
{"id":44347,"date":"2014-06-30T23:36:39","date_gmt":"2014-06-30T21:36:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=44347"},"modified":"2014-07-28T23:39:26","modified_gmt":"2014-07-28T21:39:26","slug":"reggio-emilia-collezione-maramotti-primavera-estate-2014-mark-manders-cose-in-corso-jeannette-montgomery-barron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/44347\/arte\/reggio-emilia-collezione-maramotti-primavera-estate-2014-mark-manders-cose-in-corso-jeannette-montgomery-barron.html","title":{"rendered":"Reggio Emilia  COLLEZIONE MARAMOTTI \u2013 Primavera-estate 2014 Mark Manders: \u201cCose in corso\u201d &#8211; Jeannette Montgomery Barron"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/Collezione-Maramotti-Mark-Manders.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44349\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/Collezione-Maramotti-Mark-Manders-300x225.jpg\" alt=\"Collezione Maramotti - Mark Manders\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/Collezione-Maramotti-Mark-Manders-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/Collezione-Maramotti-Mark-Manders.jpg 401w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/Collezione-Maramotti-Jeannette-Montgomery-Barron.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-44351\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/Collezione-Maramotti-Jeannette-Montgomery-Barron.jpg\" alt=\"Collezione Maramotti - Jeannette Montgomery Barron\" width=\"208\" height=\"293\" \/><\/a><\/p>\n<p>Interessante periodo, questo, per fare una visita alla Collezione Maramotti, aperta al pubblico dal 2007 nella sede storica della societ\u00e0 Max Mara. L\u2019esposizione permanente, visitabile gratuitamente e su prenotazione, secondo il desiderio di Achille Maramotti, creatore della celebre Casa di Moda, consta di oltre duecento opere che rappresentano solo parte del patrimonio iconografico costituitosi in quarant&#8217;anni di appassionato collezionismo. La raccolta si \u00e8 sviluppata organicamente includendo soprattutto dipinti, ma anche sculture e installazioni, realizzati dal 1945 ad oggi, e presenta opere di alcune delle principali tendenze artistiche italiane ed internazionali affermatesi nel secondo Novecento. Oltre centoventi artisti sono rappresentati con realizzazioni significative che introducevano, all&#8217;epoca della loro realizzazione e acquisizione, elementi di sostanziale innovazione e sperimentazione nella ricerca artistica. Le opere del XXI secolo per la maggior parte non sono incluse nell&#8217;esposizione permanente: ad esse sono dedicate mostre tematiche negli spazi destinati alle esposizioni temporanee, in cui, con continuit\u00e0, vengono esposti anche i progetti commissionati ad artisti internazionali. Le opere prodotte divengono parte della Collezione, con l&#8217;obiettivo di acquisizione e di apertura ad una loro fruizione pubblica. La Biblioteca e l&#8217;Archivio, un patrimonio di oltre diecimila oggetti tra volumi e documenti, sono accessibili a ricercatori e studiosi previa richiesta. La Collezione espone e acquisisce inoltre i progetti delle vincitrici del premio biennale \u201cMax Mara Art Prize for Women\u201d, in collaboration with Whitechapel Gallery, rivolto ad artiste emergenti con base nel Regno Unito. Questa iniziativa rappresenta un\u2019ulteriore testimonianza dello stretto rapporto che Max Mara intrattiene con il mondo dell&#8217;arte.<\/p>\n<p>Attualmente vediamo l\u2019installazione di Mark Manders, \u201cIsolated Bathroom \/ Composition with Four Colors\u201d, la cui genesi risale ad alcuni\u00a0 anni fa, parte del pi\u00f9 ampio progetto, \u201cCose in corso\u201d, titolo dell\u2019intera mostra. Una vasca piena di una finta massa di creta (resina dipinta coperta da un leggero strato di plastica appoggiato), una figura non\u2013finita dall\u2019espressione serena senza braccia e gambe, in bilico tra una sedia e il pavimento; una sedia che raccoglie una stoffa colorata, la stessa stoffa di colore diverso \u00e8 arrotolata sul pavimento. Pochi e tenui i colori. Quelli naturali dei materiali \u2013 il grigio della creta, il marrone del legno, il grigio scuro del pavimento in ferro \u2013 e quelli dei teli appoggiati o stesi in questo \u2018bagno isolato\u2019 e siderale: verde tenue, giallo chiaro, arancio pallido e azzurro cielo.<\/p>\n<p>Come spiega Manders nel catalogo realizzato per la mostra (edito dalla casa editrice indipendente fondata dall\u2019artista, Roma Publications): \u201cVolevo realizzare una sorta di dipinto tridimensionale, una composizione cromatica. Nel mio lavoro non mi concedo spesso di scegliere il colore. Uso sempre colori connessi al materiale o all\u2019oggetto. La stanza da bagno \u00e8 un luogo dove le persone tengono gli asciugamani e gli asciugamani sono colorati. In un bagno si appendono gli asciugamani bagnati sopra alle sedie o sui bordi della vasca. O si lasciano cadere sul pavimento. (\u2026) In rapporto a questo progetto diventa molto interessante l\u2019antico mito greto di Galatea, in cui un\u2019opera d\u2019arte prende vita. Non voglio che i miei lavori prendano vita. Mi piace il modo in cui mi parlano da oggetti inanimati, morti. Tutte le mie opere, anche le figure, rimangono sempre cose. Sono oggetti morti, cose felici di essere cose. E\u2019 semplicemente miracoloso che cerchino di dirci qualcosa.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019artista concepisce le sue opere come il frutto di continui e \u2018inarrestabili\u2019 movimenti di oggetti nel suo studio. Senza posa, le \u2018cose\u2019 sono mosse seguendo un\u2019invisibile geometria che si arresta solo quando raggiungono un\u2019ideale (e misteriosa) composizione (l\u2019opera che l\u2019artista realizzer\u00e0 in seguito).<\/p>\n<p>Fino al 28 Settembre 2014; chiuso dall\u20191 al 25 Agosto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inserita in altro ambiente al piano superiore \u00e8 invece la mostra di Jeannette Montgomery Barron costituita da suggestivi ritratti fotografici di artisti, galleristi, critici, dealers, personalit\u00e0 del mondo dell\u2019arte negli anni Ottanta a New York. Proprio questo approccio di una giovanissima fotografa che ha potuto frequentare la scena artistica newyorkese, a cui approda alla fine degli anni Settanta, tende a restituirci uno sguardo dall\u2019interno e contestualmente dall\u2019esterno su questo vitalissimo momento culturale nella \u201cgrande mela\u201d in cui eclettismo e divergenze erano la norma.<\/p>\n<p>A New York la scena che si sviluppa nell\u2019East Village e a Soho, il contesto culturale trasgressivo e pieno di energia, percepibile in luoghi come Area, Mudd Club, Odeon, e naturalmente nella Factory di Warhol, sono trasportati in questi ritratti fotografici intensi e magnetici che trasmettono la netta percezione di come e perch\u00e9 queste figure siano divenute vere e proprie icone, figure di culto che hanno saputo imprimere un modello di stile divenuto moda nei decenni successivi con una declinazione in molti ambiti creativi, e non solo nell\u2019arte, a livello internazionale.<\/p>\n<p>Per il curatore della Collezione Maramotti con questa rassegna si offre in tal modo ai visitatori la possibilit\u00e0 di dare un volto agli artisti e creare una connessione con il percorso visuale della collezione permanente. L\u2019ospite si trova faccia a faccia con ritratti a dimensione naturale la cui sequenza propone un complesso sistema di relazioni tra questi soggetti: dal gruppo strettamente connesso alla Factory a quelli che si sono avvalsi della fotografia e della performance nella loro accezione politico-sociale, al gruppo di pittori coagulati sulla ricerca di una nuova vitalit\u00e0 del segno pittorico dal graffitismo al neoespressionismo alla \u201cnew geometry\u201d.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 corredata da un piccolo libro speciale, dal titolo \u201cScene\u201d, che accoglie testimonianze di quegli anni attraverso la forma del diario, della notazione, degli scatti presi negli studi e nelle case o nei clubs: un percorso minimale e intimo certo rispetto a importanti testi storici e critici dedicati a quegli anni, ma sicuramente interessante, in grado di trasmettere il sentimento di quel momento a chi non l\u2019ha vissuto. La fotografa introduce la pubblicazione con queste parole:<\/p>\n<p>\u201dSomething was happening and everybody knew it. I can tell you one thing: it was a lot of fun.\u201d<\/p>\n<p>(Qualcosa accadde ed ognuno lo sa. Io posso dirvi una cosa: fu bellissimo.)<\/p>\n<p>Vediamo ritratti di: John Ahearn, Donald Baechler, Jean-Michel Basquiat, Mike Bidlo, Ross Bleckner, James Brown, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Moira Dryer, Eric Fischl, Fischli &amp; Weiss, Julio Galan, Leon Golub, Peter Halley, Keith Haring, Jenny Holzer, Alex Katz, Barbara Kruger, Annette Lemieux, Robert Mapplethorpe, McDermott &amp; McGough, Luigi Ontani, Rene Ricard, David Salle, Kenny Scharf, Julian Schnabel, David Shapiro, Cindy Sherman, Starn Twins, Philip Taaffe, Rigoberto Torres, Andy Warhol.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fino al 31 luglio 2014<\/p>\n<p>La mostra, ad ingresso libero, \u00e8 visitabile, cos\u00ec come quella di Mark Manders, negli orari di apertura della collezione permanente: gioved\u00ec e venerd\u00ec 14.30-18.30; sabato e domenica 10.30-18.30.<\/p>\n<p>Collezione Maramotti \u2013 Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia; Tel. 0522-382484; <a href=\"http:\/\/www.collezionemaramotti.org\">www.collezionemaramotti.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fabio Giuliani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Interessante periodo, questo, per fare una visita alla Collezione Maramotti, aperta al pubblico dal 2007 nella sede storica della societ\u00e0 Max Mara. 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