
{"id":44253,"date":"2014-07-27T09:30:41","date_gmt":"2014-07-27T07:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=44253"},"modified":"2014-07-27T09:30:41","modified_gmt":"2014-07-27T07:30:41","slug":"milano-febbre-tango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/44253\/musica\/milano-febbre-tango.html","title":{"rendered":"A Milano \u00e8 febbre da tango"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/BACALOV-Luis-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-44254\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/BACALOV-Luis-3-500x334.jpg\" alt=\"BACALOV Luis 3\" width=\"500\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/BACALOV-Luis-3-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/07\/BACALOV-Luis-3-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Domenica 27 luglio all\u2019Auditorium di largo Mahler prende il via <em>Festival Tango<\/em>,<\/p>\n<p>rassegna dedicata alla storia del ballo argentino coordinata dal Premio Oscar Luis Bacalov<\/p>\n<p>A Milano scocca l&#8217;ora del Tango con <strong>Festival Tango<\/strong> per <strong>Un\u2019estate con la musica 2014<\/strong>, la stagione estiva de laVerdi.<\/p>\n<p>Vero e proprio evento nell&#8217;evento, la rassegna &#8211; lungo un percorso di nove appuntamenti dal 27 luglio al 7 settembre &#8211; disegner\u00e0 la storia di una forma d&#8217;arte da ascoltare oltre che ballare cheil <strong>Premio Oscar Luis Bacalov &#8211; coordinatore artistico del festival &#8211; <\/strong>definisce con grande efficacia vero e proprio &#8220;vizio&#8221;<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>E proprio <strong>Bacalov<\/strong> diriger\u00e0 l\u2019<strong>Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi\u00a0 <\/strong>nel primo programma in cartellone, <strong>domenica 27 luglio (ore 18.00)<\/strong> all\u2019<strong>Auditorium di Milano<\/strong> in <strong>largo Mahler<\/strong>. Sul palco anche il pianoforte di <strong>Eduardo Hubert<\/strong> e il bandone\u00f3n di <strong>Juanjo Mosalini<\/strong>: due \u201cmostri sacri\u201d del tango argentino e illustri esponenti della musica contemporanea sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>Intenso il programma della serata: emozioni garantite per il pubblico con <strong>Stravinskij <\/strong>(Tango), <strong>Bacalov <\/strong>(Tr\u00ecplo concerto), <strong>Piazzolla<\/strong> (M\u00eclong\u00f3n Festivo), <strong>Gubitsch<\/strong> (Suite) e <strong>Hubert <\/strong>(Martulango).<\/p>\n<p>(<strong>Info e prenotazioni<\/strong>: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, orari apertura: mar \u2013 dom, ore 14.30 \u2013 19.00. Tel. 02.83389401\/2\/3, <a href=\"http:\/\/www.laverdi.org\/\">www.laverdi.org<\/a>, biglietti euro 15,00\/12,50\/9,00).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Programma<\/strong><\/p>\n<p><strong>Igor Stravinskij <\/strong><\/p>\n<p><em>Tango<\/em> (versione per orchestra)<\/p>\n<p>L\u2019interesse e l\u2019attrazione di Stravinskij per il tango risalgono al 1918, alle tre Danze, <em>Tango<\/em>, <em>Valzer <\/em>e <em>Ragtime<\/em>, inserite nella <em>Histoire du soldat<\/em>. Dopo l\u2019antico folklore \u201cbarbarico\u201d russo, il suo percorso di appropriazione di musiche di origine popolare si estendeva al repertorio di consumo e grande successo urbano e internazionale, al servizio di una eccezionale capacit\u00e0 di manipolazione e nobilitazione dei suoni. Nel 1940, a Hollywood, <em>Tango<\/em> diventava una composizione per pianoforte, poi trascritta per orchestra. Una prima volta, nel 1941 da Felix Gunther, subito eseguita dall\u2019orchestra jazz di Benny Goodman. Una seconda, nel 1953, da Stravinskj stesso, che accrebbe l\u2019organico strumentale nella sezione dei fiati. Nella versione orchestrale rimane riconoscibilissimo il carattere pianistico di quella originale. <em>Tango<\/em> \u00e8 infatti prima di tutto un magnifico esercizio e esempio di virtuosismo ritmico, esaltato da elementi tipicamente jazzistici come le sincopi, le pause e ritardi, la variet\u00e0 di altezze sonore nell\u2019emissione. Non a caso nello stesso periodo Stravinskij compose il celeberrimo <em>Ebony Concerto<\/em> per l\u2019orchestra di Woody Herman (1945).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Luis Bacalov <\/strong><\/p>\n<p><em>Triplo concerto per bandone\u00f3n, soprano, pianoforte e orchestra<\/em><\/p>\n<p>Il tango \u00e8, curiosamente, un\u2019arte molto ricca dal punto di vista dei contenuti. Dico \u201ccuriosamente\u201d perch\u00e9 \u00e8 considerato appartenere a una tipologia popolare di musica, che comunque non significa musica di seconda classe. Molti musicisti dell\u2019area cosiddetta \u201ccolta\u201d del Novecento hanno utilizzato o preso spunto da materiale etnico sudamericano, argentino e cubano in particolare. Montevideo e Buenos Aires sono i centri del tango, ma il repertorio etnico argentino \u00e8 contadino, non urbano. Il tango \u00e8 musica cittadina e ci sarebbe aspettati che fosse stato sfruttato maggiormente: invece, pochissimi fra i musicisti \u201ccolti\u201d vi hanno fatto ricorso per utilizzarlo come spunto per composizioni sinfoniche. E questo \u00e8 successo fuori dall\u2019Argentina: penso a Stravinskij e Milhaud. Gli argentini, invece, non l\u2019hanno mai fatto. Io ho pensato che fosse il caso di rischiare l\u2019utilizzo del tango e delle sue radici per opere pi\u00f9 complesse e\u00a0 con il <em>Triplo<\/em> ho fatto un lavoro di riscoperta delle radici del tango, ricorrendo, tra l\u2019altro, a uno strumento popolare come il bandone\u00f3n, strumento per me insostituibile. Penso che il recupero di materiali e strumenti popolari all\u2019interno di opere sinfoniche apporti freschezza e interesse, contribuendo a mantenere attuale la musica sinfonica.<\/p>\n<p>Il <em>Triplo concerto<\/em> parla di cose vere, non di astrazioni; vengono citate situazioni drammatiche, vi compare il ricordo delle madri dei desaparecidos. Incorporare la musica non in un contesto astratto, ma nella realt\u00e0 della storia argentina, \u00e8 stato il punto centrale della mia ispirazione. Il brano \u00e8 in quattro movimenti, con una variante significativa rispetto alla tradizione, perch\u00e9 il terzo \u00e8 una gigantesca cadenza per bandone\u00f3n e pianoforte, senza l\u2019orchestra. La voce compare nel secondo movimento e nell\u2019epilogo. Nel secondo tempo il testo accenna alla realt\u00e0, anche alla pi\u00f9 terribile; nel quarto, invece, \u00e8 incentrato sulla nostalgia del tempo che fu, che \u00e8 l\u2019essenza stessa del tango, una delle sue sfaccettature\u2026\u00c8 un voler dare un addio a qualcosa che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9: la mia musica vuole rappresentare anche i ricordi delle generazioni pi\u00f9 antiche, quelle della memoria, della nostalgia. Nel <em>Concerto<\/em> il clima \u00e8 molte volte struggente, lirico. Non tragga in inganno il quarto movimento, che inizialmente \u00e8 vivace, sembra un gioco, affidato a motivi allegri e scanzonato. Ma dopo tutto si spezza e l\u2019epilogo \u00e8 l\u2019altra faccia della medaglia.<\/p>\n<p>Il mio lavoro non vuole apportare novit\u00e0 di scrittura. Gli antecedenti del procedimento compositivo sono da ricercarsi in Ravel e Prokof\u2019ev, con il tonalismo disgregato in alcuni momenti. Non pretendo di usare strutture nuove, anche se cos\u00ec corro il rischio di fare musica \u201cantica\u201d; ma lo faccio con libert\u00e0, lontano dagli estremismi di certe scuole contemporanee. Questa libert\u00e0 l\u2019ho imparata da Luciano Berio, un genio che ha saputo fare musica rompendo con le ideologie.<\/p>\n<p><em>Luis Bacalov <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Astor Piazzolla <\/strong><\/p>\n<p><em>Milong\u00f3n Festivo<\/em><\/p>\n<p>Milong\u00f3n \u00e8 il tango uruguaiano tradizionale. Piazzolla ne compose questa reinterpretazione intorno al 1970. Aveva cominciato a creare uno stile moderno per il tango nel 1956, combinandolo con la musica popolare argentina, con quella classica contemporanea e con il jazz. Era il suo \u201cNuevo Tango&#8221;,\u00a0 adatto\u00a0 per le sale da concerto come per le piste da ballo. Apparentemente <em>Milong\u00f3n Festivo <\/em>rimase inedito fino al 1990. La riscopr\u00ec tra le carte di Piazzolla il violoncellista Jos\u00e9 Bragato, suo amico e archivista. Eccettuato il lento e sensuale episodio centrale,ha un ritmo e un temperamento quasi frenetici. L\u2019euforia che trasmette ha fatto dire che in confronto il\u00a0 <em>Mambo<\/em> di Leonard Bernstein in <em>West Side Story<\/em> sembra addomesticato.<\/p>\n<p>Nel 2001 <em>Milong\u00f3n Festivo<\/em> \u00e8 stato registrato dal bandone\u00f3nista Juan Jos\u00e9 Mosalini e nel 2009 trascritto per grande orchestra dal direttore e musicologo argentino Gabriel Castagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tom\u00e1s Gubitsch\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><em>Suite<\/em><\/p>\n<p>Chitarrista, compositore e direttore d\u2019orchestra, Gubitsch si \u00e8 formato nella tradizione musicale classica da Bach a Sch\u00f6nberg, affiancandovi poi le esperienze del rock e del pop, in particolare i Beatles e Frank Zappa. A 19 anni Piazzolla lo chiam\u00f2 come chitarrista nella sua orchestra per il tour europeo del 1977. Ha composto e registrato molta musica per il tango contemporaneo ma anche lavori per orchestre da camera e sinfoniche.<\/p>\n<p><em>In a<br \/>\ntango state of mind<\/em>\u00e8 stata eseguito per la prima volta nel 2011 a V\u00e4xj\u00f6, Svezia, daJames Crabb con la Musica Vitae Chamber Orchestra. Il suo stile particolarmente brioso asseconda lo scopo di fare scoprire e apprezzare la straordinaria qualit\u00e0 del bandone\u00f3n, strumento spesso relegato nel repertorio popolare e confuso con la fisarmonica. Il titolo nasce da un duplice gioco ironico di rimandi. L\u2019espressione \u201cin uno stato psicologico di tango\u201d\u00a0si riferisce infatti alla storica canzone <em>New York State of Mind<\/em>, del grande divo rockBilly Joel: ossia il personaggio di cui poi si chiede \u201dChi \u00e8 questo ragazzo? Mai sentito parlare di lui\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Appunto l\u2019estrosit\u00e0 \u00e8 un carattere di Gubitsch. Autore di una composizione tratta dall\u2019<em>Allemande<\/em> della <em>Suite per violoncello <\/em>n.3 di Bach, l\u2019ha presentata cos\u00ec: \u201cCome tutti sanno, Johann Sebastian Bach \u00e8 stato molto influenzato da me. Al punto tale che nel 1719 compose (per me) la propria <em>Suite in Re\u00a0 maggiore\u00a0 per chitarra elettrica<\/em> BWV 1007. Rendendosi rapidamente conto che la chitarra elettrica non era ancora stata inventata, l\u2019anno dopo trasform\u00f2 quella Suite in un brano per violoncello BWV 1007, portandola nella trasposizione alla tonalit\u00e0 di Sol maggiore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Eduardo Hubert<\/strong><\/p>\n<p><em>Martulango<\/em><\/p>\n<p><em>Martulango<\/em>\u00e8 un tangocomposto per pianoforte, bandone\u00f3n, violino e archi. Presenta un\u2019alternanza di ritmi binari e ternari in un dialogo tra i solisti, ai quali \u00e8 lasciato anche in ampio spazio per l\u2019improvvisazione.<\/p>\n<p>Fra i suoi interpreti conta grandi solisti comeMartha Argerich, N\u00e9stor Marconi e Michael Guttman<strong>.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Biografie<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luis Bacalov <\/strong>Direttore<\/p>\n<p>Nato a Buenos Aires nel 1933, comincia la sua formazione musicale a cinque anni, studiando pianoforte con Enrique Barenboim. Comincia presto l&#8217;attivit\u00e0 concertistica in Argentina come solista, in duo con il violinista Alberto Lisy e in gruppi di musica da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane. Dagli anni &#8217;60 si dedica in Italia e Francia anche alla musica per il cinema, collaborando fra gli altri con Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Wertm\u00fcller, Greco, Pasolini, Fellini e Rosi. Per le musiche de <em>Il Postino<\/em>, regia di Michael Radford, ha avuto numerosi premi e nomination, fra cui il David di Donatello e il Premio Oscar, il Bafta (British Academy for Film and Television Arts), il Premio Nino Rota. Per <em>La tregua<\/em> di Rosi ha ottenuto una nomination per il David e per il <em>Vangelo secondo Matteo<\/em> di Pasolini una dalla A.M.P.A.. Ha vinto il Globo d\u2019oro per la musica de <em>Il Consiglio d\u2019Egitto<\/em> di Emidio Greco.<\/p>\n<p>Come pianista si \u00e8 dedicato a partiture di Bach, Chopin, Beethoven , Stravinskij e Berio. Come direttore, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latino-americani, incluse le proprie. Nel 2003 ha inaugurato la Cavea dell&#8217;Auditorium &#8211; Parco della Musica di Roma con il programma <em>Cinema Italiano<\/em>, dirigendo l&#8217;Orchestra della Accademia\u00a0 di Santa Cecilia. Ha interpretato al pianoforte il suo <em>Triple Concierto<\/em> per soprano, bandone\u00f3n\u00a0e pianoforte con la Santa Barbara Symphony Orchestra, eseguito poi con l\u2019Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, con cui ha tenuto numerosi altri concerti. All&#8217;Accademia di Santa Cecilia ha suonato con\u00a0 Martha Argerich nei programmi dedicati ad autori latino americani. Ha composto per chitarra, violino, vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra. La sua <em>Misa Tango<\/em> per soli, coro e orchestra registrata dalla DGG, direttore Myung-Whun Chung con Placido Domingo, Ana M. Martinez e Hector U. Passarella, \u00e8 stata eseguita nel 1999 a Roma con l\u2019Orchestra di Santa Cecilia. Per DGG ha registrato la rielaborazione per pianoforte e orchestra dei tanghi di Piazzolla e il suo <em>Tangosain<\/em> (nomination al Latin American Grammy Awards 2001).<\/p>\n<p>Nel 2004 ha diretto il debutto della sua prima opera teatrale <em>Estaba la Madre<\/em> per l&#8217;Opera di Roma, regia di Giorgio Barberio Corsetti. Nel 2008 ha diretto per l&#8217;Accademia Musicale Chigiana la prima della sua opera-balletto <em>y Borges cuenta que<\/em> <em>&#8230;<\/em>, regia Barberio Corsetti. L&#8217;Arena di Verona gli ha tributato un omaggio con un concerto al Teatro Filarmonico da lui stesso diretto.<\/p>\n<p>Nel 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito il Premio Vittorio de Sica per la Cultura.<\/p>\n<p>E&#8217; docente di Composizione di musica per il cinema all\u2019Accademia Chigiana di Siena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Eduardo Hubert<\/strong>Pianoforte<\/p>\n<p>Pianista, compositore, pedagogo, si \u00e8 diplomato presso il Conservatorio Nazionale di Buenos Aires con Antonio De Raco, seguendo la scuola di Vincenzo Scaramuzza. Nel 1974, si \u00e8 trasferito in Italia, perfezionandosi con Fausto Zadra, Carlo Zecchi, Guido Agosti e studiando Direzione d\u2019orchestra con Franco Ferrara e Leonard Bernstein. Da segnalare la sua intensa collaborazione con la grande pianista Martha Argerich che, oltre a vederli impegnati in numerosi concerti in coppia,ha portato Hubert a diventare, dal 2000, coordinatore artistico del \u201cFestival Incontro Martha Argerich\u201d di Buenos Aires. Pianista, compositore, pedagogo, ricercatore e direttore d\u2019orchestra, ha studiato pianoforte al Conservatorio di Buenos Aires e nella stessa citt\u00e0 si \u00e8 laureato in Ingegneria. In Italia dal 1974, ha studiato Composizione di musica elettronica al Conservatorio di S. Cecilia di Roma sotto la guida di Franco Evangelisti. Nel 2010 Martha Argerich suona all\u2019Accademia di S. Cecilia il suo <em>Martulango<\/em> per pianoforte, bandone\u00f3n, violino e archi.<\/p>\n<p>Ha conseguito la \u201clicence de concert\u201d e il \u201cPrix de virtuosit\u00e9\u201d presso il Conservatorio di Losanna. Ha insegnato alla Musikhochschule di Karlsruhe, all\u2019Universit\u00e0 di Losanna, all\u2019Accademia di Santa Cecilia e in vari Conservatori in Italia e all\u2019estero. \u00c8 professore di Musica da camera presso l\u2019Istituto di Alta Cultura \u201cL. D\u2019Annunzio\u201d di Pescara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Juanjo Mosalini<\/strong> Bandone\u00f3n<\/p>\n<p>Nato nel 1972 a Buenos Aires, Juanjo Mosalini \u00e8 figlio di Juan Jos\u00e9 Mosalini, grande figura del tango argentino. Ha trascorso la sua infanzia immerso nella comunit\u00e0 di musicisti argentini, avendo il privilegio di ricevere i primi insegnamenti musicali da Gustavo Beytelmann e da Enzo Giecco. A sedici anni cominci\u00f2 a studiare bandone\u00f3n con suo padre. Nel 1993 fu creata la classe di bandone\u00f3n al Conservatorio di Gennevilliers di cui divenne assistente di cattedra per cinque anni. Attualmente insegna al Conservatorio di Gennevilliers.<\/p>\n<p>Erede della tradizione del bandone\u00f3n, ha sviluppato tutte le sfaccettature dello strumento che, in seno agli strumenti d\u2019insieme, perpetua la grande espressione musicale dell\u2019Argentina. \u00c8 interprete appassionato dei maggiori compositori dell\u2019inizio del XXI secolo. Vent\u2019anni di carriera fanno di Juanjo Mosalini una delle figure pi\u00f9 importanti dell\u2019avanguardia musicale dell\u2019Argentina in Europa. In duo con il chitarrista Vicente B\u00f6geholz, esplora l\u2019universo dei ritmi argentini nell\u2019odierna musica da camera. S\u2019immerge inoltre nelle improvvisazioni e nella composizione della musica elettronica con la complicit\u00e0 del contrabbassista jazz Olivier Sens.<\/p>\n<p>Mosalini \u00e8 uno dei rari bandoneonisti internazionali che suona regolarmente come solista nelle grandi orchestre classiche: Rotterdam Philharmonic Orchestra, The Israel Symphony Orchestra Rishon Le Zion, Seoul Philharmonic Orchestra, Orchestre de Bretagne, Orchestre de Picardie, Orchestre ONPL, Camerata de Bourgogne, Orchestra de Santa Barbara, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Orchestre Symphonique de Berne, Orchestre Symphonique de Winterthur, Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, Budapest Concert Orchestra e Orchestra della Magna Grecia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 27 luglio all\u2019Auditorium di largo Mahler prende il via Festival Tango, rassegna dedicata alla storia del ballo argentino coordinata dal Premio Oscar Luis Bacalov A Milano scocca l&#8217;ora del Tango con Festival Tango per Un\u2019estate con la musica 2014, la stagione estiva de laVerdi. 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