
{"id":45632,"date":"2014-10-12T22:02:42","date_gmt":"2014-10-12T20:02:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=45632"},"modified":"2014-10-12T22:09:51","modified_gmt":"2014-10-12T20:09:51","slug":"responsabilita-medica-come-uscire-dal-business-risarcimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/45632\/medicina\/responsabilita-medica-come-uscire-dal-business-risarcimento.html","title":{"rendered":"RESPONSABILIT\u00c0 MEDICA, COME USCIRE DAL BUSINESS DEL RISARCIMENTO"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a <strong>Teresio Avitabile<\/strong><\/p>\n<p>Segretario SOI<\/p>\n<p>Professore ordinario di Malattie dell&#8217;apparato visivo presso l&#8217;Universit\u00e0 di Catania<\/p>\n<p>Direttore della clinica oculistica dell&#8217;azienda ospedaliera universitaria \u201cPoliclinico-Vittorio Emanuele\u201d di Catania<\/p>\n<p><em>Il problema dei contenziosi tra medici e pazienti nel nostro Paese continua a essere insostenibile, malgrado siano pochissime le cause che finiscono con un risarcimento. Pesano su tutta la collettivit\u00e0 gli enormi costi assicurativi, la medicina difensiva e l&#8217;esclusione dagli interventi chirurgici dei casi pi\u00f9 a rischio. La SOI \u00e8 da anni in prima linea per modifiche legislative che hanno l&#8217;obiettivo di riportare la responsabilit\u00e0 medica nelle sue giuste proporzioni<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Professor Avitabile, Lei si occupa da molti anni del problema della responsabilit\u00e0 medica, che in Italia ha assunto una connotazione del tutto particolare. Possiamo dare un&#8217;\u201cistantanea\u201d aggiornata della situazione?<\/strong><\/p>\n<p>La situazione \u00e8 quella ben nota a molti, ma la riassumo brevemente. Il problema della responsabilit\u00e0 professionale del medico si \u00e8 aggravato perch\u00e9 negli ultimi 10-20 anni \u00e8 cresciuto in modo esponenziale il numero dei contenziosi, cio\u00e8 di procedimenti legali con richieste di risarcimento, da parte di pazienti per interventi medico-chirurgici non riusciti o sbagliati, o che hanno procurato lesioni. I motivi di questo boom sono diversi, e provo a elencarli: c&#8217;\u00e8 una sorta di emulazione di un analogo processo gi\u00e0 in atto nei paesi anglosassoni; c&#8217;\u00e8 un&#8217;aspettativa sempre maggiore da parte dei pazienti, alimentata dagli enormi progressi della Medicina e infine c&#8217;\u00e8, purtroppo, un vero e proprio \u201cbusiness dei risarcimento\u201d: alcune figure professionali vivono del contenzioso medico-paziente e hanno quindi interesse ad alimentare il fenomeno. Sottolineo, per dare la corretta prospettiva sulla questione, che il 90 per cento circa delle cause finisce con una archiviazione o un&#8217;assoluzione del medico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Di quali cifre si parla? Esiste una stima realistica del numero dei contenziosi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 difficile rispondere in modo preciso perch\u00e9 nel nostro Paese non esiste un registro dei contenziosi: abbiamo solo dati indiretti dall&#8217;ANIA, l&#8217;associazione di categoria delle compagnie di assicurazione, che parla di 30mila contenziosi all&#8217;anno. Ma sono dati almeno in parte falsati perch\u00e9 per un evento avverso possono essere citati cinque medici; dunque conteggiando le polizze possono risultare cinque eventi avversi. Capire poi quanti esattamente finiscono a risarcimento \u00e8 difficile, ma come ho detto la percentuale \u00e8 minima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali risvolti ha avuto questa situazione sulla pratica clinica?<\/strong><\/p>\n<p>La prima conseguenza \u00e8 che attualmente i medici sono molto pi\u00f9 attenti rispetto al passato nell&#8217;effettuare un atto medico; ma questo \u00e8 l&#8217;unico riscontro positivo, a fronte del quale sono numerosi quelli negativi. In primo luogo si \u00e8 verificato un incremento enorme dei premi che i medici devono corrispondere alle compagnie assicurative per essere coperti da una polizza. Prendiamo per esempio gli oculisti: spendono 2400 euro all&#8217;anno se sono soci SOI, grazie a un accordo collettivo, mentre quelli che non sono iscritti arrivano a pagare 5000-6000 euro all&#8217;anno. La situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatica per altre specialit\u00e0, in primis per la la ginecologia, in cui i premi possono arrivare a 18.000-20.000 euro all&#8217;anno. Sono cifre insostenibili, soprattutto per i giovani che si affacciano alla professione. Non bisogna trascurare poi che l&#8217;aumento dei costi finisce per scaricarsi sulla collettivit\u00e0, o perch\u00e9 le polizze le pagano le aziende ospedaliere, se si opera nel pubblico, o perch\u00e9 i privati aumentano a loro volta le parcelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 poi il problema della cosiddetta medicina difensiva&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Esattamente&#8230; ricordo per i non addetti ai lavori che per medicina difensiva s&#8217;intende la prescrizione di esami, visite o prestazioni mediche inutili, o non strettamente necessarie, che hanno l&#8217;unico scopo di preservare il medico dalla possibilit\u00e0 di un errore e quindi dal rischio di una causa. Si tratta di un problema enorme, che \u00e8 stato definito il cancro occulto del sistema sanitario italiano: basti pensare che nell&#8217;ultimo anno per la medicina difensiva sono andate \u201cbruciate\u201d risorse per 15 miliardi di euro, cio\u00e8 il 2 per cento del PIL, o in altri termini tutto il gettito fiscale dell&#8217;IMU, o TASI che dir si voglia&#8230; Senza contare che le le prescrizioni di esami non appropriati finisce per allungare a dismisura le liste di attesa: succede in particolare per la TAC o la risonanza magnetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Insomma alla fine sono sempre i cittadini che ci rimettono?<\/strong><\/p>\n<p>Direi proprio di s\u00ec. E non \u00e8 finita: la medicina difensiva ha anche altre declinazioni, anche queste molto deleteriee pericolose. Una di queste \u00e8 l&#8217;esclusione dei malati a rischio, che sono poi quelli pi\u00f9 bisognosi di cure. Ci\u00f2 significa che una parte dei chirurghi \u2013 che pu\u00f2 arrivare al 25 per cento, secondo una recente indagine della Societ\u00e0 Italiana di Chirurgia \u2013 non opera pi\u00f9 pazienti che in passato avrebbe operato per evitare il rischio di complicanze o di fallimento, con conseguente rischio di contenziosi. Un&#8217;altra tragedia poco conosciuta al grande pubblico investe l&#8217;insegnamento. Il training dei nuovi chirurghi non viene pi\u00f9 fatto con la serenit\u00e0 di un tempo, sia da parte dei discenti, pi\u00f9 esposti al rischio a causa dell&#8217;inesperienza, sia da parte di chi insegna, che non se la sente pi\u00f9 di mettersi a fianco a un giovane. \u00c8 l&#8217;ennesima spirale pericolosa: prova ne sia che i giovani ormai fuggono dalle specialit\u00e0 chirurgiche, che invece in passato erano prese d&#8217;assalto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come si pu\u00f2 uscire da questa situazione? La classe medica e in particolare la SOI quale posizione hanno assunto?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;unica via d&#8217;uscita \u00e8 che il legislatore ponga un freno al fenomeno, trovando una soluzione equa. La SOI si \u00e8 battuta per cambiare la situazione nelle precedenti legislature, e un risultato importante \u00e8 stato ottenuto con la Legge Balduzzi, che prevede, tra le altre cose, che nel caso di un contenzioso medico-paziente il giudice debba avvalersi della consulenza non solo di un medico legale, ma anche di uno specialista della branca di cui si sta trattando. Questo ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, perch\u00e9 la presenza di uno specialista \u00e8 comunque una garanzia di competenza, ma devo constatare con profondo rammarico che molti giudici ignorano questa legge nominando solo un medico legale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E guardando avanti? Quali sono i possibili miglioramenti alla legge sulla responsabilit\u00e0 medica?<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente ci sono cinque o sei proposte di legge con proposte valide che giacciono nei cassetti delle aule del Parlamento, e che speriamo confluiscano in una legge unica. Ecco alcuni principi che vengono ribaditi in queste proposte. Bisogna stabilire per esempio che la responsabilit\u00e0 medica deve ricadere sulle aziende ospedaliere e non sul singolo medico, che cos\u00ec entrerebbe a in sala operatoria pi\u00f9 serenamente perch\u00e9 viene chiamato in causa solo per dolo o colpa grave. In questo modo si ridurrebbe anche il ricorso alla medicina difensiva. Inoltre, occorre fissare dei tetti, con apposite tabelle, ai risarcimenti che \u00e8 possibile richiedere, in modo anche da far calare i premi delle polizze. Attualmente in oculistica vengono fatte richieste di milioni di euro che sono francamente assurde. Un&#8217;altra richiesta fondamentale \u00e8 che per poter iniziare un contenzioso occorra una relazione scritta in cui un medico legale certifica che un certo danno o una certa lesione siano stati causati da un certo atto, errore od omissione da parte del medico in causa. Attualmente, basta un atto di citazione perch\u00e9 parta il contenzioso: ci\u00f2 significa che si apre un fascicolo e viene nominato un giudice, per una questione che nella stragrande maggioranza dei casi si conclude con una archiviazione o un rigetto. E in caso di non accoglienza, ci dev&#8217;essere la condanna della parte soccombente a coprire le spese processuali. Infine dev&#8217;essere vietata la pubblicit\u00e0 che incita alle richieste di risarcimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E sul fronte della comunicazione al pubblico? Non dovrebbe anche in questo caso cambiare qualcosa?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente s\u00ec, ed \u00e8 per questo che noi della SOI chiediamo la collaborazione dei media. \u00c8 chiaro che ci sono dei casi di <em>malpractice<\/em> o colpa grave in cui il medico, o meglio l&#8217;azienda ospedaliera se si tratta del settore pubblico, deve corrispondere un giusto risarcimento,nei tempi giusti, ma una percentuale di complicanze o di eventi avversi, per quanto possa essere ridotta, \u00e8 ineliminabile. Prendiamo per esempio la cataratta, che \u00e8 l&#8217;intervento chirurgico pi\u00f9 eseguito al mondo e con percentuali di riuscita molto alte, ma il risultato non \u00e8 garantito, e non potr\u00e0 mai esserlo: esiste per esempio un&#8217;incidenza di infezioni del 2-3 per mille, che possono essere devastanti, con la perdita anatomica dell&#8217;occhio. Ma se l&#8217;intervento \u00e8 stato eseguito correttamente, in una sala operatoria a norma, usando materiali monouso ed effettuando una disinfezione corretta, com&#8217;\u00e8 imputabile il medico? Il paziente pu\u00f2 aver contratto l&#8217;infezione una volta a casa. Il rischio c&#8217;\u00e8 sempre e dev&#8217;essere accettato. E l&#8217;evento avverso non sempre ha un colpevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Teresio Avitabile Segretario SOI Professore ordinario di Malattie dell&#8217;apparato visivo presso l&#8217;Universit\u00e0 di Catania Direttore della clinica oculistica dell&#8217;azienda ospedaliera universitaria \u201cPoliclinico-Vittorio Emanuele\u201d di Catania Il problema dei contenziosi tra medici e pazienti nel nostro Paese continua a essere insostenibile, malgrado siano pochissime le cause che finiscono con un risarcimento. Pesano su tutta &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/45632\/medicina\/responsabilita-medica-come-uscire-dal-business-risarcimento.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">RESPONSABILIT\u00c0 MEDICA, COME USCIRE DAL BUSINESS DEL RISARCIMENTO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[13732,13733,17452,10681],"class_list":["post-45632","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-medicina","tag-assicurazione","tag-medici","tag-medicina","tag-soi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45632"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45632\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45639,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45632\/revisions\/45639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}