
{"id":37241,"date":"2013-12-04T10:00:14","date_gmt":"2013-12-04T08:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=37241"},"modified":"2013-12-04T10:00:14","modified_gmt":"2013-12-04T08:00:14","slug":"mostra-personale-dellarch-danilo-premoli-larcobaleno-di-profilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/37241\/arte\/mostra-personale-dellarch-danilo-premoli-larcobaleno-di-profilo.html","title":{"rendered":"Mostra personale dell&#8217;Arch. Danilo Premoli &#8220;L&#8217;arcobaleno di Profilo&#8221;"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-large wp-image-37242\" height=\"185\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/12\/1399608_471826816270550_1519403273_o-500x185.jpg\" title=\"1399608_471826816270550_1519403273_o\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/12\/1399608_471826816270550_1519403273_o-500x185.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/12\/1399608_471826816270550_1519403273_o-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/12\/1399608_471826816270550_1519403273_o.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/div>\n<div>Chi ha mai visto l&rsquo;arcobaleno di profilo? L&rsquo;occasione per scoprirlo &egrave; questa mostra che<\/div>\n<div>festeggia i vent&rsquo;anni dalla prima personale di Danilo Premoli. &ldquo;L&rsquo;arcobaleno di profilo&rdquo; presenta<\/div>\n<div>una selezionate di opere dalle esposizioni di questi due decenni e alcuni lavori nuovi,<\/div>\n<div>appositamente realizzati per questa occasione. L&rsquo;elenco completo delle mostre e la raccolta<\/div>\n<div>degli scritti critici &egrave; consultabile sul sito dell&rsquo;autore, al link http:\/\/dpremoli.appspot.com\/<\/div>\n<div>OPERE ESPOSTE<\/div>\n<div>&ldquo;AMO&rdquo; (2012)<\/div>\n<div>lamiera ossidata, 28 pezzi 10x10x10 cm + 1 oversize<\/div>\n<div>Progetto per Arte Sella, collezione Spaventapasseri\/Scarecrow. &quot;AMO&quot; entra a far parte della<\/div>\n<div>Natura molto discretamente e non ha intenzione di spaventare nessuno. Anzi, le dimensioni<\/div>\n<div>contenute degli elementi che compongono l&#39;installazione li fanno solo intravedere tra le fronde<\/div>\n<div>dell&#39;albero al quale sono appesi, non li svelano completamente e invitano cos&igrave; ad avvicinarsi e<\/div>\n<div>a recuperare un dialogo pi&ugrave; intimo tra Uomo e Natura. Gli elementi appesi hanno forma di<\/div>\n<div>semicubo e sono esattamente 28: un valore razionale (in matematica &egrave; un numero perfetto,<\/div>\n<div>perch&eacute; somma esatta di tutti i suoi divisori 14+2+7+4+1), ma anche un numero naturale (fasi<\/div>\n<div>lunari). Sono liberi di oscillare al vento e, realizzati in metallo ossidato, tendono sempre pi&ugrave; a<\/div>\n<div>mimetizzarsi tra i rami.<\/div>\n<div>&ldquo;Overlook&rdquo; (2013)<\/div>\n<div>2 pannelli 120xH180 cm rivestiti in ceramica, stampa digitale, acrilico.<\/div>\n<div>&ldquo;Un anno vissuto pericolosamente&rdquo; (2006)<\/div>\n<div>12 tele 70xH100 cm acrilico colore oro, fogli calendario, buste plastica<\/div>\n<div>I 365 fogli del calendario di &quot;Un anno vissuto pericolosamente&quot; sono entrati in contatto con i<\/div>\n<div>quattro elementi della Natura: terra, acqua, fuoco, aria, e ne sono rimasti, pi&ugrave; o meno,<\/div>\n<div>impressionati: gennaio, febbraio e marzo &#8211; inverno sono stati sepolti per 1 mese nella terra; i<\/div>\n<div>mesi del secondo trimestre &#8211; primavera sono stati immersi per 1 giorno nell&#39;acqua; luglio,<\/div>\n<div>agosto e settembre &#8211; estate sono stati bruciati per 1 secondo dal fuoco; i rimanenti &#8211;<\/div>\n<div>autunno sono stati esposti per 1 anno all&#39;aria. I singoli fogli (o quel che ne &egrave; rimasto) sono poi<\/div>\n<div>stati infilati in una busta di plastica trasparente per preservarli da ulteriori aggressioni del<\/div>\n<div>Tempo. I giorni imbustati, divisi per mesi, sono quindi stati montati su dodici tele dipinte in<\/div>\n<div>acrilico nel colore oro.<\/div>\n<div>[Lorella Giudici] &quot;Il tempo a cui Danilo Premoli allude non &egrave; solo quello astratto e fittizio,<\/div>\n<div>freddamente stampato sul lunario e identico in tutte le lingue del mondo, ma quello legato al<\/div>\n<div>ritmo della natura e intrinsecamente intrecciato alla vita e agli elementi, lo stesso che<\/div>\n<div>logora e degrada, accartoccia e stinge i fogli, il medesimo che ricolora o erode i ricordi. &Egrave;<\/div>\n<div>vero che nell&#39;esperienza ricreata da Premoli le prime variabili sono gli agenti (aria, acqua,<\/div>\n<div>terra e fuoco), ma il fattore tempo risulta determinante per l&#39;esito del processo&quot;.<\/div>\n<div>&ldquo;Resti tra noi&rdquo; (2002)<\/div>\n<div>4 tele 40&#215;40 cm (116.736 polittici) acrilico colore oro, modulo continuo stampa laser<\/div>\n<div>Cambiando configurazione ogni giorno si ritorna alla stessa dopo 319 anni 7 mesi e 8&plusmn;2 giorni.<\/div>\n<div>&ldquo;Stravolti. Ritratti anagrafici&rdquo; (2007, con F38F)<\/div>\n<div>6 ritratti 45&#215;45 cm + 6 pagine 28&#215;28 cm<\/div>\n<div>Serie di ritratti contaminati da Danilo Premoli con le lettere ricavate dal nome e cognome del<\/div>\n<div>personaggio fotografato in un passaggio video da Famiglia38Fotografi. Il nome e cognome<\/div>\n<div>sono elaborati da un computer con un programma appositamente scritto che ne mischia le<\/div>\n<div>vocali e le consonanti in assoluta casualit&agrave;, stampandole poi su un foglio di carta da lucido<\/div>\n<div>trasparente. Da questo vengono ricavate delle strisce di dimensioni variabili che, come nastri,<\/div>\n<div>sono intrecciate con i tagli realizzati nel ritratto, sovrapponendosi cos&igrave; in alcuni punti<\/div>\n<div>all&#39;immagine stessa. Visto da lontano il ritratto appare disturbato e invita ad avvicinarsi per<\/div>\n<div>scoprire le interferenze e leggere le parole nascoste, quasi un codice genetico svelato.<\/div>\n<div>[Roberto Mutti] &quot;Il risultato &egrave; intrigante per molti versi, perch&eacute; recupera una nuova e inedita<\/div>\n<div>forza espressiva ai ritratti, perch&eacute; crea un dialogo ideale fra parole e immagini dove la<\/div>\n<div>dimensione del rapporto significante-significato e quella pi&ugrave; propriamente estetica si fondono<\/div>\n<div>in un solo messaggio&quot;.<\/div>\n<div>[Flaminio Gualdoni] &quot;Pixel di pixel, 01 a iosa per ricombinare all&#39;infinito nomi in attesa, ma<\/div>\n<div>forse no, di un senso. Nulla da guardare, infine. Qualche pensiero da fare (cos&igrave; piacerebbe a<\/div>\n<div>Savinio)&quot;.<\/div>\n<div>&ldquo;Autoritratto portatile&rdquo; (2007)<\/div>\n<div>tela 25&#215;30 cm acrilico colore oro e cartoncino<\/div>\n<div>&ldquo;Scacchiere&rdquo; (1998)<\/div>\n<div>2 tele 80&#215;80 cm acrilico colore oro e pellicola fotolito sovrapposta<\/div>\n<div>&ldquo;Shanghai 2008 (Le lacrime del mondo)&rdquo; (2008)<\/div>\n<div>tela 30x40xP20 cm acrilico colore oro e fili di lana<\/div>\n<div>I fili di lana (le lacrime del mondo) pendono dalla tela d&#39;oro (appesa inclinata alla parete) e si<\/div>\n<div>intrecciano liberamente. Sono le lacrime alla fine della gara: il vincitore piange di gioia (per la<\/div>\n<div>medaglia d&#39;oro), il secondo di rabbia (solo quella d&#39;argento), il terzo di felicit&agrave; (&egrave; comunque sul<\/div>\n<div>podio), il quarto per l&#39;occasione perduta (nemmeno il bronzo). I colori dei fili utilizzati sono gli<\/div>\n<div>stessi di quelli dei cinque cerchi della bandiera delle Olimpiadi.<\/div>\n<div>&ldquo;Data entry&rdquo; (2008)<\/div>\n<div>tastiera ingessata e acrilico colore oro 42x18xH4 cm<\/div>\n<div>&ldquo;La conoscenza delle Regine&rdquo; (1999)<\/div>\n<div>4 tele 20&#215;30 cm acrilico colore oro e carte da gioco<\/div>\n<div>&ldquo;Borges Babele&rdquo; (1997-2013)<\/div>\n<div>videoinstallazione<\/div>\n<div>[Jorge Luis Borges, La Biblioteca di Babele] &quot;Ho peregrinato in cerca di un libro, forse del<\/div>\n<div>catalogo dei cataloghi&#8230; Non posso immaginare alcuna combinazione di caratteri dhcmrlchtdj<\/div>\n<div>che la divina Biblioteca non abbia previsto, e che in alcuna delle sue lingue segrete non<\/div>\n<div>racchiuda un terribile significato&quot;.<\/div>\n<div>Perch&eacute; invecchiare nell&#39;attraversare le stanze esagonali, sempre uguali a se stesse, della<\/div>\n<div>Biblioteca di Babele? Nella titanica ricerca di volumi (o anche solo di pagine o di semplici frasi)<\/div>\n<div>di un qualche senso compiuto ci siano almeno risparmiati la stanchezza dovuta al percorrerne<\/div>\n<div>i corridoi e lo sforzo fisico e metodicamente inalterabile di prendere un libro, sfogliarlo e riporlo<\/div>\n<div>sul giusto ripiano. Sono le pagine allora che ci si devono presentare: noi possiamo rimanere<\/div>\n<div>davanti al video del computer. &Egrave; lui che instancabilmente si sposta da un circuito all&#39;altro e da<\/div>\n<div>qui in una galleria, scegliendone uno dei venticinque scaffali e poi uno dei suoi trentadue<\/div>\n<div>volumi e quindi una delle quattrocentodieci pagine che compongono ogni libro. Sono solo poco<\/div>\n<div>pi&ugrave; di cento miliardi di miliardi di videate, e pensando di leggere dieci pagine al minuto si pu&ograve;<\/div>\n<div>portare a termine la lettura di tutta la Biblioteca in venti milioni di milioni di anni. Questo,<\/div>\n<div>naturalmente, a condizione di non dormire mai, n&eacute; mangiare, n&eacute; amare o lavorare. Ma alla fine<\/div>\n<div>della lettura non ci saranno segreti, conosceremo esattamente tutto, in tutte le lingue:<\/div>\n<div>saremo Dio. Che fare, allora?<\/div>\n<div>[Marco Maiocchi] &quot;La Biblioteca di Danilo Premoli ci istruisce sul senso dell&#39;uomo: forse la<\/div>\n<div>lettura di una pagina qualunque di un libro qualunque estratto dalla Biblioteca dovrebbe<\/div>\n<div>essere di stimolo, un momento di autoriflessione per percepire cosa ci sgorga dall&#39;interno,<\/div>\n<div>cosa la chiave esterna ci evoca dal profondo. L&#39;evocazione di una pagina ci porta sullo<\/div>\n<div>schermo una serie di caratteri di un foglio della Biblioteca: la probabilit&agrave; che in tale pagina ci<\/div>\n<div>sia l&#39;inizio della Bibbia &egrave; assolutamente la stessa di quella di trovarci una sequenza definita in<\/div>\n<div>cui le lettere si presentano in modo illeggibile e addirittura impronunciabile&quot;.<\/div>\n<div>&ldquo;Amare &egrave; difficile&rdquo; (2013)<\/div>\n<div>Ritagliare, piegare, incollare e costruire il dado. Se si lancia per 6 volte di seguito il dado, la<\/div>\n<div>possibilit&agrave; di ottenere in sequenza &ldquo;TI AMO&rdquo; &egrave; 1 su 46.656: amare &egrave; difficile.<\/div>\n<div>Libri d&rsquo;artista<\/div>\n<div>2013 &quot;incontriamoci&quot; Pulcinoelefante n. 9056<\/div>\n<div>2002 &quot;dimmi_di_noi&quot; Pulcinoelefante n. 4716<\/div>\n<div>2001 &quot;Borges Babele. L&#39;infinito concentrato&quot; Pulcinoelefante n. 4375<\/div>\n<div>1998 &quot;La poesia fa male&quot; Ixidem Edizioni, Milano, scritto con Nanni Balestrini.<\/div>\n<div>Gioielli<\/div>\n<div>2013 &ldquo;AMO&rdquo; argento 30x30x30 mm, produzione San Lorenzo<\/div>\n<div>2002 &quot;dimmi_di_noi&quot; argento 925 58&#215;26 mm, produzione San Lorenzo.<\/div>\n<div>Danilo Premoli<\/div>\n<div>http:\/\/dpremoli.appspot.com<\/div>\n<div>dpremoli@gmail.com<\/div>\n<div>. Mostre personali<\/div>\n<div>2013 &quot;L&#39;arcobaleno di profilo&quot;, showroom bulthaup porta nuova, Milano<\/div>\n<div>2009 &quot;TUTTO NON &Egrave; TUTTO&quot; installazione permanente, Atelieritaliano, Ripa di Porta Ticinese<\/div>\n<div>73, Milano, presentazione di Decio G.R. Carugati<\/div>\n<div>2007 &quot;Stravolti (ritratti anagrafici)&quot; presentazione di Flaminio Gualdoni e Roberto Mutti,<\/div>\n<div>Galvanotecnica Bugatti, Milano per &quot;Photofestival 2007&quot; con F38F Famiglia38Fotografi<\/div>\n<div>2006 &quot;Un anno vissuto pericolosamente&quot; presentazione di Lorella Giudici, Galleria 10.2!, Milano<\/div>\n<div>2005 &quot;La Scuola di Atene 2.0. Architettura musicale e visiva per pianoforte ed elaboratore&quot;<\/div>\n<div>Top Audio e Video Show 2005, Milano con Marco Maiocchi e Giuliano Zosi<\/div>\n<div>2003 &quot;Art.Hex &ndash; L&#39;arte si mette in gioco, il gioco si mette in mostra&quot; presentazione di Aldo<\/div>\n<div>Spinelli e Sergio Dangelo, Galleria Scoglio di Quarto, Milano<\/div>\n<div>1999 &quot;&copy;ARTE&quot; Galleria 10.2!, Milano<\/div>\n<div>1997 &quot;Borges Babele&quot; videoinstallazione; presentazione di Marco Maiocchi, Baleri Italia, Milano<\/div>\n<div>(anche in Internet all&#39;indirizzo www.undo.net\/borgesbabele)<\/div>\n<div>1996 &quot;Messaggi&quot; presentazione Nanni Balestrini, Fondazione Mudima, Milano<\/div>\n<div>1995 &quot;La strana mostra del dottor Premoli e del signor Stevenson&quot; presentazione Decio G.R.<\/div>\n<div>Carugati, Studioventicinque, Milano<\/div>\n<div>1994 &quot;ABC Wit&quot; presentazione Aldo Colonetti, Fondazione Mudima, Milano<\/div>\n<div>. Mostre collettive (selezione)<\/div>\n<div>2012 &quot;Arte Sella. Spaventapasseri\/Scarecrow&quot; presentazione di Enrico L. Fagone, Malga<\/div>\n<div>Costa, Valle di Sella, Borgo Valsugana, Trento, catalogo Arte Sella<\/div>\n<div>2008 &quot;88 giorni prima&quot; presentazione di Ginevra Bria, Galleria Bazart, Milano<\/div>\n<div>2007 &quot;13&#215;17. Padiglioneitalia&quot; a cura di Elena Agudio, Cristina Alaimo, Jean Blanchaert e<\/div>\n<div>Philippe Daverio, Venezia Biennale (poi Biella, Potenza, Milano, Napoli), catalogo Rizzoli<\/div>\n<div>2001 &quot;La luce del Sinai&quot; Baleri Italia, Milano (con Rodolfo Aric&ograve;, Giancarlo Pavanello, Danilo<\/div>\n<div>Premoli, Mimmo Rotella, Aldo Spinelli, Mauro Staccioli, Silvio Wolf)<\/div>\n<div>1999 &quot;Art Video&quot; presentazione di Vittorio Fagone, Locarno &#8211; Cannobio, catalogo Mazzotta<\/div>\n<div>1996 &quot;Venezia poesia &#8211; Poesia visualizzata&quot; Venezia, catalogo Mazzotta<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha mai visto l&rsquo;arcobaleno di profilo? 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