
{"id":44697,"date":"2014-09-07T09:13:58","date_gmt":"2014-09-07T07:13:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=44697"},"modified":"2014-09-07T09:13:58","modified_gmt":"2014-09-07T07:13:58","slug":"domenica-certosa-padula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/44697\/arte\/domenica-certosa-padula.html","title":{"rendered":"DOMENICA ALLA CERTOSA DI PADULA."},"content":{"rendered":"<p>Porte aperte il 7 settembre 2014. Continua la raccolta fondi per restaurare i libri della biblioteca<br \/>\nDOMENICA TUTTI ALLA CERTOSA DI PADULA. L\u2019INGRESSO E\u2019 GRATUITO<br \/>\nIl monumento gestito dalla Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino visitabile dalle 9 alle 19.30<\/p>\n<p>DECRETO FRANCESCHINI<\/p>\n<p>Ogni prima domenica del mese i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili<br \/>\ngratuitamente. E\u2019 la prima applicazione della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo<br \/>\nluglio, che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagher\u00e0 il biglietto per visitare<br \/>\nmonumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato. Anche<br \/>\nalla Certosa di San Lorenzo, a Padula, domenica 7 settembre 2014 si entrer\u00e0 gratis. Il Monumento<br \/>\ngestito dalla Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino, diretta da Gennaro Miccio, rester\u00e0 aperto<br \/>\nal pubblico osservando il seguente orario: 9.00\/19.30 (ultimo ingresso alle ore 19.00).<\/p>\n<p>Continua anche la raccolta fondi, iniziata nel giugno scorso durante il Premio Best Practices per<br \/>\nl\u2019Innovazione di Salerno, per restaurare i libri della Certosa. CROWDFUNDING questo utilissimo<br \/>\nstrumento, grazie alla piattaforma \u201cDerev\u201d www.derev.com , consentir\u00e0 la raccolta di capitali al<br \/>\nfine di restaurare cinque volumi storici della Certosa di Padula ed il recupero in tecnologia digitale<br \/>\ndi un volume della Biblioteca Michelangiolesca della Basilica di San Lorenzo a Firenze. Un<br \/>\nprogetto di simbiosi importante di cui Confindustria Salerno, con il presidente Mauro Maccauro, si<br \/>\n\u00e8 fatta promotrice, incontrando subito il favore della Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino.<\/p>\n<p>IL PROGETTO<br \/>\nL\u2019inventario del sopravvissuto Fondo storico della Biblioteca della Certosa di Padula annovera circa<br \/>\n2040 unit\u00e0 (inclusi i testi incompleti, le raccolte dei fogli sciolti e i periodici). Dal 1982 detto<br \/>\npatrimonio \u00e8 stato definitivamente preso in carico come \u201cBene culturale\u201d dalla Soprintendenza ai<br \/>\nBAP di SA e AV e inserito, con la stima dettagliata, nel Registro dei Beni detti immobili del<br \/>\nMinistero. Quasi tutto il Fondo necessita di un intervento generale finalizzato alla conservazione e<br \/>\nalla consultazione. Per quanto riguarda la conservazione, si precisa che dopo i lavori di<br \/>\ndisinfestazione- eseguiti alcuni anni fa &#8211; solo una piccolissima parte di essi (gli incunaboli e circa<br \/>\nmet\u00e0 cinquecentine, attualmente conservati in ambienti separati), ha beneficiato di intervento di<br \/>\nrestauro. La sistemazione completa del fondo librario richiederebbe un impegno di spesa notevole.<br \/>\nI libri esistenti costituiscono un esemplare unico dell\u2019antica Biblioteca certosina: alcuni furono<br \/>\nsalvati probabilmente dagli stessi Monaci durante la prima soppressione, altri furono acquisiti nel<br \/>\ncorso del XIX secolo dai Religiosi durante la loro seconda permanenza (vedi \u201cDescrizione e storia<br \/>\ndella Certosa\u201d).<br \/>\n\u201c\u2026 E i libri dove sono?\u201d E\u2019 questa una delle domande pi\u00f9 frequenti che i visitatori pongono agli<br \/>\naddetti ai lavori al termine di una visita alla Certosa di Padula, soprattutto se hanno avuto modo di visitare anche l\u2019imponente Biblioteca al piano superiore che seppure priva di libri, fa bella mostra di<br \/>\ns\u00e9 con i 26 scaffali settecenteschi in noce ed i cartigli in alto che ancora elencano il sapere dei<br \/>\nMonaci, quali, ad esempio: Scriptores Chartusiani, Retorici, Santi patres, Sacra scriptura, Historici<br \/>\nprofani, Medici, Libri proibiti, ecc. Il progetto di restauro e di successiva esposizione di alcuni dei<br \/>\nlibri sopravvissuti, che si presenta in questa sede, si pone l\u2019obiettivo di dare una risposta concreta<br \/>\nall\u2019 interrogativo e di creare in Certosa una sezione permanente dedicata al progressivo recupero del<br \/>\nmateriale bibliografico, cartaceo e documentario superstite. Tra tutti i volumi conservati, sono stati<br \/>\nindividuati quei libri che trattano argomenti riguardanti la vita e la Regola dell\u2019Ordine presente a<br \/>\nPadula. In varia misura sono tutti pregevoli: si tratta di una cinquecentina, di tre libri del 1600 ed<br \/>\nuno del 1700, tutti stampati in Francia. Testimoniano l\u2019elevato livello culturale, gli scambi con le<br \/>\naltre Certose europee, principalmente con la Casa Madre a Grenoble, ed il forte potere economico<br \/>\ndi cui l\u2019Ordine padulese godeva in quegli anni.<\/p>\n<p>DESCRIZIONE E STORIA DELLA CERTOSA DI PADULA<br \/>\nLa Certosa di Padula, dedicata a San Lorenzo, fu fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, Conte<br \/>\ndi Marsico e Connestabile del Regno di Napoli. L&#8217;Ordine certosino era stato istituito in Francia da<br \/>\nSan Bruno di Colonia, che nel 1084 fond\u00f2 sul massiccio Chartreuse, presso Grenoble, il suo primo<br \/>\nconvento (da cui il nome dell&#8217;Ordine). Questa di Padula, con i suoi 51.500 mq., \u00e8 una della Certose<br \/>\npi\u00f9 grandi d\u2019Europa e la prima ad essere fondata in Campania, seguita dalla Certosa di San Martino<br \/>\ndi Napoli e da quella di San Giacomo a Capri. La Certosa di San Lorenzo non ha conservato che a<br \/>\ntratti il suo aspetto trecentesco; sub\u00ec numerose trasformazioni nel corso dei secoli, specialmente<br \/>\nnella seconda met\u00e0 del secolo XVI e nei secoli XVII e XVIII (epoca di grande disponibilit\u00e0<br \/>\neconomica dell\u2019Ordine) durante i quali assunse l&#8217;attuale configurazione con le abbondanti<br \/>\ndecorazioni barocche. Il complesso monastico padulese crebbe di dimensione e di importanza nel<br \/>\ncorso dei secoli, fino al dominio Napoleonico, quando molti Ordini monastici vennero soppressi<br \/>\n(Decennio Francese, anni 1806-1815). Fu allora che la Certosa di San Lorenzo venne saccheggiata<br \/>\ne spogliata di gran parte dei tesori accumulati nei secoli: i quadri, gli ori, gli argenti, le statue ed i<br \/>\nvolumi della ricchissima biblioteca andarono dispersi. Al termine del periodo francese, i Certosini<br \/>\ntornarono nel Monastero per alcuni anni, ma nel 1866, dopo un periodo difficile e piuttosto oscuro,<br \/>\nsi giunse alla definitiva soppressione, come stabilito dalle leggi del neonato Governo italiano.<br \/>\nLa Certosa, pur dichiarata Monumento Nazionale dal 1882, \u00e8 stata abbandonata per decenni ed<br \/>\nutilizzata come carcere, lazzaretto, caserma, scuola e, addirittura, come campo di concentramento<br \/>\ndurante le due guerre mondiali. Dal 1982 la Soprintendenza ha intrapreso il lungo e complesso<br \/>\nlavoro di restauro e rifunzionalizzazione degli spazi che ha ricondotto l&#8217;antica struttura all&#8217;originario<br \/>\naspetto; dal 1998 il Monumento \u00e8 stato dichiarato dall&#8217;UNESCO Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ulteriori informazioni sul sito web della Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino<br \/>\nwww.ambientesa.beniculturali.it \/ info 089 2573241 \/ FAX 089 318120 Michele Faiella (Ufficio Stampa) e<br \/>\nmail: sbap-sa.stampa@beniculturali.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Porte aperte il 7 settembre 2014. Continua la raccolta fondi per restaurare i libri della biblioteca DOMENICA TUTTI ALLA CERTOSA DI PADULA. 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