
{"id":43283,"date":"2014-07-10T08:06:29","date_gmt":"2014-07-10T06:06:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=43283"},"modified":"2014-07-10T08:06:29","modified_gmt":"2014-07-10T06:06:29","slug":"milano-pac-mostra-delitto-perfetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/43283\/arte\/milano-pac-mostra-delitto-perfetto.html","title":{"rendered":"Milano, PAC: la mostra IL DELITTO QUASI PERFETTO"},"content":{"rendered":"<div>IL DELITTO QUASI PERFETTO&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>a cura di Cristina Ricupero&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>PAC Padiglione d&rsquo;Arte Contemporanea, Milano&nbsp;<\/div>\n<div>11 luglio &#8211; 7 settembre 2014&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;estate 2014 trasformer&agrave; le sale del PAC Padiglione d&rsquo;Arte Contemporanea di&nbsp;<\/div>\n<div>Milano in una scena del crimine &ldquo;quasi&rdquo; perfetta, con una collettiva di oltre 40&nbsp;<\/div>\n<div>artisti, italiani e internazionali, che rompendo gli schemi creano un legame tra&nbsp;<\/div>\n<div>l&rsquo;arte e l&rsquo;estetica del crimine&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>ARTISTI IN MOSTRA: Sa&acirc;dane Afif, Kader Attia, Dan Attoe, Dirk Bell, Bik Van der Pol, Jean-Luc Blanc, Monica&nbsp;<\/div>\n<div>Bonvicini, Ulla von Brandenburg, Asl\u0131 &Ccedil;avu\u015fo\u011flu, Maurizio Cattelan, Fran&ccedil;ois Curlet, Brice Dellsperger, Jason&nbsp;<\/div>\n<div>Dodge, Claire Fontaine, Gardar Eide Einarsson, Matias Faldbakken, Keith Farquhar, Dora Garcia, Douglas&nbsp;<\/div>\n<div>Gordon, Eva Grubinger, Richard Hawkins, Karl Holmqvist, Pierre Huyghe, Gabriel Lester, Erik van Lieshout,&nbsp;<\/div>\n<div>Jonas Lund, Jill Magid, Teresa Margolles, Fabian Marti, Dawn Mellor, Mario Milizia, Raymond Pettibon,&nbsp;<\/div>\n<div>Emilie Pitoiset, Julien Pr&eacute;vieux, Lili Reynaud-Dewar, A&iuml;da Ruilova, Allen Ruppersberg, Markus Schinwald, Jim&nbsp;<\/div>\n<div>Shaw, Noam Toran, Luca Vitone e Herwig Weiser.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Promossa dal Comune di Milano &ndash; Cultura e prodotta a Milano dal PAC e da CIVITA, la mostra &egrave; curata da&nbsp;<\/div>\n<div>Cristina Ricupero e arriva in una nuova versione dopo la prima tappa al Witte de With Center for&nbsp;<\/div>\n<div>Contemporary Art di Rotterdam, arricchita di nuove opere di artisti italiani.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Come ogni giallo che si rispetti, la storia dell&rsquo;arte &egrave; costellata da enigmi, miti e indovinelli in attesa di essere&nbsp;<\/div>\n<div>svelati. Risolvere questi puzzles intellettuali &egrave; un piacere comune e una tentazione culturale al cui fascino&nbsp;<\/div>\n<div>pochi possono dire di essere davvero immuni.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Sebbene il legame tra arte e crimine possa essere ricondotto a tempi antichi, il primo a teorizzarlo&nbsp;<\/div>\n<div>esplicitamente fu Thomas De Quincey nel suo saggio &ldquo;On Murder Considered As One Of The Fine Arts&rdquo;&nbsp;<\/div>\n<div>(1827). Il Novecento vide poi crescere il ruolo dell&rsquo;immagine fotografica sia nello sviluppo della criminologia&nbsp;<\/div>\n<div>sia nel sensazionalismo tipico dei tabloid, entrambi fenomeni che hanno reso popolare il genere del giallo. &nbsp;<\/div>\n<div>Il cinema divenne presto il mezzo perfetto per catturare il fascino discutibile della violenza e trasformarlo&nbsp;<\/div>\n<div>in immagini piacevoli. Cos&igrave;, seguendo l&rsquo;ironico invito di De Quincy ad analizzare il delitto da un punto di&nbsp;<\/div>\n<div>vista estetico, la mostra invoca gli spiriti dell&rsquo;arte visiva, dell&rsquo;architettura, del cinema, della criminologia e&nbsp;<\/div>\n<div>del moderno genere giallo, trasformando le sale del PAC in una scena del crimine &ldquo;quasi&rdquo; perfetta.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Dietro il crimine c&rsquo;&egrave; il Male. Per questo IL DELITTO QUASI PERFETTO prende necessariamente in esame le&nbsp;<\/div>\n<div>relazioni tra Etica ed Estetica. Mettendo in dubbio il ruolo dell&rsquo;autorialit&agrave;, il significato dell&rsquo;autenticit&agrave;,&nbsp;<\/div>\n<div>dell&rsquo;inganno e della frode, la mostra sfuma i confini della dicotomia tra &ldquo;buono&rdquo; e &ldquo;cattivo&rdquo; gusto,&nbsp;<\/div>\n<div>mettendo al contempo in evidenza la duplicit&agrave; del &ldquo;crimine come arte&rdquo; e dell&rsquo;&rdquo;arte come crimine&rdquo;.&nbsp;<\/div>\n<div>La mostra mette a confronto oltre 40 artisti, italiani e internazionali, che hanno collegato arte ed estetica&nbsp;<\/div>\n<div>del crimine, attraverso una selezione di opere spesso provocatorie e l&rsquo;incursione in diversi linguaggi&nbsp;<\/div>\n<div>artistici. Progetti realizzati negli ultimi decenni e lavori pi&ugrave; recenti, accanto ad un insieme di oggetti&nbsp;<\/div>\n<div>sorprendenti , sono immersi in modo inusuale nell&rsquo;allestimento, studiato per guidare il visitatore attraverso&nbsp;<\/div>\n<div>un percorso tematico che procede per capitoli.&nbsp;<\/div>\n<div>Alcune delle opera in mostra riflettono l&rsquo;ossessiva curiosit&agrave; e l&rsquo;attitudine all&rsquo;interpretazione tipica del&nbsp;<\/div>\n<div>detective, altre la narcisistica identificazione con il colpevole, altre ancora il feticistico piacere dello&nbsp;<\/div>\n<div>spettatore. Alcuni progetti affrontano i temi dell&rsquo;autenticit&agrave; e della frode , considerati tipicamente &ldquo;crimini&nbsp;<\/div>\n<div>dell&rsquo;arte&rdquo;; altri giocano con il ruolo dell&rsquo;artista come soggetto sovversivo ai margini della societ&agrave; o mettono&nbsp;<\/div>\n<div>in discussione il ruolo della legge e i concetti di ordine e trasgressione. Alcuni artisti scelgono di&nbsp;<\/div>\n<div>rappresentare il crimine come qualcosa di macabro e sublime, un&rsquo;operazione simile a quella compiuta negli&nbsp;<\/div>\n<div>anni dal cinema, mentre altri fanno riferimento a fatti realmente accaduti, crimini sociali o politici. Altri&nbsp;<\/div>\n<div>ancora provano a mettere in relazione una selezione di queste principali tendenze.&nbsp;<\/div>\n<div>Ogni spazio del PAC sar&agrave; contagiato: l&rsquo;artista Gabriel Lester in collaborazione con Jonas Lund firmer&agrave; un&nbsp;<\/div>\n<div>intervento virale sul sito web del PAC; l&rsquo;artista austriaca Eva Grubinger isser&agrave; invece una bandiera e&nbsp;<\/div>\n<div>posizioner&agrave; una targa d&rsquo;ottone sulla facciata esterna del Padiglione, trasformandolo nell&rsquo;ambasciata di&nbsp;<\/div>\n<div>Eitopomar, un utopico regno governato dal malvagio signore del Male Dr. Mabuse. All&#39;ingresso, un murales&nbsp;<\/div>\n<div>dipinto dall&rsquo;artista francese Jean-Luc Blanc richiamer&agrave; la copertina di una rivista pulp firmata con il titolo&nbsp;<\/div>\n<div>della mostra.&nbsp;<\/div>\n<div>Oltre ad alcuni lavori gi&agrave; presenti al Witte de With, la mostra al PAC si arricchisce di nuove opere di artisti&nbsp;<\/div>\n<div>italiani. &Egrave; il caso di Maurizio Cattelan, che ha realizzato un bouquet di fazzoletti di stoffa per asciugare&nbsp;<\/div>\n<div>idealmente le lacrime versate per le vittime dell&rsquo;attentato che il 27 luglio 1993 distrusse il PAC provocando&nbsp;<\/div>\n<div>la morte di quattro persone; un&rsquo;installazione di grande formato dell&rsquo;artista Luca Vitone ricorda, come un&nbsp;<\/div>\n<div>epitaffio, i 959 membri della loggia P2 in un ironico quanto amaro riferimento ad un capitolo confuso della&nbsp;<\/div>\n<div>storia della nostra democrazia; Mario Milizia riproduce invece minuziosamente i dettagli delle immagini di&nbsp;<\/div>\n<div>cronaca giudiziaria riferite a ritrovamenti e vendite illegali di reperti archeologici.&nbsp;<\/div>\n<div>Una citazione dal film di Karl Holmqvist, &ldquo;Why is desire always linked to crime?&rdquo; (Perch&eacute; il desiderio &egrave;&nbsp;<\/div>\n<div>sempre correlate al crimine?), resta impresso nella mente del visitatore durante il percorso, mentre&nbsp;<\/div>\n<div>l&rsquo;italiana Monica Bonvicini investiga le relazioni tra spazio, potere e genere, presentando una macchina&nbsp;<\/div>\n<div>della tortura e del desiderio, costituita da sei imbragature di lattice nero sospese con catene ad un anello&nbsp;<\/div>\n<div>d&rsquo;acciaio che ruota lentamente.&nbsp;<\/div>\n<div>Asl\u0131 &Ccedil;avu\u015fo\u011flu imita il genere del crimine televisivo (esemplificato nella serie Crime Scene Investigation) nel&nbsp;<\/div>\n<div>suo Murder in Three Acts ( Omicidio in tre atti ), restituendo la mostra come scena del crimine e le opere&nbsp;<\/div>\n<div>come armi, mentre Fabian Marti lascia impronte delle sue mani nello spazio espositivo.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Ancora Gabriel Lester creer&agrave; un loop cinematografico di scene del crimine, proiettando il tutto con un&nbsp;<\/div>\n<div>gioco di ombre sul muro circostante e sul visitatore. Il cinema ritorna anche negli inquietanti dipinti di Dan&nbsp;<\/div>\n<div>Attoe, Richard Hawkins e Dawn Mellor, e nei film di Brice Dellsperger e A&iuml;da Ruilova. L&rsquo;artista francese Lili&nbsp;<\/div>\n<div>Reynaud-Dewar elabora invece un&rsquo;installazione che fa riferimento alla vita e al lavoro di Jean Genet come&nbsp;<\/div>\n<div>scrittore, attivista e ladro, mentre l&rsquo;artista spagnola Dora Garcia invita il pubblico a rubare un libro.&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;americano Jim Shaw ironicamente ritrae uomini d&rsquo;affari come zombie, attraverso una selezione di dipinti&nbsp;<\/div>\n<div>e un film, mentre Sa&acirc;dane Afif trasforma il Centre Pompidou in una bara, che sembra voler mettere in&nbsp;<\/div>\n<div>discussione il ruolo vitale dei musei.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La mostra &egrave; realizzata con il sostegno di TOD&rsquo;S, sponsor dell&rsquo;attivit&agrave; espositiva annuale del PAC, e con il&nbsp;<\/div>\n<div>supporto di Vulcano.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>CRISTINA RICUPERO&nbsp;<\/div>\n<div>Cristina Ricupero, italo-brasiliana, vive e lavora a Parigi come curatrice indipendente e critica d&rsquo;arte. Ha&nbsp;<\/div>\n<div>curato mostre in tutto il mondo, con uno specifico interesse per le questioni sociali e per la narrazione&nbsp;<\/div>\n<div>attraverso la costruzione di progetti espositivi, esemplificata da mostre come Foundamentalism of New&nbsp;<\/div>\n<div>Order (Kunsthal Charlottemuborg, 2002) Populism (Contemporary Art Centre, Vilnius; National Museum of&nbsp;<\/div>\n<div>Art, Architecture and Design, Oslo; Stedelijk Museum, Amsterdam e Frankfurter Kunstverein, 2005) e il pi&ugrave;&nbsp;<\/div>\n<div>recente Secret Societies (Schirn Kunsthalle Frankfurt e CAPC de Bordeaux, 2011-2012). Le &egrave; stata anche&nbsp;<\/div>\n<div>commissionata la curatela della sezione Europea della Biennale di Gwangju in Corea del Sud (2006) ed &egrave;&nbsp;<\/div>\n<div>stata co-curatrice di una collettiva insieme all&rsquo;artista Fabian Marti: Cosmic Laughter &ndash; time wave zero then&nbsp;<\/div>\n<div>what? tenutasi all&rsquo; Ursula Blickle Stiftung, in Germania (2012). Tra le mostre pi&ugrave; recenti Suspicious Minds&nbsp;<\/div>\n<div>alla Galeria Vermelho, Sao Paulo, Brasile (2013) &ndash; preludio a IL DELITTO QUASI PERFETTO.&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL DELITTO QUASI PERFETTO&nbsp; &nbsp; a cura di Cristina Ricupero&nbsp; &nbsp; PAC Padiglione d&rsquo;Arte Contemporanea, Milano&nbsp; 11 luglio &#8211; 7 settembre 2014&nbsp; &nbsp; L&rsquo;estate 2014 trasformer&agrave; le sale del PAC Padiglione d&rsquo;Arte Contemporanea di&nbsp; Milano in una scena del crimine &ldquo;quasi&rdquo; perfetta, con una collettiva di oltre 40&nbsp; artisti, italiani e internazionali, che rompendo gli &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/43283\/arte\/milano-pac-mostra-delitto-perfetto.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Milano, PAC: la mostra IL DELITTO QUASI PERFETTO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17446,17,297],"class_list":["post-43283","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-arte","tag-milano","tag-pac"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43283"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43283\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43284,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43283\/revisions\/43284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}