
{"id":43126,"date":"2014-06-24T09:01:39","date_gmt":"2014-06-24T07:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=43126"},"modified":"2014-06-25T03:13:42","modified_gmt":"2014-06-25T01:13:42","slug":"abiti-triennale-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/43126\/arte\/abiti-triennale-milano.html","title":{"rendered":"Abiti da lavoro &#8211; Triennale di  Milano"},"content":{"rendered":"<div style=\"line-height: 17.040000915527344px; color: rgb(102, 102, 102); font-family: helvetica; padding: 10px; width: 736px; min-height: 484px;\">\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/ImageProxy-12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"ImageProxy (1)\" class=\"alignleft size-full wp-image-43127\" height=\"505\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/ImageProxy-12.jpg\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/ImageProxy-12.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/ImageProxy-12-297x300.jpg 297w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/06\/ImageProxy-12-396x400.jpg 396w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><strong>25 Giugno. 31 Agosto 2014.<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 42.599998474121094px; color: black; font-size: 30px; font-weight: normal; margin: 0px 0px 5px; padding: 0px 0px 5px;\">Abiti da lavoro<\/h1>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><strong>A cura di Alessandro Guerriero<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><em>Triennale di Milano<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">La Triennale di Milano presenta la mostra&nbsp;<em>Abiti da Lavoro<\/em>, a cura di Alessandro Guerriero, che sar&agrave; aperta dal 25 giugno al 31 agosto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">In mostra saranno presentati 40 abiti da lavoro ideati da progettisti di tutto il mondo:<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">Afran, Rodrigo Almeida, Alberto Aspesi, Gentucca Bini, Denise Bonapace, Andrea Branzi, Nacho Carbonell, Klaudio Cetina, Cano, CoopHimelb(l)au, Dea Curic, Nathalie Du Pasquier, Elio Fiorucci, Matteo Guarnaccia, Nuala Goodman , Daniele Innamorato, Mella Jaarsma, Toshiyuiki Kita, Guda Koster, Colomba Leddi, Antonio Marras, Franco Mazzucchelli, Alessandro Mendini, Angela Missoni, Issey Miyake, Amba Molly, Fr&eacute;d&eacute;rique Morrel, Margherita Palli, Lucia Pescador, Bertjan Pot, Clara Rota, Andrea Salvetti, Nanni Strada, Tarshito, Faye Toogood, Otto von Busch, Vivienne Westwood, Allan Wexler, Erwin Wurm, Melissa Zexter.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><em>Abiti da Lavoro<\/em>&nbsp;nasce anche dalla generosit&agrave; di alcuni dei 40 progettisti coinvolti, che, insieme all&rsquo;Associazione Tam-Tam, diretta dallo stesso Guerriero, hanno voluto accettare la sfida di Arkadia onlus per favorire l&rsquo;inserimento lavorativo di giovani disabili.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&ldquo;Il percorso &egrave; quello usuale della sartoria: si insegna ai ragazzi che frequentano il workshop gratuito di Tam-Tam come si trasforma uno schizzo in un cartamodello. Trasmettiamo questi cartamodelli ad Arkadia Onlus, dove un gruppo di persone&nbsp; con disabilit&agrave; li trasforma in abiti veri e propri. Abiti da Lavoro, appunto. Le ragazze e i ragazzi di Arkadia misurano, tagliano, cuciono, stirano. Lo stanno facendo anche in questo momento&rdquo; raccontano Alessandra Zucchi e Alessandro Guerriero che in questi mesi hanno imbastito l&rsquo;idea, tessuto la rete delle relazioni e coordinato la realizzazione della collezione dei 40 abiti in mostra.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&ldquo;Nel proporre la mostra del progetto-ricerca sull&rsquo;abito da lavoro ideato da Alessandro Guerriero ci&ograve; che mi ha mosso &egrave; anzitutto il suo tema in un epoca in cui il lavoro manca e assume una cittadinanza incerta e si &egrave; smaterializzato o si &egrave; fatto flessibile, precario o reinventa se stesso aprendo a nuove professionalit&agrave;. Un tema che anche per questo &egrave; diventato centrale in tutta la moda del nuovo Millennio. Ma anche il suo articolarsi e crescere nella prima fase nell&rsquo;ambito dei social network, che sono nuove forme di societ&agrave;, luoghi abitati, attraversati che funzionano da casa, piazza, vetrina, che somigliano alle persone e alle comunit&agrave; che le abitano. Un luogo corale, un dispositivo esperienziale dalle tante voci, un fabulatore delle identit&agrave; e immaginari contemporanei. E ho pensato che sarebbe stata bella una mostra in cui stilisti, architetti, designer, artisti fossero in grado di raccontare attraverso l&#39;abito da lavoro, assunto nelle sue diverse declinazioni, come &egrave; cambiata la societ&agrave; e la stessa progettazione, ridando all&rsquo;abito la materialit&agrave; del lavoro e la sua &ldquo;verit&agrave;&rdquo;,&nbsp; che &egrave; quella di trovare il proprio posto nel mondo, in cui ritorna in primo piano la dimensione emozionale e immaginativa del proprio essere sociale e culturale. E mi piace e commuove pensare alle mani e al sorriso dei giovani diversamente abili di Arkadia che in parte li hanno confezionati, e vedo in essi un surplus di valore donato a ogni abito&rdquo;.&nbsp;<em>Eleonora Fiorani, curatore Triennale Moda<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><em>Abiti da Lavoro<\/em>&nbsp;oltre a voler rappresentare una tensione per l&rsquo;innovazione sociale, propone una riflessione socio-antropologica: un tempo l&rsquo;abito faceva il monaco, il metalmeccanico, l&rsquo;avvocato, il banchiere, la signora alla moda, il fantino, il musicista, il cuoco, il marinaio, la prostituta, il poliziotto, il medico, il portiere, il giudice, il muratore.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">Ma oggi?<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">Se originariamente l&rsquo;abito da lavoro (il lavoro di vivere) nasce come gesto d&rsquo;amore che dice protezione e cura, nel tempo &egrave; diventato l&rsquo;espressione di scale di potere che definiscono la nostra condizione, trasformandosi soprattutto in&nbsp;<em>habitus<\/em>, in funzione e segno sociale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">L&rsquo;attuale centralit&agrave; dell&rsquo;individuo ha per&ograve; ancora una volta mutato il senso di ci&ograve; che indossiamo: la funzione sociale svanisce e l&rsquo;abito assume soprattutto il valore dell&rsquo;espressione individuale: diventa travestimento e forma dei nostri pensieri. Se prima era l&rsquo;immagine che il mondo ci attribuiva &ndash; non si poteva lavorare in banca senza giacca e cravatta &ndash; oggi &egrave; l&rsquo;immagine di ci&ograve; che noi vogliamo essere nel mondo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">L&rsquo;abito &egrave; corazza della condizione fisica, sociale, morale e culturale di ciascuno e che ciascuno sceglie per s&eacute;. Diventa la speranza, pi&ugrave; o meno fondata, che ognuno di noi nutre verso se stesso e, nello stesso tempo, la misura, l&rsquo;immagine e il valore di come ciascuno vive i rapporti interpersonali: l&rsquo;abito diventa il progetto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">Un progetto che &ndash; se rispecchia l&rsquo;originaria vulnerabilit&agrave; fisica e psichica dell&rsquo;uomo &ndash; propone involucri non datati, irrispettosi della mera funzione, lontani da logiche mercantili. Non manufatti di design o opere d&#39;arte, ma volumi e forme talvolta incompiute o modificabili, prove generali di ri-vestimento.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><em>&nbsp;Abiti da lavoro<\/em>&nbsp;&egrave; una mostra che si presta dunque a diversi livelli di&nbsp; lettura e rielaborazione, un&rsquo;opera collettiva che dar&agrave; luogo il 3 luglio dalle 14.30 alle 22.00, &nbsp;presso il Teatro Agor&agrave;, al&nbsp;<em>Convegno Inusuale.<\/em>&nbsp;Durante l&rsquo;incontro noti artisti, medici, scrittori, giornalisti, cuochi, psicologi, imprenditori, psicologi, editori, proporranno brevi suggestioni<strong>&nbsp;<\/strong>&nbsp;su &quot;abiti&quot;, &quot;lavoro&quot;, &quot;corpo&quot;, &quot;identit&agrave;&quot;.&nbsp;&nbsp;<em>Performance<\/em>, proiezioni e parole si alterneranno alla lettura di brevi testi scritti da Giacomo D. Ghidelli.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\"><em>Il Convegno Inusuale<\/em>&nbsp;si concluder&agrave; con un concerto jazz di Claudio Fasoli (sax), Luca Garlaschelli (double bass) e Massimo Minardi (chitarra elettrica).<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 3px 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"line-height: 17.040000915527344px; color: rgb(102, 102, 102); font-family: helvetica; width: 736px; min-height: 126px; padding: 10px; clear: both; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;\">\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px; color: rgb(226, 0, 26);\"><strong>Abiti da lavoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\"><strong>A cura di Alessandro Guerriero<br \/>\n\t\t25 giugno &ndash; 31 agosto 2014<\/p>\n<p>\t\t<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Coordinati da Alessandra Zucchi hanno partecipato alla realizzazione<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">degli abiti Arkadia Onlus, Elena Beccaro, Anna Cardani, Carlomaria<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Filippelli, Elisa Gennai, Federica Caputo, Simone La Bella, Gigi<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Meneses, Desislava Neycheva, Irena Pamukova, Anna Lenti, Marina<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Ruseva, Giorgia Rosano, Caterin Sasso, Alessandra Giannino,<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Antonio Bonfrate, Alessandro Oggianu, Katia Dente, Sofia Bonini.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Allestimento a cura di Atelier Biagetti<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Grafica a cura di Frank Studio<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\"><strong>Inaugurazione: 25 giugno 2014 ore 19.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\"><strong>Conferenza stampa: 24 giugno 2014 ore 11.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Ingresso: 6,00\/5,00\/4,00 Euro<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Biglietto unico per tutte le mostre 10 euro<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">Catalogo: Silvana Editore<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 1.35em; padding: 0px;\">&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 25 Giugno. 31 Agosto 2014. 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