
{"id":39278,"date":"2014-02-17T01:07:24","date_gmt":"2014-02-16T23:07:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=39278"},"modified":"2014-02-17T01:07:24","modified_gmt":"2014-02-16T23:07:24","slug":"lincanto-dellaffresco-capolavori-strappati-da-pompei-a-giotto-da-correggio-a-tiepolo-al-mar-di-ravenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/39278\/arte\/lincanto-dellaffresco-capolavori-strappati-da-pompei-a-giotto-da-correggio-a-tiepolo-al-mar-di-ravenna.html","title":{"rendered":"L&#8217;incanto dell&#8217;affresco. Capolavori strappati da Pompei a Giotto da Correggio a Tiepolo al Mar di Ravenna"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-large wp-image-39279\" height=\"188\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/capolavori_strappati-500x188.jpg\" title=\"capolavori_strappati\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/capolavori_strappati-500x188.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/capolavori_strappati-300x113.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/capolavori_strappati.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/div>\n<div>Il MAR Museo d&#39;Arte della Citt&agrave; di Ravenna prosegue la sua indagine su temi di grande interesse<\/div>\n<div>ancora da approfondire con l&rsquo;ambizioso progetto espositivo dal titolo L&#39;incanto dell&#39;affresco in<\/div>\n<div>programma dal 16 febbraio al 15 giugno 2014, realizzato grazie al fondamentale sostegno della<\/div>\n<div>Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna.<\/div>\n<div>La mostra, che raccoglie un&#39;accurata selezione di 110 opere, curata da Claudio Spadoni,<\/div>\n<div>e da Luca Ciancabilla, posta Sotto l&rsquo;Alto Patronato della Repubblica Italiana, si divide in<\/div>\n<div>sei sezioni, ordinate secondo un indirizzo storico-cronologico: dai primi masselli cinqueseicenteschi,<\/div>\n<div>ai trasporti settecenteschi, compresi quelli provenienti da Pompei ed<\/div>\n<div>Ercolano, agli strappi ottocenteschi, fino alle sinopie staccate negli anni Settanta del<\/div>\n<div>Novecento.<\/div>\n<div>Pi&ugrave; di mezzo secolo or sono Roberto Longhi, anche sull&#39;onda del successo della prima<\/div>\n<div>&ldquo;Mostra di affreschi staccati&rdquo; che si tenne al forte Belvedere di Firenze (1957), avvert&igrave;<\/div>\n<div>molto tempestivamente la necessit&agrave; di allestire un&#39;esposizione che potesse ripercorrere la<\/div>\n<div>secolare storia e fortuna della pratica del distacco delle pitture murali. Che era anche una<\/div>\n<div>storia del gusto, del collezionismo, del restauro e della tutela di quella parte<\/div>\n<div>fondamentale dell&rsquo;antico patrimonio pittorico italiano.<\/div>\n<div>Risalgono ai tempi di Vitruvio e di Plinio le prime operazioni di distacco, secondo una<\/div>\n<div>tecnica che prevedeva la rimozione delle opere insieme a tutto l&rsquo;intonaco e il muro che<\/div>\n<div>le ospitava. Il cosiddetto &ldquo;massello&rdquo;, che favor&igrave; il trasporto a Roma di dipinti<\/div>\n<div>provenienti dalle terre conquistate, altrimenti inamovibili, dopo secoli di oblio trov&ograve;<\/div>\n<div>nuova fortuna a partire dal Rinascimento &#8211; nel nord come nel centro della Penisola &#8211;<\/div>\n<div>favorendo la conservazione per i posteri di porzioni di affreschi che altrimenti sarebbero<\/div>\n<div>andati perduti per sempre. Cos&igrave;, in un arco temporale compreso fra il XVI e il XVIII<\/div>\n<div>secolo, vennero traslate la Maddalena piangente di Ercole de Roberti della<\/div>\n<div>Pinacoteca Nazionale di Bologna, Il gruppo di angioletti di Melozzo da Forli dei<\/div>\n<div>Musei Vaticani, La Madonna delle Mani del Pinturicchio: opere presenti in questa<\/div>\n<div>mostra.<\/div>\n<div>Un modus operandi difficile e dispendioso che a partire dal secondo quarto del Secolo dei<\/div>\n<div>Lumi venne affiancato, e piano piano sostituito, dalla pi&ugrave; innovativa e pratica tecnica<\/div>\n<div>dello strappo, prassi che tramite uno speciale collante permetteva di strappare gli<\/div>\n<div>affreschi e quindi portarli su di una tela. Una vera rivoluzione nel campo del restauro,<\/div>\n<div>della conservazione, ma anche del collezionismo del patrimonio murale italiano. Cos&igrave;<\/div>\n<div>mentre nelle appena riscoperte Ercolano e Pompei si trasportavano su nuovo supporto,<\/div>\n<div>per destinarle al Museo di Portici, le pi&ugrave; belle pitture murali dell&rsquo;antichit&agrave;, nel resto<\/div>\n<div>d&rsquo;Italia si diffondeva la rivoluzione dello strappo. Nulla sarebbe stato pi&ugrave; come prima.<\/div>\n<div>Da quel momento in poi e fino a tutto il XIX secolo un numero cospicuo di capolavori<\/div>\n<div>della pittura italiana furono strappati, staccati dalle volte delle chiese, delle cappelle, dalle<\/div>\n<div>pareti dei palazzi pubblici e privati che le accoglievano da secoli, per essere trasportati in<\/div>\n<div>luoghi pi&ugrave; sicuri, nelle quadrerie e nelle gallerie nobiliari e principesche d&rsquo;Italia e di<\/div>\n<div>mezza Europa. Spesso infatti, dietro a conclamate esigenze conservative, si celavano<\/div>\n<div>implicite motivazioni collezionistiche.<\/div>\n<div>Andrea del Castagno, Bramante, Bernardino Luini, Garofalo, Girolamo<\/div>\n<div>Romanino, Correggio, Moretto, Giulio Romano, Nicol&ograve; dell&#39;Abate, Pellegrino<\/div>\n<div>Tibaldi, Veronese, Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Domenichino,<\/div>\n<div>Guercino: tutti i grandi maestri dell&rsquo;arte italiana fra la met&agrave; del Settecento e la fine del<\/div>\n<div>XIX secolo furono oggetto delle attenzioni degli estrattisti: Antonio Contri, Giacomo<\/div>\n<div>e Pellegrino Succi, Antonio Boccolari, Filippo Balbi, Stefano Barezzi, Giovanni<\/div>\n<div>Rizzoli, Giovanni Secco Suardo, Giuseppe Steffanoni. Anche loro, come gli illustri<\/div>\n<div>artisti sopracitati, e come alcune fra le pi&ugrave; belle pitture di Ercolano e Pompei, saranno<\/div>\n<div>protagonisti della mostra del Mar.<\/div>\n<div>Ma la prassi estrattista conoscer&agrave; la sua pi&ugrave; fortunata stagione proprio nel secolo scorso,<\/div>\n<div>quando, a partire dal secondo dopoguerra furono strappati e staccati un numero<\/div>\n<div>impressionante di affreschi. I danni provocati ad alcuni fra i principali monumenti<\/div>\n<div>pittorici italiani dai bombardamenti bellici e la convinzione che l&rsquo;unica strada da<\/div>\n<div>percorrere per evitare che in futuro potessero reiterarsi danni irreparabili come quelli al<\/div>\n<div>Mantegna a Padova, Tiepolo a Vicenza, Buffalmacco e Benozzo Gozzoli a Pisa, fecero<\/div>\n<div>si che a partire dagli anni Cinquanta fosse avviata la pi&ugrave; imponente campagna di strappi<\/div>\n<div>e stacchi che l&#39;Italia abbia mai conosciuto. In caso di una temutissima nuova guerra,<\/div>\n<div>anche quella fondamentale porzione del nostro patrimonio pittorico si sarebbe potuta<\/div>\n<div>salvare ricoverandola nei rifugi antiaerei, come era stato fatto a partire dal 1940 con le<\/div>\n<div>tele e le tavole dei maggiori musei della nazione.<\/div>\n<div>Prese quindi avvio la cosiddetta &ldquo;stagione degli stacchi&rdquo; e della &ldquo;caccia alle<\/div>\n<div>sinopie&rdquo;, i disegni preparatori che i maestri tre-quattrocenteschi avevano lasciato a<\/div>\n<div>modo di traccia sotto gli intonaci. Se nell&rsquo;Ottocento era il collezionismo privato a<\/div>\n<div>favorire il trasporto degli affreschi, ora erano gli storici dell&rsquo;arte e i musei della ricostruita<\/div>\n<div>Nazione a chiedere la diffusione su pi&ugrave; ampia scala della tecnica estrattista rendendo<\/div>\n<div>facilmente fruibili a tutti tanti capolavori.<\/div>\n<div>L&rsquo;alluvione di Firenze fece il resto, mostrando al mondo intero la precariet&agrave; che<\/div>\n<div>condizionava la sopravvivenza dei pi&ugrave; straordinari affreschi italiani. Cos&igrave; furono separati<\/div>\n<div>per sempre dal muro che li aveva custoditi da secoli Giotto, Buffalmacco, Altichiero,<\/div>\n<div>Vitale da Bologna, Pisanello, Signorelli, Pontormo, Tiepolo trovando dimora in<\/div>\n<div>alcuni fra i pi&ugrave; importanti musei della nazione, e ora, per questa mostra, nelle sale del<\/div>\n<div>Mar di Ravenna.<\/div>\n<div>Il catalogo, in due tomi (in mostra: volumeI &euro;29, volumeII &euro;21), edito da Silvana, raccoglie i<\/div>\n<div>saggi di diversi specialisti, le schede scientifiche di tutte le opere esposte e apparati<\/div>\n<div>biobibliografiche.<\/div>\n<div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>SCHEDA TECNICA<\/div>\n<div>La mostra posta Sotto l&rsquo;Alto Patronato della Repubblica Italiana attraversa la storia<\/div>\n<div>dell&#39;arte italiana da Ercolano e Pompei a Tiepolo in un continuo confronto e rimando con la<\/div>\n<div>storia del gusto, del restauro, del collezionismo e della conservazione. 110 capolavori per un<\/div>\n<div>racconto inedito, ricco di spunti originali, ancora completamente ignorato dal grande<\/div>\n<div>pubblico, presentato dettagliatamente nei suoi momenti principali.<\/div>\n<div>Sede: MAR, via di Roma 13, Ravenna<\/div>\n<div>Periodo: 16 febbraio &ndash; 15 giugno 2014<\/div>\n<div>Curatori: Claudio Spadoni e Luca Ciancabilla<\/div>\n<div>Enti organizzatori:Comune di Ravenna &#8211; Assessorato alla Cultura, MAR Ravenna,<\/div>\n<div>Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Bologna, con la collaborazione del Ministero dei Beni<\/div>\n<div>e delle Attivit&agrave; Culturali e del Turismo<\/div>\n<div>Sponsor ufficiale: Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna<\/div>\n<div>Sponsor: Enipower per Ravenna, Coop Adriatica, Cooperativa Muratori e Cementisti Ravenna<\/div>\n<div>Con il contributo di: Camera di Commercio di Ravenna<\/div>\n<div>Sponsor tecnico: Bisanzio broker s.r.l., Catlin Underwriting Ambition<\/div>\n<div>Media partner: QN &#8211; Il Resto del Carlino<\/div>\n<div>Partner per i servizi di audioguida e radioguida: Antenna International<\/div>\n<div>Si ringrazia: IKEA FAMILY<\/div>\n<div>Orari: fino al 31 marzo: marted&igrave;- venerd&igrave; 9-18, sabato e domenica 9-19, chiuso luned&igrave;<\/div>\n<div>dal 1 aprile: marted&igrave; &#8211; gioved&igrave; 9-18; venerd&igrave; 9-21; sabato e domenica 9-19, chiuso luned&igrave;<\/div>\n<div>aperture festive: Pasqua, Luned&igrave; dell&rsquo;Angelo, 25 Aprile, 1&deg; Maggio e 2 Giugno<\/div>\n<div>la biglietteria chiude un&rsquo;ora prima<\/div>\n<div>Ingresso: intero: 9 euro<\/div>\n<div>ridotto: 7 euro<\/div>\n<div>studenti Accademia e Universit&agrave;, insegnanti: 4 euro<\/div>\n<div>Prenotazioni visite guidate: tel. 0544 482487<\/div>\n<div>Catalogo: Silvana Editoriale in due tomi (in mostra: volumeI &euro;29, volumeII &euro;21), raccoglie i saggi<\/div>\n<div>di diversi specialisti, le schede scientifiche di tutte le opere esposte e apparati biobibliografiche.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il MAR Museo d&#39;Arte della Citt&agrave; di Ravenna prosegue la sua indagine su temi di grande interesse ancora da approfondire con l&rsquo;ambizioso progetto espositivo dal titolo L&#39;incanto dell&#39;affresco in programma dal 16 febbraio al 15 giugno 2014, realizzato grazie al fondamentale sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna. 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