
{"id":46254,"date":"2014-10-05T11:29:38","date_gmt":"2014-10-05T09:29:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46254"},"modified":"2014-11-04T11:33:34","modified_gmt":"2014-11-04T09:33:34","slug":"tiroide-per-i-noduli-affliggono-circa-25-popolazione-italiana-niente-cicatrici-ricoveri-in-day-hospital-nuove-terapie-mini-invasive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46254\/medicina\/tiroide-per-i-noduli-affliggono-circa-25-popolazione-italiana-niente-cicatrici-ricoveri-in-day-hospital-nuove-terapie-mini-invasive.html","title":{"rendered":"TIROIDE: PER I NODULI CHE AFFLIGGONO CIRCA IL 25% DELLA POPOLAZIONE ITALIANA NIENTE CICATRICI E RICOVERI IN DAY HOSPITAL CON LE NUOVE TERAPIE MINI-INVASIVE"},"content":{"rendered":"<p style=\"color: #444444;\" align=\"center\">I noduli tiroidei interessano fino al 25% della popolazione italiana e sono una delle malattie endocrine pi\u00f9 comuni; colpiscono la tiroide, ghiandola che produce ormoni essenziali per il benessere dell\u2019individuo. Il 90% dei noduli tiroidei sono benigni e sono correlati a bassa concentrazione di iodio nell\u2019ambiente, elemento fondamentale per la produzione degli ormoni, e a familiarit\u00e0. Nel caso di noduli maligni le cause sono ancora la familiarit\u00e0 ma, pi\u00f9 importanti, anche l\u2019esposizione a radiazioni o a trattamenti terapeutici come la radioterapia della testa e del collo.<\/p>\n<p style=\"color: #444444;\">La maggior parte dei noduli tiroidei benigni rimangono stabili nel tempo e non necessitano di trattamenti se non un costante monitoraggio. Alcuni, tuttavia, tendono a crescere progressivamente e a causare sintomi locali, in questi casi si tende a limitare gli interventi chirurgici ai soli pazienti che presentano ipertiroidismo o sintomi compressivi non altrimenti gestibili. Gli strumenti chirurgici attualmente disponibili hanno fortemente ridotto il danno estetico e il rischio di complicanze. Inoltre, lesioni benigne meno complesse possono essere ora trattate con nuove terapie mini-invasive che permettono di ridurne il volume senza necessit\u00e0 di anestesia generale e di ricovero in ospedale.<\/p>\n<p style=\"color: #444444;\">Di queste tecniche se ne \u00e8 \u00a0parlato al workshop \u201c2^ Thyroid UpToDate 2014 \u2013 Patologia tiroidea fra certezze e zone grigie\u201d di \u00a0Ariccia con \u00a0numerosi esperti italiani ed internazionali.<\/p>\n<p style=\"color: #444444;\">\u201cLe nuove terapie mini-invasive \u2013 afferma\u00a0<strong style=\"font-weight: bold;\">Enrico Papini<\/strong>, Direttore UOC Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale e organizzatore del convegno \u2013 portano ad una diminuzione significativa e persistente del volume dei noduli e dei sintomi\u201d.<\/p>\n<p style=\"color: #444444;\">\u201cTra le differenti tecniche mini-invasive di ablazione dei noduli tiroidei, continua Papini, tre sono le pi\u00f9 efficaci e le pi\u00f9 semplici da applicare dopo un adeguato periodo di training. Tutti questi metodi hanno il vantaggio di non richiedere l\u2019anestesia generale e di distruggere una minima parte del tessuto tiroideo permettendo quindi di preservare la funzione ghiandolare della tiroide. Per le cisti tiroidee viene utilizzata l\u2019iniezione percutanea di etanolo che consiste nell\u2019iniettare piccole quantit\u00e0 di etanolo nelle cisti dopo aver aspirato il liquido contenuto in esse; questo trattamento dura pochi minuti, non ha costi se non quelli dell\u2019etanolo sterile, \u00e8 minimamente doloroso e soprattutto sicuro. Per i noduli si usa invece l\u2019ablazione termica che pu\u00f2 essere eseguita con due tecniche: mediante laser oppure elettrodi. Con entrambe le metodiche l\u2019aumento di temperatura del tessuto tiroideo provoca un danno cellulare localizzato e irreversibile che porta ad una diminuzione del volume nodulare di circa il 50% che persiste per anni dopo una sola seduta.\u201d<\/p>\n<p style=\"color: #444444;\">In seguito sia alle tecniche di tireoidectomia tradizionali che alle terapie mini-invasive pu\u00f2 diventare necessaria una terapia sostitutiva con l\u2019ormone sintetico della tiroide, la levotiroxina che \u00e8 la terapia principale per l\u2019ipotiroidismo che deve essere seguita per tutta la vita e impone semplici ma precise regole per essere effettuata correttamente. La levotiroxina presenta una serie di interazioni con altri farmaci e il suo assorbimento pu\u00f2 non essere ottimale per problemi digestivi o intolleranze come quella al lattosio, inoltre, \u00e8 necessario non assumere cibo per almeno 30 minuti dopo l\u2019ingestione dell\u2019ormone.\u00a0\u201cAlcuni recenti contributi nel campo della farmacologia consentono ora di ricorrere a nuove soluzioni terapeutiche, come ad esempio l\u2019impiego dell\u2019ormone tiroideo in soluzione liquida o in capsule molli che possono garantire un migliore assorbimento del principio attivo e una migliore aderenza del paziente alla terapia grazie alla facilit\u00e0 di assunzione.\u201d conclude Papini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I noduli tiroidei interessano fino al 25% della popolazione italiana e sono una delle malattie endocrine pi\u00f9 comuni; colpiscono la tiroide, ghiandola che produce ormoni essenziali per il benessere dell\u2019individuo. 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