
{"id":37599,"date":"2013-02-01T15:28:21","date_gmt":"2013-02-01T13:28:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=37599"},"modified":"2013-12-22T15:33:02","modified_gmt":"2013-12-22T13:33:02","slug":"bergamo-la-mia-terra-il-suo-pane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/37599\/enogastronomia\/bergamo-la-mia-terra-il-suo-pane.html","title":{"rendered":"\u201cBERGAMO, LA MIA TERRA, IL SUO PANE\u201d"},"content":{"rendered":"<div>Pane con farina di grano bergamasco&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo; Associazione Panificatori di Bergamo &ndash; ASPAN- , sempre sensibile ai temi che&nbsp;<\/div>\n<div>riguardano l&rsquo; etica e la sostenibilit&agrave; ambientale, da tempo si interroga sull&rsquo; intero processo&nbsp;<\/div>\n<div>di panificazione, correlato a tutte le condizioni globali necessarie per &ldquo;fare il pane&rdquo;: l&rsquo;&nbsp;<\/div>\n<div>impatto ambientale, le condizioni strutturali necessarie, le materie prime, le risorse&nbsp;<\/div>\n<div>umane .&nbsp;<\/div>\n<div>In relazione alle materie prime emerge un quadro assai singolare, ovvero che la&nbsp;<\/div>\n<div>panificazione artigianale italiana, caratterizzata da una diversit&agrave; di prodotti di&nbsp;<\/div>\n<div>panificazione assai invidiabile ed unico nel panorama europeo, ha come paradosso che&nbsp;<\/div>\n<div>questa eccellenza alimentare &ldquo;made in Italy&rdquo; utilizza per circa l&rsquo; 80% di grano (dati&nbsp;<\/div>\n<div>Italmopa), importato da Francia, Germania, paesi dell&rsquo; est europeo, Canada, Australia ed&nbsp;<\/div>\n<div>altri.&nbsp;<\/div>\n<div>Questo fatto si verifica perch&eacute; in Italia non si trova una quantit&agrave; sufficiente di grano che&nbsp;<\/div>\n<div>abbia le caratteristiche adatte ad essere trasformato in farina panificabile&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La forte dipendenza italiana dalle importazioni di grano costringe a far viaggiare il grano&nbsp;<\/div>\n<div>per tutto il pianeta e genera, inoltre, una &ldquo;sudditanza&rdquo; alimentare.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Raccogliendo proprio il tema di EXPO 2015 l&rsquo; ASPAN di Bergamo ha intrapreso, in&nbsp;<\/div>\n<div>collaborazione con gli attori di filiera che condividono questo pensiero, un percorso, privo&nbsp;<\/div>\n<div>di demagogia, che consenta di dare un minimo di risposta a questo tema contribuendo ad&nbsp;<\/div>\n<div>una valorizzazione del territorio .&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Si &egrave; attuata quindi nell&rsquo;anno 2011 una sperimentazione con la coltivazione a frumento&nbsp;<\/div>\n<div>tenero di ettari 10 di terreno in Bergamo, che ha portato a una raccolta di 320 q.li di&nbsp;<\/div>\n<div>frumento, trasformati in 250 qli di farina tipo &ldquo;1&rdquo; utili alla produzione di 280 qli di pane.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Per l&rsquo;anno 2012 l&rsquo;adesione al progetto da parte degli agricoltori ha consentito la&nbsp;<\/div>\n<div>destinazione circa 300 ettari di terreni a coltivazione di grano tenero panificabile per una&nbsp;<\/div>\n<div>raccolta stimata di circa 18.000 q.li di grano per una produzione di 13.000 q.li di farina.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Per l&rsquo;anno 2013 sono coinvolte 34 imprese agricole con circa 600 ettari di terreno a&nbsp;<\/div>\n<div>coltivazione di grano tenero panificabile, per una raccolta di grano stimata intorno ai&nbsp;<\/div>\n<div>30.000 \/ 35.000 q.li (per una produzione di farina di 22.000 \/ 26.000 q.li).&nbsp;<\/div>\n<div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La storia in tavola&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Ogni cucina &egrave; la manifestazione di un determinato momento storico ed &egrave; la diretta conseguenza&nbsp;<\/div>\n<div>delle contaminazioni che hanno inciso sul territorio. Dalla stratificazione di questi continui&nbsp;<\/div>\n<div>cambiamenti deriva l&rsquo;identit&agrave; gastronomica, cio&egrave; il modello gastronomico del territorio stesso. La&nbsp;<\/div>\n<div>tradizione culinaria non &egrave; pertanto mai uguale a se stessa, cambia, si modifica e quindi non &egrave; altro&nbsp;<\/div>\n<div>che un&rsquo;innovazione ben riuscita. Ne sono un esempio le ricette proposte dai cuochi dei Ristoranti dei&nbsp;<\/div>\n<div>Mille sapori.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Piccoli cap&ugrave; con fonduta di taleggio e tartufo nero bergamasco&nbsp;<\/div>\n<div>Ristorante della Torre di Trescore Balneario (Diego Pavesi)&nbsp;<\/div>\n<div>Cap&ugrave; nei dialetti bergamaschi significa cappone. Il termine viene utilizzato anche per&nbsp;<\/div>\n<div>individuare degli involtini di verza, romice o bietola con un ripieno di magro o di&nbsp;<\/div>\n<div>carne. Un tempo il termine cap&ugrave; magh&egrave;r era utilizzato in Val Brembana in presenza&nbsp;<\/div>\n<div>di ripieni a base di pane e formaggio, mentre in Val Seriana, gli involtini che avevano&nbsp;<\/div>\n<div>come ingrediente la carne erano chiamati nus&egrave;cc, per la probabile somiglianza alla&nbsp;<\/div>\n<div>forma delle noci, nus o per la possibile loro presenza nel ripieno. Venivano&nbsp;<\/div>\n<div>accompagnati alla polenta. Attualmente sono spesso serviti con una fonduta a base&nbsp;<\/div>\n<div>di formaggi bergamaschi.&nbsp;<\/div>\n<div>Il taleggio, formaggio della famiglia degli stracchini, &egrave; un formaggio insignito del marchio Dop e viene&nbsp;<\/div>\n<div>quindi prodotto in un determinato e delimitato territorio secondo il disciplinare nel quale &egrave; previsto&nbsp;<\/div>\n<div>anche l&rsquo;utilizzo del latte pastorizzato. La sua bont&agrave; era gi&agrave; evidenziata nella prima Guida gastronomica&nbsp;<\/div>\n<div>d&rsquo;Italia del Touring club italiano, edita nel 1931, che definiva &laquo;lo stracchino di Taleggio, grasso,&nbsp;<\/div>\n<div>profumato, che &egrave; speciale di quella plaga alpestre ricca di prati e di pascoli della miglior flora&raquo;.&nbsp;<\/div>\n<div>Il tartufo nero bergamasco, o trifola, cresce spontaneamente in numerose zone della provincia di&nbsp;<\/div>\n<div>Bergamo. Fino agli anni ottanta del XX secolo si raccoglievano in questa provincia circa 700 kg di tartufi&nbsp;<\/div>\n<div>neri. Attualmente la raccolta annua &egrave; scesa a 300 kg.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Foi&agrave;de con loangh&igrave;na, rosmarino e formaggella del Monte Bronzone&nbsp;<\/div>\n<div>Trattoria Bolognini di Mapello (Giuliano Rinaldi)&nbsp;<\/div>\n<div>Foiada est picolinior lasagna, cos&igrave; Teofilo Folengo postilla l&rsquo;edizione Toscolana, 1521, del suo Baldus&nbsp;<\/div>\n<div>per descrivere l&rsquo;alto monte dove abitano le sue Muse:&nbsp;<\/div>\n<div>&laquo;Sunt ibi costerae freschi, tenerique botiri&nbsp;<\/div>\n<div>in quibus ad nubes fumant caldaria centum,&nbsp;<\/div>\n<div>plena casoncellis, macaronibus atque foiadis.&raquo;&nbsp;<\/div>\n<div>[ci sono l&agrave; pendii di burro fresco e tenero, sui quali fumano fino alle nubi cento caldaie piene di&nbsp;<\/div>\n<div>casoncelli, di gnocchi e di foi&agrave;de]&nbsp;<\/div>\n<div>Per il Tiraboschi* &laquo;Pasta di farina di grano distesa sottilissimamente e tagliata a lunghi e larghi nastri&raquo;.&nbsp;<\/div>\n<div>Piatto storico della tradizione bergamasca tanto da essere lo spunto anche per un gioco di bambini,&nbsp;<\/div>\n<div>cos&igrave; riporta il Tiraboschi &laquo;Zoga a fojade: o a fojade cunsade. Fare a scaldamani. Sorta di giuoco&nbsp;<\/div>\n<div>fanciullesco, che si fa accordandosi in parecchi a porre le mani a vicenda una sopra l&rsquo;altra, posata la&nbsp;<\/div>\n<div>prima sopra un piano, e traendo di poi quella di sotto per battere le altre.&raquo;. Alla fine la mano sotto&nbsp;<\/div>\n<div>doveva&hellip; scappare. La filastrocca che si cantava era: &laquo;Foiade cunsade con la salsa col buter s&rsquo;fa pecat a&nbsp;<\/div>\n<div>to moer&raquo;, a significare che per essere contenti non occorre prender moglie, bastano le foi&agrave;de condite&nbsp;<\/div>\n<div>con il burro!&nbsp;<\/div>\n<div>La formaggella del Monte Bronzone &egrave; prodotta a Vigolo da latte vaccino intero crudo, a pasta semi&nbsp;<\/div>\n<div>cotta. Nella stessa zona &egrave; prodotto lo strach&igrave;, stracchino tutelato dal marchio Bergamo citt&agrave; dei Mille &hellip;&nbsp;<\/div>\n<div>sapori.&nbsp;<\/div>\n<div>*Antonio Tiraboschi, Vocabolario dei dialetti bergamaschi antichi e moderni, Bergamo, 1873. &nbsp;<\/div>\n<div>Guancetta di vitello al Valcalepio con polenta di farina bramata della bergamasca del mulino ad&nbsp;<\/div>\n<div>acqua e pietra, certificato biologico di Cerete Basso&nbsp;<\/div>\n<div>Albergo Ristorante Miralago di Bossico (Bruno Arrighetti)&nbsp;<\/div>\n<div>Lo sguanz&igrave; di vitello o manzo brasato &egrave; un piatto della tradizione bergamasca.&nbsp;<\/div>\n<div>Questo taglio fa parte del quinto quarto, cio&egrave; delle parti considerate meno nobili,&nbsp;<\/div>\n<div>come le frattaglie. Nell&rsquo;ultimo decennio per&ograve;, grazie alla morbidezza che lo&nbsp;<\/div>\n<div>caratterizza, &egrave; divenuto un piatto ricercato e servito in ristoranti famosi. La&nbsp;<\/div>\n<div>brasatura con il vino rosso riserva Valcalepio doc ne esalta la rotondit&agrave; del gusto.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Fare bene la polenta bergamasca &egrave; un&rsquo;arte che pochi conoscono!&nbsp;<\/div>\n<div>La Camera di commercio di Bergamo ha tutelato con il marchio Bergamo, Citt&agrave; dei&nbsp;<\/div>\n<div>Mille&hellip;sapori la farina bramata della bergamasca, predisponendo un apposito disciplinare secondo il&nbsp;<\/div>\n<div>quale essa deve essere ottenuta esclusivamente da variet&agrave; di mais vitrei o semivitrei coltivati nel&nbsp;<\/div>\n<div>territorio amministrativo della provincia di Bergamo. Sono previste anche delle regole per lo&nbsp;<\/div>\n<div>stoccaggio, la pulitura mediante setacciatura meccanica e la molitura al fine di ottener un prodotto con&nbsp;<\/div>\n<div>precisi valori di umidit&agrave;, grassi e fibre. La granulometria deve essere compresa tra 400 e 1000 micron&nbsp;<\/div>\n<div>ed il contenuto percentuale di germe deve oscillare da 0,8 a 1,5%.&nbsp;<\/div>\n<div>Il prodotto finito e impachettato pu&ograve; essere conservato in locali freschi ed asciutti a&nbsp;<\/div>\n<div>temperatura ambiente per un periodo massimo di 6 mesi. Gli elementi che&nbsp;<\/div>\n<div>comprovano la tracciabilit&agrave; del prodotto sono costituiti dall&rsquo;iscrizione dei produttori&nbsp;<\/div>\n<div>e confezionatori in un apposito elenco tenuto ed aggiornato dall&rsquo;organismo di&nbsp;<\/div>\n<div>controllo della camera di commercio.&nbsp;<\/div>\n<div>La polenta ottenuta con la farina bramata della bergamasca ha colore giallo oro&nbsp;<\/div>\n<div>intenso e richiede almeno 50 minuti cottura. Ha resa notevole e profumo fragrante e&nbsp;<\/div>\n<div>intenso.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Ross&uuml;mada al moscato di Scanzo con zal&egrave;ti&nbsp;<\/div>\n<div>Trattoria Falconi di Ponteranica (Marco Falconi)&nbsp;<\/div>\n<div>Per il Tiraboschi &laquo;Ress&ouml;mada. Bevanda d&rsquo;uova e zucchero dibattuti in acqua o vino. Ress&ouml;mada co&rsquo;&nbsp;<\/div>\n<div>l&rsquo;aqua o col vi&raquo;. Un tempo si differenziava dallo zabaione, in quanto questo veniva cotto a bagnomaria,&nbsp;<\/div>\n<div>mentre la r&ouml;ssumada era preparata a freddo; ora i termini sono utilizzati in modo indifferente. Veniva&nbsp;<\/div>\n<div>riservata alle gestanti e alle puerpere, nonch&eacute; come ricostituente merenda dei bambini anemici. Il&nbsp;<\/div>\n<div>Moscato di Scanzo Docg la rende preziosa e particolarmente adatta ad accompagnare gli zaletti,&nbsp;<\/div>\n<div>biscottini di eredit&agrave; veneta, fatti di farina bianca e gialla, confezionati per i giorni di Carnevale. Per il&nbsp;<\/div>\n<div>Tiraboschi &laquo;sorta di paste di farina di granoturco commista con fette di mele e con alquanto&nbsp;<\/div>\n<div>zucchero&raquo;. Il cuoco bergamasco Riva Giuseppe detto &ldquo;il Biondo&rdquo;, nel suo Trattato di cucina semplice&nbsp;<\/div>\n<div>per conservar lo stomaco del 1878 descrive ben due varianti, con e senza i fiori di sambuco:&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&laquo;PASTA ZALETTI ALLA MODA: si metter&agrave; sul tavolo di pasticceria, mezzo quarto di farina bianca, e&nbsp;<\/div>\n<div>mezzo di gialla, un quarto di burro e un quarto di zucchero in polvere, essendo di primavera un pugno&nbsp;<\/div>\n<div>di sambuco e poca cannella regina in polvere, quattro rossi d&rsquo;uova, che impastato il composto e steso&nbsp;<\/div>\n<div>sulla tavola, si taglieranno tante rotonde, e sopra un&rsquo;altra rotondina di meno dimensione che&nbsp;<\/div>\n<div>ghiacciate sopra con zucchero e chiara d&rsquo;uova e mandorle trite si porranno a forno temperato e cotti si&nbsp;<\/div>\n<div>serviranno&raquo;.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Silvia Tropea Montagnosi&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>\n<div>Valcalepio: il vino di Bergamo e dei bergamaschi&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Il vino come passione, emozione, messaggero di una tradizione e di una&nbsp;<\/div>\n<div>cultura profondamente radicata nella terra da cui origina, ecco cosa&nbsp;<\/div>\n<div>rappresenta il Valcalepio per la regione di Bergamo. Nella stretta fascia&nbsp;<\/div>\n<div>collinare che unisce il lago d&rsquo;Iseo a quello di Como si produce il vino di&nbsp;<\/div>\n<div>Bergamo: il Valcalepio Doc nelle sue tipologie: Valcalepio Rosso, Valcalepio&nbsp;<\/div>\n<div>Bianco e Valcalepio Moscato Passito.&nbsp;<\/div>\n<div>Valcalepio bianco doc: viene prodotto con una selezione di uve Chardonnay,&nbsp;<\/div>\n<div>Pinot bianco (in proporzioni dal 55 al 80%) e Pinot grigio (dal 45 al 20%).&nbsp;<\/div>\n<div>Al fine di privilegiarne la struttura e la morbidezza, il tempo di maturazione&nbsp;<\/div>\n<div>tende ad essere prolungato. Il colore giallo paglierino si associa ad un&nbsp;<\/div>\n<div>profumo intenso e fruttato e ad un sapore secco , che sfocia in una&nbsp;<\/div>\n<div>sensazione finale piena e armonica.&nbsp;<\/div>\n<div>Valcalepio rosso doc: &egrave; il protagonista della Denominazione. Ottenuto da uve&nbsp;<\/div>\n<div>Merlot (dal 40 al 75%) e Cabernet Sauvignon (dal 25 al 60%) vinificate&nbsp;<\/div>\n<div>separatamente e successivamente assemblate viene affinato in botte di legno&nbsp;<\/div>\n<div>per qualche mese ed immesso al consumo&nbsp;<\/div>\n<div>dal mese di novembre dell&rsquo;anno successivo alla vendemmia. Alla vista si presenta con un colore&nbsp;<\/div>\n<div>rosso rubino, associato ad un profumo intenso e fruttato e ad un sapore morbido.&nbsp;<\/div>\n<div>Valcalepio rosso riserva doc: &egrave; un rosso prodotto con uve che presentano particolari condizioni di&nbsp;<\/div>\n<div>maturit&agrave; e struttura, sottoposto quindi ad un percorso di affinamento in legno di ben un anno.&nbsp;<\/div>\n<div>Mantiene la stessa armonia e intensit&agrave; del Valcalepio rosso doc ma con maggiore personalit&agrave; e&nbsp;<\/div>\n<div>vigore.&nbsp;<\/div>\n<div>Valcalepio Moscato passito doc: &egrave; un vino passito rosso ottenuto da uve Moscato di Scanzo. La&nbsp;<\/div>\n<div>rarit&agrave; del vitigno lo rende un prodotto enologico unico e molto rinomato, caratterizzato da una&nbsp;<\/div>\n<div>personalit&agrave; complessa e interessante. Il lento processo di fermentazione e il successivo affinamento&nbsp;<\/div>\n<div>gli conferiscono un sapore dolce, vellutato e armonico con una lunga persistenza aromatica.&nbsp;<\/div>\n<div>A partire dalla vendemmia 2011, inoltre, la provincia di Bergamo ha ottenuto una nuova DOC: Terre&nbsp;<\/div>\n<div>del Colleoni o Colleoni. Questa nuova Denominazione di Origine comprende 14 tipologie&nbsp;<\/div>\n<div>monovitigni caratterizzanti il territorio bergamasco: Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Incrocio&nbsp;<\/div>\n<div>Manzoni Bianco, Moscato Giallo, Moscato Giallo Passito, Schiava, Merlot, Marzemino, Cabernet,&nbsp;<\/div>\n<div>Franconia, Incrocio Terzi, Novello, Spumante.&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;introduzione di questa nuova DOP &egrave; una promessa che i produttori fanno al loro pubblico, italiano&nbsp;<\/div>\n<div>e straniero: portare l&rsquo;enologia bergamasca sempre pi&ugrave; in alto. La produzione enologica bergamasca&nbsp;<\/div>\n<div>non si ferma ai doc ma si completa con la gamma dei vini ad indicazione geografica tipica:&nbsp;<\/div>\n<div>Bergamasca. Sono vini tranquilli ottenuti solitamente da monovitigno come Pinot bianco, Pinot&nbsp;<\/div>\n<div>grigio, Chardonnay, Merlot, Cabernet, Schiava, Franconia, Barbera, Moscato giallo, Manzoni Bianco.&nbsp;<\/div>\n<div>Questi vini sono talvolta il risultato di nuove sperimentazioni da parte del viticoltore che in essi&nbsp;<\/div>\n<div>esprime al massimo la sua personalit&agrave; ed ambizione. In questi vini &egrave; forte il legame con il territorio&nbsp;<\/div>\n<div>in quanto vengono utilizzati vitigni tradizionali atti ad esprimere un gusto legato al piacere del bere.&nbsp;<\/div>\n<div>Della tutela e della promozione di queste eccellenze bergamasche si&nbsp;<\/div>\n<div>occupa dal 1976, anno della sua fondazione, il Consorzio Tutela&nbsp;<\/div>\n<div>Valcalepio che raccoglie sotto la fiera effige del condottiero&nbsp;<\/div>\n<div>Bartolomeo Colleoni il 98% della produzione di Valcalepio Doc.&nbsp;<\/div>\n<div>L&rsquo;impegno del Consorzio nella valorizzazione di un vino, che ha&nbsp;<\/div>\n<div>rappresentato una vera e propria rinascita per la viticoltura&nbsp;<\/div>\n<div>bergamasca, ha portato all&rsquo;ottenimento della certificazione di prodotto&nbsp;<\/div>\n<div>per il Valcalepio Doc, alla decisione di creare una bottiglia, un marchio&nbsp;<\/div>\n<div>e un bicchiere appositi per dare maggiori garanzie al consumatore e&nbsp;<\/div>\n<div>facilizzarne la fidelizzazione. Il Consorzio si fa inoltre promotore di&nbsp;<\/div>\n<div>varie manifestazioni: Berebergamo, Valcalepio Top, un banco&nbsp;<\/div>\n<div>d&rsquo;assaggio dedicato al meglio della produzione di Valcalepio&nbsp;<\/div>\n<div>organizzato ogni anno in primavera e in autunno; Andar per Vigne&nbsp;<\/div>\n<div>che, durante la terza domenica dei mesi di settembre, ottobre e novembre, offre l&rsquo;imperdibile&nbsp;<\/div>\n<div>occasione per appassionati e curiosi di entrare in contatto con i produttori e con la realt&agrave; vinicola&nbsp;<\/div>\n<div>bergamasca e infine il Concorso Enologico Internazionale &lsquo;Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet&nbsp;<\/div>\n<div>Insieme&rsquo; che richiama ogni anno tecnici, produttori, giornalisti e, naturalmente, campioni da tutto il&nbsp;<\/div>\n<div>mondo. Un impegno a tutto campo per valorizzare e far conoscere a Bergamo, in Italia e all&rsquo;estero&nbsp;<\/div>\n<div>uno dei gioielli che la terra bergamasca regala: il Valcalepio Doc, il vino di Bergamo.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>\n<p class=\"ecxMsoPlainText\" style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; font-size: 15px; font-family: Calibri, sans-serif; color: rgb(68, 68, 68);\"><a class=\"c_nobdr t_prs\" href=\"http:\/\/www.bg.camcom.gov.it\/ristorantideimillesapori\" style=\"font-weight: inherit; color: blue; cursor: pointer; outline: none;\" target=\"_blank\">www.bg.camcom.gov.it\/ristorantideimillesapori<\/a><\/p>\n<p class=\"ecxMsoPlainText\" style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; font-size: 15px; font-family: Calibri, sans-serif; color: rgb(68, 68, 68);\"><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/ristoranti1000sapori\" style=\"font-weight: inherit; color: blue; cursor: pointer;\" target=\"_blank\">www.facebook.com\/ristoranti1000sapori<\/a><\/p>\n<p class=\"ecxMsoPlainText\" style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; font-size: 15px; font-family: Calibri, sans-serif; color: rgb(68, 68, 68);\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"ecxMsoPlainText\" style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; font-size: 15px; font-family: Calibri, sans-serif; color: rgb(68, 68, 68);\"><a href=\"http:\/\/www.bergamocharme.it\/\" style=\"font-weight: inherit; color: blue; cursor: pointer;\" target=\"_blank\">www.bergamocharme.it<\/a><\/p>\n<p class=\"ecxMsoPlainText\" style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; font-size: 15px; font-family: Calibri, sans-serif; color: rgb(68, 68, 68);\"><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/BergamoCharme\" style=\"font-weight: inherit; color: blue; cursor: pointer;\" target=\"_blank\">www.facebook.com\/BergamoCharme<\/a><\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pane con farina di grano bergamasco&nbsp; &nbsp; &nbsp; L&rsquo; Associazione Panificatori di Bergamo &ndash; ASPAN- , sempre sensibile ai temi che&nbsp; riguardano l&rsquo; etica e la sostenibilit&agrave; ambientale, da tempo si interroga sull&rsquo; intero processo&nbsp; di panificazione, correlato a tutte le condizioni globali necessarie per &ldquo;fare il pane&rdquo;: l&rsquo;&nbsp; impatto ambientale, le condizioni strutturali necessarie, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/37599\/enogastronomia\/bergamo-la-mia-terra-il-suo-pane.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">\u201cBERGAMO, LA MIA TERRA, IL SUO PANE\u201d<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[904,1080,8136],"class_list":["post-37599","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-enogastronomia","tag-bergamo","tag-ristoranti","tag-valcalepio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37599"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37600,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37599\/revisions\/37600"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}