
{"id":38436,"date":"2014-01-02T19:36:09","date_gmt":"2014-01-02T17:36:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=38436"},"modified":"2014-01-30T19:36:53","modified_gmt":"2014-01-30T17:36:53","slug":"milano-berenice-abbott-realta-e-sperimentazioni-di-una-grande-fotografa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/38436\/arte\/milano-berenice-abbott-realta-e-sperimentazioni-di-una-grande-fotografa.html","title":{"rendered":"Milano  BERENICE ABBOTT  Realt\u00e0 e sperimentazioni di una grande fotografa"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-full wp-image-38437\" height=\"301\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/01\/Abbott-1.jpg\" title=\"Abbott 1\" width=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/01\/Abbott-1.jpg 387w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/01\/Abbott-1-300x233.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Berenice Abbott nacque a Springfield, nell&#39;Ohio dove crebbe con la madre divorziata. Inizi&ograve; gli studi alla Ohio State University, che per&ograve; abbandon&ograve; agli inizi del 1918. Nello stesso anno si trasfer&igrave; con i suoi amici dell&#39;universit&agrave; al Greenwich Village di New York, dove venne ospitata dall&#39;anarchico Hippolyte Havel e condivise una grande casa nella Greenwich Avenue insieme&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ad altre persone, tra le quali la scrittrice Djuna Barnes, il filosofo Kenneth Burke, ed il critico letterario Malcolm Cowley. Mentre studiava scultura conobbe Man Ray e Sadakichi Hartmann.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Si rec&ograve; in Europa nel 1921, passando due anni a studiare scultura a Parigi e Berlino.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Oltre al suo lavoro nelle arti visive, la Abbott pubblic&ograve; anche delle poesie nella rivista di letteratura sperimentale transition. Il suo interesse nella fotografia nacque nel 1923, quando Man Ray, che era alla ricerca di qualcuno che non sapesse assolutamente niente di fotografia e facesse quindi solo quello che gli veniva detto, la assunse come assistente alla camera oscura nel suo studio di Montparnasse. In seguito la Abbott scrisse: &ldquo;Mi avvicinai alla fotografia come un&#39;anatra si avvicina all&#39;acqua. Non ho mai voluto fare niente altro,&rdquo; Ray fu impressionato dai suoi lavori e le permise di usare il suo studio. Nel 1926 la Abbott tenne la sua prima mostra personale (nella galleria &ldquo;Au Sacre du Printemps&rdquo;) e avvi&ograve; un suo studio, in Rue du Bac. Dopo un breve periodo passato a studiare fotografia a Berlino, fece ritorno a Parigi nel 1927 e avvi&ograve; un secondo studio, in Rue Servandoni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Berenice Abbott si concentr&ograve; sulle persone del mondo artistico e letterario: francesi (Jean Cocteau), espatriati (James Joyce), e persone di passaggio in citt&agrave;. Nel 1925 venne introdotta da Man Ray alla fotografia di Eug&egrave;ne Atget. Divenne cos&igrave; una grande ammiratrice delle sue opere, pi&ugrave; di quanto lo fossero lo stesso Ray e la sua cerchia, e nel 1927 riusc&igrave; a convincerlo a posare per un ritratto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Abbott contribu&igrave; a valorizzare le opere della sua &ldquo;maestra&rdquo; dopo la morte di lei, acquistando negativi e stampe e catalogandoli. Grazie ai suoi sforzi continui aiut&ograve; la Atget ad ottenere un riconoscimento internazionale. Berenice inizi&ograve; a documentare New York nel 1929; fotograf&ograve; New York City con la stessa attenzione ai dettagli e la diligenza che aveva appreso dalla carriera di Eug&egrave;ne Atget. La sua opera ha fornito una cronaca storica di molti edifici e isolati oggi demoliti di certo valore. In un periodo seguente alla grande crisi economica cos&igrave; ebbe ad esprimersi nei riguardi di quello che realizzava: &ldquo;Nel caso particolare di New York &ndash; i contrasti, i cambiamenti veloci mi hanno ispirato. Lo sguardo di una citt&agrave; in movimento necessita di una dettagliata trama e prospettiva&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Lo stile diretto della sua fotografia aiut&ograve; la Abbott a dare un importante contributo alla fotografia scientifica. Nel 1958 produsse una serie di fotografie per un libro di testo di fisica per le scuole superiori. Nel 1947 diede anche vita alla &quot;House of Photography&quot;, per promuovere e vendere alcune delle sue invenzioni. Tra queste un cavalletto per distorsioni, che creava effetti insoliti nelle immagini sviluppate in camera oscura, e la lampada telescopica, oggi nota da molti fotografi di studio come Autopole, alla quale le luci possono essere attaccate a qualsiasi altezza. Nel 1934 Henry-Russell Hitchcock chiese alla Abbott di fotografare due soggetti: l&#39;architettura prebellica e l&#39;architettura di H. H. Richardson. Due decenni dopo la Abbott e la McCausland viaggiarono lungo la US 1 dalla Florida al Maine, e la prima fotograf&ograve; le piccole cittadine e la crescente architettura legata all&#39;automobile. Il progetto produsse oltre 2.500 negativi. Poco dopo la Abbott sub&igrave; un intervento ai polmoni. Le venne detto che a causa dell&#39;inquinamento dell&#39;aria sarebbe stato nel suo interesse allontanarsi da New York. Compr&ograve; una casa diroccata nel Maine per soli mille dollari.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il suo lavoro nel Maine continu&ograve; anche dopo la fine di quel progetto e il suo trasferimento in tale stato, e produsse il suo ultimo libro &ldquo;A Portrait of Maine&rdquo; (1968). Rimase in quel territorio fino al 1991, quando mor&igrave;. La Abbott fece parte del movimento della &ldquo;straight photography&rdquo; che sottolineava l&#39;importanza di avere fotografie non manipolate n&eacute; per quanto riguarda il soggetto, n&eacute; per quanto riguarda il processo di sviluppo. Era inoltre contro i pittorialisti come Alfred Stieglitz, che avevano guadagnato molta popolarit&agrave; durante un notevole periodo della sua carriera, e che quindi lasciarono il suo lavoro senza supporto da parte di questa particolare scuola di fotografi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Nel corso di tutta la sua carriera, la fotografia della Abbott consistette molto nel mettere in mostra l&#39;aumento dello sviluppo nella tecnologia e nella societ&agrave;. le sue opere documentano e lodano il panorama di New York. Tutto ci&ograve; fu guidato dalla sua convinzione che un&#39;invenzione moderna come la macchina fotografica meritasse di documentare il XX secolo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;Una fotografia non &egrave; un dipinto, una poesia, una sinfonia, una danza. Non &egrave; solo una bella immagine, non un virtuosismo tecnico e nemmeno una semplice stampa di qualit&agrave;. &Egrave; o dovrebbe essere un documento significativo, una pungente dichiarazione, che pu&ograve; essere descritto con un termine molto semplice: selettivit&agrave;&rdquo;. Queste sue parole sono riportate in un pannello all&#39;interno della mostra che la Galleria Carla Sozzani le dedica distinguendo le varie fasi del suo percorso lavorativo,<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">dalla fotografia documentaria al realismo fino alle sperimentazioni pi&ugrave; estreme e astratte (per diverso tempo &egrave; anche photo-editor della rivista &ldquo;Science Illustrated&rdquo;). In opposizione al pittorialismo di Alfred Stieglitz, le immagini di Berenice sono precise rappresentazioni del mondo reale &ndash; visibile e invisibile &ndash; realizzate con esattezza e precisione scientifica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">In questa retrospettiva vediamo solo una ristretta selezione di ritratti di grandi personalit&agrave; della cultura dell&rsquo;epoca: scrittori, drammaturghi e artisti passati alla storia e immortalati dal suo obiettivo come i maestri Eug&egrave;ne Atget e Man Ray, ma anche James Joyce, Jean Cocteau, Sylvia Beach, Andr&eacute; Gide, Marcel Duchamp, Tsuguharu Foujita, Max Ernst, Marie Laurencin.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Nella libreria a fianco dello spazio espositivo &egrave; disponibile in vendita una pubblicazione in lingua inglese edita da &ldquo;Thames &amp; Hudson PHOTOFILE, con un testo introduttivo di Hank O&rsquo;Neal e riprodotte molte delle immagini esposte in mostra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Galleria Carla Sozzani &ndash; Corso Como 10, Milano; fino al 6 Gennaio 2014<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Orari: lun15.30-19.30; mart, ven, sab e dom 10.30-19.30; mercol e giov 10.30-21<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Per informazioni: Tel. 02-653531; sito Internet: <a href=\"http:\/\/www.galleriacarlasozzani.org\/\">www.galleriacarlasozzani.org<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fabio Giuliani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berenice Abbott nacque a Springfield, nell&#39;Ohio dove crebbe con la madre divorziata. 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