
{"id":44342,"date":"2014-06-03T23:29:08","date_gmt":"2014-06-03T21:29:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=44342"},"modified":"2014-07-28T23:33:23","modified_gmt":"2014-07-28T21:33:23","slug":"forli-liberty-stile-per-litalia-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/44342\/arte\/forli-liberty-stile-per-litalia-moderna.html","title":{"rendered":"Forl\u00ec   LIBERTY  &#8211; Uno stile per l\u2019Italia moderna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/Liberty-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-44343\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/Liberty-1-150x150.jpg\" alt=\"Liberty 1\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/Liberty-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-44344\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/Liberty-3-150x150.jpg\" alt=\"Liberty 3\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cArt Nuoveau\u201d per i francesi, \u201cModern Style\u201d per gli inglesi, \u201cJugendstil\u201d per i tedeschi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/Liberty-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-44345\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/Liberty-2-150x150.jpg\" alt=\"Liberty 2\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>E in Italia? In sintesi, \u201cLiberty\u201d! Un gusto, uno stile, ma anche un modo di vita, una visione del mondo, che ha dominato l\u2019Europa nell\u2019epoca esaltante, per il suo slancio di rinnovamento, tra l\u2019ultimo decennio dell\u2019Ottocento e i primi anni del nuovo secolo.<\/p>\n<p>Per il nostro paese il Liberty ha rappresentato l\u2019affermazione di un nuova estetica che, superando lo storicismo e il naturalismo dominanti per gran parte del secolo, rappresentasse le aspirazioni della modernit\u00e0. Il Liberty italiano \u00e8 stato oggetto negli anni di ricerche, studi, operazioni di restauro e valorizzazione, ma, nonostante alcune importanti rassegne dedicate, era finora mancata una grande mostra in grado di restituire l\u2019identit\u00e0 di quello stile, le sue diverse formulazioni nell\u2019applicazione alle varie arti e in particolare l\u2019eccezionalit\u00e0 di quel clima irripetibile, pervaso dall\u2019ottimismo ma anche dall\u2019inquietudine espressi dalla modernit\u00e0.<\/p>\n<p>A questo ci ha pensato la citt\u00e0 di Forl\u00ec, grazie alla felice collaborazione intrapresa alcuni anni fa tra l\u2019Amministrazione comunale e la Fondazione Cassa dei Risparmi locale, con un evento nei ristrutturati Musei di San Domenico, complesso recentemente restaurato, sede dei Musei Civici e di una pregevole Pinacoteca, oltre che spazio culturale, e dove si trova il Refettorio dell\u2019ex convento con affreschi che rappresentano una \u2018Cena\u2019 con San Domenico.<\/p>\n<p>La mostra \u201cLiberty. Uno stile per l\u2019Italia moderna\u201d si inserisce in una programmazione pluriennale (questa \u00e8 la nona grande esposizione) tesa a indagare un periodo storico difficile, quello dei primi decenni del Novecento. Una panoramica che sa ricostruire ogni aspetto della produzione artistica italiana dal 1890 circa al 1914, allorch\u00e8, con l\u2019avvento della Prima Guerra Mondiale, si modificarono forzatamente abitudini a largo raggio, e anche la cultura generale, l\u2019arte e la creativit\u00e0 ne risentirono profondamente gli effetti.<\/p>\n<p>Ripercorriamo cos\u00ec la grande stagione del Liberty \u201cdi casa nostra\u201d, in una mostra che ricostruisce la \u201cBelle \u00e9poque\u201d con un allestimento basato sui rimandi, i confronti, e gli effetti spettacolari, la pittura con la scultura e le arti decorative, dalle vetrate ai ferri battuti, ai mobili, agli oggetti d\u2019arredo, ai tessuti e ai gioielli. Si intende cos\u00ec tracciare una linea comune tra i dipinti di Boldini, Previati, Nomellini, Baccarini, Kienerk, Grubicy de Dragon, Segantini, Pellizza da Volpedo, Longoni, Sartorio, De Carolis, Marussig, Zecchin, Chini, Casorati, Mucha, Boccioni, Dudreville, Innocenti, Bocchi, Viani e le sculture di Bistolfi, Ximenes, Trentacoste, Canonica, Rubino, Andreotti, Wildt, Martini, le vetrate e i ferri battuti di Mazzucotelli e Bellotto, le ceramiche di Galileo Chini, Cambellotti, Spertini, Calzi, i manifesti di Dudovich, Terzi, Hohenstein, sottolineando, attraverso un apposito apparato grafico, i rapporti con la letteratura, tra D\u2019Annunzio, Pascoli e Gozzano ma anche con la musica di Puccini, Mascagni e Ponchielli. I confronti europei non possono prescindere da autori come Klimt, Adler, Moser, Tiffany, Klinger, Boecklin, Van Stuck, Morris, Leighton. La produzione di ceramiche d\u2019arte, documentata ad altissimo livello dal maggior museo del genere esistente al mondo, il MIC (Museo Internazionale delle Ceramiche) di Faenza, partner della mostra, \u00e8 stata uno dei maggiori esiti del Liberty italiano. Come per tutte le trascorse esposizioni realizzate a Forl\u00ec, l\u2019occasione \u00e8 anche un preciso legame con il territorio. L\u2019Emilia e la Romagna sono state infatti una delle pi\u00f9 significative officine italiane in questo ambito creativo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ed \u00a0artistico. Alla vicina Faenza, sua citt\u00e0 natale, \u00e8 legato un personaggio di livello europeo, Domenico Baccarini (1882-1906). Formatosi come ceramista alla Scuola di Arti e Mestieri, raggrupp\u00f2 intorno a s\u00e9, nella sua breve esistenza, un cenacolo di artisti e intellettuali che aderirono a quella che veniva definita \u201cArte Nuova\u201d. Artista \u201ctotale\u201d, impegnato sui diversi versanti della pittura, scultura, grafica e decorazione, padroneggi\u00f2 molte tecniche, fu genio eclettico e disegnatore raffinatissimo, come dimostrano ceramiche, dipinti e disegni esposti in mostra.<\/p>\n<p>I due poli stilistici dell\u2019 \u201cArte Nuova\u201d italiana che segnano rispettivamente l\u2019inizio e la fine del percorso museale sono Botticelli e Michelangelo: secondo i curatori, Maria Flora Giubilei, Fernando Mazzocca, Alessandra Tiddia (coordinati da un Comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci, Direttore del Musei Vaticani) \u00e8 impossibile prescindere dal Rinascimento. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Il primo grande Maestro (gi\u00e0 modello per i \u201cPreraffaelliti\u201d e la pittura inglese verso la fine del 19mo secolo) prefigura il \u201cSimbolismo\u201d ed offre lo spunto per un decorativismo legato sia agli elementi floreali, sia all\u2019allungamento dei corpi delle donne avvolgendoli un\u2019eleganza fatta propria da Previati tanto quanto da Beardsley, da Bistolfi, Andreotti e da tutti coloro che rifiutarono l\u2019accademismo e il positivismo. Al Buonarroti si fa riferimento nell\u2019ultima fase del Liberty, in particolare con le opere di Giulio Aristide Sartorio. Furono anni straordinari, anni in cui la borghesia ebbe la possibilit\u00e0 di accedere all\u2019arte, la cui produzione cominci\u00f2 ad assumere carattere di massa e gli oggetti vennero fatti in serie per abbellire le dimore, estetizzando il quotidiano.<\/p>\n<p>Ma il Liberty non fu solo pittura e scultura: lo stile \u2013 quasi una visione del mondo \u2013 si fond\u00f2 sul concetto di progettazione globale, di unit\u00e0 inscindibile tra architettura e decorazione, tra \u201carti maggiori\u201d ed \u201carti minori\u201d. Allora la ricostruzione di interi ambienti, con i loro mobili, i vasi, gli abiti acquistano un senso pregnante in un percorso che comprende anche i disegni di architettura, i manifesti dei cartellonisti, che scoprirono il potere immenso della pubblicit\u00e0, le riviste europee d\u2019avanguardia come \u201cVer Sacrum\u201d e i libri illustrati di D\u2019Annunzio e di Gozzano. L\u2019allestimento, curatissimo, scorre su due differenti \u2018binari\u2019: se al piano terreno \u00e8 forte il rimando alle esposizioni internazionali che scandirono le fasi del Liberty, in una sequenza che alterna tutti gli aspetti di uno stile fatto per il piacere del vivere; al piano superiore sono collocati su sfondo blu oceano i dipinti, le sculture in marmo, le teche contenenti le ceramiche, in particolare di Galileo Chini e della Richard-Ginori. Tanta bellezza, certo, ma in prospettiva storica, per non dimenticare quello che fu \u2013 secondo molti addetti ai lavori (e non solo) \u2013 \u00a0il periodo in cui nacque la modernit\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 corredata da un bellissimo ed esaustivo catalogo pubblicato da Silvana Editoriale dove possiamo trovare diversi saggi e contributi critici.<\/p>\n<p>Per una migliore conoscenza di questa novit\u00e0 storico-artistica, a breve distanza da Forl\u00ec, \u00e8 allestita<\/p>\n<p>a Riccione, la mostra \u201cRomagna Liberty\u201d, intende analizzare e documentare la storia dell&#8217;architettura Liberty e dei suoi protagonisti al fine di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sulla conservazione, protezione e valorizzazione delle testimonianze presenti in Romagna e nel territorio nazionale con significativi disegni firmati dai pi\u00f9 importanti architetti dell\u2019epoca: Matteo Focaccia, Orsino Bongi, Paolo e Alberto Sironi, i fratelli Somazzi (che progettarono il Grand Hotel di Rimini), Leonida Emilio Rosetti, Arturo Prati, Regimo Mirri, Giuseppe Palanti, Roberto Franzoni, Rutillio Ceccolini, Francesco Matteucci, solo per citarne alcuni. Tra i materiali esposti qui si ammirare suggestive immagini d\u2019epoca dell\u2019architettura romagnola tra la fine dell\u2019800 e l\u2019inizio del \u2018900 grazie a cartoline, manifesti e depliant originali riferiti alle principali localit\u00e0 balneari: Cattolica, Riccione, Rimini, Viserba, Cesenatico, Cervia, Milano Marittima e Comacchio.<\/p>\n<p>Per informazioni: Galleria d&#8217;Arte Montparnasse presso Villino Liberty della Fondazione Cicchetti Fontanesi Pantaleoni; Viale Ceccarini 19, Riccione; Ingresso libero; <a href=\"http:\/\/www.romagnaliberty.it\">www.romagnaliberty.it<\/a><\/p>\n<p>Orari di visita: tutti i giorni dalle 20 alle 24.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Musei di San Domenico &#8211; Piazza Guido da Montefeltro 12, Forl\u00ec (FC)<\/p>\n<p>Fino al 15 giugno 2014; orari: da marted\u00ec a venerd\u00ec: 9.30-19; Sabato, domenica, giorni festivi\u00a0\u00a0\u00a0 9.30-20; luned\u00ec chiuso; la biglietteria chiude un\u2019ora prima. Biglietti: 13 euro, ridotto 10; varie facilitazioni per gruppi e studenti; <a href=\"http:\/\/www.mostraliberty.it\">www.mostraliberty.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fabio Giuliani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u201cArt Nuoveau\u201d per i francesi, \u201cModern Style\u201d per gli inglesi, \u201cJugendstil\u201d per i tedeschi. E in Italia? In sintesi, \u201cLiberty\u201d! 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