
{"id":398,"date":"2009-03-19T09:32:47","date_gmt":"2009-03-19T07:32:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=398"},"modified":"2009-03-19T09:44:49","modified_gmt":"2009-03-19T07:44:49","slug":"anthony-mccall-breath-the-vertical-works","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/398\/arte\/anthony-mccall-breath-the-vertical-works.html","title":{"rendered":"ANTHONY McCALL: BREATH (THE VERTICAL WORKS)"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-McCall-2.jpg\" border=\"0\" width=\"126\" height=\"180\" \/><\/span><span class=\"Normal\">Hangar Bicocca, Spazio d&rsquo;Arte Contemporanea &#8211; Milano<br \/> 20 marzo &#8211; 21 giugno 2009<br \/> La nuova mostra dell&rsquo;Hangar Bicocca &egrave; dedicata alle straordinarie sculture di luce di Anthony McCall.<\/p>\n<p> Le opere che verranno esposte sono in gran parte inedite e datate dal 2004 al 2009 &#8211; in specifico la mostra e&rsquo; dedicata alle proiezioni verticali &ndash; delle quali verranno presentate: Breath I e Breath II (2004), Breath III (2005), Between You and I (2006), Coupling (2009) e, concepita e prodotta espressamente per l&rsquo;Hangar Bicocca, Meeting you Halfway (2009).<\/p>\n<p> L&rsquo;artista inglese, nato nel 1946, che da tempo vive a New York, presenta per la prima volta una serie di recenti &lsquo;Solid Light Films&rsquo; (ovvero film di luce solida), opere che dimostrano la tecnica multi-disciplinare dell&rsquo;artista nella quale installazione, film e performance si sovrappongono creando un dialogo con lo spazio industriale dell&#39;Hangar Bicocca &#8211; uno dei pochissimi luoghi espositivi al mondo che, per altezza e scala, pu&ograve; ospitare una serie di queste installazioni.<\/p>\n<p> McCall inizia a lavorare con film e performance nei primi anni &lsquo;70, cominciando con una serie di performance all&rsquo;aperto e servendosi del fuoco come materiale scultoreo, visibile ad esempio nell&rsquo;opera intitolata Landscape for Fire (1972). L&rsquo;artista pu&ograve; inoltre essere considerato uno dei pi&ugrave; importanti rappresentanti del cinema &lsquo;avant-garde&rsquo; londinese degl&rsquo;anni &rsquo;70.<\/p>\n<p> L&rsquo;artista ha ideato il suo primo &lsquo;Solid Light Film&rsquo; nel 1973 con Line Describing a Cone, film in 16mm. Pensando alla meccanica di proiezione dei film, nota che il fascio di luce ha una presenza tridimensionale la quale viene poi riversata sullo schermo bidimensionale dove le immagini si formano. Queste opere sono infatti semplici proiezioni che danno risalto in maniera sconvolgente alle qualit&agrave; scultoree e volumetriche di un fascio luminoso.<br \/> Negli spazi scuriti e riempiti di foschia, le proiezioni generano un&#39;illusione di figure astratte tridimensionali, degli ellissi, delle onde e delle superfici piane che gradualmente si espandono, si contraggono o accarezzano lo spazio &ndash; come pareti architettoniche effimere. In queste installazioni, l&#39;artista scompone lo strumento cinematografo riducendo la pellicola alle parziali componenti temporali e visive, rimuovendo interamente lo schermo come la superficie prescritta per la proiezione. Le opere inoltre modificano il rapporto tra pubblico e pellicola, trasformando i visitatori in partecipanti, permettendo ai loro corpi di intersecare e modificare le forme transitorie.<\/p>\n<p> L&rsquo;artista ha quindi rielaborato questo primo lavoro con l&rsquo;ingegnosit&agrave; del digitale per ottenere opere che si possono posizionare precisamente tra scultura e cinema. Scultura perch&eacute; le forme occupano lo spazio tridimensionale e come tali possono essere scoperte solo camminando dentro e attorno alle loro &lsquo;stanze&rsquo; traslucide; cinema perch&eacute; le forme e le &lsquo;stanze&rsquo; sono costruite attraverso luce proiettata, che &egrave; essa stessa in movimento, e che lentamente cambia secondo una struttura temporale che si definisce con lo scorrere del tempo.<\/p>\n<p> Prima del 2004 McCall ha utilizzato forme orizzontali. &ldquo;Ma &#8211; spiega l&rsquo;artista &#8211; c&rsquo;&egrave; una grande differenza nel rapportarci ad installazioni verticali e orizzontali: nelle forme orizzontali ci si muove dentro e attorno ogni parte dell&rsquo;oggetto proiettato e la sorgente di luce &egrave; vicina al livello degli occhi; quelle verticali, d&rsquo;altra parte, si elevano verso l&rsquo;alto, cinque volte la nostra altezza, perci&ograve; lo spettatore si pu&ograve; solo muovere intorno alla parte pi&ugrave; bassa della scultura e guarda sopra al tunnel di luce anzich&eacute; lungo esso. In ambedue i casi, le membrane di luce, insieme alle correnti d&rsquo;aria disegnano la foschia e la portano ad avvitarsi con un movimento a spirale sino al punto in cui svaniscono nella lente del proiettore.&rdquo;<\/p>\n<p> Un rinnovato interesse nel lavoro di McCall &egrave; risultato nell&rsquo;inclusione delle sue opere in una moltitudine di esposizioni in musei e gallerie a livello internazionale, dei quali si possono citare le seguenti istituzioni: Whitney Museum, New York (2001-02); Kunst, Vienna (2003-04); Tate Britain, Londra (2004); Hayward Gallery, Londra (2004); Museu d&rsquo;Art Contemporani de Barcelona (2005);Museum f&uuml;r Moderne Kunst, Francoforte (2006); Kunsthaus Z&uuml;rich, Zurigo (2006); Hamburger Bahnhof, Berlino (2006-07); Hirshhorn Museum, Washington (2008), Museum of Modern Art, New York (2008). Pi&ugrave; recentemente e con grande successo &egrave; stata presentata la mostra di indagine itinerante Elements for a Retrospective iniziata al Mus&eacute;e de Rochechouart, Francia (2007) presentata poi alla Serpentine Gallery di Londra (2007-08), ed attualmente allo Utzon Center, Aalborg in Danimarca (fino al 3 Febbraio 2009).<\/p>\n<p> La mostra sar&agrave; inoltre accompagnata da una pubblicazione illustrata con testo critico di Hal Foster.<\/p>\n<p> Hangar Bicocca, via Chiese 2, Milano<br \/> Orari: tutti i giorni 11-19,gioved&igrave; 14.30-22, chiuso il luned&igrave;<br \/> Biglietto unico: intero &euro; 8, ridotto &euro; 6<br \/> Visite e laboratori gratuiti per tutte le scuole solo su prenotazione<br \/> www.hangarbicocca.it<\/p>\n<p> Ufficio Stampa: Lucia Crespi, tel 02 9415532 &#8211; 89401645, lucia@luciacrespi.it<\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Hangar Bicocca, Spazio d&rsquo;Arte Contemporanea &#8211; Milano 20 marzo &#8211; 21 giugno 2009 La nuova mostra dell&rsquo;Hangar Bicocca &egrave; dedicata alle straordinarie sculture di luce di Anthony McCall. 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