
{"id":42508,"date":"2014-05-24T07:03:13","date_gmt":"2014-05-24T05:03:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=42508"},"modified":"2014-05-24T08:13:52","modified_gmt":"2014-05-24T06:13:52","slug":"katja-davar-lettura-di-unonda-nele-waldert-della-dissimulazione-onesta-effearte-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/42508\/arte\/katja-davar-lettura-di-unonda-nele-waldert-della-dissimulazione-onesta-effearte-milano.html","title":{"rendered":"KATJA DAVAR &#8211; Lettura di un\u2019onda NELE WALDERT &#8211; Della dissimulazione onesta &#8211;  EFFEARTE -MILANO"},"content":{"rendered":"<div>Effearte raddoppia l&#39;ultimo appuntamento della stagione&nbsp;<\/div>\n<div>con due personali delle artiste Katja Davar e Nele Waldert. Le due mostre Katja&nbsp;<\/div>\n<div>Davar. Lettura di un&#39;onda, prima personale dell&#39;artista in Italia, e Nele Waldert. Della&nbsp;<\/div>\n<div>dissimulazione onesta, seppure inaugurate e ospitate contemporaneamente negli&nbsp;<\/div>\n<div>spazi della galleria, sono autonome sia nell&#39;allestimento sia nel concept. Entrambe&nbsp;<\/div>\n<div>attive nel cuore della regione renana, rispettivamente a Colonia e a D&uuml;sseldorf, e&nbsp;<\/div>\n<div>pressoch&eacute; coetanee, Katja Davar e Nele Waldert sviluppano tuttavia ricerche dai&nbsp;<\/div>\n<div>presupposti e dagli esiti completamente differenti.<\/div>\n<div>Katja Davar (Londra, 1968) vive e lavora tra Londra e Colonia. Le sue opere&nbsp;<\/div>\n<div>rispecchiano, con la loro complessit&agrave; compositiva, l&#39;elevato grado di approfondimento&nbsp;<\/div>\n<div>teorico da cui muovono. I suoi &ldquo;paesaggi virtuali&rdquo; sono il risultato di un&#39;originale ricerca&nbsp;<\/div>\n<div>che combina un vedutismo di matrice classica e orientale; il potenziale estetico della&nbsp;<\/div>\n<div>pi&ugrave; recente gra\ufb01ca statistica e della moderna logica diagrammatica; e l&#39;interesse, in&nbsp;<\/div>\n<div>parte stimolato dalle origini iraniane della sua famiglia, per le primigenie forme di&nbsp;<\/div>\n<div>scrittura prealfabetica, con particolare riguardo alla tradizione cuneiforme dell&#39;antica&nbsp;<\/div>\n<div>Mesopotamia.<\/div>\n<div>A una scrupolosa ricerca storico-\ufb01lologica l&#39;artista af\ufb01anca un metodo di lavoro&nbsp;<\/div>\n<div>altrettanto meticoloso: si af\ufb01da esclusivamente al disegno a mano (utilizzando solo&nbsp;<\/div>\n<div>matita e china su carta o tela, appositamente levigata con carta abrasiva) oppure a&nbsp;<\/div>\n<div>matrici da lei stessa realizzate, che le consentono di reiterare inde\ufb01nitamente lo stesso&nbsp;<\/div>\n<div>motivo simbolico in \ufb01tte trame decorative. La medesima perizia tecnica si ritrova anche&nbsp;<\/div>\n<div>nelle video-animazioni, dove i singoli disegni, modellati con raf\ufb01nati strumenti digitali,&nbsp;<\/div>\n<div>si trasformano in oggetti tridimensionali in movimento, accurati e poetici.<\/div>\n<div>Lettura di un&#39;onda &egrave; il titolo del primo, paradigmatico capitolo di Palomar (1983),&nbsp;<\/div>\n<div>l&#39;ultimo libro di Italo Calvino. Il signor Palomar &egrave; &laquo;un personaggio in cerca di&nbsp;<\/div>\n<div>un&#39;armonia in mezzo a un mondo tutto dilaniamenti e stridori&raquo; e, per trovarla, tenta di&nbsp;<\/div>\n<div>descrivere, con precisione quasi maniacale, ogni singolo fenomeno naturale o sociale&nbsp;<\/div>\n<div>che attiri il suo interesse conoscitivo. Sebbene impostata secondo i rigorosi dettami del&nbsp;<\/div>\n<div>moderno metodo scienti\ufb01co-matematico, al quale il signor Palomar si ispira e di cui&nbsp;<\/div>\n<div>subisce il fascino, senza tuttavia poterne o volerne padroneggiare tutti i risvolti, questa&nbsp;<\/div>\n<div>personale lettura del mondo ha esiti principalmente lirici. L&#39;atteggiamento di Palomar &ndash;&nbsp;<\/div>\n<div>in ci&ograve; risiede l&#39;af\ufb01nit&agrave; con la proposta di Katja Davar &ndash; rievoca una dimensione ibrida, a&nbsp;<\/div>\n<div>cavallo tra scienza e poesia, tra scienza e arte, gi&agrave; tipica dell&#39;epoca rinascimentale ed&nbsp;<\/div>\n<div>elisabettiana.<\/div>\n<div>Come ha messo in luce la storiografa britannica Frances Yates, il progetto scienti\ufb01co&nbsp;<\/div>\n<div>moderno &egrave; sorto quando le discipline matematiche si sono emancipate dalla cultura&nbsp;<\/div>\n<div>tardo cinquecentesca, orientata al nascente metodo galileiano, ma ancora impregnata&nbsp;<\/div>\n<div>di ermetismo e neoplatonismo, con i loro tradizionali correlati: esoterismo, magia e&nbsp;<\/div>\n<div>alchimia, occultismo, cabala e astrologia. Non vigendo ancora una netta distinzione tra&nbsp;<\/div>\n<div>scientiae e artes, queste pratiche conoscitive, come attestano molti pionieri delle&nbsp;<\/div>\n<div>scienze esatte &ndash; tra cui Cartesio nel Discorso sul metodo (1637) e Francis Bacon nel&nbsp;<\/div>\n<div>Novum organum (1620) &ndash;, erano chiamate curiosae scientiae, un concetto che ci&nbsp;<\/div>\n<div>sembra de\ufb01nire nel migliore dei modi sia il gesto letterario di Palomar sia la ricerca&nbsp;<\/div>\n<div>artistica di Katja Davar.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Effearte raddoppia l&#39;ultimo appuntamento della stagione&nbsp; con due personali delle artiste Katja Davar e Nele Waldert. Le due mostre Katja&nbsp; Davar. Lettura di un&#39;onda, prima personale dell&#39;artista in Italia, e Nele Waldert. Della&nbsp; dissimulazione onesta, seppure inaugurate e ospitate contemporaneamente negli&nbsp; spazi della galleria, sono autonome sia nell&#39;allestimento sia nel concept. 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