
{"id":40392,"date":"2014-03-25T10:08:47","date_gmt":"2014-03-25T08:08:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=40392"},"modified":"2014-03-26T10:11:19","modified_gmt":"2014-03-26T08:11:19","slug":"paint-me-sculpturly-artopia-gallery","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/40392\/arte\/paint-me-sculpturly-artopia-gallery.html","title":{"rendered":"Paint Me Sculpturly | Artopia Gallery"},"content":{"rendered":"<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Paint Me Sculpturly&nbsp;<\/div>\n<div>Group Show&nbsp;<\/div>\n<div>Martha Clippinger, Magnus Pettersen, Carolyn Salas e Jelena Tomasevic&nbsp;<\/div>\n<div>a cura di Boshko Boskovic.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>21 Marzo &ndash; 9 Maggio 2014&nbsp;<\/div>\n<div>Mart &ndash; Ven 15.00-19.00&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Artopia Gallery&nbsp;<\/div>\n<div>Via Lazzaro Papi, 2&nbsp;<\/div>\n<div>20135 Milano&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Artopia Gallery &egrave; lieta di presentare Paint Me Sculpturly, una mostra collettiva che riunisce opere di&nbsp;<\/div>\n<div>Martha Clippinger, Magnus Pettersen, Carolyn Salas e Jelena Tomasevic, a cura di Boshko&nbsp;<\/div>\n<div>Boskovic.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Seppur divergenti per presentazione, pratica e medium espressivi, gli artisti condividono un&nbsp;<\/div>\n<div>costante interesse per una pittura fuori di s&eacute;, che altera le nostre aspettative visive conducendoci&nbsp;<\/div>\n<div>in uno spazio in cui il confine tra pittura e scultura perde la sua ragion d&rsquo;essere.&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;ambiguit&agrave; delle opere selezionate deriva da una visione specifica del dipinto, che non &egrave; definita&nbsp;<\/div>\n<div>dal suo essere un&rsquo; immagine, ma dal suo apparire come una superficie o un rilievo: utilizzando una&nbsp;<\/div>\n<div>vasta gamma di materiali e fondali gli artisti, a tutti i livelli, hanno formalizzato questa riflessione.&nbsp;<\/div>\n<div>Legno, metallo, cemento e parti di opere smontate sono ricombinati e messi in relazione gli uni con&nbsp;<\/div>\n<div>gli altri secondo strategie che non sono n&eacute; puramente pittoriche n&eacute; scultoree. Da un punto di vista&nbsp;<\/div>\n<div>storico e formale, gli artisti sono impegnati in una stratificazione di costruzioni che derivano&nbsp;<\/div>\n<div>direttamente dal corpus delle loro opere, ponendosi come obiettivo la valorizzazione del processo&nbsp;<\/div>\n<div>di creazione artistica. Le loro pratiche artistiche dialogano inoltre con la storia della pittura e della&nbsp;<\/div>\n<div>scultura, impiegando in modo giocoso svariati lessici formali, dall&rsquo;Avanguardia Russa al&nbsp;<\/div>\n<div>Minimalismo.&nbsp;<\/div>\n<div>\n<div>Martha Clippinger coniuga le imperfezioni intrinseche dei suoi materiali per creare opere ricche di&nbsp;<\/div>\n<div>colore e dalla qualit&agrave; ruvida, quasi sgrezzata, caratterizzate da un&rsquo;estetica dell&rsquo;improvvisazione. Le&nbsp;<\/div>\n<div>sue costruzioni, composte di geometrie eccentriche e simmetrie irregolari, sono modeste quanto a&nbsp;<\/div>\n<div>proporzioni, ma occupano uno spazio che ne oltrepassa la dimensione fisica. L&rsquo;artista gioca con&nbsp;<\/div>\n<div>l&rsquo;architettura per realizzare installazioni fuori dal comune che richiedono allo spettatore una&nbsp;<\/div>\n<div>partecipazione attiva: attraverso il processo d&rsquo;intuizione del fare artistico e lo scontro con quello dei&nbsp;<\/div>\n<div>visitatori, Clippinger esplora le modalit&agrave; di percezione e sensazione.&nbsp;<\/div>\n<div>In vivace dialogo con il Costruttivismo sovietico e altri movimenti d&rsquo;avanguardia, che fondono arte&nbsp;<\/div>\n<div>e design con intenti idealistici, Magnus Pettersen costruisce semplici forme in calcestruzzo che&nbsp;<\/div>\n<div>possono essere assemblate e smontate a piacimento, realizzando il perfetto connubio tra forma e&nbsp;<\/div>\n<div>funzione. Iniettando colori brillanti nel freddo e pesante calcestruzzo, l&rsquo;artista reintroduce la&nbsp;<\/div>\n<div>soggettivit&agrave;, la casualit&agrave; e la decorazione nella sua arte, privilegiando gli aspetti empirici della&nbsp;<\/div>\n<div>texture, dei colori e dei materiali contro i diktat puristi e anti-decorativi del modernismo.&nbsp;<\/div>\n<div>Lavorando con cemento, ceramica, resina da scultura e vetroresina Carolyn Salas seleziona e&nbsp;<\/div>\n<div>produce materiali per creare opere che non sono unicamente dipinto, scultura o installazione ma&nbsp;<\/div>\n<div>incarnano aspetti di tutti e tre i mezzi espressivi. I suoi dipinti su scala ridotta combinano pigmenti&nbsp;<\/div>\n<div>di colore, cemento e gesso. Sul suo lavoro l&rsquo;artista scrive: &ldquo;con laborioso mestiere ed un tocco di&nbsp;<\/div>\n<div>artigianalit&agrave;, sono esposte le imperfezioni e le qualit&agrave; umane degli oneri, dei fallimenti e delle&nbsp;<\/div>\n<div>conquiste del nostro quotidiano.&rdquo;&nbsp;<\/div>\n<div>La nuova serie di dipinti di Jelena Tomasevic &egrave; costituita da un gruppo di opere eseguite su&nbsp;<\/div>\n<div>acciaio. Riflettendo sull&rsquo;assurdo, sulla violenza, sulla solitudine e sull&rsquo;alienazione, l&rsquo;artista&nbsp;<\/div>\n<div>rappresenta scene frammentate in una sequenza non lineare su uno sfondo completamente&nbsp;<\/div>\n<div>bianco realizzato mediante una speciale tecnica pittorica. La gran parte dei personaggi non ha&nbsp;<\/div>\n<div>alcuna espressione facciale: una metafora dell&rsquo;apatia umana, in correlazione con il modo di vivere&nbsp;<\/div>\n<div>proprio della nostra ipercompetitiva societ&agrave; dei consumi. La sua ispirazione scaturisce dalla sua&nbsp;<\/div>\n<div>vasta collezione di fotografie provenienti da varie fonti, quali riviste di moda, archivi personali e&nbsp;<\/div>\n<div>scatti casuali di vedute. La sua visione pittoricamente periferica degli atti del genere umano agisce&nbsp;<\/div>\n<div>come una sorgente di memoria, richiamando alla mente quanto vi &egrave; di comico, insensato, sensuale&nbsp;<\/div>\n<div>e brutale.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Artopia Gallery&nbsp;<\/div>\n<div>Via Lazzaro Papi, 2&nbsp;<\/div>\n<div>20135 Milano&nbsp;<\/div>\n<div>T 02 5460582&nbsp;<\/div>\n<div>artopiagallery@gmail.com&nbsp;<\/div>\n<div>www.artopiagallery.net&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Paint Me Sculpturly&nbsp; Group Show&nbsp; Martha Clippinger, Magnus Pettersen, Carolyn Salas e Jelena Tomasevic&nbsp; a cura di Boshko Boskovic.&nbsp; &nbsp; &nbsp; 21 Marzo &ndash; 9 Maggio 2014&nbsp; Mart &ndash; Ven 15.00-19.00&nbsp; &nbsp; Artopia Gallery&nbsp; Via Lazzaro Papi, 2&nbsp; 20135 Milano&nbsp; &nbsp; &nbsp; Artopia Gallery &egrave; lieta di presentare Paint Me Sculpturly, una mostra collettiva &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/40392\/arte\/paint-me-sculpturly-artopia-gallery.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Paint Me Sculpturly | Artopia Gallery<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17446,12607,17],"class_list":["post-40392","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-arte","tag-artopia-gallery","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40392","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40392"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40392\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40393,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40392\/revisions\/40393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40392"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40392"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}