
{"id":38443,"date":"2014-01-02T19:43:02","date_gmt":"2014-01-02T17:43:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=38443"},"modified":"2014-01-30T19:43:56","modified_gmt":"2014-01-30T17:43:56","slug":"parma-bodoni-principe-dei-tipografi-nelleuropa-dei-lumi-e-di-napoleone-e-la-stampa-si-fece-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/38443\/arte\/parma-bodoni-principe-dei-tipografi-nelleuropa-dei-lumi-e-di-napoleone-e-la-stampa-si-fece-arte.html","title":{"rendered":"Parma  BODONI &#8211; Principe dei tipografi nell&#8217;Europa dei Lumi e di Napoleone E la stampa si fece arte"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38444\" height=\"224\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/01\/Bodoni-2-300x224.jpg\" title=\"Bodoni 2\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/01\/Bodoni-2-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/01\/Bodoni-2.jpg 407w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Giambattista (Giovanni Battista) Bodoni (Saluzzo, 1740, Parma, 30 novembre 1813 &egrave; stato un incisore, tipografo e stampatore italiano, ancora oggi noto per i caratteri tipografici da lui creati e che da lui presero la denominazione. Suo padre, stampatore, gli insegn&ograve; la professione fin dalla tenera et&agrave;. Durante la sua adolescenza si rec&ograve; abitualmente a Roma per lavorare nella tipografia della Congregazione per la Propagazione della Fede (fondata nell&#39;anno 1622 dal papa Gregorio XV per diffondere la dottrina della chiesa cattolica nel mondo), tipografia che abbandon&ograve; quando il direttore della stessa, che fu inoltre suo maestro, si suicid&ograve;. Come Direttore della Tipografia Reale di Parma, far&agrave; da supervisore per una moltitudine di eleganti edizioni di classici. Qui ebbe inoltre l&#39;incarico di formare degli allievi nell&#39;arte tipografica, tra i quali si distinsero i fratelli Amoretti di San Pancrazio Parmense. Le sue edizioni ebbero un enorme successo dovuto soprattutto alla qualit&agrave; delle stesse, per le quali utilizzava ricche illustrazioni. Membri dell&rsquo;aristocrazia europea, collezionisti, eruditi usufruivano dei suoi libri in quanto lui stesso mescolava gli inchiostri, usava carta della miglior qualit&agrave;, disegnava eleganti pagine e li stampava e rilegava premurosamente. Tra le edizioni pi&ugrave; conosciute risaltano i lavori di Orazio (1791) e Poliziano (1795), La &ldquo;Gerusalemme Liberata&rdquo;, la famosa &ldquo;Iliade&rdquo; di Omero. Ricevette onori dal Papa, da vari sovrani europei e la citt&agrave; di Parma cre&ograve; una medaglia in suo onore. Un fatto curioso racconta addirittura di una sua corrispondenza con Benjamin Franklin (lo scienziato americano &ldquo;inventore&rdquo; del Parafulmine) su temi tipografici. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Intorno al 1798 Bodoni disegn&ograve; un carattere con un gran contrasto nelle sue linee ed un&rsquo;estremit&agrave; definita che signific&ograve; una rivoluzione per la comunit&agrave; tipografica e costitu&igrave; il punto di partenza dei caratteri &ldquo;moderni&rdquo;. La moglie Margherita, rimasta vedova, pubblic&ograve; alcuni anni dopo la morte di Bodoni (1813), la sua opera forse pi&ugrave; importante: Il &ldquo;Manuale Tipografico&rdquo;(1818). Persino Napoleone Bonaparte volle personalmente recarsi a Parma per rendere omaggio a colui che non riteneva solo il pi&ugrave; sublime dei tipografi ma un artista assoluto. La presenza in questa citt&agrave; del tipografo ha comportato nel tempo una identificazione del suo carattere tipografico con la citt&agrave; ducale: un abbinamento che dura tutt&rsquo;ora dopo due secoli, e che possiamo individuare nelle opere del Comune e della Provincia di Parma (pubblicazioni a stampa, cartelloni pubblicitari, targhe stradali), ma anche nelle insegne dei negozi e in generale in molti testi stampati al di fuori dell&rsquo;amministrazione pubblica. L&rsquo;editore parmense di nascita Franco Maria Ricci ha curato la ristampa del Manuale Tipografico bodoniano &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ed utilizza il carattere Bodoni nei suoi libri e riviste (FMR, KOS ecc.) Sempre a Parma &egrave; presente il Museo Bodoni dove si conservano ancora le opere stampate dal grande tipografo e pi&ugrave; di 25.000 punzoni originali. Il carattere &ldquo;Bodoni&rdquo; &egrave; stato usato da varie multinazionali, come la IBM, per definire meglio il loro &ldquo;Marchio di Fabbrica&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La sua citt&agrave; di adozione gli rende quindi giusto omaggio per i duecento anni dalla morte dedicandogli<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">una grande mostra allestita presso il Palazzo della Pilotta, complesso che comprende la Biblioteca Palatina, il Teatro Farnese e la Galleria Nazionale, ambienti che da soli valgono una visita.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Si possono ammirare le raffinate ed eleganti edizioni bodoniane e, con esse, le testimonianze dell&rsquo;intero processo di realizzazione e poi di commercializzazione di capolavori che erano contesi da corti, accademie, biblioteche ed intellettuali dell&rsquo;Europa a cavallo tra Sette e Ottocento. L&rsquo;intento di questa iniziativa &egrave; quello di ricreare, far rivivere proprio il mondo culturale, economico e istituzionale, le corti italiane ed europee, appunto, che in Bodoni trovarono l&rsquo;artigiano-artista in grado di dar forma di libro alle loro istanze, idee ed ideali. Nella scenografia suggestiva di ambienti meno noti del Teatro Farnese rivivono idealmente i suoi primi passi nella tipografia paterna della natia Saluzzo, quindi il trasferimento a Roma e il lavoro alla stamperia di Propaganda Fide. Successivamente l&rsquo;approdo alla corte di Parma, tra le pi&ugrave; illuminate ed internazionali nell&rsquo;Italia frammentata dei suoi tempi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Questo magnifico affresco di un&rsquo;epoca della storia italiana vive in mostra, all&rsquo;interno del monumentale salone neoclassico della Galleria Nazionale, grazie alle vedute e ai ritratti dei personaggi che animarono la vita politica ed economica dell&rsquo;epoca realizzati da grandi artisti, Goya innanzitutto, ma anche, Anton Raphael Mengs, Angelica Kauffmann, Pompeo Batoni, Francois Gerard e i molti altri gi&agrave; presenti nelle collezioni ducali tra cui Andrea Appiani, Antonio Canova, Bernardo Bellotto, Robert Hubert.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Palazzo della Pilotta, Galleria Nazionale, Biblioteca Palatina, Teatro Farnes<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fino al 12 Gennaio 2014<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Orari: da marted&igrave; a domenica 9-18; domenica ultimo ingresso dalla Biblioteca Palatina alle 16.30<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Visite guidate: servizio prenotazioni attivo da luned&igrave; a venerd&igrave; dalle 9 alle 14; Tel. +39 370 3262016<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fabio Giuliani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giambattista (Giovanni Battista) Bodoni (Saluzzo, 1740, Parma, 30 novembre 1813 &egrave; stato un incisore, tipografo e stampatore italiano, ancora oggi noto per i caratteri tipografici da lui creati e che da lui presero la denominazione. 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