
{"id":38521,"date":"2014-01-30T13:46:26","date_gmt":"2014-01-30T11:46:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=38521"},"modified":"2014-01-31T13:47:43","modified_gmt":"2014-01-31T11:47:43","slug":"associazione-medici-diabetologi-appropriatezza-e-non-solo-cura-adeguata-ma-soprattutto-cura-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/38521\/medicina\/associazione-medici-diabetologi-appropriatezza-e-non-solo-cura-adeguata-ma-soprattutto-cura-giusta.html","title":{"rendered":"ASSOCIAZIONE MEDICI DIABETOLOGI: \u201cAPPROPRIATEZZA \u00c8 NON SOLO CURA ADEGUATA, MA SOPRATTUTTO CURA GIUSTA"},"content":{"rendered":"<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Prescrizione corretta e cura adeguata: potrebbero sembrare due sinonimi, ma in realt&agrave; definiscono aspetti ben diversi tra loro dell&rsquo;intervento medico, secondo appropriatezza. Non sempre, infatti, tutto si risolve nella scelta del farmaco giusto per la malattia e i suoi sintomi; soprattutto nel malato cronico, come la persona con diabete, questa scelta deve fare i conti con i reali bisogni dell&rsquo;individuo e la sua capacit&agrave; di adeguare il proprio stile di vita, affinch&eacute; la cura proposta sia adeguata al singolo. Sono questi i presupposti sui quali si basa il Progetto &lsquo;<\/span><em style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">NICE&rsquo;&nbsp;<\/em><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">(Need is core of effectiveness), il nuovo programma organico di formazione, educazione e comunicazione volto al miglioramento delle competenze dei professionisti, dell&rsquo;organizzazione dell&rsquo;assistenza, della gestione della malattia, in linea con i bisogni della persona con diabete, messo a punto da AMD-Associazione Medici Diabetologi e presentato oggi a Milano. NICE il progetto per la qualit&agrave; e l&rsquo;appropriatezza della cura in diabetologia.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">&ldquo;Pochi anni fa sono chiaramente emersi, da alcuni dei maggiori studi scientifici sul diabete &ndash; UKPDS, ACCORD, ADVANCE e altri &ndash;, gli enormi vantaggi di una cura precoce, e intensa, della malattia. Intervenendo adeguatamente sin dal suo primo manifestarsi &egrave; possibile ridurre l&rsquo;insorgenza delle complicanze a lungo termine, specialmente cardiovascolari; trattare in maniera rigorosa il diabete con almeno 5 anni di anticipo pu&ograve; diminuire queste ultime di oltre il 40%, secondo i dati dello studio STENO-2&rdquo;, ha detto&nbsp;<\/span><strong style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Antonio Ceriello, Presidente AMD<\/strong><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">. Che ha poi spiegato come AMD abbia dato il via nel 2009 al Progetto &lsquo;Subito!&rsquo;, con lo scopo&nbsp; di promuovere un cambiamento culturale oltre che clinico nell&rsquo;approccio alla cura del diabete, fondato sul principio che la strada giusta non &egrave; far scendere la glicemia quando si &egrave; gi&agrave; assestata su valori scadenti, ma migliorare il compenso metabolico della persona con diabete, cio&egrave; riportarne i valori della glicemia alla normalit&agrave;, intervenendo intensivamente sin dall&rsquo;esordio della malattia o comunque alla sua diagnosi. &ldquo;Tuttavia &#8211; ha quindi ricordato Ceriello &#8211; trattare subito &egrave; utile, ma insufficiente, se non fatto in modo appropriato. NICE, il progetto AMD per l&rsquo;appropriatezza in diabetologia, &egrave; la naturale prosecuzione di Subito!. Ma &egrave; anche un progetto che potremmo definire pilota nei modelli di cura delle malattie croniche, delle quali il diabete rappresenta un chiaro paradigma, come riconosciuto anche dall&rsquo;Unione Europea che lo ha scelto ad esempio di come affrontare altre malattie come quelle cardiovascolari o la broncopneumopatia cronica ostruttiva&quot;, ha aggiunto.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">&ldquo;Il diabete &egrave; caratterizzato da numeri grandi e crescenti, &egrave; necessario agire secondo equit&agrave; e sostenibilit&agrave; in modo da garantire l&rsquo;accesso a cure di qualit&agrave; per tutti&rdquo; ha sintetizzato&nbsp;<\/span><strong style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Nicoletta Musacchio, Vicepresidente AMD.<\/strong><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">&nbsp;Secondo la Federazione internazionale del diabete (IDF) nel 2000 in Italia c&rsquo;erano 3,125 milioni di persone con diabete, stimate oggi in 3,626 milioni e nel 2035 in 4,354 milioni, con un crescita in 35 anni di quasi il 40%. La spesa per la cura del diabete nel nostro Paese, calcolata in circa 11 miliardi di euro, deriva per il 57% dai ricoveri ospedalieri legati alle complicanze della malattia, per il 29% dai farmaci antidiabetici e per la cura di condizioni concomitanti come ipertensione o ipercolesterolemia e per il 14% dalle prestazioni specialistiche (fonte: Osservatorio ARNO Diabete, Rapporto 2011). &ldquo;Ma ci&ograve; che preoccupa gi&agrave; oggi &#8211; ha ricordato Musacchio -, se prendiamo ad esempio i dati dei consumi sanitari di Regione Lombardia, &egrave; che il 27,5% della popolazione costituita da malati cronici, 1 su 5 dei quali con diabete, assorbe da solo circa il 70% dei costi della sanit&agrave;.&rdquo;<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Nel nostro Paese il livello dell&rsquo;assistenza alle persone con diabete &egrave; buono, probabilmente sopra la media: lo dimostrano i dati del Rapporto Annali AMD, che valuta la qualit&agrave; delle cure prestate nei centri di diabetologia nel nostro Paese basandosi su un campione che ha raggiunto nel 2012 i &nbsp;320 centri (il 50% di quelli presenti sul territorio nazionale) e 550.000 persone con diabete (1 su 5 del totale nazionale). &ldquo;E&rsquo; stato creato, da AMD in collaborazione con la Fondazione Mario Negri Sud, e validato internazionalmente, un indice oggettivo per misurare la performance dei centri di diabetologia: lo &lsquo;score Q&rsquo; (Q per qualit&agrave;, NdR). Valuta l&rsquo;efficienza delle cure e dell&rsquo;assistenza prestate, e conseguentemente l&rsquo;efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall&rsquo;infarto, all&rsquo;ictus, ai disturbi della vascolarizzazione, alla mortalit&agrave;&rdquo;, ha spiegato Ceriello. &ldquo;Tra il 2004 e il 2011 lo score Q per la cura del diabete tipo 2 nei centri italiani &egrave; cresciuto dal 21,4 al 24,7, considerando che 25 &egrave; la soglia che identifica la qualit&agrave; delle cure attese, oltre 25 indica una situazione migliore dello standard, tra 25 e 15 cresce il rischio di complicanze della malattia sino a +20%, a meno di 15 il rischio cresce all&rsquo;80%&rdquo; ha aggiunto.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">&ldquo;Gli stessi Annali AMD ci dicono tuttavia che molto si pu&ograve; e si deve ancora fare per una maggiore appropriatezza delle cure &#8211; ha proseguito Ceriello. Ad esempio, dagli Annali AMD emerge che oltre il 55% delle persone con diabete in cura nel nostro Paese ha ancora valori di emoglobina glicosilata (HbA1c, il parametro che determina il livello di controllo del diabete) superiori a quanto indicato dalle principali linee guida, cio&egrave; 7%. E questo non possiamo dire sia appropriato, ancorch&eacute; molto migliore di quanto accada in Paesi come gli USA in cui NIH (l&rsquo;Istituto di sanit&agrave; del governo americano) e NCQA (National Committee for Quality Assurance) riportano come le persone con diabete abbiano HbA1c superiore all&rsquo;8% in percentuali tra il 40 e il 50%, cosa che in Italia accade nel 27,2% dei casi, e addirittura oltre al 9,5% in percentuali dal 20 al 30%. Non &egrave; appropriato, ad esempio, che 1 anziano di oltre 75 anni con diabete su 3, nonostante valori di &nbsp;HbA1c a target, sia in cura con farmaci come le sulfaniluree, che riducono s&igrave; i valori glicemici, ma con elevato rischio di ipoglicemia e delle sue conseguenze&rdquo;, ha detto ancora Ceriello.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">&ldquo;Le crisi ipoglicemiche influiscono in maniera significativa sulla qualit&agrave; di vita degli anziani e si sospetta che una percentuale elevata di fratture del femore in queste persone sia riconducibile a episodi di ipoglicemia. La cura per il diabete destinata a queste persone deve tenere conto dell&rsquo;et&agrave; e della loro fragilit&agrave;, garantendo insieme all&rsquo;efficacia, la tollerabilit&agrave; e la compliance ossia il fatto che la persona prenda o sia in grado di prendere i farmaci e di seguire i consigli dietetici e di stile di vita. In buona sostanza, non solo una cura adeguata, ma una cura giusta&rdquo; ha detto Musacchio.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">E la cura giusta, secondo il modello di appropriatezza d&rsquo;intervento AMD, che attraverso il progetto NICE si vuole implementare e condividere con tutte le parti coinvolte, dalle Direzioni sanitarie, agli altri specialisti e operatori sanitari, ai medici di&nbsp; medicina generale e alle persone con diabete e loro associazioni, si fonda su alcuni imprescindibili caposaldi, che sono stati ricordati da&nbsp;<\/span><strong style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Roberta Assaloni, Coordinatrice del neonato Gruppo Appropriatezza AMD<\/strong><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">, costituito per dare consistenza e coerenza ai diversi interventi formativi e informativi e al lavoro di tutta la struttura associativa. &ldquo;Innazitutto, fenotipizzazione ossia tracciare il profilo della persona, identificando bisogni reali e fragilit&agrave; complessive, quindi personalizzazione degli obiettivi di compenso glicemico, valutando et&agrave;, presenza di complicanze, comorbilit&agrave; e appunto di fragilit&agrave; &ndash; ha detto Assaloni. Infine personalizzazione della terapia tenendo conto di profilo metabolico, stile di vita, caratteristiche individuali e contesto assistenziale, tollerabilit&agrave; dei farmaci e ottimizzando il rapporto rischi\/benefici, l&rsquo;utilizzo delle risorse e dei farmaci, dei presidi e degli strumenti tecnologicamente innovativi, con occhio attento a sostenibilit&agrave;, relazione in termini di partecipazione attiva e responsabile con la persona, relazione con il medico di medicina generale.&rdquo;<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21.299999237060547px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px;\"><span style=\"line-height: 18.459999084472656px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">&ldquo;Per gestione appropriata del diabete AMD intende gestione personalizzata del diabete, in cui grande importanza hanno i percorsi di prescrizione strutturata. A partire dal consolidato algoritmo AMD per la terapia personalizzata del diabete sviluppato nel 2011, e che ha dato origine all&rsquo;analogo sviluppato lo scorso anno dall&rsquo;IDF, saranno realizzati strumenti che facilitino la cura appropriata e giusta, da condividere con chiunque sia coinvolto nel processo di assistenza e trattamento della persona con diabete,&rdquo; ha concluso Ceriello.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prescrizione corretta e cura adeguata: potrebbero sembrare due sinonimi, ma in realt&agrave; definiscono aspetti ben diversi tra loro dell&rsquo;intervento medico, secondo appropriatezza. 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