
{"id":45352,"date":"2014-10-05T18:12:32","date_gmt":"2014-10-05T16:12:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=45352"},"modified":"2014-10-05T18:15:43","modified_gmt":"2014-10-05T16:15:43","slug":"mostra-riccardo-de-marchi-alfabeto-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/45352\/arte\/mostra-riccardo-de-marchi-alfabeto-possibile.html","title":{"rendered":"Mostra \u201cRiccardo De Marchi. Alfabeto possibile\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/Particolare-di-unopera-di-Riccardo-De-Marchi-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-45355\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/Particolare-di-unopera-di-Riccardo-De-Marchi-3.jpg\" alt=\"Particolare-di-unopera-di-Riccardo-De-Marchi-3\" width=\"320\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/Particolare-di-unopera-di-Riccardo-De-Marchi-3.jpg 320w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/Particolare-di-unopera-di-Riccardo-De-Marchi-3-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/10\/Particolare-di-unopera-di-Riccardo-De-Marchi-3-266x400.jpg 266w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Casa Cavazzini, Museo di Arte Moderna<br \/>\ne Contemporanea di Udine<br \/>\n5 ottobre \u2013 7 dicembre 2014<br \/>\norari: da marted\u00ec a domenica dalle 10.30 alle 17.00<br \/>\nluned\u00ec chiuso<br \/>\nBiglietto d\u2019ingresso al museo: 5 euro<\/p>\n<p>Per info: 0432.414772<br \/>\nwww.udinecultura.it<\/p>\n<p>Inaugurazione sabato 4 ottobre 2014, ore 17.30<\/p>\n<p>Casa Cavazzini rende omaggio all\u2019arte di Riccardo De Marchi. Fino al 7 dicembre 2014 nelle sale al<br \/>\npianoterra del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine verranno presentate le opere<br \/>\ndell\u2019artista che si muove e rintraccia i suoi punti di riferimento su un orizzonte internazionale.<br \/>\nL\u2019esposizione accoglie una ventina tra lavori singoli e installazioni eseguite per l\u2019occasione che<br \/>\ntestimoniano, basandosi su alcuni snodi cruciali, il suo intero percorso professionale, sviluppatosi in<br \/>\nquasi trent\u2019anni di attivit\u00e0. A dispiegarsi sotto gli occhi dei visitatori sar\u00e0 un itinerario che mettendo<br \/>\na confronto sperimentazioni del passato con la produzione pi\u00f9 recente racconter\u00e0 di un cammino di<br \/>\nricerca coerente, volto a sondare, tra assenza e presenza di materia, le possibilit\u00e0 di un codice<br \/>\ncomunicativo costruito sulle tracce di un personalissimo modo di sentire e di essere nel mondo. Si<br \/>\ntratti di lamiere metalliche, di blocchi di plexiglas o plastica, di pannelli truciolari, delle copertine di<br \/>\nvecchi dischi, De Marchi utilizza il materiale quale supporto delle sue interminabili narrazioni cifrate<br \/>\nrese esplicite dal procedere ordinato dai fori praticati dalle punte di un trapano.<br \/>\nA partire dai suoi esordi, compiuti presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia con una<br \/>\nmostra personale nel 1986, l\u2019artista ha sviluppato un linguaggio espressivo, tutto orchestrato sul<br \/>\nrapporto tra il segno, la traccia e la presenza o assenza di materia. Dai primi dipinti carichi di colore<br \/>\ndenso e pastoso, colato sulla tela e reso ancor pi\u00f9 materico dall\u2019aggiunta di elementi estranei quali<br \/>\nsabbia, cenere e colla, Riccardo De Marchi \u00e8 approdato, nei primi anni Novanta, all\u2019utilizzo di<br \/>\nsupporti rigidi specchianti od opachi sui quali egli interviene realizzando tracciati di fori che<br \/>\nattraversano la superficie, la incidono da parte a parte ponendo l\u2019opera in diretto contatto con la<br \/>\nterza dimensione. Ad essere evocate, inizialmente, sono forme archetipiche e simboliche, solo in un<br \/>\nsecondo tempo le sagome, lasciano il posto a tracciati rettilinei che si intersecano sulle superfici<br \/>\ncome le righe di una fitta scrittura. La fisicit\u00e0 accentuata dei primi lavori, vissuti, attraversati e<br \/>\ncalpestati quali pezzi di esistenza, si stempera progressivamente nei supporti in acciaio e plexiglas,<br \/>\nin cui il percorso dei buchi diventa semplicemente un modo per evocare i ritmi di un ricordo e le<br \/>\nvarie fasi della memoria. I tributi a Lucio Fontana e a Jackson Pollock sotto forma di lettera,<br \/>\ncostituiranno il fulcro dell\u2019esposizione rappresentando il riconoscimento di un punto di partenza<br \/>\nideale, declinato e reinterpretato in forma del tutto personale. Da l\u00ec gli esiti conseguiti nei lavori pi\u00f9<br \/>\nrecenti, pensati proprio per Casa Cavazzini. Tra questi Ipazia \u00e8 certamente l\u2019opera pi\u00f9 affascinante<br \/>\ne al contempo quella dove maggiormente si inquadra il senso e il significato di tutto l\u2019operare di De<br \/>\nMarchi. Il richiamo del titolo alla citt\u00e0 invisibile raccontata da Italo Calvino nel suo libro, rimanda a<br \/>\nun luogo creato dalla fantasia dell\u2019autore nel quale le parole comuni mutano il loro significato usuale<br \/>\nper acquistarne uno completamente nuovo, ma in relazione simbolica con quello originario. Per<br \/>\ncomprendere il linguaggio di Ipazia e la sua essenza \u00e8 dunque necessario liberarsi da qualsiasi<br \/>\nimmagine o significante precedente e dare libero corso al dispiegarsi di inedite associazioni di<br \/>\nconcetti. Ed \u00e8 questo anche il senso della monumentale superficie che l\u2019artista ha attraversato<br \/>\nintrecciando percorsi ordinati di fori che, restituendo visivamente il gioco calibrato nell\u2019alternarsi di<br \/>\nombra e luce, ritessono racconti che \u00e8 possibile decifrare solo se si \u00e8 in grado di immaginare<br \/>\nsignificati alternativi ai canali di comunicazione comuni. Diversa \u00e8 la logica che presiede a Videre,<br \/>\nopera costituita da una lastra in plexiglas ideata per Casa Cavazzini e posta a separare idealmente,<br \/>\ncon un diaframma trasparente, la vista sul grande salone centrale, cuore dell\u2019esposizione. Massa e<br \/>\nvolume si annullano nella fisicit\u00e0 materica dell\u2019opera: a rimanere sono solo i fori in sospensione,<br \/>\ncodice binario che se correttamente interpretato pu\u00f2 aprire un varco tra la dimensione personale e<br \/>\nquella pubblica della comunicazione. La lastra permette allo sguardo del visitatore di seguire anche il<br \/>\npercorso dei buchi praticati nel plexiglas e resi visibili da piccole traiettorie opache all\u2019interno del<br \/>\nmateriale. La loro percezione varia col variare del punto di vista dell\u2019osservatore moltiplicando le<br \/>\npagine del racconto che De Marchi ha scritto per lasciare a noi la possibilit\u00e0 di penetrare nel suo<br \/>\nmondo e rendere appunto chiaro e cristallino il suo messaggio di poetica.<br \/>\nRiccardo De Marchi a partire dagli anni Ottanta \u00e8 stato invitato ad esporre alla Fondazione<br \/>\nBevilacqua La Masa, alla Biennale di Venezia, al Museo Fortuna, alla Fondazione Peggy<br \/>\nGuggenheim a Venezia ed al MART di Rovereto. Sue esposizioni personali si sono svolte presso la<br \/>\nGalleria Plurima di Udine, la Galleria d\u2019Arte Niccoli di Parma e A arte Invernizzi di Milano.<br \/>\nNel 2011 il MACRO di Roma e nel 2014 la Neuer Kunstverein di Aschaffenburg in Germania, gli<br \/>\nhanno dedicato ampie rassegne personali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casa Cavazzini, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine 5 ottobre \u2013 7 dicembre 2014 orari: da marted\u00ec a domenica dalle 10.30 alle 17.00 luned\u00ec chiuso Biglietto d\u2019ingresso al museo: 5 euro Per info: 0432.414772 www.udinecultura.it Inaugurazione sabato 4 ottobre 2014, ore 17.30 Casa Cavazzini rende omaggio all\u2019arte di Riccardo De Marchi. Fino al &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/45352\/arte\/mostra-riccardo-de-marchi-alfabeto-possibile.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Mostra \u201cRiccardo De Marchi. 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