
{"id":44904,"date":"2014-09-18T10:27:30","date_gmt":"2014-09-18T08:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=44904"},"modified":"2015-01-15T10:15:18","modified_gmt":"2015-01-15T08:15:18","slug":"giovanni-segantini-ritorno-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/44904\/arte\/giovanni-segantini-ritorno-a-milano.html","title":{"rendered":"GIOVANNI SEGANTINI. RITORNO A MILANO"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/09\/03-bottom.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-47876\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/09\/03-bottom-500x210.jpg\" alt=\"03-bottom\" width=\"500\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/09\/03-bottom-500x210.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/09\/03-bottom-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/09\/03-bottom-900x378.jpg 900w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/09\/03-bottom.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dal 18 Settembre 2014 al 18 Gennaio 2015<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>MILANO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Palazzo Reale<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0Artista di straordinaria notoriet\u00e0 in vita, dimenticato e poi riscoperto dalla critica italiana e internazionale in varie fasi del Novecento, Giovanni Segantini \u00e8 il protagonista della grande mostra antologica prodotta per il prossimo autunno da Comune di Milano \u2013 Cultura, Palazzo Reale e Skira editore in collaborazione con Fondazione Antonio Mazzotta.<\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\">La mostra partecipa a Milano Cuore d\u2019Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dell\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all&#8217;identit\u00e0 europea della nostra citt\u00e0 anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.<br \/>\n\u201cIl cuore dell\u2019attivit\u00e0 di Giovanni Segantini si \u00e8 sviluppata a Milano \u2013 afferma l\u2019Assessore alla Cultura Filippo Del Corno &#8211; dove il suo status di \u2018cittadino di frontiera\u2019 gli ha permesso di spaziare con libert\u00e0 intellettuale e artistica attraverso le diverse tendenze pittoriche e culturali dell\u2019epoca. Per questo motivo siamo molto lieti di ospitare le sue opere a Palazzo Reale nella pi\u00f9 grande mostra a lui dedicata in Italia, nella quale non solo ritroveremo i suoi quadri pi\u00f9 noti, come le sue straordinarie nature morte oppure i navigli milanesi dei suoi esordi, ma anche molti dipinti che non sono mai stati esposti nella nostra citt\u00e0. Un grande artista, molto noto in vita, la cui pittura \u00e8 stato un punto di riferimento per i maggiori pittori delle avanguardie europee, la cui fama, per\u00f2, \u00e8 stata offuscata durante il fascismo a causa dell\u2019isolamento culturale di cui ai tempi ha sofferto il nostro paese \u201d.<br \/>\nCurata da Annie-Paule Quinsac, autrice del catalogo ragionato e maggior esperta di Segantini, a cui ha dedicato quasi mezzo secolo di studi e otto mostre in tutto il mondo, e da Diana Segantini, pronipote dell\u2019artista e gi\u00e0 curatrice della esposizione tenutasi alla Fondazione Beyeler nel 2011, la mostra presenta per la prima volta a Milano oltre 120 opere da importanti musei e collezioni private europee e statunitensi, divise in otto sezioni, ciascuna delle quali dedicata a un aspetto dell\u2019arte di Segantini e rappresentata da alcuni dei maggiori capolavori del grande artista, di cui molti mai esposti in Italia o esposti oltre un secolo fa. Scopo della rassegna \u00e8 offrire al grande pubblico e agli studiosi la panoramica pi\u00f9 completa dell\u2019opera di Segantini e farlo cos\u00ec scoprire, o riscoprire, nella sua straordinaria arte.<br \/>\nMilano \u00e8 centrale nella breve e intensa vicenda dell\u2019artista che, nato ad Arco di Trento nel 1858, allora \u201cterra irredenta\u201d posta sotto il dominio dell\u2019Impero Asburgico, muore quarantunenne nel 1899 in Engadina. Segantini ritenne sempre sua patria l\u2019Italia, anche se, persa la cittadinanza austriaca, non riuscir\u00e0 per questioni burocratiche legate al mancato servizio di leva prestato per l\u2019Austria, ad ottenere cittadinanza e passaporto italiani. Si trover\u00e0 cos\u00ec in una situazione quasi da \u201capolide\u201d, che non gli permetter\u00e0 una libera circolazione all\u2019estero, e quindi di intraprendere quei viaggi tanto necessari alla formazione di ogni artista. A Milano arriva nel 1865 a sette anni e se ne andr\u00e0 nel 1881 per trasferirsi prima in Brianza e poi in Svizzera, a Savognino e poi in Engadina. Resta dunque nel capoluogo lombardo diciassette anni, fondamentali per lo sviluppo della sua carriera artistica e per la sua fortuna di artista. Milano rimarr\u00e0 il fulcro della parabola segantiniana, la perenne finestra sul mondo dell\u2019arte.<br \/>\nIl percorso della mostra si apre con una sezione introduttiva di documenti, fotografie, lettere, libri, il busto di Segantini eseguito da Paolo Troubetzkoy e quello giovanile di Emilio Quadrelli, il ritratto di Segantini sul letto di morte, acquarello di Giovanni Giacometti, suo amico fraterno e padre del celebre scultore Alberto.<br \/>\nSegue una sezione preliminare con quasi tutti gli autoritratti di Segantini, che permettono di percepire l\u2019evoluzione dall\u2019immagine \u201crealistica\u201d che il pittore d\u00e0 di se stesso nell\u2019Autoritratto all\u2019et\u00e0 di vent\u2019anni (1879-1880), alla progressiva trasformazione simbolista in icona bizantina, nel carboncino su tela del 1895.<br \/>\nMilano, come abbiamo visto, \u00e8 centrale nella vita e nell\u2019opera del maestro, \u00e8 il luogo dove Segantini preferisce esporre, dove ha sede la galleria Grubicy che, tramite Vittore prima e Alberto poi, lo sostiene e lo introduce alla borghesia illuminata lombarda, facendogli conoscere, attraverso pubblicazioni e riproduzioni, la maggiore arte contemporanea europea: da Millet, cui sar\u00e0 spesso accostato, alla Scuola di Barbizon sino alla scuola olandese che ne deriva. A Milano assimila le nuove tendenze artistiche, dapprima la Scapigliatura, poi il Divisionismo, di cui sar\u00e0 considerato il corifeo, sino al Simbolismo, che rielaborer\u00e0 in modo personalissimo e visionario. Tuttavia, alla citt\u00e0 stessa Segantini dedica pochi lavori, tutti presenti in mostra nella I sezione Gli esordi come Il coro di Sant\u2019Antonio (1879) o gli scorci cittadini quali Il Naviglio sotto la neve (1879-1880), Ritratto di donna in Via San Marco (1880), Nevicata sul Naviglio (1880 circa), Il Naviglio a Ponte San Marco (1880), rimanendo estraneo alla rinascita di quella poetica urbana che genera una vera e propria iconografia della citt\u00e0 in trasformazione. In questa sezione introduttiva della mostra viene presentato il dittico I pittori di una volta, I pittori di oggi, la cui prima parte, disgiunta da Vittore Grubicy dopo la mostra del 1883 e non pi\u00f9 esposta, \u00e8 stata ritrovata di recente. Segantini resta comunque dal 1886 un outsider rispetto alla cultura milanese, comunque determinante nelle sue scelte di artista e di uomo e della quale influenza gli sviluppi: \u201cUna posizione in bilico \u2013 spiega Quinsac nel suo saggio in catalogo \u2013 la cui peculiarit\u00e0 ha originato gli equivoci del Novecento, spiazzando la fortuna critica, comunque spezzettata tra tre paesi, Italia, Austria e Svizzera, che tuttora se lo contendono\u201d.<br \/>\nNato poverissimo e orfano, compie il suo apprendistato a bottega e a Brera, sviluppando rapidamente una prodigiosa capacit\u00e0 artistica e intellettuale, tanto da lasciare numerosi e brillanti scritti teorici che, pur sgrammaticati per via delle sue lacune infantili, danno prova di una mente lucida che arriva a formulare un personalissimo pensiero estetico.<br \/>\nLa II sezione della mostra Il ritratto. Dallo specchio al simbolo, presenta una selezione di magnifici dipinti, alcuni mai visti a Milano, come ad esempio il Ritratto della Signora Torelli (1885-1886), nel quale \u00e8 raffigurata la moglie del fondatore del \u201cCorriere della Sera\u201d, Eugenio Torelli Viollier, scrittrice femminista affermata, nota come marchesa Colombi. Quest\u2019opera appartiene a una famiglia che ne \u00e8 proprietaria sin dal 1898. E poi L\u2019ebanista Mentasti (1880), il Ritratto di Carlo Rotta (1897), pretesto per una meditazione sulla morte, o Petalo di rosa (1890), dipinto sopra il precedente Tisi galoppante del 1883, nel quale il volto della compagna Bice al risveglio \u00e8 simbolo di sensualit\u00e0: la scelta di opere effettuata intende illustrare l\u2019evoluzione simbolista che l\u2019artista impartisce al genere del ritratto.<br \/>\nQuando nel 1881 lascia Milano per la Brianza, Segantini aspira a un contatto con la natura, rifiutando l\u2019idea metropolitana della vita e dell\u2019arte dei suoi amici scapigliati. Imbocca subito una via inconsueta: traduce i paesaggi dal vero in ricche sfumature tonali per farsi interprete di una natura concepita come terra di vita agricola. Non intende tuttavia condividere l\u2019esistenza quotidiana dei contadini. Adotta infatti da subito uno stile alto borghese, con villa e servitori, che lo porta in breve a uno stato di crisi economica permanente, nonostante il successo e i guadagni. Dalla Brianza passa in Svizzera in abitazioni via via pi\u00f9 lussuose: nel 1886 a Savognino nei Grigioni, nel 1894 a Maloja nel meraviglioso chalet Kuoni, spostandosi durante i lunghi e freddi inverni a Soglio in Val Bregaglia. La vita agiata non lo distoglie dalla pittura en plein air, passa lunghe ore all\u2019aperto per impossessarsi pittoricamente dei luoghi che lo circondano, componendo direttamente sulla tela e di getto per giorni. \u201cIl contadino come eroe dimenticato non lo interessa \u2013 scrive la Quinsac \u2013 \u00e8 della natura che vuole impadronirsi, con i cieli, la terra, gli animali e le genti che la popolano\u201d. La III sezione Il vero ripensato: la natura morta presenta una serie di straordinarie nature morte, genere obbligato alla fine dell\u2019Ottocento, cui Segantini si dedica con eccellente maestria sia in pannelli decorativi, di cui sono esposti due bellissimi esempi con frutta e fiori, sia nella sua personalissima maniera di costruire il reale in quadri che paiono astratti come Funghi (1886), Pesci (1886), Anatra appesa (1886). La IV sezione Natura e vita dei campi raccoglie i capolavori sulla vita agreste caratterizzati dalla presenza femminile, come La raccolta dei bozzoli (1882-1883), Dopo il temporale (1883-1884), L\u2019ultima fatica del giorno (1884) sia nella versione a olio che in quella a pastello che nell\u2019ultima del 1891 a carboncino, Vacca bagnata (1890), mai esposto in Italia, Ritorno all\u2019ovile (1888), Allo sciogliersi delle nevi (1891), Riposo all\u2019ombra (1892), La raccolta delle patate (1886), La raccolta delle zucche (1884 circa), sino al primo paesaggio monumentale Alla stanga (1886). All\u2019interno di questa sezione troviamo una sottosezione Il disegno dal dipinto, a testimonianza del continuo rifacimento di Segantini dei propri lavori, che venivano modificati per arrivare a soluzioni diverse: sono qui esposti mirabili disegni tratti dal dipinto gi\u00e0 realizzato, opere compiute e di altissima qualit\u00e0 stilistica.<br \/>\nSegantini si riallaccia alla tradizione della pittura contadina derivata da Millet e dai pittori francesi della met\u00e0 dell\u2019Ottocento, la supera e arriva poi al simbolismo di una natura incentrata sul paesaggio, dove il contadino \u00e8 incidentale nella natura. Raffigura inoltre la religiosit\u00e0 degli umili, cui da voce in opere fondamentali presenti nella V sezione Natura e simbolo come Effetto di luna (1882), il celeberrimo Ave Maria a trasbordo (II versione 1886) presentato con i vari disegni precedenti e successivi alla tela, Ritorno dal bosco (1890), opere \u201cdove Segantini gi\u00e0 tocca, in embrione \u2013 afferma Quinsac \u2013 le tematiche chiave cardine del suo simbolismo: solitudine al cospetto della natura, armonia tra natura e destino, calore e tenerezza delle greggi, implicito parallelo tra maternit\u00e0 umana e animale\u201d. Anche in questa sezione sono presenti importanti disegni tratti da dipinti come La raccolta del fieno (1889- 1890), All\u2019arcolaio (1892), Ave Maria sui monti (1890).<br \/>\nCon il trasferimento in Svizzera nel 1886, Segantini approda al suo personale divisionismo, spezzando la materia in lunghi filamenti di colore. Protagoniste saranno le Alpi, prese sempre di scorcio. Oltre alle donne compaiono gli uomini, anche se dopo il 1890 la natura dominer\u00e0 sempre di pi\u00f9 la scena in composizioni molto vaste dove la presenza umana sar\u00e0 solo simbolica. Ai capolavori indiscussi del periodo di Savognino, Mezzogiorno sulle alpi (1891), Ritorno dal bosco (1890), fanno seguito le monumentali opere in formato orizzontale, in un divisionismo atto a rendere la luce rarefatta delle Alpi, in cui il paesaggio \u00e8 maggiormente protagonista e assurge a simbolo come L\u2019ora mesta (1892), Donna alla fonte (1893), Primavera sulle Alpi (1897).<br \/>\nLa VI sezione Fonti letterarie e illustrazioni mostra l\u2019evoluzione del modus operandi di Segantini attraverso importanti disegni ispirati a opere letterarie e religiose, la Bibbia e Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra di Nietzsche.<br \/>\nNella VII sezione, dedicata al Trittico dell\u2019Engadina, viene ricostruita attraverso disegni, studi preparatori e filmati la genesi di questa monumentale opera concepita tra il 1896 e il 1899 e considerata il testamento spirituale dell\u2019artista.<br \/>\nNella sezione conclusiva La maternit\u00e0 sono presenti altri capolavori come lo splendido olio Le due madri (1889) della GAM di Milano, considerato manifesto del divisionismo italiano alla prima Triennale di Brera che vide la nascita ufficiale del movimento, e le opere simboliste in cui l\u2019uso dell\u2019oro e argento in polvere si abbina a una tecnica mista di derivazione divisionista, come le due versioni de L\u2019Angelo della Vita (1894), quella della GAM e quella di Budapest, riprese anche in due disegni, e L\u2019amore alla fonte della Vita (1896). A ulteriore approfondimento, i visitatori saranno qui accompagnati anche da un breve filmato che li aiuter\u00e0 a comprendere nella sua totalit\u00e0 la riflessione segantiniana sul tema della maternit\u00e0 che, anche per via della sua vicenda familiare, si era trasformato per lui in un\u2019ossessione e nel quale il suo simbolismo raggiunge gli esiti pi\u00f9 alti.<br \/>\nSegantini muore il 29 settembre del 1899, ancora giovane e famoso, tra i pittori meglio pagati del suo tempo e presente con le sue opere in molte importanti collezioni pubbliche olandesi, belghe, tedesche, austriache, ungheresi e inglesi, tanto che nel primo decennio del Novecento sar\u00e0 il riferimento per i maestri delle avanguardie europee. Con la prima guerra mondiale, l\u2019isolamento culturale dell\u2019Italia fascista e la visione franco-centrica della storiografia delle avanguardie europee elaborata nel Novecento, Segantini viene relegato nel limbo del provincialismo, subendo in seguito la condanna politicizzata del futurismo italiano.<br \/>\nDato il numero limitato di opere prodotte, disperse in tutto il mondo e rese molto fragili dalla tecnica utilizzata, il percorso dell\u2019artista \u00e8 stato ricostruito solo poche volte nella sua interezza, con i capolavori simbolisti visionari accanto a quelli naturalisti, ai ritratti e alle nature morte degli esordi; per i pi\u00f9 recenti episodi si deve infatti risalire alla mostra di San Gallo in Svizzera del 1956 e alla retrospettiva del centenario ad Arco nel 1958.<br \/>\nIl catalogo della mostra sar\u00e0 edito da Skira e conterr\u00e0 i saggi di Annie Paule Quinsac, Diana Segantini, Pietro Bellasi, Dora Lardelli, Guido Magnaguagno, Beat Stutzer e Luigi Zanzi; le immagini di tutte le opere esposte, fotografie e altre illustrazioni con un testo introduttivo a ciascuna sezione della mostra; le schede tecniche, bibliografiche ed espositive delle opere curate da Annie Paul Quinsac e Donatella Tronelli; tre testi di indagini scientifiche su tre opere esposte \u2013 Dopo il temporale, Il ventaglio de L\u2019amore alle fonti della vita, Alla stanga \u2013 curati da Gianluca Poldi, Letizia Montalbano e Stefania Frezzotti e gli apparati con le esposizioni, un aggiornamento dei passaggi di propriet\u00e0 e la bibliografia di Segantini, curati da Donatella Tronelli.<br \/>\nLa rassegna di Milano a Palazzo Reale intende cos\u00ec rendere compiuto omaggio a uno dei maggiori artisti europei del secondo Ottocento che \u201cin meno di vent\u2019anni di attivit\u00e0 ha espresso \u2013 conclude Quinsac \u2013 tutte le angosce e i fermenti della sua epoca in un linguaggio che, teso tra innovazione e tradizione, risulta di una forza senza ulteriori esempi\u201d.<br \/>\n\u201cGi\u00e0 con la mostra di grande rilievo internazionale alla Fondation Beyeler \u2013 afferma Diana Segantini &#8211; si era dato a Giovanni Segantini, affiancato dai celebri pittori europei dell\u2019epoca, il posto che merita nella storia dell\u2019arte. Dati la sua biografia e il suo percorso artistico strettamente legati alla capitale lombarda, questa mostra dar\u00e0 a Segantini la giusta risonanza a tutti livelli e soprattutto sar\u00e0 salutata come il suo ritorno a Milano\u201d.<\/div>\n<p class=\"ecxtesto_12\" style=\"color: #444444;\">\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>MILANO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span> Palazzo Reale<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span> intero \u20ac 12, ridotto \u20ac 10, gruppi \u20ac 10, scuole \u20ac 6<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFORMAZIONI:<\/span> +39 02 92800375<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/www.mostrasegantini.it\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.mostrasegantini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Dal 18 Settembre 2014 al 18 Gennaio 2015 MILANO Palazzo Reale \u00a0Artista di straordinaria notoriet\u00e0 in vita, dimenticato e poi riscoperto dalla critica italiana e internazionale in varie fasi del Novecento, Giovanni Segantini \u00e8 il protagonista della grande mostra antologica prodotta per il prossimo autunno da Comune di Milano \u2013 Cultura, Palazzo Reale &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/44904\/arte\/giovanni-segantini-ritorno-a-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">GIOVANNI SEGANTINI. 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