
{"id":40777,"date":"2014-04-09T09:02:21","date_gmt":"2014-04-09T07:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=40777"},"modified":"2014-04-09T09:02:21","modified_gmt":"2014-04-09T07:02:21","slug":"emilio-scanavino-nascenza-fondazione-stelline-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/40777\/arte\/emilio-scanavino-nascenza-fondazione-stelline-milano.html","title":{"rendered":"Emilio Scanavino, Nascenza  Fondazione Stelline Milano"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40778\" height=\"199\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/04\/Emilio-Scanavino-Scultura-1968-sabbia-e-uova-in-terracotta-smaltata-dimesioni-variabili1-300x199.jpg\" title=\"Emilio Scanavino, Scultura, 1968, sabbia e uova in terracotta smaltata, dimesioni variabili(1)\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/04\/Emilio-Scanavino-Scultura-1968-sabbia-e-uova-in-terracotta-smaltata-dimesioni-variabili1-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/04\/Emilio-Scanavino-Scultura-1968-sabbia-e-uova-in-terracotta-smaltata-dimesioni-variabili1-500x333.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-40780\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/04\/Geometria-malata-1967-legno-e-corda-545x35x54-Fotografia-di-Jurgen-Becker1-150x150.jpg\" title=\"Geometria malata, 1967, legno e corda, 54,5x3,5x54, Fotografia di Jurgen Becker\" width=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/04\/Geometria-malata-1967-legno-e-corda-545x35x54-Fotografia-di-Jurgen-Becker1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/04\/Geometria-malata-1967-legno-e-corda-545x35x54-Fotografia-di-Jurgen-Becker1-404x400.jpg 404w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>L\u02bcArchivio Emilio Scanavino presenta, dal 10 aprile all\u02bc8 giugno 2014, presso la Fondazione&nbsp;<\/div>\n<div>Stelline, la mostra personale dell\u02bcartista Emilio Scanavino, Nascenza, a cura di Elisabetta Longari.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Organizzata dalla Fondazione Stelline, all\u02bcinterno del progetto Disegnare e scolpire il tempo:&nbsp;<\/div>\n<div>Milano 1950 &ndash; 2000, in collaborazione con l\u02bcArchivio dell\u02bcartista, la mostra rientra nel palinsesto de&nbsp;<\/div>\n<div>La Primavera di Milano programmazione culturale e artistica promossa dal Comune di Milano ed &egrave;&nbsp;<\/div>\n<div>inserita nell\u02bcagenda del Fuorisalone 2014, in particolare nel progetto &ldquo;5 vie art+design&rdquo;.&nbsp;<\/div>\n<div>L\u02bcesposizione vuole offrire una rilettura e un approfondimento dell&#39;opera di Emilio Scanavino,&nbsp;<\/div>\n<div>(Genova, 1922 &ndash; Milano, 1986) &#8211; artista annoverato tra i protagonisti indiscussi della stagione&nbsp;<\/div>\n<div>informale italiana e unanimemente riconosciuto tra i maggiori rappresentanti dell&#39;avventura segnica&nbsp;<\/div>\n<div>messa a punto durante gli anni Cinquanta &#8211; dando rilievo a quegli aspetti innovativi del suo fare&nbsp;<\/div>\n<div>artistico che mostrano un distacco dalle drammatiche urgenze dell&#39;informale e i cui esiti appaiono&nbsp;<\/div>\n<div>spesso di sorprendente attualit&agrave;.&nbsp;<\/div>\n<div>Il percorso espositivo si sviluppa intorno a un nucleo di disegni inediti, eseguiti tra il 1961 e il&nbsp;<\/div>\n<div>1978, e 17 sculture realizzate dal 1959 al 1969 anch\u02bcesse quasi tutte mai esposte, che&nbsp;<\/div>\n<div>instaurano tra loro un fitto sistema di relazioni, fatto di affinit&agrave; e di sottili ma sostanziali&nbsp;<\/div>\n<div>cambiamenti. Con questa mostra, che riprende nel titolo Nascenza un termine ricorrente di molti&nbsp;<\/div>\n<div>dipinti di Scanavino, si vuole indagare e sottolineare la carica sperimentale del linguaggio&nbsp;<\/div>\n<div>dell&#39;artista svelandone il particolare modo di procedere che, a partire da un nucleo primordiale di&nbsp;<\/div>\n<div>materia, da un embrione d&#39;immagine, sviluppa numerose variazioni in una serie di passaggi e&nbsp;<\/div>\n<div>mutazioni.&nbsp;<\/div>\n<div>Alcune forme archetipiche che tornano con insistenza &#8211; l&#39;uovo, il nido, il pane, le mani e i nodi in&nbsp;<\/div>\n<div>continua evoluzione &#8211; testimoniano l\u02bcessenza del processo creativo di Scanavino, strettamente&nbsp;<\/div>\n<div>connesso al ciclo della natura. La sua attenzione ai margini, ai resti, agli accadimenti quotidiani,&nbsp;<\/div>\n<div>la sua inclinazione verso il lato segreto &egrave; l&#39;humus che d&agrave; luogo alla genesi delle sue immagini.&nbsp;<\/div>\n<div>Alcune sculture esposte, quali ad esempio Geometria malata (1967), vero e proprio objet trouv&eacute;, e&nbsp;<\/div>\n<div>la scultura del 1968 composta da tre uova in terracotta smaltata deposte su un letto irregolare di&nbsp;<\/div>\n<div>sabbia, avanzano proposte di carattere innovativo sul fronte dell&#39;installazione, mentre&nbsp;<\/div>\n<div>sorprendono perch&eacute; svelano che &egrave; soprattutto la fragilit&agrave; ad attrarre lo sguardo di Scanavino. Uno&nbsp;<\/div>\n<div>sguardo che coglie il mistero, al tempo stesso meraviglioso e terribile, della legge dell&#39;incessante&nbsp;<\/div>\n<div>trasformazione, cui partecipano tanto la natura silente degli oggetti quanto gli esseri animati di cui&nbsp;<\/div>\n<div>l&#39;artista riesce a far percepire la natura organica. La continua messa a morte del reale che &egrave; la&nbsp;<\/div>\n<div>vita, frutto di un momentaneo equilibrio tra forze opposte, ben rappresentate dalla presenza di&nbsp;<\/div>\n<div>forme geometriche in relazione con forme organiche, sembra essere il vero soggetto dell&#39;opera di&nbsp;<\/div>\n<div>Scanavino. La mostra sar&agrave; accompagnata da tre video (1961,1974,1980) che documentano l\u02bcattivit&agrave; del&nbsp;<\/div>\n<div>Maestro, presentati nella dark room, e da un catalogo in italiano e inglese che raccoglie un ricco&nbsp;<\/div>\n<div>apparato iconografico delle opere in mostra e un testo critico della curatrice Elisabetta Longari.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Cenni biografici&nbsp;<\/div>\n<div>Emilio Scanavino, (Genova, 1922 &ndash; Milano, 1986)&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Conseguito il diploma artistico, nel 1942 si iscrive alla Facolt&agrave; di Architettura dell\u02bcUniversit&agrave; di&nbsp;<\/div>\n<div>Milano, ma interrompe gli studi perch&eacute; chiamato alle armi. Nel 1947 Scanavino si reca per la prima&nbsp;<\/div>\n<div>volta a Parigi dove soggiorna qualche tempo e, accanto ai critici, incontra i poeti e gli artisti,&nbsp;<\/div>\n<div>Edouard Jaguer, Wols, Camille Bryen. L\u02bcesperienza parigina si riveler&agrave; fondamentale nel suo&nbsp;<\/div>\n<div>percorso stilistico, in particolare per gli echi del postcubismo che assimila e interpreta in chiave&nbsp;<\/div>\n<div>personale fin dal 1948, quando espone alla Galleria l\u02bcIsola di Genova. Nel 1950 alla XXV Biennale&nbsp;<\/div>\n<div>di Venezia espone Soliloquio musicale e suscita l\u02bcattenzione della critica. Sar&agrave; invitato alla&nbsp;<\/div>\n<div>Biennale di Venezia anche nel 1954, nel 1958 e nel 1960 con una sala personale. Nel 1951, in&nbsp;<\/div>\n<div>occasione di una mostra personale alla londinese Gal&eacute;rie Apollinaire, trascorre un periodo a&nbsp;<\/div>\n<div>Londra, dove viene profondamente colpito dall\u02bcopera di Bacon, di Sutherland e di Matta.&nbsp;<\/div>\n<div>Dal 1968 lavora sempre di pi&ugrave; a Calice Ligure, avendovi stabilito una comunit&agrave; artistica,&nbsp;<\/div>\n<div>specialmente dedita alle attivit&agrave; artigianali (ceramica). Alla sua opera sono state dedicate mostre&nbsp;<\/div>\n<div>personali presso la Kunsthalle di Darmstadt, 1973; a Palazzo Grassi di Venezia, 1973; e al&nbsp;<\/div>\n<div>Palazzo Reale di Milano, 1974. Muore a Milano il 28 novembre del 1986.&nbsp;<\/div>\n<div>\n<div>Contatti:&nbsp;<\/div>\n<div>info@archivioscanavino.it&nbsp;<\/div>\n<div>press.archivioscanavino@gmail.com&nbsp;<\/div>\n<div>tel. 339 4445029&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Emilio Scanavino, Nascenza, a cura di Elisabetta Longari&nbsp;<\/div>\n<div>Fondazione Stelline, Corso Magenta, 61, 20123 Milano&nbsp;<\/div>\n<div>10 aprile &#8211; 8 giugno &ndash; mart &#8211; dom 10.00 &#8211; 20.00&nbsp;<\/div>\n<div>Inaugurazione 9 aprile ore 18.30&nbsp;<\/div>\n<div>Biglietto (unico per le due mostre Emilio Scanavino, Nascenza e Matita&amp;Metropoli: Giuseppe&nbsp;<\/div>\n<div>Coco e Walter Molino): intero &euro; 6; ridotto &euro; 4,50; scuole &euro; 2&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>Organizzata da in collaborazione con Archivio Scanavino &ndash; www.archivioscanavino.it&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La mostra Emilio Scanavino, Nascenza, insieme con la mostra Matita&amp;Metropoli: Giuseppe&nbsp;<\/div>\n<div>Coco e Walter Molino, &egrave; inserita nel progetto di Fondazione Stelline, DISEGNARE E SCOLPIRE&nbsp;<\/div>\n<div>IL TEMPO: MILANO 1950 &ndash; 2000, dedicato ad artisti milanesi di nascita o adozione<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; L\u02bcArchivio Emilio Scanavino presenta, dal 10 aprile all\u02bc8 giugno 2014, presso la Fondazione&nbsp; Stelline, la mostra personale dell\u02bcartista Emilio Scanavino, Nascenza, a cura di Elisabetta Longari.&nbsp; &nbsp; Organizzata dalla Fondazione Stelline, all\u02bcinterno del progetto Disegnare e scolpire il tempo:&nbsp; Milano 1950 &ndash; 2000, in collaborazione con l\u02bcArchivio dell\u02bcartista, la mostra rientra nel palinsesto &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/40777\/arte\/emilio-scanavino-nascenza-fondazione-stelline-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Emilio Scanavino, Nascenza  Fondazione Stelline Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17446,1283,17,12698],"class_list":["post-40777","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-arte","tag-fondazione-stelline","tag-milano","tag-scanavino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40777"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40777\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40781,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40777\/revisions\/40781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}