
{"id":42201,"date":"2014-05-15T08:27:51","date_gmt":"2014-05-15T06:27:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=42201"},"modified":"2014-05-15T08:29:42","modified_gmt":"2014-05-15T06:29:42","slug":"milano-in-arte-1945-2015-spazio-tadini-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/42201\/arte\/milano-in-arte-1945-2015-spazio-tadini-milano.html","title":{"rendered":"MILANO IN ARTE 1945 \u2013 2015 &#8211; Spazio Tadini &#8211; Milano"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" cellpadding=\"2\" cellspacing=\"2\" style=\"width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/ImageProxy-21.jpg\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"ImageProxy (2)\" class=\"alignleft size-large wp-image-42202\" height=\"400\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/ImageProxy-21-455x400.jpg\" width=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/ImageProxy-21-455x400.jpg 455w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/ImageProxy-21-300x263.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/05\/ImageProxy-21.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"font-size: 16pt; line-height: 24.533334732055664px; font-family: Calibri;\">Milano Expo &#8211; Rassegna<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"font-size: 22pt; line-height: 33.733333587646484px; font-family: Calibri;\">MILANO IN ARTE 1945 &ndash; 2015<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"line-height: 13.800000190734863px; font-family: Calibri;\">L&rsquo;approfondimento: Seconda tappa, gli anni 60 a Milano<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"font-size: 18pt; line-height: 27.600000381469727px; font-family: Calibri;\">Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Ercole Pignatelli, Emilio Tadini<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center;\"><b><span style=\"font-size: 15pt; font-family: Calibri;\">Dal 15 maggio al 4 luglio 2014<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center;\"><b><span style=\"font-family: Calibri;\">Casa Museo Spazio Tadini<\/span><\/b><span style=\"font-family: Calibri;\">&nbsp;\/ Archivio Emilio Tadini, via Niccol&ograve; Jommelli, 24 Milano<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;\ntext-align:center;mso-line-height-alt:5.0pt\"><span style=\"mso-bidi-font-size:\n15.0pt;font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><b><span style=\"font-size:11.0pt;mso-bidi-font-size:15.0pt;font-family:\nCalibri\">A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-family:Calibri\">I protagonisti dell&rsquo;arte, dell&rsquo;architettura, della fotografia, del design e della moda che hanno fatto grande Milano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a Expo 2015 rappresentati e raccontati con una serie di mostre e incontri a Spazio Tadini a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli. L&rsquo;Expo 2015 a Milano rappresenta un&rsquo;occasione unica per una retrospettiva sul mondo artistico e culturale della citt&agrave;. Milano, oggi, deve la sua immagine internazionale in particolare a settant&rsquo;anni di idee, di interconnessioni tra fatti e protagonisti che, dal Dopoguerra hanno accresciuto il suo ruolo culturale ed economico nel cuore dell&rsquo;Europa e nel mondo. Una storia fatta da tanti professionisti, qualcuno non sempre riconosciuto dal grande pubblico e dal mercato, nonch&egrave; da movimenti di pensiero, organizzati e teorizzati, che hanno cambiato il nostro modo di vivere. La Rassegna Milano in Arte dal 1945 al 2015 si propone dunque lo scopo di ripercorrere alcune tappe, di riscoprire alcuni personaggi fino a porre i riflettori sul nuovo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-family:Calibri\">&ldquo;La prima tappa della Rassegna (inaugurata a Spazio Tadini il 15 gennaio 2014) ha preso in considerazione il periodo 1945 \/ 1956. Al culmine della crisi economica globale che stiamo attraversando, la scelta &egrave; stata di ripartire proprio dall&rsquo;epoca della ricostruzione e della rinascita di quel complesso e vasto tessuto culturale che ridiede slancio e centralit&agrave; alla metropoli lombarda<\/span><\/i><span style=\"font-family:Calibri\"> &ndash; sottolinea Francesco Tadini &#8211; <i>Il destino di una grande metropoli deriva dalla storia delle idee e della bellezza non meno che dalle mutevoli fortune economiche<\/i>&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\">Dal 15 maggio al 4 luglio 2014, presso la Casa Museo Spazio Tadini di Milano si ricapitoleranno gli anni Sessanta partendo da un gruppo di artisti &#8211; Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Ercole Pignatelli, Emilio Tadini &ndash; che hanno vissuto, attraverso vie anche differenti, il centro della scena milanese in particolare di quegli anni e che sono stati veri innovatori dell&#39;arte in una carriera pi&ugrave; che quarantennale. Di tale carriera si da esempio con una selezione di opere che, comprendendo i decenni successivi arrivando fino ai nostri giorni. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\">La mostra si amplier&agrave;, dal 4 giugno fino al 4 luglio 2014, con i lavori di pi&ugrave; di trenta artisti con opere del periodo compreso tra il 1957 al 1967&nbsp; per rileggere la storia attraverso il linguaggio dell&rsquo;arte.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\">Il focus sugli anni &rsquo;60 comprende:<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-size:14.0pt;line-height:115%;\nfont-family:Calibri\">Valerio Adami <\/span><\/b><span style=\"font-family:Calibri\">&nbsp;(Bologna, 17 marzo 1935) <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\">Valerio Adami, tra i grandi protagonisti dell&rsquo;arte europea contemporanea &egrave; ideatore di uno stile originale che definisce la struttura degli oggetti contrapponendo colori puri privi di chiaroscuro, delineati da un contorno nero e netto.&nbsp;&nbsp; <b>Paolo Fabbri<\/b> &#8211; &ldquo;<i>Nel nitore delle linee e nella saturazione del colore il lessico di Valerio Adami &egrave; enigmatico. Non &egrave; un segreto che si nasconde nelle profondit&agrave; dell&rsquo;io, nello spessore del mondo o nelle pieghe della cultura. &Egrave; un enigma che risiede nella superficie della rappresentazione, nelle unit&agrave; e nelle regole della composizione che il pittore indica e schiva. Il mistero non &egrave; nel profondo, ma nelle pieghe dell&rsquo;evidenza planare del testo che Adami ci d&agrave; a vedere<\/i>&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-size:14.0pt;line-height:115%;\nfont-family:Calibri\">Lucio Del Pezzo<\/span><\/b><span style=\"font-size:14.0pt;\nline-height:115%;font-family:Calibri\"> <\/span><span style=\"font-family:Calibri\">(Napoli, 13 dicembre 1933)<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-family:Calibri\">Gillo Dorfles<\/span><\/b><span style=\"font-family:\nCalibri\"> &#8211; &ldquo;<i>Lucio Del Pezzo si &egrave; foggiato, ormai, un suo preciso universo formato di oggetti personali elevati a potenza di alfabetario privilegiato: mensole, cubi, losanghe, piani inclinati, bersagli, birilli, manichini, che non hanno pi&ugrave; il loro iniziale valore di riferimento semantico a una realt&agrave;, sia pur metamorfosata, ma che sono, invece, un gergo privato, quasi un&rsquo;etichetta, a testimonianza della continuit&agrave; nel tempo della sua invenzione figurativa. Dell&rsquo;antico rapporto con la pittura metafisica italiana &egrave; rimasto ben poco: forse soltanto un aggettivo, utile come richiamo e anche come argine di fronte all&rsquo;incalzare di altri eventi dai quali Lucio Del Pezzo vuole difendersi e tutelarsi. Tutte le recenti vicende dell&rsquo;arte visiva: dal pop all&rsquo;op, dall&rsquo;arte povera a quella concettuale, hanno lasciato scarse tracce sul suo lavoro appunto perch&eacute; lo stesso ha potuto svolgersi al riparo d&rsquo;uno robusta matrice partenopea e d&rsquo;una presunta ascendenza storica<\/i>.&rdquo;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-size:14.0pt;line-height:115%;\nfont-family:Calibri\">Ercole Pignatelli <\/span><\/b><span style=\"font-size:14.0pt;\nline-height:115%;font-family:Calibri\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family:Calibri\">(Lecce, 18 aprile 1935)<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-family:Calibri\">Salvatore Veca<\/span><\/b><span style=\"font-family:Calibri\"> &#8211; &ldquo;<i>L&#39;opera di Ercole Pignatelli ci consegna, nell&#39;intrico dei suoi percorsi e dei suoi intrecci polimorfi, al sogno ricorrente di una felicit&agrave;&#39; possibile. La sua selva di forme,di segni e di metamorfosi &egrave; come una foresta onirica e visionaria, in cui la piega barocca del tratto di fondo sembra a volte spezzarsi ed evaporare. Per dirci al tempo stesso, la prossimit&agrave; e la distanza di un mondo aurorale e sorgivo destinato alla perdita e alla dissipazione. Vi &egrave; un contrassegno che mi colpisce nell&#39;ambito osservazione, nella meditazione e nell&#39;indagine sull&#39;opera di Pignatelli: &egrave; il contrassegno di una essenziale libert&agrave; dell&#39;arista, che coincide con la fedelt&agrave; a se stesso, e con la sua voglia di verit&agrave;. In questo senso preciso, l&#39;opera di Ercole Pignatelli &egrave; il promemoria di una passione vorace, funambolica e acrobatica, per le forme e le metamorfosi, nel tempo della memoria, che &egrave; il tempo dell&#39;attesa<\/i>.&rdquo;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-size:14.0pt;line-height:115%;\nfont-family:Calibri\">Emilio Tadini <\/span><\/b><span style=\"font-family:Calibri\">(Milano, 1927 &ndash; Milano, 25 settembre 2002)<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-family:Calibri\">Arturo Carlo Quintavalle<\/span><\/b><span style=\"font-family:Calibri\"> &#8211; &ldquo;<i>Emilio Tadini ha dipinto con gioia e ironia e questa gioia e ironia, e insieme questa profonda consapevolezza dell&rsquo;artista come ideologo e creatore di organiche visioni del mondo, ne fanno la figura pi&ugrave; rilevante dell&rsquo;arte della sua generazione in Italia e una delle maggiori in Europa, una figura che &egrave; stata finora da molti citata e imitata.&nbsp;&nbsp; (&hellip;) Forse il contributo pi&ugrave; importante che Emilio Tadini lascia all&rsquo;arte di oggi &egrave; l&rsquo;idea che si possa ancora, in pittura, costruire un racconto. Non un racconto proposto con immagini della tradizione realista, e neppure un racconto pensato attraverso le memorie, le stratificazioni dell&rsquo;informale, e neppure un racconto pensato attraverso la dilatazione delle dimensioni, l&rsquo;analisi materica e il trasferimento di questa sull&rsquo;opera come nel caso della pop americana. No, Tadini ha proposto un altro tipo di esperienza e una differente sintesi e proprio per questo, per la sua capacit&agrave; incredibile di mettere insieme una complessa, storica esperienza delle immagini, ma anche delle parole, per la capacit&agrave; di operare attraverso la musica, che conosce e sperimenta, e insieme per la volont&agrave; di porre l&rsquo;artista come uomo della storia e quindi presente nel dibattito dell&rsquo;oggi, per tutto questo Tadini ha lasciato e lascia, ben oltre tanti altri pittori del presente e del recente passato, un&rsquo;impronta importante nell&rsquo;arte<\/i>.&rdquo;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><span style=\"font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><span style=\"font-family:Calibri\">Spazio Tadini, casa museo<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><span style=\"font-family:Calibri\">Via Niccol&ograve; Jommelli, 24<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><span style=\"font-family:Calibri\">20131 Milano<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><span style=\"font-family:Calibri\">Orari di apertura:<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><span style=\"font-family:Calibri\">da marted&igrave; a sabato dalle 15.30 alle 19 o su appuntamento.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.spaziotadini.wordpress.com\/\"><span style=\"font-family:Calibri\">http:\/\/www.spaziotadini.wordpress.com<\/span><\/a><span style=\"font-family:Calibri\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\"><span style=\"font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano Expo &#8211; Rassegna MILANO IN ARTE 1945 &ndash; 2015 L&rsquo;approfondimento: Seconda tappa, gli anni 60 a Milano Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Ercole Pignatelli, Emilio Tadini Dal 15 maggio al 4 luglio 2014 Casa Museo Spazio Tadini&nbsp;\/ Archivio Emilio Tadini, via Niccol&ograve; Jommelli, 24 Milano &nbsp;A cura di Francesco Tadini e Anna Daelli &nbsp; &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/42201\/arte\/milano-in-arte-1945-2015-spazio-tadini-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">MILANO IN ARTE 1945 \u2013 2015 &#8211; Spazio Tadini &#8211; Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17446,1775,17,588],"class_list":["post-42201","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-arte","tag-expo","tag-milano","tag-spazio-tadini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42201","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42201"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42201\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42204,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42201\/revisions\/42204"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}