
{"id":45933,"date":"2014-10-26T00:04:17","date_gmt":"2014-10-25T22:04:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=45933"},"modified":"2014-10-27T00:05:57","modified_gmt":"2014-10-26T22:05:57","slug":"cemento-non-si-mangia-in-dieci-anni-persa-superficie-vasta-come-lisola-cipro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/45933\/enogastronomia\/cemento-non-si-mangia-in-dieci-anni-persa-superficie-vasta-come-lisola-cipro.html","title":{"rendered":"Il cemento non si mangia  In dieci anni persa una superficie vasta come l\u2019isola di Cipro"},"content":{"rendered":"<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span class=\"ecx\" style=\"font-size: large;\">Forse non tutti sanno che 22mila km quadrati della superficie dell\u2019Italia \u00e8 costruita, occupata da edifici, strade, infrastrutture, cave. Ci\u00f2 significa che non \u00e8 disponibile, non \u00e8 utilizzabile ed \u00e8 compromessa per sempre. Tra il 2009 e il 2012 abbiamo perso 720 km quadrati di suolo, come se prendessimo le citt\u00e0 di Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo e le mettessimo una di fianco all\u2019altra. Il consumo di territorio cresce di giorno in giorno di 8 mq al secondo. Ci stiamo letteralmente mangiando la terra. Non ci consola neanche guardare gli altri Stati europei, dove la situazione non \u00e8 poi cos\u00ec distante da quella italiana. Per dare un\u2019idea di ci\u00f2 di cui stiamo parlando, considerate che in 10 anni in Europa abbiamo perso una superficie vasta quanto quella dell\u2019Isola di Cipro. Sempre a livello europeo, in 7 anni gli Stati membri hanno rifiutato di esaminare una proposta di regolamentazione sull\u2019uso e la tutela di suolo che definisse una politica comunitaria.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span class=\"ecxApple-style-span\">Ad aggravare la situazione nelle ultime ore si \u00e8 messa anche l\u2019approvazione della conversione in legge del cosiddetto Decreto Sblocca Italia, definito \u201csurreale\u201d da Carlo Petrini, che acuir\u00e0 le problematiche legate al controllo e all\u2019investimento in attivit\u00e0 edilizie e di costruzione di infrastrutture. Questo nonostante circa il 47% della superficie costruita in Italia sia occupata da infrastrutture lineari, ossia strade, autostrade e ferrovie. Insomma si continuer\u00e0 a costruire male, in modo forse pi\u00f9 o meno lecito o dove non si potrebbe farlo, con una pianificazione del territorio che ignora il rischio idrogeologico, causa un\u2019alterazione del paesaggio e riduce il terreno coltivabile.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span class=\"ecxApple-style-span\">Questo quadro \u00e8 stato presentato al Salone del Gusto e Terra Madre perch\u00e9 tocca da vicino l\u2019elemento vitale che, insieme ad aria, acqua ed energia, ci d\u00e0 da mangiare. Un bene comune, di tutti, e quindi di nessuno, di cui nessuno si sente responsabile. Ma come sar\u00e0 possibile nutrire un pianeta che cresce in maniera esponenziale se stiamo perdendo terreni agricoli? Quali saranno le conseguenze sull\u2019agricoltura? Il peggiore degli scenari vedrebbe la diffusione delle monocolture per ottimizzare le produzioni, un aumento nell\u2019uso di concimi chimici e pesticidi, una conseguente riduzione della biodiversit\u00e0, l\u2019inquinamento delle falde acquifere e del suolo e il suo impoverimento.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span class=\"ecxApple-style-span\">Per fortuna per\u00f2 c\u2019\u00e8 chi ha a cuore la situazione e con tanti sforzi prova a portare all\u2019attenzione della politica e dell\u2019opinione pubblica le istanze di chi vive sulla propria pelle le conseguenze devastanti dell\u2019intensivo consumo di suolo. Il Forum nazionale \u201cSalviamo il paesaggio \u2013 Difendiamo i territori\u201d \u00e8 un movimento di quasi 1.100 associazioni e circa 10.000 cittadini, che hanno come obiettivo quello di tutelare il nostro territorio dalla deregulation (e quindi da decreti come lo Sblocca Italia) e dal cemento selvaggio. Agisce su diversi fronti, primo fra tutti quello dell\u2019informazione e la comunicazione di vertenze sparse nel territorio italiano, a sostegno di proposte regionali per fermare il consumo di suolo, fino ad arrivare a una regolamentazione da presentare in contesti non solo nazionali, ma anche europei. Censisce gli edifici vuoti e inutilizzati per capire le reali esigenze di urbanizzazione del Paese e collabora con istituti di ricerca per dimostrare scientificamente l\u2019esigenza di fermare lo scellerato consumo di una risorsa non rinnovabile, se non nel lunghissimo periodo.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span class=\"ecxApple-style-span\">I rischi connessi sono tanti, primo fra tutti quello delle alluvioni, cui assistiamo con spaventosa regolarit\u00e0. E poi frane, smottamenti, che insieme alla riduzione della terra coltivabile, costituiscono un serio pericolo per la vita delle persone.\u00a0<\/span><span class=\"ecxApple-style-span\">Che fare? Prendere forse esempio da chi resiste, da chi \u00abvuol bene alla terra\u00bb. Come i vignaioli del Lugana, che combattono contro i cantieri per la realizzazione della Tav nella tratta tra Brescia e Verona, che comprometterebbero seriamente la produzione del vino Doc della valle, oltre che l\u2019indotto turistico di una zona come quella del Lago di Garda. Oppure il comune di Tronzano Vercellese, in provincia di Vercelli, che cerca da anni di contrastare l\u2019attuazione di obsolete decisioni politiche sulla realizzazione di nuove cave nel proprio territorio.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span class=\"ecxApple-style-span\">Una risposta ci arriva proprio da Slow Food, che da 25 anni cerca di far capire alle persone che dietro alla produzione del cibo c\u2019\u00e8 un sistema che si basa proprio su quel suolo che distruggiamo. Il problema non tocca solo chi subisce un\u2019alluvione e perde tutto il raccolto, o l\u2019esproprio della terra per la costruzione di una strada. Ma ci riguarda tutti. E allora perch\u00e9 ostinarci a non sostenere quella che a oggi \u00e8 l\u2019unica a conservare e valorizzare il territorio? L\u2019agricoltura familiare, le produzioni di piccola scala operano e lavorano nel rispetto della biodiversit\u00e0 e del territorio. Basta un cambiamento di abitudini di acquisto e di consumo, piccole azioni che possono contribuire a preservare il suolo. Perch\u00e9 bisogna sentirsi contadini dentro per salvare la terra.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><span class=\"ecx\" style=\"font-size: large;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse non tutti sanno che 22mila km quadrati della superficie dell\u2019Italia \u00e8 costruita, occupata da edifici, strade, infrastrutture, cave. 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