
{"id":39888,"date":"2014-03-11T10:39:34","date_gmt":"2014-03-11T08:39:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=39888"},"modified":"2014-03-11T10:39:34","modified_gmt":"2014-03-11T08:39:34","slug":"andrea-mastrovito-at-the-end-of-the-line-gamec-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/39888\/arte\/andrea-mastrovito-at-the-end-of-the-line-gamec-bergamo.html","title":{"rendered":"Andrea Mastrovito. At the end of the line. Gamec. Bergamo"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-large wp-image-39889\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/03\/immagine_mastro_cover_per_sito-500x360.jpg\" title=\"immagine_mastro_cover_per_sito\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/03\/immagine_mastro_cover_per_sito-500x360.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/03\/immagine_mastro_cover_per_sito-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/03\/immagine_mastro_cover_per_sito.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/div>\n<div>12 marzo &ndash; 25 maggio 2014&nbsp;<\/div>\n<div>Andrea Mastrovito. At the end of the line&nbsp;<\/div>\n<div>A cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Inaugurazione 11 marzo 2014, ore 18:30&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Parte della serie espositiva che la GAMeC dedica da anni agli artisti emergenti pi&ugrave; interessanti sulla scena&nbsp;<\/div>\n<div>internazionale, invitati a presentare un progetto site-specific commissionato per l&#39;occasione, At the end of&nbsp;<\/div>\n<div>the line presenta un corpus di lavori inediti realizzati da Andrea Mastrovito per lo Spazio Zero del&nbsp;<\/div>\n<div>museo: una sintesi di elementi espressivi della ricerca condotta dall&rsquo;artista negli ultimi anni, in&nbsp;<\/div>\n<div>particolare la rilettura personale e intima di temi e questioni relative alla storia, al mito, alla societ&agrave;,&nbsp;<\/div>\n<div>alla relazione con lo spazio e con l&rsquo;identit&agrave; dei luoghi espositivi. Il progetto si sviluppa attraverso una serie di frottage posizionati sull&rsquo;intero pavimento dello spazio&nbsp;<\/div>\n<div>espositivo, come un reperto archeologico che scorre sotto i piedi del visitatore.&nbsp;<\/div>\n<div>La storia, non solo quella epica fatta di grandi eroi, ma quella silenziosa e quotidiana delle persone comuni,&nbsp;<\/div>\n<div>viene riportata alla luce e interpretata attraverso il ciclico scorrere del tempo della natura e della vita&nbsp;<\/div>\n<div>umana. Natura e uomo si uniscono fino a mimetizzarsi e fondersi infine in una grande installazione&nbsp;<\/div>\n<div>in cui alcune statue ispirate alla scultura classica vengono appiattite e letteralmente cancellate dal&nbsp;<\/div>\n<div>passaggio della matita, e inglobate in un grande disegno di paesaggio che tutto assorbe e tutto&nbsp;<\/div>\n<div>armonizza.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La linea che separa la vita dalla morte diventa cos&igrave; pi&ugrave; sfumata, e l&rsquo;incerto equilibrio tra le parti viene&nbsp;<\/div>\n<div>costantemente rinegoziato. Il disegno rappresenta la tecnica di indagine privilegiata utilizzata per una rilettura personale e&nbsp;<\/div>\n<div>intima della storia dell&rsquo;umanit&agrave;, e la linea racchiude in s&eacute; un caleidoscopio di significati: linea&nbsp;<\/div>\n<div>evolutiva che attraversa diverse epoche, culture e societ&agrave;; linea del disegno che porta e riporta in superficie&nbsp;<\/div>\n<div>tracce, memorie e intimi epitaffi di questo percorso; linea di demarcazione tra un prima e un dopo, che &egrave;&nbsp;<\/div>\n<div>anche una linea dell&rsquo;amore o di modi diversi di amare.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;ultimo intervento &egrave; una video animazione proiettata su una parete ricoperta con foglia d&rsquo;oro. Il video&nbsp;<\/div>\n<div>ritrae le evoluzioni di una trapezista, ma l&rsquo;immagine &egrave; sotto sopra. Il rimando &egrave; all&rsquo;anima bloccata, dopo la&nbsp;<\/div>\n<div>morte, in una dimensione intermedia tra la vita terrena e l&rsquo;aldil&agrave;. La luce della proiezione riflessa dalla&nbsp;<\/div>\n<div>superficie dorata &egrave; un chiaro rimando alla luce divina, cos&igrave; come nella tradizione dell&rsquo;arte sacra.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Una sottile linea rossa unisce il disegno all&rsquo;animazione, alla musica, alla pittura, alla scultura e di nuovo al&nbsp;<\/div>\n<div>disegno: un cerchio che pure &egrave; una linea-mondo infantile, che nasce e finisce in se stessa, che si chiude&nbsp;<\/div>\n<div>senza mai esaurirsi. Perch&eacute; in fondo alla fine della linea c&rsquo;&egrave; un nuovo inizio.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Accompagna la mostra un catalogo monografico bilingue che includer&agrave; testi di Sara Fumagalli, Stefano&nbsp;<\/div>\n<div>Raimondi (curatori della mostra), Nova Benway (Assistente curatore, Drawing Centre, New York),&nbsp;<\/div>\n<div>Giacinto Di Pietrantonio (Direttore GAMeC, Bergamo), Marie-No&euml;lle Farcy (Curatore e Responsabile&nbsp;<\/div>\n<div>della Collezione, Mudam, Lussemburgo) e Lorenzo Giusti (Direttore Man, Nuoro).&nbsp;<\/div>\n<div>Il catalogo presenter&agrave; le vedute dell&rsquo;installazione della mostra alla GAMeC e un&rsquo;ampia e accurata selezione&nbsp;<\/div>\n<div>di lavori precedenti, documentazione esaustiva del lavoro dell&rsquo;artista.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La mostra &egrave; parte di una serie in onore di Arturo Toffetti.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Andrea Mastrovito (Bergamo, 1978) vive e lavora tra Bergamo e New York.&nbsp;<\/div>\n<div>Il suo lavoro &egrave; caratterizzato dalla reinvenzione degli spazi espositivi e dall&#39;utilizzo di tecniche quali il disegno e&nbsp;<\/div>\n<div>il ritaglio, ma anche di videoinstallazioni sincronizzate e performance. Negli ultimi anni ha esposto nei maggiori&nbsp;<\/div>\n<div>musei nazionali ed internazionali tra cui il MAXXI di Roma, il Museo del Novecento di Milano, il MART di&nbsp;<\/div>\n<div>Rovereto, il Centro per l&rsquo;Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, il BPS 22 di Charleroi, la Manchester Art&nbsp;<\/div>\n<div>Gallery, il MUDAC di Losanna e il MAD di New York.&nbsp;<\/div>\n<div>Collabora da diversi anni con la Galerie Guy B&auml;rtschi di Ginevra, la Foley Gallery di New York e la Galleria&nbsp;<\/div>\n<div>Giuseppe Pero di Milano e ha all&#39;attivo diverse personali in Italia, Francia, Svizzera e Stati Uniti, nonch&eacute;&nbsp;<\/div>\n<div>numerose collaborazioni esterne al mondo dell&#39;arte (dalla moda alla musica, dal cinema al mondo del calcio).&nbsp;<\/div>\n<div>A Bergamo sta portando a termine, in collaborazione con Stefano Arienti, un progetto per la nuova chiesa&nbsp;<\/div>\n<div>intitolata a Papa Giovanni XXIII.&nbsp;<\/div>\n<div>Vive tra l&rsquo;Italia e gli Stati Uniti, dove attualmente sta ultimando una residenza di sei mesi presso l&#39;ISCP di&nbsp;<\/div>\n<div>Brooklyn, lavorando al contempo a un grande progetto pubblico nel quartiere di Bushwick.&nbsp;<\/div>\n<div>Il suo lavoro &egrave; presente in molte delle maggiori collezioni private italiane nonch&eacute; nelle collezioni di diversi musei&nbsp;<\/div>\n<div>quali il Museo del Novecento a Milano, il MUDAM di Lussemburgo, la Manchester Art Gallery e la GAMeC di&nbsp;<\/div>\n<div>Bergamo.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>GAMeC &ndash; Galleria d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo&nbsp;<\/div>\n<div>Via San Tomaso, 53 &#8211; 24121 &ndash; Bergamo&nbsp;<\/div>\n<div>Tel. 035 270272 &ndash; int. 408&nbsp;<\/div>\n<div>www.gamec.it&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Orari di apertura: marted&igrave; &ndash; domenica: ore 10:00-19:00 \/ gioved&igrave;: ore 10:00-22:00&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Ingresso (valido per tutte le mostre in corso): Intero &euro; 5,00 \/ Ridotto &euro; 4,00&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12 marzo &ndash; 25 maggio 2014&nbsp; Andrea Mastrovito. 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