
{"id":37198,"date":"2013-12-03T09:06:36","date_gmt":"2013-12-03T07:06:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=37198"},"modified":"2013-12-03T09:06:57","modified_gmt":"2013-12-03T07:06:57","slug":"rassegna-il-movimento-al-teatro-manzoni-manzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/37198\/spettacoli\/rassegna-il-movimento-al-teatro-manzoni-manzoni.html","title":{"rendered":"Rassegna &#8221; IL MOVIMENTO&#8221; al Teatro Manzoni. Milano"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Calibri\">Emozioni, musica, luci ed ombre. Sono molti i modi di coniugare il teatro laddove esso si presenta senza parole, nella sua forma forse pi&ugrave; ludica e spettacolare: danza e teatro-danza, nouveau cirque, il mimo, il corpo spinto fino alla sua massima fisicit&agrave; ed espressivit&agrave;. Teatro allo stato puro, infatti, in cui i gesti sostituiscono le parole ed &egrave; il corpo a parlare, in tutta la sua forza come in tutta la sua eleganza.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Calibri\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Calibri\">Fra le molte novit&agrave; del cartellone 2013-14 del Teatro Manzoni spicca una rassegna dedicata al &ldquo;teatro in movimento&rdquo;, che ospita il meglio del panorama internazionale dedicato alla recitazione e alla creativit&agrave; senza parole, dal teatro-danza al nouveau cirque.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Calibri\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Calibri\">La nuova rassegna si apre con una produzione che non &egrave; fuori luogo definire straordinaria: BLAM!, della compagnia danese Neander Teater, &egrave; uno spettacolo di teatro fisico dal ritmo travolgente. In scena, quattro artisti dalla mimica esilarante che ci illustrano come la monotona e grigia vita d&#39;ufficio possa trasformarsi in un luogo in cui avventura, poesia e comicit&agrave; possano prevalere, in una girandola di situazioni ironiche e paradossali. Al confine tra teatro fisico, mimo, parodia, danza urbana, teatro non verbale, questo spettacolo totale, autentica rivelazione della scorsa stagione in Danimarca, ha vinto il pi&ugrave; prestigioso premio teatrale nazionale, il Premio Reumert, ed &egrave; stato subito opzionato dai pi&ugrave; importanti festival teatrali europei, ottenendo uno straordinario successo al Festival di Edimburgo.<\/span><span style=\"font-size:4.0pt;font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Calibri\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Se BLAM! &egrave; uno spettacolare condensato di energia e di azione, &ldquo;Blind Date&rdquo;, coreografato dalla taiwanese Mei-hong Lin, per lo splendido<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\"> Tanztheater des Staatstheaters Darmstadt, <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">&egrave; momento intrigante di poesia e rilettura dell&#39;attualit&agrave;, realizzato con un superbo impatto scenico. Mei-hong Lin, allieva prediletta di Pina Bausch, getta infatti uno sguardo acuto e raffinato sui nuovi tipi di relazioni umane e sentimentali che si affermano nell&#39;epoca di Internet: &ldquo;Blind Date&rdquo; ci parla della ricerca del partner ideale, un sogno che spinge gli esseri umani da tempo immemorabile. Come si arriva al &ldquo;blind date&rdquo;, all&#39;appuntamento &ldquo;al buio&rdquo;? Che cosa &egrave; un flirt? Quali segnali e quali strategie fanno la differenza quando uomini e donne si corteggiano? Come si passa dalla prima impressione alla speranza della felicit&agrave; del grande amore? La iniziale comunicazione non verbale nel corteggiamento tra i due sessi e la ricerca del vero amore diventano per Mei-hong Lin il materiale ideale per un vivace e frenetico momento di teatro-danza.<\/span><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Lo strepitoso corpo di ballo di Victor Ullate, assente da molti anni da Milano,&nbsp; ci porta invece ai vertici della&nbsp; grande danza internazionale. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Ogni performance di questo celebrato coreografo merita di essere seguita, vista e apprezzata: ancora di pi&ugrave; se, come si preannuncia, egli <\/span><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Baskerville\">presenter&agrave;, fra l&#39;altro, una sua personalissima lettura del <i>Bolero <\/i>di Ravel: vale la pena di ricordare che Ullate &egrave; stato uno dei prediletti allievi, discepoli e danzatori di Maurice B&eacute;jart, autore dia leggendaria, monumentale coreografia proprio del <i>Bolero<\/i>. Dall&#39;artista spagnolo &egrave; lecito aspettarsi una spettacolarit&agrave; lirica, coniugata ad un virtuosismo tecnico quasi insuperabile. Cosa accadr&agrave;, dunque, in questa nuova creazione, in questo incrocio di ricordi personali, memorie artistiche, sofisticati connubi fra Francia e Spagna, fra plasticit&agrave; scultorea e ineffabile poesia? <\/span><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">La rassegna presenta anche due apprezzatissime compagnie italiane, oggi sicuramente fra le pi&ugrave; acclamate all&#39;estero: la Imperfect Dancers Company, che con la coreografia di Walter Matteini rilegge in modo originalissimo &ldquo;Madama Butterfly&rdquo; di Giacomo Puccini. In &ldquo;Madame Butterfly&#39;s son&rdquo;, spiega lo stesso Matteini, a<i>bbiamo cercato tra le &ldquo;note&rdquo; cosa ci potesse permettere di dare un seguito, coerente, alla storia di Butterfly. Il figlio: questa poteva forse essere la chiave di ri-lettura dell&rsquo;opera. Cosa sarebbe successo se non fosse nato? E cosa invece &egrave; stato di lui dopo che &egrave; stato strappato alla madre e portato in America? <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Rivivere la storia di Cio Cio San attraverso di lui, nato in Giappone e cresciuto in America, diventava una sfida entusiasmante oltre che un affascinante cammino nel pensiero di due culture lontane e diverse<\/span><\/i><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Ancora una rilettura affascinante con Spellbound Contemporary Ballet, che con la coreografia affascinante e sontuosa di Mauro Astolfi affronta un caposaldo della musica barocca, le vivaldiane Quattro Stagioni, con la collaborazione del compositore Luca Salvadori: le mitiche pagine musicali del Prete Rosso vengono attraversate da cinguettii, scrosci di pioggia, tuoni, dallo scorrere di fenomeni naturali, ulteriormente amalgamati e fusi con rumori e suoni elettronici che creano originalissime atmosfere. Su tale partitura Astolfi ha creato una coreografia che focalizza l&rsquo;interesse attorno ad un unico elemento scenico: un grande cubo mobile che, come un asse di rotazione, rovesciato di volta in volta nei suoi lati, si riveler&agrave; una casa stilizzata. &Egrave; il corpo, nella sua complessa interiorit&agrave;, concepito come dimora, e la pelle come le pareti del nostro mondo. Astolfi crea un affascinante gioco di echi e di continui rimandi tra gli stati d&rsquo;animo dei danzatori che si muovono dentro le pareti, e l&rsquo;esterno, la superficie, di esse.<\/span><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Nella nuova rassegna del Teatro Manzoni una particolare attenzione va al linguaggio corporeo in tutte le sue forme, come il mondo intimamente poetico, deliziosamente irreale e surreale della Familie Fl<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">&ouml;z. Il gruppo tedesco, fondato nel &rsquo;94,&nbsp; &egrave; riconosciuto ormai per le sue performance visive in cui gli attori fanno vivere i loro personaggi dietro maschere, superando ogni convenzione linguistica. Un teatro fatto di silenzio e di movimenti, che punta sull&#39;esasperazione della mimica, degli aspetti visivi e acustici, che si pu&ograve; gustare pienamente solo dal vivo, cogliendo il nesso univoco fra la gestualit&agrave; dell&#39;interplay ed il percorso narrativo che viene generato. &ldquo;Hotel Paradiso&rdquo;, che si svolge in un cadente e misterioso albergo tirolese, vanta una trama quasi &ldquo;thriller&rdquo;, in cui si susseguono situazioni e gag in cui la realt&agrave; sconfina sempre nell&#39;onirico e una materialit&agrave; ironica si alterna alla pi&ugrave; sublime poesia; cambi di registro, sfumati o repentini, che sono una peculiarit&agrave; costante dello stile dei Fl&ouml;z. Tanto che all&#39;Hotel Paradiso, fra il gelo dei ghiacciai, fra sensi di colpa, protagonismi esasperati, rivalit&agrave; ed omicidi, reali o presunti, pu&ograve; perfino sbocciare inaspettatamente il fiore dell&#39;amore. <\/span><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Non meno magico e incantatorio &egrave; il mondo del Black Light Theatre di Praga, il celebre teatro fatto di luce nera, teatro dove veramente tutto &egrave;, o forse sembra, magia, questo teatro fatto di niente e di tutto, di movimenti che si concretizzano dal nulla in vorticose scie luminose, di oggetti che appaiono e scompaiono, come accesi da un interruttore, nei luoghi pi&ugrave; impensati, di personaggi che sembrano scomporsi e ricomporsi come fatti di luce e non di carne ed ossa. Spettacolarit&agrave; e poesia in un&#39;antologia che, grazie al sapiente uso del buoi e della luce ultravioletta crea un universo altro, parallelo, un&#39;ulteriore dimensione in cui si vive di miracoli, di possibili impossibilit&agrave;, di sfide al senso comune, alle leggi di gravit&agrave;, con un inarrestabile flusso di idee che avvincono lo spettatore di qualsiasi et&agrave; in un sogno forse fatato. O forse no, laddove realt&agrave; e fantasia si scambiano incessantemente i ruoli.<\/span><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 4pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Con il nouveau cirque di Okidok il cartellone si permette una pausa, affidata alla capacit&agrave; di sorridere e di fare sorridere con arguzia disinibita: Okidok &egrave; un duo belga i cui spettacoli, di straordinaria efficacia espressiva e di tagliente umorismo, rileggono, con intelligenza acuta e sofisticazione non disgiunta da una trascinante spettacolarit&agrave;, l&rsquo;intera storia della clownerie. Irriverenti, mordaci, stralunati, atletici e capaci di una mimica fisica che sembra sfidare le leggi della gravit&agrave; e i limiti del corpo umano, Xavier Bouvier e Beno&icirc;t Devos sono stati giustamente definiti &ldquo;le foie gras du mime&rdquo;. Lo spettacolo di Okidok, &ldquo;Slips Inside&rdquo;, &egrave;, infatti, senza parole, ed &egrave;, indiscutibilmente, un capolavoro, attentamente pensato e provato, di comunicazione non verbale, in cui anche la pi&ugrave; esilarante e snodata acrobazia non &egrave; mai fine a se stessa ma concorre a creare un insieme di gestualit&agrave; che hanno talvolta pi&ugrave; peso delle parole.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Calibri;\">Ballerini, commedianti, mimi, prestigiatori, equilibristi, rumoristi, strumentisti, cascatori: troppe parole, in uno spettacolo senza parole, ci vorrebbero per definire con accuratezza il duo di Okidok. Ma il risultato &egrave; uno solo: il pubblico rimane volenteroso prigioniero di una trama comica sul filo della pi&ugrave; gioiosa spudoratezza.<\/span><span style=\"font-size:\n11.0pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emozioni, musica, luci ed ombre. Sono molti i modi di coniugare il teatro laddove esso si presenta senza parole, nella sua forma forse pi&ugrave; ludica e spettacolare: danza e teatro-danza, nouveau cirque, il mimo, il corpo spinto fino alla sua massima fisicit&agrave; ed espressivit&agrave;. Teatro allo stato puro, infatti, in cui i gesti sostituiscono le &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/37198\/spettacoli\/rassegna-il-movimento-al-teatro-manzoni-manzoni.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Rassegna &#8221; IL MOVIMENTO&#8221; al Teatro Manzoni. Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[17,11874,750],"class_list":["post-37198","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spettacoli","tag-milano","tag-movimento","tag-teatro-manzoni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37198"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37200,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37198\/revisions\/37200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}