
{"id":45996,"date":"2014-10-27T10:04:26","date_gmt":"2014-10-27T08:04:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=45996"},"modified":"2014-10-27T10:04:26","modified_gmt":"2014-10-27T08:04:26","slug":"7-novembre-lisson-gallery-milan-gerard-byrne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/45996\/arte\/7-novembre-lisson-gallery-milan-gerard-byrne.html","title":{"rendered":"Fino al 7 novembre  alla Lisson Gallery Milan GERARD BYRNE"},"content":{"rendered":"<div class=\"Body\" style=\"color: #444444;\"><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/ITN13604.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-45997\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/ITN13604-500x394.jpg\" alt=\"ITN13604\" width=\"500\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/ITN13604-500x394.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/ITN13604-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/ITN13604.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"Body\" style=\"color: #444444;\">La serie di stampe fotografiche time-shifting (live in differita) che riproducono edicole con periodici e quotidiani pubblicati diversi anni prima, costituisce il cuore di un corpus di opere inedite esposte presso Lisson Gallery Milan per la prima mostra personale di Gerard Byrne.<\/div>\n<div class=\"Body\" style=\"color: #444444;\">L\u2019artista, che ha rappresentato l\u2019Irlanda in occasione della 52\u00b0 Biennale di Venezia, ha ritratto negli ultimi cinque anni una serie di chioschi di giornali simili a qualsiasi altro chiosco si possa comunemente incontrare per i centri cittadini o nei distretti commerciali di tutto il mondo. Le edicole conservano come congelato il contesto sociale, politico e culturale dell\u2019epoca e del luogo di pubblicazione &#8211; probabilmente rivelandone gli aspetti pi\u00f9 salienti o pi\u00f9 semplicemente quali automobili, celebrit\u00e0, musicisti, personaggi sportivi erano popolari in quel determinato periodo.<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Catalogate sotto il titolo \u201c<i style=\"font-style: italic;\">Newsstand\u201d<\/i>, le stampe fotografiche sono esemplari unici, impressi in bianco e nero da un solo negativo; anche se scattate a Citt\u00e0 del Messico, Parigi o Bruxelles e &#8211; in particolare per questa mostra &#8211; a Milano, ognuna di esse porta un titolo dal carattere progressivo che riflette il preciso istante nel quale \u00e8 stata realizzata:\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Ten Months, three weeks and one day ago,<\/i>\u00a0per esempio.<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Il percorso espositivo continua al piano inferiore con un nuovo video che \u00a0approfondisce ulteriormente le riflessioni intraprese dall\u2019artista sull\u2019opera teatrale dell\u2019autore irlandese Samuel Beckett,\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">En Attendant Godot<\/i>\u00a0(<i style=\"font-style: italic;\">Waiting for Godot<\/i>) gi\u00e0 soggetto di una serie di sculture e fotografie basate sugli aspetti minimali del testo dal punto di vista scenografico e registico. Il nuovo film di Byrne,\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Voice,<\/i>\u00a0documenta le prove teatrali dell\u2019opera nella originale versione francese, introducendo nella trama una voce fuori campo. Il narratore \u00e8 un bambino che tenta faticosamente di decifrare la storia, mentre il pubblico, a sua volta, \u00e8 invitato a ricostruire i vari punti di vista \u2013 quello del bambino, quello proposto dalla traduzione filmica dell\u2019interpretazione teatrale e il proprio \u2013 per poter comprendere pienamente la materia oggetto dell\u2019opera di Byrne.\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Voice<\/i>\u00a0non si pone come obiettivo l\u2019applicazione di una critica alla storia dell\u2019opera, piuttosto mira a costruire uno spazio speculativo e generativo, nel quale i confini tra maturit\u00e0, infanzia, personificazione e traslazione si trovano temporaneamente sospesi.<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Infine, verr\u00e0 presentato un nuovo gruppo di sculture, le cui fonti ispiratrici vanno dalle prime prove scultoree di Robert Smithson, le opere di Donald Judd e i progetti di tavoli del designer Paul Kjaertholm. Il complesso ha come finalit\u00e0 quella di dare spazio a un agglomerate di immagini composte secondo lo spirito del collage, e agisce come una capsula del tempo che protegge i diversi progetti, pensieri e linee di ricerca dell\u2019artista. La mostra si propone come una panoramica degli interessi e delle pratiche che caratterizzano attualmente l\u2019opera di Gerard Byrne, presentando lavori che mettono in discussione le coordinate storico-temporali attraverso i riferimeni al teatro tradizionale (Beckett) e alle realt\u00e0 quotidiane dei\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">\u201cNewsstand\u201d,<\/i>\u00a0riletti come fossero una serie di flash-back (le fotografie) o una lirica associazione di immagini conservate in una teca.<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">L\u2019artista<\/b><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Dal ricco e intellettualmente complesso immaginario, l\u2019opera di Byrne in ambito fotografico, filmico, teatrale e nelle installazioni multimediali, indaga l\u2019oscillazione tra tempo e azione che si verificano durante il processo di elaborazione delle immagini. Caratterizzati da uno humour laconico, i progetti di Byrne riflettono sulle ambiguit\u00e0 del linguaggio, su ci\u00f2 che si perde o viceversa si aggiunge nel corso delle traduzioni del testo in immagine. Tramite la ricostruzione di conversazioni storicamente impegnate, cos\u00ec come interviste e performance, tratte da svariate fonti letterarie come\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">La Revolution Surr\u00e9aliste,<\/i>\u00a0o riviste quali\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Playboy<\/i>\u00a0e\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">National Geographic,<\/i>\u00a0l\u2019artista testa la nostra percezione del passato e del presente e le relative sfide poste dalla registrazione visiva. Le immagini fotografiche delle serie\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">In The News<\/i>\u00a0e\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Loch Ness,<\/i>dimostrano come, sebbene la tecnica fotografica fissi una porzione di realt\u00e0 in un determinato momento storico, attraverso la titolazione e il concetto di time-shifting le immagini di Byrne vadano interpretate come entit\u00e0 dinamiche nel tempo: una situazione che crea e allo stesso tempo distorce la nostra conoscenza di ci\u00f2 che viene prima. Byrne \u00e8 meticoloso nelle sue ricerche e analisi sulle relazioni intercorrenti tra tempo, documentazione e un linguaggio visivo riconoscibile, e mentre ogni corpus di opere \u00e8 concepito indipendentemente dall\u2019altro, essi risuonano insieme come se fossero stati immaginati in relazione a uno specifico, sebbene malleabile, riferimento storico.<\/div>\n<div class=\"Body\" style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div class=\"Body\" style=\"color: #444444;\">Gerard Byrne \u00e8 nato a Dublino nel 1969, dove vive e lavora. Le esibizioni personali comprendono: The Whitechapel Gallery, London (2013); Funda\u00e7\u00e3o Calouste Gulbenkian, Lisbon (2012); IMMA, Dublin (2011); Milton Keynes Gallery (2011); The Renaissance Society, Chicago (2011); Lismore Castle Arts, Ireland (2010); The Common Guild, Glasgow (2010); Lisson Gallery, London (2009); ICA Boston (2008); Statens Museum for Kunst, Copenhagen (2008); Dusseldorf Kunstverein (2007); Contemporary Art Centre, Vilnius (2007); MUMOK, Vienna (2006); BAK, Utrecht (2004); Frankfurter Kunstverein (2003). Nel 2007 ha rappresentato l\u2019Irlanda in occasione della 52\u00b0 Biennale di Venezia. Ha inoltre partecipato a dOCUMENTA 13, Kassel, 2012; Performa, New York (2011); the 54th Venice Biennale (2011); Biennale di Auckland (2010); Biennale di Gwangju (2008); Biennale di Sydney (2008); Biennale di Lione (2007); Tate Triennial (2006); e la Biennale di Istambul (2003).<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Lisson Gallery<\/b><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Lisson Gallery \u00e8 una delle gallerie d\u2019arte contemporanea pi\u00f9 influenti e longeve al mondo. Sin dalla fondazione nel 1967 a opera di Nicholas Logsdail, Lisson ha sostenuto le carriere di artisti che hanno trasformato la maniera di produrre e presentare l\u2019arte. La galleria prosegue il suo sostegno e la divulgazione dell\u2019eredit\u00e0 storica di questi artisti, ma anche il supporto alle pratiche in continua evoluzione proprie degli artisti gi\u00e0 affermati, cos\u00ec come l\u2019ampio potenziale che i nuovi talenti emergenti rappresentano. Con due spazi espositivi a Londra, una galleria a Milano e la imminente apertura di una quarta sede a New York, Lisson Gallery estende ulteriormente il suo impegno nella eleborazione di innovazioni curatoriali attraverso\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Lisson Presents,<\/i>\u00a0un programma di iniziative temporanee che superano la dimensione prettamente galleristica , esibendo le opere dei propri artisti in collaborazione con partners di tutto il mondo.<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><span style=\"color: #800000;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Informazioni pratiche<br \/>\n<\/b><\/span><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Gerard Byrne<\/b><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">18 settembre &#8211; 7 novembre 2014<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Via Zenale 3, 20123 Milano<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Orari di apertura: Lu- Ve: 10.00 -18.00 (chiuso dalle 13.00 alle 15.00).<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">Sabato su appuntamento.<\/div>\n<div style=\"color: #444444;\">T:\u00a0<span id=\"ecxskype_c2c_container\" class=\"ecxskype_c2c_container ecxnotranslate\" dir=\"ltr\" tabindex=\"-1\" data-numbertocall=\"+390289050608\" data-isfreecall=\"false\" data-isrtl=\"false\" data-ismobile=\"false\"><span class=\"ecxskype_c2c_highlighting_inactive_common\" dir=\"ltr\"><span id=\"ecxnon_free_num_ui\" class=\"ecxskype_c2c_textarea_span\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"ecxskype_c2c_logo_img\" src=\"https:\/\/a.gfx.ms\/i_safe.gif\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" border=\"0\" \/><span class=\"ecxskype_c2c_text_span\">+39 02 8905 0608<\/span><span class=\"ecxskype_c2c_free_text_span\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/span>\u00a0&#8211;\u00a0 www.lissongallery.com\u00a0<span class=\"ecxskype_c2c_print_container ecxnotranslate\">+39 02 8905 0608<\/span><\/div>\n<div style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La serie di stampe fotografiche time-shifting (live in differita) che riproducono edicole con periodici e quotidiani pubblicati diversi anni prima, costituisce il cuore di un corpus di opere inedite esposte presso Lisson Gallery Milan per la prima mostra personale di Gerard Byrne. L\u2019artista, che ha rappresentato l\u2019Irlanda in occasione della 52\u00b0 Biennale di Venezia, ha &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/45996\/arte\/7-novembre-lisson-gallery-milan-gerard-byrne.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Fino al 7 novembre  alla Lisson Gallery Milan GERARD BYRNE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[13822,7573,17],"class_list":["post-45996","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-byrne","tag-lisson-gallery","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45996","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45996"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45996\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45998,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45996\/revisions\/45998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45996"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45996"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45996"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}