
{"id":38685,"date":"2013-12-21T13:40:51","date_gmt":"2013-12-21T11:40:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=38685"},"modified":"2014-02-01T13:43:29","modified_gmt":"2014-02-01T11:43:29","slug":"dolore-cure-fai-da-te-per-1-paziente-su-2-solo-il-24-si-affida-al-medico-di-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/38685\/medicina\/dolore-cure-fai-da-te-per-1-paziente-su-2-solo-il-24-si-affida-al-medico-di-famiglia.html","title":{"rendered":"DOLORE: CURE \u201cFAI DA TE\u201d PER 1 PAZIENTE SU 2,  SOLO IL 24% SI AFFIDA AL MEDICO DI FAMIGLIA"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:13.0pt;mso-line-height-rule:\nexactly\"><i><span style=\"font-size:11.0pt;\nmso-bidi-font-size:11.5pt;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:\nbold\">A quasi 4 anni dall&#39;approvazione della Legge 38, una ricerca commissionata a Doxa dal Centro Studi Mundipharma ha cercato di comprendere se e come sia cambiata la gestione del dolore nella mentalit&agrave; e nell&#39;effettivo comportamento di pazienti, medici di famiglia e farmacisti. Emergono segnali di apertura verso i farmaci oppioidi, il cui impiego per&ograve; &egrave; penalizzato da disinformazione e paure infondate. Le terapie con antinfiammatori, nonostante gli effetti collaterali, restano ancora le pi&ugrave; diffuse, come confermano i dati di mercato: nel periodo ottobre 2012 &#8211; settembre 2013, oppiacei a quota 99 milioni di euro, contro 292 milioni spesi per FANS e Coxib (dati IMS Midas).<o:p><\/o:p><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:13.0pt;mso-line-height-rule:\nexactly\"><b><span style=\"font-size:11.0pt;mso-bidi-font-size:10.5pt;font-family:\nArial;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:\nbold\">In linea di principio, riconoscono nel medico di medicina generale la figura di riferimento per la cura del dolore (91%) ma, alla prova dei fatti, gli italiani decidono in autonomia e ricorrono all&#39;automedicazione (53%) o, pi&ugrave; di rado, chiedono consiglio in farmacia (20%). Nei confronti dei farmaci oppiacei, cresce la fiducia degli addetti ai lavori e l&#39;interesse dei pazienti eppure, ogni 10 analgesici prescritti, 1 solo &egrave; oppioide mentre 7 sono antinfiammatori non steroidei (FANS), anche per dolori cronici e terapie protratte nel tempo. E&#39;, in sintesi, la fotografia scattata da u<\/span><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT\">na recente <b>indagine <\/b>condotta da <b>Doxa per conto del Centro Studi Mundipharma<\/b> su un triplice target, allo scopo di sondare i rispettivi approcci al trattamento antalgico: <b>500 pazienti<\/b> (25-64 anni) che hanno utilizzato medicinali&nbsp; antidolorifici negli ultimi 6 mesi, <b>100&nbsp; medici di famiglia<\/b> e <b>100 farmacisti<\/b> di tutta Italia.&nbsp; <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nmso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">Dal dire al fare, un divario da colmare. Potrebbe essere questa la formula che riassume il quadro articolato e, in parte, contraddittorio dipinto dalla survey. <i>&ldquo;Abbiamo riscontrato un&rsquo;attitudine positiva verso gli antidolorifici oppioidi e una diffusa consapevolezza della loro efficacia, dichiarata da tutti i target coinvolti nell&rsquo;indagine&rdquo;, <\/i>spiega <b>Massimo Sumberesi<\/b>, Managing Director di Doxa Marketing Advice.<i> &ldquo;La maggioranza di medici, farmacisti e pazienti &egrave; d&#39;accordo su un loro utilizzo pi&ugrave; diffuso. Tale propensione favorevole, tuttavia, non si traduce poi in una reale prescrizione o assunzione di questi farmaci. In sostanza, nel passare dalle parole ai fatti, ci si perde nel labirinto della disinformazione, di preconcetti e timori ingiustificati. Le abitudini consolidate stentano a modificarsi, nonostante il nuovo quadro normativo, e si finisce per privilegiare altre tipologie di analgesici con cui si ha maggiore familiarit&agrave;, anche quando il loro impiego non sarebbe del tutto appropriato, evitando <a name=\"_GoBack11\"><\/a>cos&igrave; di dover confutare eventuali pregiudizi sugli oppiacei manifestati dai pazienti. Dagli stessi malati di dolore, per&ograve;, arriva un&rsquo;esplicita richiesta di maggiori informazioni su questi farmaci: le figure di consiglio e i media sono dunque importanti, per contrastare fantasie e credenze errate&rdquo;.<\/i><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;background:yellow;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:\nbold\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">Entrando nel dettaglio della ricerca, scopriamo che il <b>30% dei pazienti<\/b> visitati dai medici di famiglia nell&rsquo;ultimo mese lamenta <b>dolore<\/b>; nel 66% dei casi, si tratta di una forma cronica. Circa 8 clinici su 10 effettuano personalmente la diagnosi e la prescrizione della terapia ma il fenomeno dell&rsquo;autocura &ndash; confermato anche dai farmacisti &#8211; assume dimensioni eclatanti: il 73% dei malati non si rivolge ad alcun medico. Gli analgesici pi&ugrave; impiegati? Sempre e comunque <b>FANS<\/b>: li assume il 95% dei pazienti, <b>li prescrive il generalista al 72% dei suoi assistiti<\/b>, anche in caso di dolore cronico (1 volta su 2). Per limitare gli <b>effetti collaterali<\/b> degli antinfiammatori, riferiti dal <b>20%<\/b> <b>dei pazienti<\/b>, si ricorre poi molto spesso ai gastroprotettori, con un evidente aggravio di costi per il SSN. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">Gli <b>oppioidi<\/b>, al contrario, compaiono solo <b>nell&rsquo;11%<\/b> <b>delle ricette<\/b> firmate dal medico di famiglia: all&rsquo;origine vi sono probabili deficit conoscitivi e una scarsa confidenza con queste opzioni terapeutiche, come dimostra il fatto che il <b>22% dei generalisti<\/b> intervistati <b>ammetta di non conoscere<\/b> o non ricordare <b>alcun marchio di farmaco oppiaceo<\/b> presente sul mercato. Pesano per&ograve; anche le resistenze dei pazienti: un ostruzionismo che il curante, forse per mancanza di solide basi, non se la sente di affrontare. Il timore che gli analgesici oppioidi possano indurre dipendenza spaventa il 65% dei malati, il 61% li considera per malattie gravi e il 53% crede che la legge ne consenta l&rsquo;uso solo in casi particolari. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT\">&ldquo;L&rsquo;indagine Doxa evidenzia un uso improprio di analgesici per la gestione del dolore cronico, nonostante a molti siano noti i gravi effetti collaterali che i FANS possono creare, se impiegati per lungo tempo&rdquo;, <\/span><\/i><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:Arial;\nmso-ansi-language:IT\">dichiara<i> <\/i><b>Massimo Allegri<\/b>, Dirigente Medico Terapia del Dolore, Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo e Universit&agrave; di Pavia. <i>&ldquo;Recenti dati di letteratura mostrano che l&rsquo;uso protratto di antinfiammatori possa causare non solo danni gastrici ma anche problemi cardiovascolari. E&rsquo; fondamentale che gli oppioidi vengano considerati un valido strumento per la terapia del dolore cronico moderato-severo. I pazienti a volte pensano possano dare dipendenza. In realt&agrave;, le evidenze scientifiche dimostrano che, nei soggetti trattati con oppiacei a scopo antalgico, non sembrano attivarsi le medesime aree cerebrali coinvolte nei meccanismi della dipendenza. Oggi, inoltre, vi sono nuovi farmaci e nuove associazioni farmacologiche, come ossicodone e naloxone (antagonista dell&#39;oppioide) che, per le loro propriet&agrave;, oltre a ridurre notevolmente la possibilit&agrave; &nbsp;di abuso, presentano un ulteriore vantaggio: la riduzione della stipsi, un effetto collaterale frequente con altri oppioidi e che pu&ograve; ridurre l&rsquo;efficacia della terapia&rdquo;. <o:p><\/o:p><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><b><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT\">Favorevoli a un maggiore impiego di oppiacei<\/span><\/b><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:Arial;mso-ansi-language:\nIT;mso-bidi-font-weight:bold\">,<b> <\/b>non solo nel dolore oncologico o nelle cure palliative, sono il<b> 64% dei pazienti<\/b>, il<b> 76% dei farmacisti <\/b>e il<b> 94% dei medici di famiglia<\/b>, che in futuro pensano di prescriverne di pi&ugrave; (69%). Una tendenza, seppur lieve, confermata anche dai <b>dati di mercato<\/b>.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">&ldquo;Secondo l&#39;ultimo Rapporto Osmed, il trend del consumo di farmaci dispensati dal SSN tra il 2004 e il 2012 evidenzia un lieve ma costante calo dei <\/span><\/i><i><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:\nArial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">FANS e un progressivo aumento degli oppiacei&rdquo;, <\/span><\/i><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:\nArial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">dichiara <b>Marco Filippini<\/b>, Direttore del Centro Studi Mundipharma. &ldquo;<i>Si va verso un modestissimo miglioramento dell&rsquo;appropriatezza prescrittiva in ambito dolore; i passi compiuti, per&ograve;, sono lenti e poco significativi. Gli antinfiammatori continuano a costare molto al sistema sanitario e restano in assoluto i farmaci da banco pi&ugrave; acquistati, nonostante gli importanti eventi avversi. Il mercato degli oppioidi, pur supportato dalla Legge 38, quest&rsquo;anno cresce molto meno e sembra in affanno: da ottobre <st1:metricconverter productid=\"2012 a\" w:st=\"on\">2012 a<\/st1:metricconverter> settembre 2013, i dati IMS segnalano +17%, contro un +30% dello stesso periodo nell&rsquo;anno precedente&rdquo;.<\/i><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;background:yellow;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:\nbold\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">Il <b>62% dei pazienti<\/b> ritiene che gli analgesici <b>oppiacei<\/b> siano <b>poco diffusi perch&eacute; ancora non se ne parla abbastanza<\/b>; il <\/span><span style=\"font-size:\n10.5pt;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT\">63% non avrebbe problemi ad assumerli, se fosse il medico a prescriverli. Il ruolo del generalista &egrave; dunque essenziale per promuovere la conoscenza e l&rsquo;accettazione di questi farmaci.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;mso-hyphenate:auto\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:\nArial;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;mso-hyphenate:auto\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:\nArial;mso-ansi-language:IT\">&ldquo;Nel percepito dei pazienti, il medico di medicina generale rappresenta una figura cui si guarda con fiducia e deve dunque assolvere a una funzione di rassicurazione e consiglio nella scelta della terapia&rdquo;, <\/span><\/i><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:Arial;\nmso-ansi-language:IT\">commenta <b>Fiorenzo Corti<\/b>, Responsabile comunicazione nazionale FIMMG. <i>&ldquo;<\/i><i>Se per piccoli disturbi l&rsquo;automedicazione pu&ograve; essere indicata, per patologie di rilievo come sindromi artrosiche o infiammazioni osteoarticolari, che richiederebbero una valutazione medica approfondita, le cure &lsquo;fai da te&rsquo; possono essere rischiose oltre che poco appropriate. Per quanto riguarda in particolare la scarsa prescrizione di farmaci oppioidi, che colloca l&rsquo;Italia agli ultimi posti rispetto agli altri Paesi europei, andrebbe fatta una riflessione seria. Occorre migliorare l&rsquo;informazione e la formazione nella &lsquo;real life&rsquo; delle cure primarie, coinvolgendo i medici nelle attivit&agrave; formative sul territorio, utilizzando il web e favorendo un cambio di cultura fra gli stessi cittadini. A questo proposito, FIMMG guarda con attenzione alle esperienze di &lsquo;empowerment&rsquo; del paziente, partite l&rsquo;anno scorso in Lombardia nel contesto della sperimentazione CREG&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size:10.5pt;\nfont-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\">&ldquo;I risultati di questa indagine<\/span><\/i><span style=\"font-size:10.5pt;font-family:Arial;\nmso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold;mso-bidi-font-style:italic\"> &ndash; conclude <b>Marta Gentili<\/b>, Presidente dell&rsquo;Associazione pazienti Vivere senza dolore &#8211; <i>mostrano come ci sia assoluta necessit&agrave; di fare chiarezza tra medici, pazienti e farmacisti sul tema dolore. Quanto emerso &egrave;, per certi versi, in contraddizione con quanto accade quotidianamente e con quanto dichiarato nel corso degli ultimi mesi da questi stessi interlocutori. E&#39; necessario, quindi, che tutte le figure coinvolte nel processo educativo sul tema dolore si comportino responsabilmente, analizzando in maniera corretta lo stato dei fatti ed impegnandosi in maniera propositiva affinch&eacute; la Legge 38 sia applicata con scrupolo e seriet&agrave;&rdquo;.<\/i>&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:13.0pt;mso-line-height-rule:\nexactly\"><span style=\"font-size:7.0pt;mso-bidi-font-size:10.5pt;font-family:\nArial;mso-ansi-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quasi 4 anni dall&#39;approvazione della Legge 38, una ricerca commissionata a Doxa dal Centro Studi Mundipharma ha cercato di comprendere se e come sia cambiata la gestione del dolore nella mentalit&agrave; e nell&#39;effettivo comportamento di pazienti, medici di famiglia e farmacisti. 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