
{"id":46059,"date":"2014-10-27T23:26:15","date_gmt":"2014-10-27T21:26:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46059"},"modified":"2014-10-27T23:26:15","modified_gmt":"2014-10-27T21:26:15","slug":"tdm-mostra-icone-design-ugo-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46059\/design\/tdm-mostra-icone-design-ugo-pietra.html","title":{"rendered":"TDM: mostra Icone del Design, Ugo La Pietra"},"content":{"rendered":"<p><strong>Icone del Design Italiano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 21 ottobre 2014<\/strong><\/p>\n<p><strong>Selezione di Ugo La Pietra<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Prosegue il ciclo di mostre dedicato alle Icone del Design Italiano negli spazi del CreativeSet del Triennale Design Museum.<\/p>\n<p>A circa un mese dall\u2019apertura della sua grande mostra monografica in Triennale, Ugo La Pietra accoglie l\u2019invito del Triennale Design Museum a indicare gli oggetti per lui necessari e imprescindibili della storia del design italiano fra quelli della Collezione Permanente del Museo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A un nucleo di icone dalla Collezione si va cos\u00ec ad aggiungere la selezione di Ugo La Pietra, che cos\u00ec la descrive:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gio Ponti, Bilia, 1931, FontanaArte<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli archetipi<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019oggetto che pi\u00f9 di ogni altro ha saputo esprimere una forte identit\u00e0 attraverso due forme archetipali: il cono e la sfera.<\/p>\n<p>Molti saranno gli esempi che cercheranno di utilizzare sia nel design che nell\u2019architettura le forme che da sempre \u201cci portiamo dentro\u201d come qualcosa di acquisito.<\/p>\n<p>Raramente la semplice giustapposizione di due forme elementari ha saputo generare un oggetto originale e con una sua propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vittoriano Vigan\u00f2, Tavolino in cristallo, 1951<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto a vista<\/p>\n<p>Vittoriano Vigan\u00f2 \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 importanti architetti e designer che hanno saputo, attraverso un percorso progettuale di base razionalista, esaltare i materiali, i colori, le superfici in quello che pass\u00f2 alla storia come il \u201cBrutalismo\u201d europeo.<\/p>\n<p>I suoi oggetti, e questo tavolo \u00e8 uno dei pi\u00f9 indicati a coglierne il senso, sono l\u2019espressione di come Vigan\u00f2 abbia saputo pi\u00f9 di ogni altro dare valore (tutto a vista!) a una vite, un tubo, un filo della corrente, un semilavorato\u2026 facendoli diventare elementi caratteristici della forma, colore e decoro di un oggetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gio Ponti, Piero Fornasetti, Architettura, 1951<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iper-decorazione<\/p>\n<p><em>Trumeau<\/em> \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 importante nel design contemporaneo e anche il pi\u00f9 esplicito sull\u2019uso della decorazione come elemento capace di modificare semplicemente l\u2019oggetto.<\/p>\n<p>Un esempio che precede altre esperienze analoghe degli anni Ottanta e che ritroviamo nel passato: nelle facciate dipinte \/ decorate delle case liguri, negli interni dipinti \/ decorati delle ville rinascimentali.<\/p>\n<p>Decori in grado di alterare la fisionomia dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Uno dei tanti oggetti che Ponti realizz\u00f2 con Fornasetti e che per troppi anni gli valsero la scomunica da parte del design ufficiale milanese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gio Ponti, Superleggera, 1957, Cassina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tradizione rinnovata<\/p>\n<p>L\u2019oggetto pi\u00f9 rappresentativo di un processo di avvicinamento del design alla grande tradizione artigianale italiana.<\/p>\n<p>La sedia <em>Superleggera<\/em> di Ponti \u00e8 un\u2019opera che si rif\u00e0 ad un modello consolidato della tradizione artigianale ligure: \u201cclassico-contemporaneo\u201d si potrebbe definire!<\/p>\n<p>E, classica, \u00e8 la sedia che Ponti chiama \u201csedia\/sedia\u201d perch\u00e9 non \u00e8 connotabile da nessun stile.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019opera che nasce classica perch\u00e9 \u00e8 fuori da qualsiasi riferimento a mode e linguaggi destinati a modificarsi e ad evolversi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Piero Gilardi, serie I Sassi, 1968, Gufram<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturale \/ Artificiale<\/p>\n<p><em>I sassi<\/em> di Gilardi sono gli oggetti che pi\u00f9 di ogni altro rappresentano le contraddizione che si sono maturate nel mondo del design fin dalla fine degli anni Sessanta.<\/p>\n<p>Queste opere introducono alcune componenti che per decenni il design ha cercato di occultare: il rapporto figurativo legato alla natura, il contrasto tra la natura e l\u2019artificio, la perdita da parte della societ\u00e0 della capacit\u00e0 di valutare ci\u00f2 che serve da ci\u00f2 che \u00e8 superfluo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Super Icona<\/p>\n<p>Carlo Mollino, Arabesco, 1949, Zanotta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Organico \/ antropomorfo<\/p>\n<p>Per troppi anni l\u2019unica voce che ha saputo prendere le distanze dal percorso razionale che ha caratterizzato l\u2019evoluzione del nostro design \u00e8 stata quella di Mollino.<\/p>\n<p>Accanto al percorso quasi lineare della storia del design, che dal Bauhaus si \u00e8 sviluppato fino ad oggi, Mollino rappresenta una tappa di un percorso opposto e parallelo che dal Surrealismo \u00e8 passato attraverso l\u2019Internazionale Situazionista, la Bauhaus Immaginista, l\u2019Architettura Radicale, fino ad arrivare al Neoeclettismo degli anni Ottanta.<\/p>\n<p>Con i suoi oggetti esplicitamente organici, con allusioni antropomorfe, ha trovato il modo di controbilanciare i tanti oggetti pseudo razionalistici del design italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Biografia<\/strong><\/p>\n<p>Vive e lavora a Milano. Si \u00e8 sempre dichiarato \u201cricercatore\u201d nelle arti visive e nella comunicazione.<\/p>\n<p>Ha comunicato le sue ricerche attraverso molte mostre in Italia e all\u2019estero. Ha curato diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d\u2019Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orl\u00e9ans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca.<\/p>\n<p>Ha vinto il Compasso d\u2019Oro nel 1979.<\/p>\n<p>Le sue esperienze di ricerca in architettura e nel design lo hanno portato a sviluppare temi come \u201cLa casa telematica\u201d (MoMA di New York, 1972 \u2013 Fiera di Milano, 1982), \u201cRapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale\u201d (Triennale di Milano 1979, 1992), \u201cLa casa neoeclettica\u201d (Abitare il Tempo, 1990), \u201cCultura Balneare\u201d (Centro Culturale Cattolica, 1985\/95).<\/p>\n<p>Ha sempre sostenuto con opere, ricerche, scritti e didattica un design carico di significati, per un \u201cdesign territoriale\u201d contro il design internazionalista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mostra dedicata a Ugo La Pietra, a cura di Angela Rui, aprir\u00e0 al pubblico il 26 novembre 2014.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Icone del Design Italiano<\/strong><\/p>\n<p>4 aprile 2014 \u2013 22 febbraio 2015<\/p>\n<p>Triennale Design Museum, CreativeSet<\/p>\n<p>A cura di Silvana Annicchiarico, Direttore Triennale Design Museum<\/p>\n<p>Progetto di allestimento Antonio Citterio Patricia Viel Interiors<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Selezioni di:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ugo La Pietra\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 21 ottobre \/ 16 novembre 2014<\/p>\n<p>Michele De Lucchi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 18 novembre \/ 14 dicembre 2014<\/p>\n<p>Gaetano Pesce\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 16 dicembre 2014 \/ 18 gennaio 2015<\/p>\n<p>Antonio Citterio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 20 gennaio \/ 22 febbraio 2015<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Orari<\/p>\n<p>marted\u00ec-domenica 10.30-20.30<\/p>\n<p>gioved\u00ec 10.30-23.00<\/p>\n<p>Ingresso 2 euro<\/p>\n<p>Triennale Design Museum + Icone 8 euro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Icone del Design Italiano Dal 21 ottobre 2014 Selezione di Ugo La Pietra \u00a0 Prosegue il ciclo di mostre dedicato alle Icone del Design Italiano negli spazi del CreativeSet del Triennale Design Museum. 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