
{"id":42215,"date":"2014-05-15T17:02:59","date_gmt":"2014-05-15T15:02:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=42215"},"modified":"2014-05-15T17:02:59","modified_gmt":"2014-05-15T15:02:59","slug":"robert-overby-opere-19691987","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/42215\/arte\/robert-overby-opere-19691987.html","title":{"rendered":"Robert Overby. Opere 1969\/1987"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/Overby_Computer-Whiz-1987-TM.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Overby_Computer Whiz, 1987-TM\" class=\"alignleft size-large wp-image-42216\" height=\"400\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/Overby_Computer-Whiz-1987-TM-369x400.jpg\" width=\"369\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/Overby_Computer-Whiz-1987-TM-369x400.jpg 369w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/Overby_Computer-Whiz-1987-TM-276x300.jpg 276w\" sizes=\"auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>16 maggio &ndash; 27 luglio 2014&nbsp;<\/div>\n<div>ROBERT OVERBY&nbsp;<\/div>\n<div>OPERE 1969-1987&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>A cura di Alessandro Rabottini&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Inaugurazione 15 maggio 2014, ore 18:30&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La GAMeC &#8211; Galleria d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta Robert Overby &ndash; Opere&nbsp;<\/div>\n<div>1969-1987, la prima mostra retrospettiva dedicata al lavoro dell&rsquo;artista americano da un&rsquo;istituzione italiana.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La mostra &ndash; a cura di Alessandro Rabottini &ndash; &egrave; organizzata in collaborazione con il Centre d&rsquo;Art&nbsp;<\/div>\n<div>Contemporain di Ginevra (che l&rsquo;ha ospitata da febbraio ad aprile 2014), con la Bergen Kunsthall in&nbsp;<\/div>\n<div>Norvegia (dove la mostra viagger&agrave; nel settembre 2014) e con Le Consortium di Digione in Francia (dove il&nbsp;<\/div>\n<div>tour si concluder&agrave; a gennaio 2015) ed &egrave; stata annunciata nel gennaio 2014 dalla rivista americana Artforum&nbsp;<\/div>\n<div>tra le quarantacinque mostre su scala globale da non perdere.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Robert Overby &ndash; Opere 1969-1987 comprende oltre 50 opere provenienti da prestigiose collezioni&nbsp;<\/div>\n<div>statunitensi ed europee ed &egrave; la pi&ugrave; ampia rassegna mai dedicata al lavoro dell&rsquo;artista nel mondo.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Nonostante la sua pratica estremamente prolifica e diversificata, Robert Overby resta uno dei segreti meglio&nbsp;<\/div>\n<div>custoditi dell&rsquo;arte americana del secondo dopoguerra, considerando anche il fatto che l&rsquo;artista non ha quasi&nbsp;<\/div>\n<div>mai esposto in vita il proprio lavoro. Le sue opere &ndash; che comprendono sculture, installazioni, dipinti, stampe&nbsp;<\/div>\n<div>e collage &ndash; costituiscono una misteriosa e affascinante esplorazione dei limiti della rappresentazione, dello&nbsp;<\/div>\n<div>spazio e dell&rsquo;identit&agrave;; un&rsquo;indagine poetica sulla condizione umana e sul suo declino, sulla sua bellezza e&nbsp;<\/div>\n<div>assurdit&agrave;.Robert Overby (1935-1993) nacque a Harvey, Illinois. Per gran parte della sua vita lavor&ograve; a Los Angeles&nbsp;<\/div>\n<div>come graphic designer (suo il logotipo della Toyota in uso ancora oggi) e successivamente come artista visivo,&nbsp;<\/div>\n<div>sviluppando, a partire dal 1969, un impressionante corpus di lavori attraverso un&rsquo;instancabile&nbsp;<\/div>\n<div>sperimentazione di tecniche e materiali. Tra i lavori pi&ugrave; rappresentativi della sua prima produzione troviamo&nbsp;<\/div>\n<div>i calchi di elementi architettonici come porte, finestre e intere facciate di edifici, realizzati con gomma, lattice&nbsp;<\/div>\n<div>e cemento; opere che fondono tra loro la scultura, la pittura e l&rsquo;installazione, e che chiariscono l&rsquo;interesse&nbsp;<\/div>\n<div>dell&rsquo;artista per un&rsquo;indagine sulla natura materiale dell&rsquo;azione del tempo, come possiamo vedere in opere&nbsp;<\/div>\n<div>presenti in mostra quali Blue Screen Door, Concrete Screen Door with Hole e Bricks, Large Corner (tutte del&nbsp;<\/div>\n<div>1971). Il 4 agosto 1971 Overby complet&ograve; il suo progetto pi&ugrave; ambizioso, ovvero Barclay House Series, una serie di 28 calchi di lattice e gomma realizzati a partire da una casa di due piani andata in fiamme, a testimonianza&nbsp;<\/div>\n<div>di come Overby concepisse la scultura come un medium che, al pari della fotografia, &egrave; in grado di registrare&nbsp;<\/div>\n<div>il trascorrere del tempo.&nbsp;<\/div>\n<div>\n<div>I quattro anni tra il 1969 e il 1973 furono un periodo estremamente prolifico, durante il quale l&rsquo;artista cre&ograve;&nbsp;<\/div>\n<div>oltre trecento opere, documentate in &ldquo;336 to 1. August 1973 &ndash; July 1969&rdquo;, un libro autoprodotto da Overby &ndash;&nbsp;<\/div>\n<div>e recentemente ristampato da JRP \/ Ringier &ndash; in cui i lavori sono ordinati secondo una cronologia inversa,&nbsp;<\/div>\n<div>dal 1973 al 1969<\/div>\n<div>\n<div>&Egrave; probabilmente il suo interesse verso la natura materiale della memoria a rendere la pratica artistica di&nbsp;<\/div>\n<div>Robert Overby cos&igrave; attuale e significativa, se esaminata a posteriori nel contesto del lavoro di artisti attivi&nbsp;<\/div>\n<div>dagli anni Novanta in poi come Rachel Whiteread, Kai Althoff e Seth Price, per citarne solo alcuni.<\/div>\n<div>\n<div>Dal 1973 la pittura diventa il medium principale per Robert Overby. Le sue opere figurative sono una ricerca&nbsp;<\/div>\n<div>sulla rappresentazione del corpo come luogo in cui l&rsquo;identit&agrave; &egrave; trasformata, espressa nella sua teatralit&agrave; e&nbsp;<\/div>\n<div>celata, in una fusione di organico e inorganico, pelle e plastica, femminile e maschile, rappresentazione e&nbsp;<\/div>\n<div>natura. Di dimensioni e stili sempre diversi i suoi quadri variano da dipinti intimi e delicati &ndash; dove la&nbsp;<\/div>\n<div>figurazione svanisce nell&rsquo;astrazione &ndash; fino lavori pi&ugrave; esuberanti e provocatori che presentano riferimenti alla&nbsp;<\/div>\n<div>cultura pop, alla sessualit&agrave; e al consumismo. Nell&rsquo;estrema variet&agrave; di stili, la pittura di Overby anticipa&nbsp;<\/div>\n<div>notevolmente la sensibilit&agrave; che, nei decenni successivi, si sarebbe affermata con il Post-Modernismo.<\/div>\n<div>\n<div>Attraverso l&rsquo;allestimento e la selezione dei lavori, la mostra Robert Overby &ndash; Opere 1969-1987 vuole illustrare&nbsp;<\/div>\n<div>una pratica artistica eccezionalmente varia nelle sue espressioni ma coerente dal punto di vista concettuale&nbsp;<\/div>\n<div>ed esistenziale. Molte delle opere in mostra possono essere interpretate come il frutto di una ricerca sui temi&nbsp;<\/div>\n<div>della &ldquo;superficie&rdquo; e della &ldquo;pelle&rdquo; intesi come luoghi di trasformazione, si tratti della pelle di un edificio, della&nbsp;<\/div>\n<div>pelle di un dipinto o della pelle artificiale di una maschera di lattice che permette di mettere in scena&nbsp;<\/div>\n<div>molteplici identit&agrave; sessuali. La poetica di Robert Overby costituisce una critica al concetto di &ldquo;stile&rdquo; inteso&nbsp;<\/div>\n<div>come un insieme univoco e immodificabile, a favore di un&rsquo;idea di arte come ricerca in divenire sulla&nbsp;<\/div>\n<div>condizione umana, colta nella sua costante trasformazione.&nbsp;<\/div>\n<div>\n<div>La mostra sar&agrave; accompagnata dalla pi&ugrave; completa monografia mai realizzata sul lavoro dell&rsquo;artista. Edito da&nbsp;<\/div>\n<div>Mousse Publishing, il catalogo documenta pi&ugrave; di centoquaranta lavori e include testi di nuova commissione&nbsp;<\/div>\n<div>di Andrea Bellini (Direttore del Centre d&rsquo;Art Contemporain di Ginevra), Martin Clark (Direttore della&nbsp;<\/div>\n<div>Bergen Kunsthall), Robin Clark (Storica dell&rsquo;arte e Curatrice indipendente), Alison M. Gingeras (Scrittrice&nbsp;<\/div>\n<div>e Curatrice indipendente), Terry R. Myers (Critico d&rsquo;arte e Capo del Dipartimento di Pittura e Disegno alla&nbsp;<\/div>\n<div>School of the Art Institute of Chicago), e Alessandro Rabottini, curatore della mostra.&nbsp;<\/div>\n<div>Il libro includer&agrave; anche la cronologia completa della vita dell&rsquo;artista e della sua produzione redatta da&nbsp;<\/div>\n<div>Marianna Vecellio (Curatrice al Castello di Rivoli &ndash; Museo d&rsquo;Arte Contemporanea).&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Il catalogo &egrave; pubblicato grazie al supporto della Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La mostra e il catalogo sono realizzati con la collaborazione e la supervisione scientifica dell&rsquo;Estate of Robert&nbsp;<\/div>\n<div>Overby, Los Angeles.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>www.gamec.it<\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 16 maggio &ndash; 27 luglio 2014&nbsp; ROBERT OVERBY&nbsp; OPERE 1969-1987&nbsp; &nbsp; A cura di Alessandro Rabottini&nbsp; &nbsp; Inaugurazione 15 maggio 2014, ore 18:30&nbsp; &nbsp; La GAMeC &#8211; Galleria d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta Robert Overby &ndash; Opere&nbsp; 1969-1987, la prima mostra retrospettiva dedicata al lavoro dell&rsquo;artista americano da un&rsquo;istituzione italiana.&nbsp; &nbsp; La &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/42215\/arte\/robert-overby-opere-19691987.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Robert Overby. 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