
{"id":3800,"date":"2010-02-23T08:41:37","date_gmt":"2010-02-23T06:41:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=3800"},"modified":"2010-02-23T09:59:43","modified_gmt":"2010-02-23T07:59:43","slug":"schiele-e-il-suo-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/3800\/arte\/schiele-e-il-suo-tempo.html","title":{"rendered":"SCHIELE E IL SUO TEMPO"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\">Milano, Palazzo Reale<\/span><\/strong> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: center\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\">25 febbraio &bull; 6 giugno 2010<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: center\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-48.jpg\" border=\"0\" width=\"380\" height=\"304\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><span style=\"font-family: Helvetica\"><font>Realizzata in collaborazione con il <strong>Leopold Museum di Vienna<\/strong> &#8211; dove ha sede la maggiore raccolta al mondo di opere del grande artista austriaco &#8211;<span>&nbsp; <\/span>promossa dal <strong>Comune di Milano, Assessorato alla<\/strong> <strong>Cultura<\/strong>, coprodotta e organizzata da <strong>Palazzo Reale<\/strong> e <strong>Skira Editore<\/strong>, la mostra che <strong>apre il 25 febbraio a Palazzo Reale a Milano<\/strong>, curata da <strong>Franz Smola<\/strong>, conservatore del museo austriaco, presenta circa <strong>40<\/strong> <strong>dipinti e opere su carta di Schiele<\/strong>, accompagnati da <strong>altrettanti capolavori<\/strong> di <strong>Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser<\/strong> e vari altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento. <\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><font><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">La mostra ricostruisce attorno alla figura di<span>&nbsp; <\/span>Egon Schiele, il clima culturale di Vienna nei primi anni del XX secolo, partendo dalla fondazione della Secessione, attraversando le tendenze espressioniste della generazione successiva, fino al 1918, anno segnato dalla fine della prima guerra mondiale e dalla morte di Klimt e Schiele<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Helvetica\">. <\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><font><span style=\"font-family: Helvetica\">Un breve ma intenso periodo, in cui Vienna, da centro della cultura mitteleuropea, diventa teatro di rovina della vecchia Europa.<\/span><\/font><span style=\"font-family: Helvetica\"><font>Si tratta di una rara occasione per ammirare, affiancati alle oltre quaranta grandi opere esposte di <strong>Schiele<\/strong>, tra cui i celeberrimi <strong><em>Donna inginocchiata in abito rosso<\/em><\/strong>, 1910, <strong><em>Moa<\/em><\/strong>, 1911, <strong><em>Autoritratto con alchechengi<\/em><\/strong>, 1912, <strong><em>Case con bucato colorato<\/em><\/strong>, 1914, <strong><em>Donna accovacciata con foulard<\/em><\/strong> <strong><em>verde<\/em><\/strong>, 1914, <strong><em>Nudo disteso<\/em><\/strong>, 1917, altri capolavori dell&rsquo;Espressionismo austriaco come <strong><em>Ritratto di Henryka Cohn<\/em><\/strong> del 1908 di <strong>Richard<\/strong> <strong>Gerstl<\/strong>, <strong><em>Venere nella grotta<\/em><\/strong> del 1914 di <strong>Koloman Moser<\/strong>, <strong><em>Autoritratto con una mano che sfiora la guancia<\/em><\/strong> del 1918-1919 di <strong>Oskar<\/strong> <strong>Kokoschka<\/strong>, che <strong>per la prima volta sono riuniti in un progetto tanto ambizioso, quanto completo ed esaustivo.<\/strong><\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><span style=\"font-family: Helvetica\"><font>Schiele nasce nel 1890 a Tulln, una cittadina nei pressi di Vienna. A quell&rsquo;epoca, la capitale asburgica conosce una straordinaria crescita demografica ed &egrave; un centro commerciale e culturale fiorente e di forte richiamo, riferimento per le menti pi&ugrave; vivaci dell&rsquo;impero<strong>. Il clima artistico &egrave; animato in quegli anni dallo scontro di correnti di stampo opposto e dall&rsquo;affermarsi di spinte innovative quali, prima fra tutte, <u>la Secessione<\/u><u> fondata nel 1898<\/u>, presieduta da Gustav Klimt<\/strong>. Essa riconosce all&rsquo;arte il ruolo di forza propulsiva, ma anche di denuncia della realt&agrave; e, in quanto tale, di forza redentrice dal falso moralismo della societ&agrave; dominante. <strong>L&rsquo;inclinazione a contenuti simbolici, cos&igrave; come l&rsquo;abbandono della prospettiva, la centralit&agrave; della figura umana incastonata in uno spazio piatto, sono elementi tipici dell&rsquo;arte secessionista, ripresi ed estremizzati dall&rsquo;Espressionismo.<\/strong><\/font><\/span><span style=\"font-family: Helvetica\"><font>All&rsquo;epoca della fondazione della Secessione, Schiele &egrave; solo un bambino, sebbene artisticamente dotato e con una forte passione per il disegno. Pi&ugrave; tardi, studente dell&rsquo;Accademia, il suo stile sembra aver gi&agrave; assorbito molto delle innovazioni della nuova corrente artistica, e in particolare della lezione di Klimt. Ma gi&agrave; un anno dopo queste relazioni sembrano essere state superate.<\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><font><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">In un lasso di tempo brevissimo, infatti, in Austria, e pi&ugrave; propriamente a Vienna, si assiste allo sviluppo di controtendenze, ovvero di tendenze espressioniste<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Helvetica\">, da parte di giovani artisti &ldquo;dissidenti&rdquo;, primi tra tutti <strong>Schiele, Kokoschka, Gerstl<\/strong>, appartenenti alla generazione successiva a quella di Klimt, Moll, Moser e di altri secessionisti.<\/span><\/font><span style=\"font-family: Helvetica\"><font>Tutto ci&ograve; accade in un frangente storico significativo, cio&egrave; mentre l&rsquo;Impero Asburgico avanza nel proprio declino, mettendo in crisi un mondo dalle fondamenta secolari. Non a caso, proprio in questo momento storico, mentre Freud scrive <em>l&rsquo;Interpretazione dei sogni<\/em>, interrogandosi sulle pulsioni e le paure umane, a Vienna forti spinte creatrici demoliscono i saldi principi delle maggiori arti. Se in ambito musicale Sch&ouml;nberg introduce il metodo dodecafonico, <strong>dal punto di vista prettamente formale<\/strong>, <strong>il vincolo della linea netta e regolare tipico della Secessione, viene superato a favore di un tratto pi&ugrave; libero e sciolto<\/strong> &ndash; si guardi l&rsquo;ultimo Klimt &ndash; per diventare tormentato nei giovani Schiele e Kokoschka.<\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Helvetica\">Ci&ograve; che accomuna sotto la stessa etichetta i giovani artisti, &egrave; <strong>il rifiuto della tradizione, l&rsquo;uso di un segno primitivo ed elementare, l&rsquo;impiego antinaturalistico del colore, la tendenza alla deformazione e alla riduzione delle forme a pure sagome <\/strong>(particolarmente evidenti in <strong>Albin Egger-Lienz<\/strong>), <strong>un linguaggio pittorico convulso e corposo<\/strong>, come per <strong>Anton Kolig<\/strong> nelle cui opere, le campiture cromatiche e le costruzioni spaziali sono tipiche del Fauvismo e memori di C&eacute;zanne; o <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Helvetica\"><span style=\"font-family: Helvetica\">nelle opere di <strong>Herbert Boeckl<\/strong>, pittore del secondo Espressionismo, che sintetizza la poetica di Schiele e Kokoschka con quella cezanniana.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Helvetica\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Helvetica\"> <\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">Dal punto di vista pi&ugrave; concettuale, l&rsquo;attenzione degli espressionisti per l&rsquo;auto rappresentazione, per i soggetti tratti dalla vita privata e per le vicende autobiografiche, deriva da un forte individualismo, dalla perdita del senso d&rsquo;appartenenza a una collettivit&agrave; e persino a un movimento artistico.<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">Schiele, come Kokoschka e Gerstl, spettacolarizzano la fisicit&agrave; dei corpi, ma il corpo non &egrave; altro che il tramite verso l&rsquo;interiorit&agrave; dei personaggi rappresentati. Quindi, non &egrave; il mero dato oggettivo ci&ograve; su cui i tre artisti indagano, ma l&rsquo;introspezione dell&rsquo;Io e dunque, il peso psicologico delle espressioni e dei gesti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><\/strong><u><span style=\"font-family: Helvetica\">L&rsquo;attrazione di Schiele per la fisicit&agrave; inizia a diventare predominante a partire dal 1910<\/span><\/u><span style=\"font-family: Helvetica\">, anche grazie alla frequentazione con artisti di discipline che fanno del corpo stesso il proprio strumento, come il mimo Erwin van Osen e la danzatrice esotica Moa. <strong>Come Freud, anche Schiele si addentra nell&rsquo;animo umano.<\/strong> <strong>Prima di lui, nessun altro artista era stato cos&igrave; spregiudicato nel ritrarre le pulsioni pi&ugrave; intime delle proprie modelle.<\/strong> La sua composizione perde i &ldquo;bizantinismi&rdquo; di Klimt, a favore di una maggiore essenzialit&agrave;, il disegno &egrave; pi&ugrave; nervoso e immediato, lo spazio si annulla, i punti di vista sono arditi e inconsueti, le posture disarticolate e sgraziate tanto da rendere i corpi mutili e ridotti nelle parti anatomiche. <strong>Anche nella rappresentazione dei paesaggi, Schiele rinuncia a qualsiasi connotazione topografica, rinnegando la prospettiva, tanto da ridurli a una giustapposizione di forme geometriche<\/strong>. Solo pi&ugrave; tardi, durante la guerra, il suo stile diventa significativamente pi&ugrave; realistico, le figure acquistano maggiore tridimensionalit&agrave;, ma l&rsquo;indagine dell&rsquo;interiorit&agrave; del soggetto non viene mai meno.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">Non si dimentichi poi che il dato biografico dei singoli artisti gioca un ruolo fondamentale nella loro produzione. Basti pensare alle vicende personali di Schiele. Ai passaggi dolorosi della propria infanzia, come la morte del padre malato di depressione, si unisce un carattere da vero <em>borderline<\/em>. La vita dissoluta condotta con l&rsquo;amante Wally Neuzil (la donna dai capelli rossi e dagli occhi verdi che campeggia in molti suoi disegni), l&rsquo;esperienza del carcere in seguito all&rsquo;accusa di abuso su minori, vanno di pari passo con la crescita della sua visibilit&agrave; nel panorama artistico, all&rsquo;interno del quale egli partecipa attivamente, esponendo presso le maggiori istituzioni di Vienna, Berlino, Dresda, Praga e Zurigo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;Ma la sua carriera viene stroncata da una morte prematura, all&rsquo;et&agrave; di soli 28 anni.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">A rendere questa mostra <strong>un evento davvero eccezionale<\/strong>, oltre alla bellezza delle opere esposte, contribuisce anche la collaborazione con il <strong>Leopold Museum di Vienna<\/strong>, la cui raccolta di capolavori (in parte messa a disposizione del pubblico italiano, proprio grazie alla mostra di Palazzo Reale) &egrave; depositaria di un momento cruciale della storia che ha profondamente segnato l&rsquo;intera cultura europea del secolo scorso.<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">Catalogo Skira&nbsp;<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">Ufficio Stampa:<\/span><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">Lucia Crespi, tel. 02 89415532 &#8211; 02 89401645, <a href=\"mailto:lucia@luciacrespi.it\">lucia@luciacrespi.it<\/a><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Helvetica\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica\">Ufficio stampa Comune di Milano| Francesca Cassani | 0288450177 |<br \/> <a href=\"mailto:francesca.cassani@comune.milano.it\">francesca.cassani@comune.milano.it<\/a><br \/> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: center\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p> <\/span><\/span>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Palazzo Reale 25 febbraio &bull; 6 giugno 2010 Realizzata in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna &#8211; dove ha sede la maggiore raccolta al mondo di opere del grande artista austriaco &#8211;&nbsp; promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, coprodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore, la mostra che apre &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/3800\/arte\/schiele-e-il-suo-tempo.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">SCHIELE E IL SUO TEMPO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[280,615,17,407,140,422,23,1066],"class_list":["post-3800","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-cultura-milano","tag-lucia-crespi","tag-milano","tag-mostre-a-milano","tag-palazzo-reale","tag-schiele","tag-skira","tag-vienna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3800","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3800"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3800\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3805,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3800\/revisions\/3805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}