e poetico della vita dell\u2019architetto<br \/>\nfatto di cose grandi e piccole.<br \/>\n\u201cAl Politecnico di Milano penso di essere stato uno dei peggiori allievi anche se oggi penso che le critiche che mi venivano rivolte<br \/>\nsono tra i migliori complimenti che abbia mai ricevuto. Il professor Sabbioni mi dissuadeva dal fare architettura dicendomi che i miei<br \/>\ndisegni sembravano quelli dei muratori o capomastri di campagna che tiravano un sasso per indicare all\u2019incirca dove si doveva<br \/>\naprire una finestra. Questa osservazione, che faceva ridere i miei compagni, mi riempiva di gioia\u201dAldo Rossi (1931-1997) compie la sua prima formazione negli anni Cinquanta presso il Politecnico di Milano. Assistente negli studi di<br \/>\nIgnazio Gardella e Marco Zanuso, insegna con Ludovico Quaroni presso la Scuola urbanistica di Arezzo e con Carlo Aymonino allo IUAV di<br \/>\nVenezia; professore incaricato al Politecnico di Milano nel 1959, vince la cattedra di caratteri degli edifici nel 1970, quando comincia a<br \/>\ncollaborare anche con diverse universit\u00e0 americane tra cui la Cooper Union University, l\u2019Institute for Architecture and Urban Studies,<br \/>\nHarvard e Yale University. L\u2019attivit\u00e0 progettuale si divide tra edilizia privata e pubblica. Si ricordano tra i primi progetti realizzati:<br \/>\nl\u2019ampliamento della scuola De Amicis di Broni (1970), un\u2019unit\u00e0 residenziale al quartiere Gallaratese di Milano (1973), il Cimitero di San<br \/>\nCataldo di Modena (1978) e la scuola elementare di Fagnano Olona (1976). Successivamente: gli edifici pubblici di Fontivegge-Perugia e<br \/>\nBorgoricco (1989), la ristrutturazione del Teatro Carlo Felice di Genova (1989), l\u2019ampliamento dell\u2019aeroporto di Milano-Linate (1993), fino al<br \/>\nprogetto per la ricostruzione del Teatro \u201cLa Fenice\u201d di Venezia. Contemporaneamente la sua notoriet\u00e0 si afferma oltre i confini nazionali con<br \/>\nrealizzazioni quali l\u2019isolato tra Kochstrasse e Friedrichstrasse a Berlino (1981), l\u2019Hotel \u201cIl Palazzo\u201d di Fukuoka (1989) e a Maastricht il<br \/>\nBonnefantenmuseum (1994). L\u2019attivit\u00e0 di storico e teorico dell\u2019architettura comprende, oltre alle collaborazioni con riviste quali \u201cCasabella<br \/>\nContinuit\u00e0\u201d, \u201cSociet\u00e0\u201d e \u201cIl Contemporaneo\u201d, la pubblicazione di Architettura della citt\u00e0 (1966) e di A Scientific Autobiography (1981), oltre al<br \/>\nfilm Ornamento e delitto e alla direzione della sezione internazionale di architettura alla Triennale di Milano (1973) e della sezione<br \/>\narchitettura della Biennale di Venezia del 1983. Architetto e studioso, nominato Accademico di San Luca nel 1979, insignito del Pritzker<br \/>\nPrize 1990 e della 1991 Thomas Jefferson Medal in Architecture, Aldo Rossi \u00e8 noto anche per la sua attivit\u00e0 di designer \u2013 Alessi, Artemide,<br \/>\nLongoni, Molteni, Unifor \u2013 e artista, dal Teatro del Mondo presentato alla Biennale di Venezia del 1979, al Monumento a Sandro Pertini<br \/>\n(Milano, 1990), passando per l\u2019opera pittorica e grafica, da sempre legata alla sua attivit\u00e0 progettuale.<br \/>\n\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<br \/>\nAntonia Jannone apre la sua galleria nel 1979, scegliendo come campo d\u2019indagine il disegno d\u2019architettura: una forma d\u2019arte capace di uscire dalla<br \/>\nfunzione strettamente progettuale e di esprimere il lavoro pi\u00f9 intimo e poetico degli architetti. Da allora si \u00e8 affermata come punto di riferimento della<br \/>\nscena culturale, realizzando progetti insieme ai grandi nomi dell\u2019architettura italiana e internazionale, quali Ettore Sottsass, Vittorio Gregotti, Aldo<br \/>\nRossi, Alvaro Siza, Andrea Branzi, Michele De Lucchi, Ugo La Pietra, Mario Botta, Aldo Cibic. Affianca alla programmazione pi\u00f9 strettamente legata<br \/>\nall\u2019architettura, mostre e progetti dedicati alla fotografia (da Ferdinando Scianna a Carlo Orsi), alla pittura, alla scultura fino al design. Situata al<br \/>\ncivico 125 di Corso Garibaldi, la galleria si affaccia su un cortile immerso nel verde.<\/p>\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<br \/>\nAntonia Jannone<br \/>\nDisegni di Architettura<br \/>\ncorso Garibaldi 125 . Milano . ingresso libero<br \/>\norari: da marted\u00ec a sabato 15.30 &#8211; 19.30 . mattina su appuntamento<br \/>\ninfo: +39 02 29 00 29 30<br \/>\ninfo@antoniajannone.it www.antoniajannone.it<br \/>\nfacebook: antonia jannone<br \/>\nper informazioni e materiale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; ALDO ROSSI. 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