
{"id":46280,"date":"2014-09-14T22:02:34","date_gmt":"2014-09-14T20:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46280"},"modified":"2014-11-04T22:04:18","modified_gmt":"2014-11-04T20:04:18","slug":"progetto-apod-i-centri-terapia-dolore-spalancano-porte-medici-famiglia-allargano-rete-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46280\/medicina\/progetto-apod-i-centri-terapia-dolore-spalancano-porte-medici-famiglia-allargano-rete-territorio.html","title":{"rendered":"Progetto APOD: i Centri di terapia del dolore spalancano le porte ai medici di famiglia e allargano la \u201cRete\u201d al territorio"},"content":{"rendered":"<p style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Sviluppare, al contempo, una rete della conoscenza e una conoscenza della Rete<\/b>. Potrebbe essere questo lo slogan pi\u00f9 adatto al\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">progetto APOD \u201cAmbulatory Pain Open Door\u201d<\/b>, lanciato ieri mattina dall\u2019Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, al fine di imprimere un\u2019accelerazione all\u2019applicazione della Legge 38. Per stringere le maglie della Rete di cure palliative e di terapia del dolore, e garantire la continuit\u00e0 assistenziale e terapeutica nel campo delle cure antalgiche,\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">il Progetto APOD mira a mettere in contatto diretto i medici di Medicina Generale con gli specialisti del dolore: per favorire un dialogo pi\u00f9 serrato fra la medicina territoriale e la specialistica, e per aiutare i medici di famiglia a identificare pi\u00f9 rapidamente il tipo di dolore avvertito dai pazienti<\/b>. L\u2019effettiva implementazione delle Reti delineate nella Legge 38, infatti, passa anche dall\u2019instaurazione di un rapporto interpersonale, diretto, fra medici di Medicina Generale e specialisti che operano negli stessi distretti territoriali. In tal modo i medici di Medicina Generale potranno meglio diagnosticare il dolore, ma sapranno anche dove \u2013 e a chi \u2013 indirizzare i casi pi\u00f9 complessi.<b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Parma, Firenze, Roma, Milano, Castelfranco Emilia, Modena, Verona, Vicenza, Napoli, Orvieto, Palermo, Torino, Cagliari, Cremona, Bari e Genova, attraverso ospedali universitari, centri d\u2019eccellenza e Asl: sono 18, e sparsi in tutta Italia, i Centri coinvolti nel progetto APOD<\/b>, che con il contributo incondizionato di Gr\u00fcnenthal Italia si svilupper\u00e0 in\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">3 fasi<\/b>: un primo step teorico, nel quale i centri specialistici apriranno le porte ai medici di famiglia, per una sessione di formazione nella quale sar\u00e0 illustrato il Progetto, presentato il Centro e sviluppato un inquadramento fisiopatologico, terapeutico e diagnostico del dolore, anche attraverso la condivisione di alcuni casi pratici. Nella seconda fase, direttamente \u201csul campo\u201d, il terapista del dolore affiancher\u00e0 il medico di Medicina Generale nella visita ai pazienti. Si termina con la fase applicativa: il medico di famiglia adotter\u00e0 nel proprio ambulatorio, nell\u2019arco di 30 giorni, gli strumenti terapeutici appresi, raccogliendo e condividendo con lo specialista i dati sulla terapia consigliata, oppure indirizzando direttamente al Centro di riferimento i casi pi\u00f9 complessi.<b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u201c<i style=\"font-style: italic;\">Tutti siamo ormai consapevoli che l\u2019implementazione della Legge 38 richiede anzitutto la costruzione di una Rete efficace per la diagnosi e la terapia del dolore<\/i>\u00a0\u2013 dichiara Guido Fanelli,\u00a0<\/b>presidente della\u00a0<a style=\"font-weight: inherit; color: #0068cf;\" href=\"http:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/ministro\/p4_5_9_2.jsp?lingua=italiano&amp;label=commissioni&amp;menu=organizzazione&amp;id=767\" target=\"_blank\">Commissione ministeriale Terapia del dolore e cure palliative<\/a>, professore ordinario di Anestesiologia e Rianimazione presso l\u2019Universit\u00e0 di Parma \u2013.<b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><i style=\"font-style: italic;\">Il merito del Progetto APOD consiste in un\u2019intuizione di fondo: per costruire queste Reti \u00e8 necessario in primo luogo il contatto umano. In concreto non esistono la Medicina del territorio e la Medicina specialistica, ma i medici di famiglia e gli specialisti. Persone che lavorano ogni giorno su un distretto territoriale determinato, al servizio di pazienti che di solito si rivolgono anzitutto al medico di Medicina Generale. L\u2019aggiornamento di questo professionista e il suo contatto diretto con lo specialista del dolore, cio\u00e8 i due obiettivi del progetto APOD, sono i mezzi pi\u00f9 efficaci per dare un colpo di acceleratore al percorso di attuazione della Legge 38\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"color: #444444;\"><i style=\"font-style: italic;\">\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"color: #444444;\">\u201c<i style=\"font-style: italic;\">Lo scambio di conoscenze tra medico di famiglia e specialista, che avverr\u00e0 grazie al Progetto APOD attraverso un contatto diretto fra questi professionisti \u2013\u00a0<\/i>commenta<i style=\"font-style: italic;\">\u00a0<\/i><b style=\"font-weight: bold;\">Massimo Allegri<\/b>, terapista del dolore dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia, Fondazione Irccs San Matteo \u2013\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">\u00e8 fondamentale soprattutto ai fini della rapida individuazione del tipo di dolore del quale soffre il paziente.\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">La diagnosi corretta, infatti, \u00e8 ancora il risultato pi\u00f9 arduo da ottenere nel campo delle terapie antalgiche<\/b>. A questo scopo, con il progetto APOD, da una parte si attiva una rete per lo scambio di conoscenze tra medici di base e specialisti, dall\u2019altra si diffonde la conoscenza della struttura della Rete da parte dei professionisti che la costituiscono, in concreto, operando nello stesso territorio<\/i>\u201d.<b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\"><\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">Il Gruppo Gr\u00fcnenthal \u00e8 un&#8217;organizzazione indipendente, a conduzione familiare\u00a0a carattere\u00a0internazionale di ricerca farmaceutica con sede ad Aquisgrana, in Germania. Forte della sua posizione unica nel\u00a0trattamento del\u00a0 dolore,\u00a0ha come\u00a0obiettivo\u00a0quello di diventare l&#8217;azienda leader nell&#8217;innovazione terapeutica mantenendo sempre al centro le esigenze del paziente. Complessivamente, il Gruppo Gr\u00fcnenthal ha filiali in 26 paesi in tutto il mondo.\u00a0Gr\u00fcnenthal \u00e8 una delle cinque compagnie in Germania che ancora investe in progetti di ricerca e sviluppo. Questi investimenti rappresentano circa il 26% del fatturato del 2012. La strategia di\u00a0\u00a0ricerca e sviluppo in Gr\u00fcnenthal si concentra su aree terapeutiche selezionate e su tecnologie all\u2019avanguardia. Ci focalizziamo principalmente sulla ricerca di nuovi trattamenti per il dolore, pi\u00f9 efficaci e con sempre meno effetti collaterali. I prodotti Gr\u00fcnenthal sono venduti in oltre 155 paesi e circa. 4.400\u00a0sono i dipendenti\u00a0che lavorano\u00a0 per il Gruppo\u00a0 a livello globale. Nel 2012, Gr\u00fcnenthal ha raggiunto un fatturato di circa 973 milioni di \u20ac. Per maggiori informazioni:\u00a0<a style=\"font-weight: inherit; color: #0068cf;\" href=\"http:\/\/www.grunenthal.com\/\" target=\"_blank\">www.grunenthal.com<\/a>.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sviluppare, al contempo, una rete della conoscenza e una conoscenza della Rete. Potrebbe essere questo lo slogan pi\u00f9 adatto al\u00a0progetto APOD \u201cAmbulatory Pain Open Door\u201d, lanciato ieri mattina dall\u2019Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, al fine di imprimere un\u2019accelerazione all\u2019applicazione della Legge 38. 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