
{"id":36013,"date":"2013-10-20T08:54:24","date_gmt":"2013-10-20T06:54:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=36013"},"modified":"2013-10-20T08:54:24","modified_gmt":"2013-10-20T06:54:24","slug":"lultimo-nastro-di-krapp-di-e-con-robert-wilson-al-teatro-dellarte-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/36013\/teatro\/lultimo-nastro-di-krapp-di-e-con-robert-wilson-al-teatro-dellarte-milano.html","title":{"rendered":"L&#8217;ultimo nastro di Krapp di e con Robert Wilson al Teatro dell&#8217;Arte &#8211; Milano"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-large wp-image-36014\" height=\"400\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/10\/ultimo-nastro-di-Krapp120201BobWilson_phLucieJansch1-258x400.jpg\" title=\"ultimo nastro di Krapp120201BobWilson_phLucieJansch\" width=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/10\/ultimo-nastro-di-Krapp120201BobWilson_phLucieJansch1-258x400.jpg 258w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/10\/ultimo-nastro-di-Krapp120201BobWilson_phLucieJansch1-194x300.jpg 194w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/div>\n<div>Domenica 20 ottobre 2013 &ndash; ore 19.30<\/div>\n<div>Robert Wilson<\/div>\n<div>in<\/div>\n<div>L&rsquo;ULTIMO NASTRO DI KRAPP<\/div>\n<div>di Samuel Beckett<\/div>\n<div>regia, scene e ideazione luci Robert Wilson<\/div>\n<div>costumi e collaborazione alle scene Yashi Tabassomi<\/div>\n<div>lighting design A.J. Weissbard<\/div>\n<div>sound design Peter Cerone e Jesse Ash<\/div>\n<div>collaborazione alla regia Sue Jane Stoker<\/div>\n<div>assistente alla regia Charles Chemin<\/div>\n<div>direttore tecnico Reinhard Bichsel<\/div>\n<div>supervisione luci Aliberto Sagretti<\/div>\n<div>ingegnere del suono Guillaume Dulac<\/div>\n<div>direttore di scena Thaiz Bozano<\/div>\n<div>capo macchinista Violaine Crespin<\/div>\n<div>make up Claudia Bastia<\/div>\n<div>assistente personale di Robert Wilson Julian Mommert<\/div>\n<div>coordinamento di produzione Laura Artoni<\/div>\n<div>un progetto di Change Performing Arts<\/div>\n<div>commissionato da Grand Th&eacute;&acirc;tre de Luxembourg, Spoleto52 Festival dei 2 Mondi<\/div>\n<div>prodotto da CRT Milano I Centro Ricerche Teatrali<\/div>\n<div>spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano<\/div>\n<div>durata 70 minuti senza intervallo<\/div>\n<div>La Triennale di Milano e il CRT Milano riaprono le porte del Teatro dell&rsquo;Arte domenica 20 ottobre alle<\/div>\n<div>19.30 all&rsquo;insegna di un evento straordinario: Robert Wilson in scena come regista e attore, per la prima<\/div>\n<div>volta a Milano con un testo di Samuel Beckett, L&rsquo;ultimo nastro di Krapp. Una scelta non casuale, quella<\/div>\n<div>di un&rsquo;opening con uno dei pi&ugrave; riconosciuti maestri dell&rsquo;avanguardia teatrale, che con la sua prima<\/div>\n<div>performance solitaria del 15 maggio 1976 fu presentato a Milano nel mitico Salone di via Dini.<\/div>\n<div>L&rsquo;ultimo nastro di Krapp, atto unico del celebre drammaturgo irlandese, debutta il 28 ottobre 1958 al Royal<\/div>\n<div>Court Theatre di Londra, per la regia di Donald McWhinnie con Patrick Magee.<\/div>\n<div>Krapp, un uomo anziano, &egrave; seduto da solo nella sua stanza a notte fonda.<\/div>\n<div>&Egrave; il suo settantesimo compleanno. Si prepara a fare una registrazione su bobina delle sue considerazioni<\/div>\n<div>rispetto all&rsquo;anno trascorso, cos&igrave; come ha fatto ogni anno il giorno del suo compleanno, sin da quando<\/div>\n<div>era giovane. Gli eventi registrati su ciascun nastro sono annotati meticolosamente in un enorme<\/div>\n<div>registro, che gli consente di accedere facilmente ai ricordi del suo passato. Nel prepararsi alla nuova<\/div>\n<div>incisione, ascolta una registrazione che aveva inciso circa trenta anni prima. Sente la voce dell&rsquo;uomo,<\/div>\n<div>fiducioso e speranzoso nel fiore degli anni, e stenta a riconoscersi. Ride con ironia nel risentire le sue<\/div>\n<div>vecchie ambizioni e i suoi sogni di giovent&ugrave;. In particolare c&rsquo;&egrave; un passaggio che riascolta pi&ugrave; volte, nel<\/div>\n<div>quale il giovane Krapp parla in modo calmo e filosofico della fine della relazione con una donna, che<\/div>\n<div>potrebbe chiamarsi Effi. Ai tempi della registrazione il giovane Krapp vedeva la rottura come inevitabile<\/div>\n<div>e pregustava nuove conquiste e trionfi. Ora, guardando indietro, si rende conto che quella donna &egrave; stata<\/div>\n<div>l&rsquo;ultimo grande amore della sua vita e, nel rinunciare a lei, ha perduto, tanti anni prima, la possibilit&agrave; di<\/div>\n<div>essere felice.<\/div>\n<div>L&rsquo;ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett &egrave; un mono\/dialogo. Un attore in scena porta avanti una<\/div>\n<div>conversazione con la sua stessa voce che ha registrato molti anni prima.<\/div>\n<div>Un uomo anziano seduto da solo nella sua &ldquo;tana&rdquo; nel giorno del suo compleanno si prepara ad incidere su<\/div>\n<div>una bobina i ricordi dell&rsquo;ultimo anno trascorso, proprio come ha fatto in occasione del suo compleanno,<\/div>\n<div>sin da quando era ragazzo.<\/div>\n<div>Per prepararsi alla registrazione, ascolta un nastro, che ha inciso circa trent&rsquo;anni prima, alla fine di un<\/div>\n<div>anno che &egrave; probabilmente stato l&rsquo;ultimo anno veramente felice della sua vita.<\/div>\n<div>In modo amaro, divertente, ironico, Krapp stenta a riconoscere se stesso nell&rsquo;esuberante, romantica e<\/div>\n<div>fiduciosa voce della sua giovinezza.<\/div>\n<div>Robert Wilson, oltre a firmare la regia e l&rsquo;allestimento dello spettacolo, recita sulla scena. Questa<\/div>\n<div>&egrave; la sua pi&ugrave; recente apparizione nei panni di attore dall&rsquo;ultimo Hamlet: a monologue (la cui ultima<\/div>\n<div>rappresentazione risale al 2000). Questo lavoro regala un&rsquo;opportunit&agrave; unica per apprezzare le qualit&agrave;<\/div>\n<div>interpretative dell&rsquo;artista, offrendo una miscela del suo stile che integra con precisione e rigore<\/div>\n<div>movimento, luce e suono. All&rsquo;interno di questa cornice si sviluppa una struttura che lascia spazio alla<\/div>\n<div>libera interpretazione del pubblico, cosa che rende emozionanti le sue rappresentazioni dal vivo.<\/div>\n<div>Wilson &egrave; stato spesso paragonato a Beckett, essendo entrambi maestri della nuda semplicit&agrave; che &egrave; uno<\/div>\n<div>dei risultati artistici pi&ugrave; difficili da ottenere. Niente &egrave; inessenziale, non una parola, non un movimento.<\/div>\n<div>Nella breve durata di un&rsquo;ora di questo lavoro e con poche pennellate Beckett e Wilson dipingono una<\/div>\n<div>visione del mondo estremamente particolare e allo stesso tempo universale.<\/div>\n<div>Sue Jane Stoker<\/div>\n<div>&ldquo;Truccato in bianco, clownesco, quasi cadaverico, Krapp salta e barcolla, si mette in posa e fa le smorfie:<\/div>\n<div>beffardo, umano, tragico. &Egrave; un esercizio di stile e potenza.&rdquo;<\/div>\n<div>Financial Times<\/div>\n<div>Note di regia<\/div>\n<div>Ho avuto l&rsquo;onore di ricevere una visita di Samuel Beckett in camerino in occasione di uno dei miei primi<\/div>\n<div>spettacoli, A letter for Queen Victoria.<\/div>\n<div>Si compliment&ograve; con me per il testo frammentato e non sequenziale. Quando Eugene Ionesco recens&igrave; il<\/div>\n<div>mio primo spettacolo, Deafman Glance, scrisse: &ldquo;Wilson &egrave; andato pi&ugrave; lontano di Beckett.&rdquo;, quindi quando<\/div>\n<div>finalmente lo incontrai ne fui molto intimidito.<\/div>\n<div>Ho sempre sentito una certa affinit&agrave; con il mondo di Beckett. Per alcuni versi l&rsquo;ho sempre sentito vicino<\/div>\n<div>al mio lavoro, ma solo adesso, dopo trentacinque anni, ho deciso di accettare la sfida e confrontarmi con<\/div>\n<div>lui.<\/div>\n<div>Quando dirigo uno spettacolo creo una struttura nel tempo. Solo nel momento in cui tutti gli elementi<\/div>\n<div>visivi sono al loro posto viene creata una cornice che gli attori devono riempire.<\/div>\n<div>Se la struttura &egrave; solida, allora si pu&ograve; essere liberi al suo interno.<\/div>\n<div>In questo caso la struttura &egrave; data per la maggior parte dal testo e spetta a me trovare la mia libert&agrave;<\/div>\n<div>all&rsquo;interno della struttura di Beckett. Egli descrive minuziosamente come appare la scenografia, quali<\/div>\n<div>sono i movimenti, ecc.<\/div>\n<div>Tutto &egrave; scritto nero su bianco.<\/div>\n<div>Robert Wilson<\/div>\n<div>ll New York Times ha definito Robert Wilson &ldquo;una pietra miliare del teatro sperimentale mondiale e un<\/div>\n<div>innovatore nell&rsquo;uso del tempo e dello spazio in palcoscenico&rdquo;. Wilson, nato a Waco in Texas, &egrave; tra i pi&ugrave;<\/div>\n<div>importanti artisti visivi e teatrali al mondo. Il suo lavoro si serve di diverse tecniche artistiche integrando<\/div>\n<div>magistralmente movimento, danza, pittura, luce, design, scultura, musica e drammaturgia. I suoi<\/div>\n<div>spettacoli sono di un&rsquo;altissima intensit&agrave; estetica e di grande potenza emotiva e gli hanno procurato il<\/div>\n<div>consenso del pubblico e della critica in tutto il mondo.<\/div>\n<div>Dopo gli studi all&rsquo;Universit&agrave; del Texas e al Pratt Institute di Brooklyn, alla met&agrave; degli anni &rsquo;60, Wilson<\/div>\n<div>fonda a New York il collettivo artistico &ldquo;The Byrd Hoffman School of Byrds&rdquo; con cui elabora i suoi primi<\/div>\n<div>originali spettacoli, Deafman Glance &ndash; Lo sguardo del sordo (1970) and A Letter for Queen Victoria (1974-<\/div>\n<div>1975). Nel 1976 firma con Philip Glass Einstein on the Beach, performance che cambia la concezione<\/div>\n<div>convenzionale dell&rsquo;opera come forma artistica.<\/div>\n<div>Negli anni ha stretto collaborazioni con autori e musicisti del calibro di Heiner M&uuml;ller, Tom Waits, Susan<\/div>\n<div>Sontag, Laurie Anderson, William Burroughs, Lou Reed e Jessye Norman. Con il suo stile inconfondibile<\/div>\n<div>ha riletto capolavori come L&rsquo;ultimo nastro di Krapp di Beckett, Madama Butterfly di Puccini, Pell&eacute;as et<\/div>\n<div>Melisande di Debussy, L&rsquo;opera da tre soldi di Brecht\/Weill, Woyzeck di B&uuml;chner, Le favole di La Fontaine e<\/div>\n<div>l&rsquo;Odissea di Omero.<\/div>\n<div>Disegni, dipinti e sculture di Wilson sono stati esposti in centinaia di mostre collettive e personali, e<\/div>\n<div>fanno parte di collezioni private e musei in tutto il mondo.<\/div>\n<div>Ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui la nomination per il Premio Pulitzer, due premi Ubu,<\/div>\n<div>il Leone d&rsquo;Oro per la scultura alla Biennale di Venezia e il premio Laurence Olivier. &Egrave; stato nominato<\/div>\n<div>all&rsquo;Accademia Americana di Arti e Lettere e Commandeur des arts et des lettres in Francia. Wilson &egrave; il<\/div>\n<div>fondatore e il direttore artistico del Watermill Center, un laboratorio creativo dedicato alle arti, con sede<\/div>\n<div>a Watermill, Long Island.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 20 ottobre 2013 &ndash; ore 19.30 Robert Wilson in L&rsquo;ULTIMO NASTRO DI KRAPP di Samuel Beckett regia, scene e ideazione luci Robert Wilson costumi e collaborazione alle scene Yashi Tabassomi lighting design A.J. 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