
{"id":39233,"date":"2014-02-16T18:06:35","date_gmt":"2014-02-16T16:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=39233"},"modified":"2014-02-16T18:06:35","modified_gmt":"2014-02-16T16:06:35","slug":"leger-la-visione-della-citta-contemporanea-1910-1930-nmuseo-correr-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/39233\/arte\/leger-la-visione-della-citta-contemporanea-1910-1930-nmuseo-correr-venezia.html","title":{"rendered":"L\u00c9GER. La visione della citt\u00e0 contemporanea 1910-1930 NMuseo Correr Venezia"},"content":{"rendered":"<div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-large wp-image-39235\" height=\"215\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/1897913_10152204234064116_132464212_n-500x215.jpg\" title=\"1897913_10152204234064116_132464212_n\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/1897913_10152204234064116_132464212_n-500x215.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/1897913_10152204234064116_132464212_n-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/02\/1897913_10152204234064116_132464212_n.jpg 815w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/div>\n<div><span style=\"font-size:16px;\">L&eacute;ger<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size:16px;\">La visione della citt&agrave; contemporanea<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size:16px;\">1910 &#8211; 1930<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 16px;\">Museo Correr, Venezia<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size:16px;\">8 febbraio &#8211; 2 giugno 2014<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&ldquo;Se l&rsquo;espressione pittorica &egrave; cambiata, &egrave; perch&eacute; la vita moderna l&rsquo;ha richiesto&hellip;&nbsp;<\/div>\n<div>La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell&rsquo;automobile, unita alla velocit&agrave;,&nbsp;<\/div>\n<div>ha alterato l&rsquo;aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte pi&ugrave;&nbsp;<\/div>\n<div>impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo&hellip;&nbsp;<\/div>\n<div>La compressione del quadro moderno, la sua variet&agrave;, la sua scomposizione delle forme,&nbsp;<\/div>\n<div>sono il risultato di tutto questo&rdquo;.&nbsp;<\/div>\n<div>Fernand L&eacute;ger, 1914<\/div>\n<div>Il pittore francese Fernand L&eacute;ger (1881&ndash;1955), alla vigilia dello scoppio della Prima&nbsp;<\/div>\n<div>Guerra Mondiale, cos&igrave; commentava le radicali trasformazioni che con l&rsquo;avvento della&nbsp;<\/div>\n<div>seconda rivoluzione industriale si stavano determinando in tutti luoghi del quotidiano,&nbsp;<\/div>\n<div>dove il ritmo della vita sempre pi&ugrave; frenetico, o per meglio dire moderno, stava cambiando&nbsp;<\/div>\n<div>l&rsquo;arte e le sue regole.<\/div>\n<div>A L&eacute;ger e alla sua straordinaria esperienza nell&rsquo;ambito dell&rsquo;avanguardia artistica&nbsp;<\/div>\n<div>europea, la Fondazione Musei Civici di Venezia e The Philadelphia Museum of&nbsp;<\/div>\n<div>Art, dedicano nelle sale del Museo Correr, dall&rsquo;8 febbraio al 2 giugno 2014, una&nbsp;<\/div>\n<div>grande mostra &#8211; la prima grande esposizione sull&rsquo;opera del pittore francese&nbsp;<\/div>\n<div>che si tiene in Italia &#8211; con al centro il tema della rappresentazione della citt&agrave;&nbsp;<\/div>\n<div>contemporanea.&nbsp;<\/div>\n<div>Suddivisa in cinque sezioni (La metropoli prima della Grande Guerra, Il pittore della&nbsp;<\/div>\n<div>citt&agrave;, La Pubblicit&agrave;, Lo Spettacolo, Lo Spazio) a cura di Anna Vallye con la direzione&nbsp;<\/div>\n<div>scientifica di Gabriella Belli e Timothy Rub, direttore del MPA di Philadelphia e&nbsp;<\/div>\n<div>il progetto espositivo di Daniela Ferretti, la mostra L&eacute;ger. La visione della citt&agrave;&nbsp;<\/div>\n<div>contemporanea 1910 &ndash; 1930, dopo il successo ottenuto al Philadelphia Museum&nbsp;<\/div>\n<div>of Art, presenta oltre 100 opere di cui pi&ugrave; di sessanta dell&rsquo;artista francese, tra cui&nbsp;<\/div>\n<div>spicca lo straordinario dipinto &ldquo;La Ville&rdquo; (La Citt&agrave;), un quadro che d&agrave; avvio alla fase&nbsp;<\/div>\n<div>pi&ugrave; sperimentale della sua produzione, concesso eccezionalmente in prestito dal&nbsp;<\/div>\n<div>museo di Philadelphia insieme ad un nucleo di altre 25 importanti opere.&nbsp;<\/div>\n<div>Eseguito da L&eacute;ger nel 1919, al suo ritorno a Parigi dopo l&rsquo;esperienza al fronte della Prima&nbsp;<\/div>\n<div>Guerra Mondiale, il dipinto, di grande dimensione, influenzer&agrave; un&rsquo;intera generazione di&nbsp;<\/div>\n<div>artisti, diventando un vero e proprio manifesto della pittura dedicata al tema della&nbsp;<\/div>\n<div>citt&agrave; contemporanea. Il soggetto del dipinto rappresenta, infatti, la citt&agrave; con le sue&nbsp;<\/div>\n<div>frenetiche attivit&agrave;, le sue architetture composte di assemblaggi cubo-futuristi, e i suoi&nbsp;<\/div>\n<div>abitanti, uomini meccanici, quasi robot, armoniosamente integrati nel dinamismo della&nbsp;<\/div>\n<div>nuova &ldquo;macchina urbana&rdquo;. Accanto a questo straordinario dipinto, che si pu&ograve; considerare una sorta di incipit&nbsp;<\/div>\n<div>dell&rsquo;esposizione, una serie d&rsquo;importanti opere provenienti da collezioni pubbliche e&nbsp;<\/div>\n<div>private europee e statunitensi (la Tate Liverpool, l&rsquo;Avery Art and Architecture Library&nbsp;<\/div>\n<div>della Columbia University di New York, il Dansmuseet di Stoccolma, il Centre Pompidou&nbsp;<\/div>\n<div>di Parigi, il Mus&eacute;e National Fernand L&eacute;ger di Biot, il Toledo Museum of Art nell&rsquo;Ohio o la&nbsp;<\/div>\n<div>Fondation Beyeler di Basilea, per citarne alcuni) permetteranno al visitatore non solo di&nbsp;<\/div>\n<div>mettere a confronto la pittura di L&eacute;ger con molti altri suoi innovativi progetti, sempre&nbsp;<\/div>\n<div>collegabili al tema della citt&agrave; moderna poco note in Italia, come per esempio le sue&nbsp;<\/div>\n<div>creazioni di grafica pubblicitaria, di scenografia e di cinematografia, ma anche di&nbsp;<\/div>\n<div>approfondire la sua relazione con i protagonisti di quella fertile stagione dell&rsquo;avanguardia.&nbsp;<\/div>\n<div>La sua ricca produzione dialogher&agrave; nel percorso espositivo con preziosi capolavori&nbsp;<\/div>\n<div>di autori di quel periodo, amici o compagni di sperimentazione, tra cui Duchamp,&nbsp;<\/div>\n<div>Picabia, Robert Delaunay, El Lissitzky, Mondrian, Le Corbusier, tutti artisti che&nbsp;<\/div>\n<div>come L&eacute;ger hanno contribuito a rinnovare l&rsquo;idea della rappresentazione urbana,&nbsp;<\/div>\n<div>ciascuno utilizzando il linguaggio pi&ugrave; consono ai propri interessi estetici, ma comunque&nbsp;<\/div>\n<div>sempre dentro gli ismi di quel primo &lsquo;900, dal cubismo al futurismo, dal costruttivismo&nbsp;<\/div>\n<div>al neoplasticismo di De Stjil.&nbsp;<\/div>\n<div>La quantit&agrave; e variet&agrave; delle opere e dei progetti esposti &ndash; dal suo primissimo&nbsp;<\/div>\n<div>paesaggio urbano &ldquo;Fumo sui tetti&rdquo; del 1911, alle cosiddette pitture murali realizzate&nbsp;<\/div>\n<div>tra il 1924 e il 1926; dai costumi e dalle coreografie per i &ldquo;Ballets Su&eacute;dois&rdquo; a opere&nbsp;<\/div>\n<div>famosissime come &ldquo;Il Tipografo&rdquo; (1919), &ldquo;Uomo con un bastone&rdquo; (1920) o &ldquo;Elemento&nbsp;<\/div>\n<div>meccanico&rdquo; (1925); dal poster per &ldquo;La Strada&rdquo; al leggendario cortometraggio &ldquo;Ballet&nbsp;<\/div>\n<div>m&eacute;canique&rdquo; (1924) o al film di Marcel L&rsquo;Herbier &ldquo;L&rsquo;inhumaine&rdquo;, alle cui scenografie egli&nbsp;<\/div>\n<div>collabor&ograve;, vera celebrazione del cinema come sintesi delle arti &ndash; permetteranno di&nbsp;<\/div>\n<div>valutare, nelle sue molteplici sfaccettature, gli esiti artistici di quel cruciale&nbsp;<\/div>\n<div>ventennio compreso tra gli anni Dieci e Venti del &lsquo;900, quando Parigi &egrave; davvero&nbsp;<\/div>\n<div>la capitale mondiale dell&rsquo;arte, della cultura, del commercio e della vita mondana,&nbsp;<\/div>\n<div>prima che la crisi delle borse ne segni inesorabilmente il declino. Ed &egrave; proprio a Parigi,&nbsp;<\/div>\n<div>che L&eacute;ger e gli artisti dell&rsquo;avanguardia, cogliendo le sollecitazioni che provengono&nbsp;<\/div>\n<div>da quella straordinaria &ldquo;fucina&rdquo; di stimoli e innovazioni rappresentata appunto dalla&nbsp;<\/div>\n<div>moderna metropoli, esercitano un ruolo guida nella ridefinizione dell&rsquo;arte all&rsquo;interno&nbsp;<\/div>\n<div>della societ&agrave;.&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;opera di L&eacute;ger &egrave; in questa direzione davvero pioneristica &#8211; e la mostra ne d&agrave; ampio&nbsp;<\/div>\n<div>conto &#8211; sia per la sua concezione pluridisciplinare, che per lo sforzo di cambiare le forme&nbsp;<\/div>\n<div>della pittura, corrispondendo cos&igrave; alle nuove esigenze della realt&agrave; urbana, in linea con&nbsp;<\/div>\n<div>quel fenomeno che nel secondo dopoguerra verr&agrave; catalogato come comunicazione di&nbsp;<\/div>\n<div>massa. Rielaborando il proprio stile, dapprima influenzato dal cubismo di Picasso&nbsp;<\/div>\n<div>e dalle frequentazioni con gli esponenti pi&ugrave; in vista dell&rsquo;avanguardia europea, come&nbsp;<\/div>\n<div>Robert Delaunay, Jacques Lipchitz e Juan Gris, Fernand L&eacute;ger conquister&agrave; via via&nbsp;<\/div>\n<div>una cifra del tutto personale e, a partire dal primo dopoguerra, s&rsquo;imporr&agrave; sulla scena&nbsp;<\/div>\n<div>dell&rsquo;arte come un grande architetto della pittura e il suo &ldquo;realismo&rdquo;, al passo con la vita&nbsp;<\/div>\n<div>urbana, sar&agrave; indubbiamente l&rsquo;esito tra i pi&ugrave; interessanti della contaminazione tra le&nbsp;<\/div>\n<div>diverse forme d&rsquo;arte e il linguaggio dei primi mass-media.<\/div>\n<div>Alla mostra &egrave; abbinato un catalogo edito da Skira-Milano, 2014.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Fernand L&eacute;ger sar&agrave; ricordato in una mostra, che si tiene quasi in contemporanea con quella del&nbsp;<\/div>\n<div>Correr, allestita presso il museo a lui dedicato a Biot in Francia.<\/div>\n<div>&ldquo;Fernand L&eacute;ger: reconstruire le r&eacute;el, 1924-1946&rdquo; &egrave; l&rsquo;esposizione che dal 1 marzo al 2 giugno 2014&nbsp;<\/div>\n<div>far&agrave; luce su parte della carriera dell&rsquo;artista ancora poco esplorata, indagando i suoi rapporti con i&nbsp;<\/div>\n<div>principi di un movimento che, a prima vista, era ben lontano dalla sua formazione: il Surrealismo.&nbsp;<\/div>\n<div>www.musee-fernandleger.fr<\/div>\n<div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>INFORMAZIONI GENERALI<\/div>\n<div>Sede&nbsp;<\/div>\n<div>Museo Correr &ndash; Secondo piano<\/div>\n<div>Piazza San Marco, Venezia<\/div>\n<div>Apertura al pubblico<\/div>\n<div>8 febbraio 2014\/ 2 giugno 2014<\/div>\n<div>Orari<\/div>\n<div>10.00 &#8211; 18.00 (tutti i giorni)<\/div>\n<div>Il servizio di biglietteria termina 1 ora&nbsp;<\/div>\n<div>prima della chiusura<\/div>\n<div>Ultimo ingresso ore 17.00<\/div>\n<div>Informazioni<\/div>\n<div>www.mostraleger.it<\/div>\n<div>www.correr.visitmuve.it<\/div>\n<div>info@fmcvenezia.it<\/div>\n<div>Call center<\/div>\n<div>848082000<\/div>\n<div>&mdash;<\/div>\n<div>Vaporetto<\/div>\n<div>Linea 1 o Linea 2<\/div>\n<div>fermata Vallaresso o San Zaccaria<\/div>\n<div>&mdash;<\/div>\n<div>Download immagini<\/div>\n<div>www.visitmuve.it<\/div>\n<div>home page\/ufficio stampa<\/div>\n<div>(per giornalisti accreditati)<\/div>\n<div>&mdash;<\/div>\n<div>FB<\/div>\n<div>www.facebook.com\/visitmuve<\/div>\n<div>&mdash;<\/div>\n<div>Twitter<\/div>\n<div>@visitmuve_it\/@visitmuve_en<\/div>\n<div>#LegerinVenice<\/div>\n<div>&mdash;<\/div>\n<div>Infoline &amp; prevendita<\/div>\n<div>www.correr.visitmuve.it<\/div>\n<div>info@fmcvenezia.it&nbsp;<\/div>\n<div>call center 848082000 (dall&rsquo;Italia)<\/div>\n<div>+39 04142730892 (dall&rsquo;estero)<\/div>\n<div>Prevendita<\/div>\n<div>singoli &euro; 1,00<\/div>\n<div>gruppi &euro; 1,00&nbsp;<\/div>\n<div>scuole &euro; 1,00&nbsp;<\/div>\n<div>Biglietti<\/div>\n<div>Intero &euro; 13,00<\/div>\n<div>Ridotto &euro; 11,00<\/div>\n<div>ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai 15 ai 25 anni; cittadini&nbsp;<\/div>\n<div>ultrasessantacinquenni; personale del Ministero dei Beni,&nbsp;<\/div>\n<div>delle Attivit&agrave; Culturali e del Turismo; convenzionati; titolari&nbsp;<\/div>\n<div>di Carta Rolling Venice; titolari Carta Giovani; possessori&nbsp;<\/div>\n<div>di Museum Pass; possessori di Venice Card Adult e Junior;&nbsp;<\/div>\n<div>convenzionati; membri ICOM; possessori card Circuito&nbsp;<\/div>\n<div>Cinema e Touring Club Italia<\/div>\n<div>Le riduzioni su esibizione di titolo (card o altro) si vendono&nbsp;<\/div>\n<div>solo onsite<\/div>\n<div>Ridotto gruppi &euro; 11,00<\/div>\n<div>solo su prenotazione minimo 15 persone<\/div>\n<div>Ridotto speciale &euro; 7,00<\/div>\n<div>possessori del biglietto Piazza San Marco; titolari di MUVE&nbsp;<\/div>\n<div>Friend Card.<\/div>\n<div>Ridotto scuole &euro; 5,00<\/div>\n<div>previa presentazione di lista su carta intestata dell&rsquo;istituto<\/div>\n<div>Visite fuori orario &euro; 30,00<\/div>\n<div>Acquisto minimo 15 biglietti. Consente la visita anche della&nbsp;<\/div>\n<div>mostra L&rsquo;immagine della citt&agrave; europea dal Rinascimento&nbsp;<\/div>\n<div>al Secolo dei Lumi<\/div>\n<div>Gratuito<\/div>\n<div>portatori di handicap con accompagnatore; guide&nbsp;<\/div>\n<div>autorizzate dalla Provincia di Venezia; interpreti turistici&nbsp;<\/div>\n<div>che accompagnino gruppi; accompagnatori (max.2) di&nbsp;<\/div>\n<div>gruppi di ragazzi o studenti; accompagnatori (max. 1) di&nbsp;<\/div>\n<div>gruppi di adulti; Partner ordinari MUVE<\/div>\n<div>Visite guidate&nbsp;<\/div>\n<div>Ai visitatori che acquistano la visita guidata viene&nbsp;<\/div>\n<div>applicata la riduzione sul biglietto mostra<\/div>\n<div>La visita guidata &egrave; associata al percorso della mostra&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;immagine della citt&agrave; europea dal Rinascimento al Secolo&nbsp;<\/div>\n<div>dei Lumi, previo acquisto del biglietto d&rsquo;ingresso ridotto&nbsp;<\/div>\n<div>speciale 2.00 &euro;<\/div>\n<div>Singoli &euro; 5,00<\/div>\n<div>Gruppi &euro; 100,00&nbsp;<\/div>\n<div>Scuole &euro; 80,00<\/div>\n<div>Audioguida<\/div>\n<div>adulti &euro; 5,00&nbsp;<\/div>\n<div>&egrave; possibile utilizzare l&rsquo;audioguida anche nel percorso&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo; Immagine della citt&agrave; europea dal Rinascimento al Secolo&nbsp;<\/div>\n<div>dei Lumi previo acquisto del biglietto d&rsquo;ingresso ridotto&nbsp;<\/div>\n<div>speciale 2.00 &euro;<\/div>\n<div>whisper &euro; 1,00&nbsp;<\/div>\n<div>obbligatori per gruppi da 15 persone e oltre gratuito per&nbsp;<\/div>\n<div>chi acquista la visita guidata<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&eacute;ger La visione della citt&agrave; contemporanea 1910 &#8211; 1930 Museo Correr, Venezia 8 febbraio &#8211; 2 giugno 2014 &nbsp; &ldquo;Se l&rsquo;espressione pittorica &egrave; cambiata, &egrave; perch&eacute; la vita moderna l&rsquo;ha richiesto&hellip;&nbsp; La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell&rsquo;automobile, unita alla velocit&agrave;,&nbsp; ha alterato l&rsquo;aspetto abituale delle cose. 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