
{"id":46525,"date":"2014-11-11T11:48:52","date_gmt":"2014-11-11T09:48:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46525"},"modified":"2014-11-11T11:48:52","modified_gmt":"2014-11-11T09:48:52","slug":"lucio-pezzo-sagittarius-fondazione-marconi-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46525\/arte\/lucio-pezzo-sagittarius-fondazione-marconi-milano.html","title":{"rendered":"Lucio Del Pezzo  Sagittarius alla  Fondazione Marconi Milano"},"content":{"rendered":"<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/ATT00001-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-46526\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/ATT00001-2-500x347.jpg\" alt=\"ATT00001 (2)\" width=\"500\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/ATT00001-2-500x347.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/ATT00001-2-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/ATT00001-2.jpg 709w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Lucio Del Pezzo<i style=\"font-style: italic;\"><\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">Sagittarius<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><b style=\"font-weight: bold;\">Inaugurazione: 11 novembre 2014 dalle ore 18.00<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Dal 12 novembre al 10 gennaio 2015<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">Dopo l\u2019ultima mostra del 2009, La Fondazione Marconi presenta un nucleo di opere di Lucio Del Pezzo comprese tra la met\u00e0 degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Napoletano per nascita e formazione, l\u2019artista si trasferisce a Milano dal 1960 e partecipa al fervente clima culturale della citt\u00e0, per poi stabilirsi a Parigi, dove abita nel vecchio studio di Max Ernst e il suo lavoro acquista nel giro di pochi anni un respiro internazionale. Il percorso creativo di Lucio Del Pezzo si dipana dall\u2019evoluzione della figurazione neodadaista degli esordi, intrisa di riferimenti alla cultura popolare partenopea, a una geometria razionale di sapore metafisico, dove l\u2019essenzialit\u00e0 delle forme rimanda all\u2019archetipo pur recando il segno di un\u2019attenzione al linguaggio pop. Le opere che l\u2019artista elabora con accenti originali e con il gusto e la manualit\u00e0 dell\u2019artigiano fanno parte di un linguaggio inconfondibile in cui convivono componente ludica e spirito metafisico. Il primo piano della Fondazione sar\u00e0 dedicato alla scultura componibile\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Sagittarius<\/i>\u00a0con i relativi studi preparatori (1969) che richiamano il rigore e l\u2019equilibrio propri dell\u2019architettura per cui Del Pezzo nutre da sempre una passione. Il secondo piano invece ospiter\u00e0 una selezione di lavori complementari che ben illustrano gli elementi distintivi che fanno parte del percorso artistico dell\u2019artista e ne offrono un\u2019interessante panoramica; dal\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Piccolo casellario<\/i>\u00a0del 1966, tecnica mista su tavola che fa presagire la graduale perdita delle due dimensioni pittoriche, al\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Casellario 40 elementi<\/i>\u00a0del 1974 con i suoi simboli solidificati che rimandano a una vita originaria, ai limiti dell\u2019inconscio, passando attraverso la \u201csaetta pittorica\u201d di\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Les ma\u00eetres teinturiers<\/i>\u00a0(1966), e a quella scultorea di\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Arc en ciel\u00a0<\/i>et<i style=\"font-style: italic;\">\u00a0Zig-zag<\/i>\u00a0(1967), a\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Visual Box\u00a0<\/i>(1968) dove la dimensione del quadro tende sempre di pi\u00f9 alla scultura divenendo rilievo, collage, con elementi presi dal vero e inseriti<span lang=\"EN-US\">in un\u2019<\/span>atmosfera onirica carica di accenti surreali.\u00a0<span lang=\"EN-US\">Accanto al testo redatto da Tommaso Trini su\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Sagittarius\u00a0<\/i>per una delle prime mostre di Lucio Del Pezzo presso lo Studio Marconi (4 dicembre 1969), sar\u00e0 pubblicato un nuovo scritto critico dello stesso autore nel\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">Quaderno della Fondazione n. 16<\/b>, illustrato dalle opere esposte.\u00a0<\/span><span lang=\"EN-US\">A completamento della mostra, lo Studio Marconi \u201965 espone alcuni progetti eseguiti per il\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Sagittarius<\/i>, opere su carta, disegni e multipli compresi tra il 1966 e il 1973.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: black;\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: black;\">Note biografiche<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span lang=\"EN-US\">Nato nel 1933, si forma all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli, sua citt\u00e0 natale, e dopo il diploma si reca in Grecia per compiere ricerche archeologiche grazie a una borsa di studio. Verso la met\u00e0 degli anni Cinquanta si dis tingue come animatore d\u2019avanguardia. \u00c8 tra i fondatori della rivista \u201cDocumento Sud\u201d e del Gruppo 58, con il quale espone alla galleria San Carlo di Napoli nel 1958. Trasferitosi a Milano nel 1960, tiene la sua prima personale alla Galleria Schwarz e l\u2019anno seguente espone negli Stati Uniti, dove vince il Carnegie International Award. Nel 1962 su \u201cArt International\u201d compare un saggio dedicato all\u2019artista da Enrico Crispolti, che lo invita a L\u2019Aquila. Nel 1964 espone alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia, dove torna nel 1966 con una sala personale e la presentazione di Gillo Dorfles. In questa fase la figurazione neodadaista degli esordi, intrisa di riferimenti alla cultura popolare partenopea, evolve verso una geometria razionale dal sapore metafisico, dove l\u2019essenzialit\u00e0 delle forme rimanda a una dimensione archetipica, che tuttavia reca il segno di un\u2019attenzione al linguaggio pop. Nel 1965 partecipa alla mostra inaugurale dello Studio Marconi, con il quale avvia un intenso rapporto di collaborazione e dove terr\u00e0 numerose personali negli anni seguenti. Nel 1970 ha una importante antologica ordinata da Arturo Carlo Quintavalle al Salone dei Contrafforti in Pilotta a Parma, seguita nel 1974 da una retrospettiva alla Rotonda di via Besana a Milano curata da Guido Ballo. Dopo un lungo soggiorno a Parigi torna definitivamente in Italia nel 1977, e negli anni seguenti inizia a lavorare anche come scenografo. Dal 1984 gli \u00e8 assegnata la cattedra di \u201cricerche sperimentali sulla pittura\u201d alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 1988 espone a Mosca al Palazzo dell\u2019Arte e nel 1994 alla Casa del Mantegna di Mantova. Nel 2000 l\u2019Istituto Mathildenh\u00f6he di Darmstadt presenta la prima grande retrospettiva della sua opera in Germania. Nel 2001 progetta quattro grandi rilievi ceramici e una scultura in bronzo per due stazioni della metropolitana di Napoli ed espone una grande mostra antologica al Castel dell\u2019Ovo. Esegue opere su commissione, tra cui il grande bassorilievo realizzato per la Societ\u00e0 Risanamento Santa Giulia a Milano su invito di Giorgio Marconi.\u00a0<\/span>Nel 2004 partecipa alla mostra \u201cArcheologia metafisica\u201d presso il Museo dei Materiali Minimi di Paestum; espone nel 2007 a Palazzo Doria a Loano un\u2019antologica dal titolo \u201cNello stile italiano\u201d.\u00a0<span lang=\"EN-US\">Nel 2008 alcune sue opere entrano a far parte della collezione della Farnesina a Roma.\u00a0<\/span>Del 2009 \u00e8 l\u2019ultima mostra alla Fondazione Marconi, \u201cDe Architectura\u201d, incentrata su opere realizzate tra il 1958 e il 1972.\u00a0<span lang=\"EN-US\">Lucio Del Pezzo vive e lavora a Milano.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span lang=\"EN-US\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span lang=\"EN-US\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">After Lucio Del Pezzo\u2019s last exhibition dating back to 2009, the Fondazione Marconi presents to the public a selection of works executed by the artist from the mid Sixties to the early Seventies. Born and educated in Naples, the artist settles in Milan in 1960 where he takes part in the city\u2019s fertile climate. He then moves to Paris and establishes himself in an apartment that was the former atelier of Max Ernst. In France his work soon gains international resonance. Lucio Del Pezzo\u2019s creative path gradually evolves from the neodada figuration of his early years, imbued with references to Neapolitan popular culture, to a rational geometry of metaphysical inspiration, where essential forms evoke archetypes related to pop culture. The works that the artist elaborates with an original inspiration and a passion for craftsmanship are part of a unique style, where metaphysical spirit and playful elements are combined. At the first floor of the Fondazione the modular sculpture\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Sagittarius<\/i>\u00a0is on show together with some preliminary sketches (1969) calling to mind the rigour and the balance typical of architecture, for which Del Pezzo has always had a predilection. At the second floor a selection of complementary works is on display to illustrate the distinctive elements making part of the artist\u2019s production and giving an interesting overview of his work; from the\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Piccolo casellario<\/i>\u00a0of 1966, mixed media on board that reveals in advance the gradual mutation of the two-dimensional painting, to the\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Casellario 40 elementi<\/i>\u00a0of 1974 evoking a primitive life with its fronzen symbols to the limit of unconscious, and from the \u201cpainted thunderbolt\u201d of\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Les ma\u00eetres teinturiers<\/i>\u00a0(1966), to the \u201csculpted\u201d one of\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Arc en ciel, Zig-zag<\/i>\u00a0(1967) and\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Visual Box<\/i>(1968), where the painting progressively turns into a sculpture, a relief, a collage including real elements plunged into a dreamlike and surreal atmosphere. Together with the text, written by\u00a0<span lang=\"EN-US\">Tommaso Trini, on\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Sagittarius\u00a0<\/i>on the occasion of one of the first exhibitions of Lucio Del Pezzo at the Studio Marconi (December 4, 1969), a new critical text by the same author will be published in\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">Quaderno della Fondazione n. 16<\/b>, illustrated by the works on show.\u00a0<\/span><span lang=\"EN-US\">The exhibition continues at the Studio Marconi \u201965 where some sketches executed for\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Sagittarius<\/i>, works on paper, drawings and multiples, comprised between 1966 and 1973, will be on display.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span lang=\"EN-US\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: black;\">Biographical notes<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNoSpacing\" style=\"color: #444444;\">Born in 1933, he studied at the Academy of Fine Arts in Naples, his native city. After graduating, he travelled to Greece on a scholarship to carry out archaeological research. Towards the mid-fifties he became a recognised exponent of the avant-garde. He was one of the founders of the magazine<i style=\"font-style: italic;\">Documento Sud<\/i>\u00a0and of Gruppo 58, with whom he exhibited at the Galleria San Carlo in Naples in 1958. He moved to Milan in 1960, holding his first solo show that same year at Galleria Schwarz. The following year he exhibited in the United States, where he won the Carnegie International Award. In 1962,\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Art International\u00a0<\/i>published<i style=\"font-style: italic;\">\u00a0<\/i>an essay about the artist by Enrico Crispolti, who invited him to L\u2019Aquila. In 1964 he exhibited at the Milan Triennale and at the Venice Biennale, where he returned in 1966 with a solo show, presented by Gillo Dorfles. In this phase, the neo-Dadaist figuration of the early years, full of references to popular Neapolitan culture, evolved towards a rational geometry with a metaphysical flavour, where the simplicity of the forms refer to an archetypal dimension, but also bear signs of the influence of pop art. In 1965, he took part in the inaugural exhibition at Studio Marconi, marking the start of an intense collaboration with the gallery, where he held numerous solo shows in the following years. In 1970, Arturo Carlo Quintavalle ordered a major retrospective at the Salone dei Contrafforti in Pilotta in Parma, followed in 1974 by a retrospective at the Rotonda della Besana in Milan, curated by Guido Ballo. After a long period in Paris, in 1977 Del Pezzo returned permanently to Italy, and in the following years also began to work as a set designer. Since 1984 he has held the chair of Experimental Research into Painting at the Nuova Accademia di Belle Arti in Milan.\u00a0\u00a0In 1988 he exhibited at the Art Palace in Moscow, and in 1994 at the Casa del Mantegna in Mantua. In 2000, the Mathildenh\u00f6he Institute in Darmstadt presented the first major retrospective of his work in Germany. In 2001, he designed four large ceramic reliefs and a sculpture in bronze for two subway stations in Naples; he also held a large retrospective exhibition at Castel dell\u2019Ovo. He has created commissioned works, among them the large bas-relief made at the invitation of Giorgio Marconi \u200b\u200bfor the Societ\u00e0 Risanamento Santa Giulia in Milan. In 2004, he participated in the exhibition\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Metaphysical Archaeology<\/i>\u00a0at the Museo dei Materiali Minimi in Paestum. In 2007, at the Palazzo Doria in Loano, he exhibited an anthology of works entitled\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">In the Italian Style<\/i>. In 2008, a number of his works became part of the Farnesina collection in Rome. In 2009,\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">De Architectura<\/i>, his last exhibition to be held at the Fondazione Marconi, focused on works created between 1958 and 1972. Lucio Del Pezzo lives and works in Milan.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: black;\">Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span style=\"color: black;\">Via Tadino 15 &#8211; 20124 Milano<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span style=\"color: black;\">Tel. 02 29 41 92 32 &#8211; Fax 02 29 41 72 78<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: black;\">info@fondazionemarconi.org<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: black;\">www.fondazionemarconi.org<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span lang=\"EN-US\">Inaugurazione:<\/span><\/b><span lang=\"EN-US\">\u00a011 novembre 2014 dalle ore 18.00<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Durata della mostra:<\/b>\u00a0dal 12 novembre al 10 gennaio 2015<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Orario:<\/b>\u00a0marted\u00ec &#8211; sabato 10-13, 15-19<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: black;\">Ingresso gratuito<\/span><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucio Del Pezzo Sagittarius \u00a0Inaugurazione: 11 novembre 2014 dalle ore 18.00 Dal 12 novembre al 10 gennaio 2015 \u00a0 Dopo l\u2019ultima mostra del 2009, La Fondazione Marconi presenta un nucleo di opere di Lucio Del Pezzo comprese tra la met\u00e0 degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. 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