
{"id":39484,"date":"2014-02-20T00:43:36","date_gmt":"2014-02-19T22:43:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=39484"},"modified":"2014-02-26T00:55:35","modified_gmt":"2014-02-25T22:55:35","slug":"milano-jean-marie-barotte-nerocenere-pittura-e-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/39484\/arte\/milano-jean-marie-barotte-nerocenere-pittura-e-poesia.html","title":{"rendered":"Milano  JEAN-MARIE BAROTTE &#8211; \u201cNerocenere\u201d Pittura e Poesia"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39485\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-1-300x300.jpg\" title=\"Barotte 1\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-1-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-1.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39486\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-2-300x300.jpg\" title=\"Barotte 2\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-2-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-2.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-full wp-image-39487\" height=\"200\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-3.jpg\" title=\"Barotte 3\" width=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-3.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/Barotte-3-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Nello spazio espositivo della Fondazione Stelline di Milano possiamo vedere in questi giorni una mostra davvero particolare, intitolata &ldquo;Nerocenere&rdquo;, con un centinaio di opere dell&rsquo;artista italo-francese Jean Marie Barotte in un percorso che riflette sul legame tra l&rsquo;arte figurativa della pittura e quella della parola, la letteratura: la parola si fa segno e diventa opera d&rsquo;arte.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La curatrice Chiara Gatti indaga su come questo autore sia stato in grado di coniugare colore e calligrafia, una calligrafia arcaica &lsquo;tracciata nella polvere della materia e depositata sulla tela&rsquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E&rsquo; proprio cos&igrave; che nasce la materia che si fa cenere, frutto di un processo lento e corrosivo che porta all&rsquo;inevitabile distruzione e\/o trasformazione di una sostanza in un&rsquo;altra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Pensando al testo &ldquo;Feu la cendre&rdquo; del filosofo francese Jacques Derrida (tradotto, nell&#39;edizione italiana, come &ldquo;Ci&ograve; che resta del fuoco&rdquo;), Barotte&nbsp; utilizza la scrittura poetica e filosofica come detonatore pittorico affidando all&#39;immagine la trascrizione di ci&ograve; che &egrave; stato &ldquo;dato al fuoco&rdquo;, resti di una memoria, dove frammenti di parole, di nomi, di lettere affiorano come reperti, indizi o ferite.&nbsp;&nbsp; Vediamo composizioni piccole come breviari, carte e tele di repertorio o pi&ugrave; recenti, o pi&ugrave; ampie, spaziali come alcune installazioni ideate in funzione di questa esposizione milanese.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&nbsp;&ldquo;Fluttuando fra carte e tele in cui l&#39;istinto astratto va di pari passo con la citazione colta, si scoprono altri legami, con l&#39;opera letteraria di Edmond Jabes, Paul Celan, oltre al percorso spirituale di Juan de la Cruz al cui celebre poema &ldquo;La noche oscura&rdquo; Barotte ha dedicato un ciclo di dipinti dal retrogusto esistenziale.&rdquo;&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Jean Marie Barotte nasce a Milano nel 1957, dopo essersi diplomato alla Scuola d&rsquo;Arte Drammatica Paolo Grassi si addentra sempre pi&ugrave; nel mondo del teatro, a cui rimane profondamente legato, in particolare per la sua esperienza come attore al fianco del grande regista e pittore Tadeusz Kantor che sar&agrave; proprio il punto di accesso alla pittura come nuovo modo di esprimersi. Un&rsquo;arte vissuta come testimone della violenza necessaria per esprimere il concetto di sublime.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Tra le sue personali antecedenti ricordiamo &ldquo;I colori dell&rsquo;estasi&rdquo; nel 2007, &ldquo;Tout ne tient qu&rsquo;&agrave; un fil a Milano&rdquo; nel 2008, &ldquo;Le Voyage de l&rsquo;ame&rdquo; a Parigi, &ldquo;La nuit obscure&rdquo; a Montreuil e Migraidentit&agrave;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Questa iniziativa &egrave; nata in&nbsp; collaborazione con l&rsquo;Associazione Culturale T.Art e il patrocinio<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">dell&rsquo;Institut francais Milano, Istituzione attigua, presso la quale il 19 Febbraio alle ore 18.30 &egrave; in programma una conversazione con l&#39;artista, presso il CineMagenta 63, una delle attivit&agrave; di approfondimento per offrire ulteriori possibilit&agrave; di conoscenza dell&rsquo;opera di Jean-Marie Barrotte.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Dopo avere visitato questa mostra, ritengo che i discorsi compositivi di Barotte denotano solo apparentemente un senso di pessimismo e di &ldquo;fine corsa&rdquo;, di abbandono verso un destino ineluttabile, fisico e di pensiero; i segni, le linee sottili, in particolare di tonalit&agrave; rossa, accostate, o sovrapposte, a campi pi&ugrave; oscuri, possono rappresentare un significato di speranza di qualcosa che pu&ograve; rinascere e magari svilupparsi di nuovo. E qui mi sembra pi&ugrave; che adatto riportare la sequenza finale del romanzo &ldquo;Cenere&rdquo; di Grazia Deledda:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Anania palp&ograve; a lungo, con tutte e due le mani, quella cenere nera che forse era l&#39;avanzo di qualche ricordo d&#39;amore di sua madre; quella cenere che aveva posato lungamente sul suo petto, sentendone i palpiti pi&ugrave; profondi. E in quell&#39;ora memoranda della sua vita, della quale capiva di non sentire ancora tutta la solenne significazione, quel mucchiettino di cenere gli parve un simbolo del destino. S&igrave;, tutto era cenere: la vita, la morte, l&#39;uomo; il destino stesso che la produceva. Eppure, in quell&#39;ora suprema, vigilato dalla figura della vecchia fatale che sembrava la Morte in attesa, e davanti alla spoglia della pi&ugrave; misera delle creature umane, che dopo aver fatto e sofferto il male in tutte le sue manifestazioni era morta per il bene altrui, egli ricord&ograve; che fra la cenere cova spesso la scintilla, seme della fiamma luminosa e purificatrice, e sper&ograve;, e am&ograve; ancora la vita.&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fondazione Stelline &ndash; Corso Magenta 61, Milano; fino al 9 Marzo 2014<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Orari: da marted&igrave; a domenica dalle 10 alle 20; ingresso libero<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Per informazioni: Tel. 02 45462111; sito Internet: <a href=\"http:\/\/www.stelline.it\/\">www.stelline.it<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fabio Giuliani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello spazio espositivo della Fondazione Stelline di Milano possiamo vedere in questi giorni una mostra davvero particolare, intitolata &ldquo;Nerocenere&rdquo;, con un centinaio di opere dell&rsquo;artista italo-francese Jean Marie Barotte in un percorso che riflette sul legame tra l&rsquo;arte figurativa della pittura e quella della parola, la letteratura: la parola si fa segno e diventa opera &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/39484\/arte\/milano-jean-marie-barotte-nerocenere-pittura-e-poesia.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Milano  JEAN-MARIE BAROTTE &#8211; \u201cNerocenere\u201d Pittura e Poesia<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17446,1283,12405],"class_list":["post-39484","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-arte","tag-fondazione-stelline","tag-nerocenere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39484"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39488,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39484\/revisions\/39488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}