
{"id":35651,"date":"2013-10-10T07:51:47","date_gmt":"2013-10-10T05:51:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=35651"},"modified":"2013-10-10T07:52:43","modified_gmt":"2013-10-10T05:52:43","slug":"mattia-corvino-e-firenze-arte-e-umanesimo-alla-corte-del-re-di-ungheria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/35651\/arte\/mattia-corvino-e-firenze-arte-e-umanesimo-alla-corte-del-re-di-ungheria.html","title":{"rendered":"Mattia Corvino e Firenze. Arte e umanesimo alla corte del re di Ungheria"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center;mso-outline-level:\n1\"><b><span lang=\"HU\" style=\"font-size:12.0pt;\nfont-family:Garamond\">Biblioteca Monumentale, Museo di San Marco, Firenze<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center\"><b><span lang=\"HU\" style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center\"><b><span lang=\"HU\" style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">10 ottobre 2013 &ndash; 6 gennaio 2014<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><b><i><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/i><\/b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-large wp-image-35653\" height=\"251\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/10\/image001-500x251.png\" title=\"image001\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/10\/image001-500x251.png 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/10\/image001-300x150.png 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/10\/image001.png 795w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><b><span lang=\"HU\" style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Il 10 ottobre 2013, <\/span><\/b><span lang=\"HU\" style=\"font-size:12.0pt;font-family:\nGaramond\">nell&rsquo;<b>anno della cultura italiana in Ungheria e ungherese in Italia<\/b>, si aprir&agrave; al <b>Museo di San Marco<\/b> una mostra&nbsp; incentrata sulla figura di <b>Mattia Corvino, re d&rsquo;Ungheria dal 1458 al 1490,<\/b> e, sulla trama di rapporti che legarono quel re all&rsquo;Umanesimo e a Firenze, alla sua cultura e alla sua arte. E&rsquo; inevitabile che ci&ograve; comporti uno <b>sguardo parallelo su Lorenzo il Magnifico<\/b>, che&nbsp; di quella cultura e di quell&rsquo;arte fiorentina fu assertore e propagatore, oltre che mecenate, e della storia fiorentina di quegli anni fu protagonista. &ldquo;Nei rispettivi scenari di citt&agrave;, palazzi, cenacoli di intellettuali, grandeggiano i due protagonisti Lorenzo de&rsquo; Medici detto il Magnifico e re Mattia Corvino, uniti non solo e non tanto da relazioni diplomatiche quanto dalla comune personale passione per il sapere antico e moderno racchiuso nei libri, a loro volta custoditi in biblioteche insigni anche per la loro bellezza&rdquo; (Cristina Acidini).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">L&rsquo;idea di realizzare a Firenze una simile esposizione &egrave; stata concepita dal Soprintendente, <b>Cristina Acidini<\/b>, dopo la visione delle mostre realizzate a Budapest nel 2008 per il 550simo anniversario dell&rsquo; inizio del regno di Mattia Corvino in Ungheria, dal Museo Storico di Budapest e da altre istituzioni, che hanno aperto nuove e stimolanti prospettive di conoscenza sulle relazioni intercorse tra l&rsquo;Ungheria e l&rsquo;Italia gi&agrave; a partire dal Trecento e sulla diffusione dell&rsquo;Umanesimo in terra ungherese.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">La mostra si &egrave; concretizzata in un progetto espositivo, elaborato congiuntamente da studiosi ungheresi e fiorentini: <i>P&eacute;ter Farbaky, <\/i>storico dell&rsquo;arte e vicedirettore del Museo Storico di Budapest, <i>D&aacute;niel P&oacute;cs<\/i>, storico dell&rsquo;arte dell&rsquo; Istituto di Storia dell&rsquo;Arte dell&rsquo;Accademia delle Scienze<i>, Enik\u0151 Spekner&nbsp; <\/i>storico e<i> Andr&aacute;s V&eacute;gh <\/i>archeologo &#8211; storico, entrambi del Museo Storico di Budapest, Magnolia Scudieri, direttore del Museo di San Marco, e Lia Brunori.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">La scelta di San Marco come sede non &egrave; casuale, dato il ruolo ricoperto nello sviluppo della cultura umanistica dalla Biblioteca del convento domenicano, nel cui ambiente monumentale la mostra &egrave; stata allestita. Costruita per volere di <b>Cosimo de&rsquo; Medici nel 1444<\/b> e arricchita della straordinaria raccolta di testi appartenuti all&rsquo;umanista <b>Niccol&ograve; Niccoli<\/b>, essa &nbsp;fu <b>la prima biblioteca &bdquo; pubblica&rdquo; del Rinascimento<\/b>, dove, in epoca laurenziana, si incontravano personaggi come <b>Marsilio Ficino<\/b>, <b>Pico della Mirandola<\/b>, <b>Agnolo Poliziano<\/b>. Tra questi, sono da annoverare anche coloro che direttamente, o indirettamente, entrarono in contatto con Mattia Corvino o con il suo ambiente.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">La mostra si &egrave; posta, quindi, l&rsquo;obiettivo di delineare, <b>un panorama sulla capacit&agrave; di penetrazione e di diffusione della cultura fiorentina in territorio ungherese,<\/b> tramite gli umanisti e gli artisti, e sul suo utilizzo per costruire una rappresentazione celebrativa del re ungherese, che voleva raggiungere una posizione egemonica in Europa e porsi agli occhi degli altri potenti come il principale difensore della Cristianit&agrave; contro il pericolo ottomano. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">Pertanto, dopo aver tratteggiato l&rsquo;ambiente culturale in cui si colloca la vicenda biografica e la formazione culturale di Mattia Corvino, la mostra cerca di ricostruire, attraverso l&rsquo;esposizione di opere di artisti fiorentini appartenute o donate al re ungherese e di artisti ungheresi influenzati dai fiorentini, &nbsp;i contatti di quest&rsquo;ultimo con Firenze. Tali contatti, avvenuti per lo pi&ugrave; tramite i suoi emissari e consiglieri, risulteranno determinanti per le scelte culturali e artistiche che portarono al rinnovamento &ldquo;rinascimentale&rdquo; della corte ungherese. &nbsp;Esso interess&ograve; sia l&rsquo;architettura che la decorazione scultorea del <b>Palazzo di Buda<\/b> <b>e della residenza estiva di Visegr&aacute;d<\/b>, testimoniato in mostra da reperti scultorei &ldquo;all&rsquo;antica&rdquo;, di grande importanza sul piano documentario, anche se frammentari, &nbsp;recuperati in scavi recenti.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">Il fascino esercitato dall&rsquo;arte fiorentina e dal gusto mediceo e <b>gli stretti rapporti che legarono Buda a Firenze e Mattia a Lorenzo <\/b>trovano la pi&ugrave; evidente manifestazione nell&rsquo;esposizione del prezioso <b><i>Drappo del trono di re Mattia Corvino,<\/i><\/b><i> <\/i>&nbsp;<b>uscito dalla bottega di Antonio del Pollaiolo<\/b>. Il manufatto riassume in s&eacute; l&rsquo;amore per i motivi classicheggianti allora in voga a Firenze, la presentazione di tipologie compositive elaborate dai maggiori artisti fiorentini del tempo e la straordinaria abilit&agrave; nell&rsquo;arte tessile raggiunta dalle manifatture locali.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">La mostra &egrave; dunque occasione anche per sottolineare come Firenze, nella seconda met&agrave; del Quattrocento, attraverso i suoi artisti, fosse capace di divulgare presso sedi prestigiose come la corte ungherese un&rsquo;immagine di citt&agrave; all&rsquo;avanguardia sul piano culturale e manifatturiero. Immagine, assai proficua anche sul piano economico, che Lorenzo il Magnifico contribu&igrave; molto a creare e a diffondere, stimolando e arricchendo con le opere della sua collezione le conoscenze dell&rsquo;Antichit&agrave; negli artisti della sua cerchia e inviando molti di loro presso altri mecenati. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">Una particolare attenzione viene riservata, in mostra, agli effetti che l&rsquo;influenza dell&rsquo;Umanesimo produsse nella ritrattistica ufficiale del re, che unisce moderni intenti realistici a tipologie &ldquo;all&rsquo;antica&rdquo;, con risultati evidentemente a lui graditi. L&rsquo;esemplare di maggior fascino si trova &nbsp;nella miniatura-ritratto contenuta in un volumetto encomiastico (Biblioteca Guarnacci, Volterra) dedicato a Mattia dal milanese Giovanni Francesco Marliano, realizzato a Milano nel <st1:metricconverter productid=\"1487, in\" w:st=\"on\">1487, in<\/st1:metricconverter> occasione delle nozze, in seguito annullate, del figlio naturale di Mattia Corvino, &nbsp;Giovanni, con Bianca Maria Sforza. &nbsp;Il bellissimo ritratto di Mattia, eseguito con ogni probabilit&agrave; da Ambrogio de Predis, sembra rivelare la qualit&agrave; di un&rsquo;invenzione di Leonardo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">L&rsquo;apprezzamento dell&rsquo;arte rinascimentale alla <b>corte di Buda<\/b> ricevette certamente stimolo anche dalla presenza di <b>Beatrice d&rsquo;Aragona<\/b>, <b>che Mattia spos&ograve; nel 1476<\/b>, le cui sembianze ci sono presentate in mostra dal mirabile <b>busto-ritratto di Francesco Laurana<\/b> (Frick Collection, New York).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><b><span lang=\"HU\" style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">La mostra offre anche la visione congiunta di due splendidi piatti di maiolica (Londra, Victoria and Albert Museum e New York, Metropolitan Museum) dono di nozze della famiglia Aragona per Beatrice e Mattia.<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">Nel percorso ideale di ricostruzione dei parallelismi esistenti tra Lorenzo e Mattia, la mostra ha focalizzato l&rsquo;attenzione sulla predilezione per &ldquo;lo Studiolo&rdquo; &#8211; luogo dei tesori e luogo di nutrimento dell&rsquo;anima &#8211; sul favore per il &ldquo;mito di Ercole&rdquo; in funzione autocelebrativa, sulla creazione di una biblioteca adeguata al rango, indispensabile strumento di conoscenza, ma anche di qualificazione e di legittimazione dinastica.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">In questa sezione della mostra trovano cos&igrave; spazio preziosi codici, provenienti dalla dispersa biblioteca corviniana, fatti copiare e miniare dal re a Firenze negli ultimi anni del nono decennio del Quattrocento, una parte dei quali, rimasta incompiuta alla sua morte nel 1490, entr&ograve; poi in possesso dei Medici. Tra questi sono esposti due volumi della Bibbia monumentale di Mattia illustrata nel 1489-1490 dai&nbsp; maggiori miniatori fiorentini dell&rsquo;epoca: <b>Attavante e Gherardo e Monte di Giovanni<\/b>. La miniatura della Bibbia, oltre ad essere un capolavoro d&rsquo;arte costituisce la pi&ugrave; esplicita rappresentazione celebrativa in forma simbolica di Mattia, e del suo potere, e del rapporto con Firenze, Lorenzo e la cerchia di umanisti.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">Il percorso espositivo si chiude con uno sguardo sul &ldquo;dopo Mattia&rdquo;. Lo stanno a documentare due dipinti e un oggetto simbolo. Il primo dipinto &egrave; il bel ritratto, di scuola nordica, che raffigura Giovanni Corvino, l&rsquo;erede a cui Mattia tent&ograve; invano di attribuire la legittimazione necessaria per succedergli, anche attraverso uno strategico matrimonio. L&rsquo;altro &egrave; il ritratto di <b>Bianca Maria Sforza<\/b>, la sposa prescelta per le nozze che sfumarono per motivi politici, dipinto da Ambrogio de Predis (Washington, National Gallery).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">L&rsquo;oggetto simbolico &egrave; lo <b>Stocco benedetto<\/b> (Budapest, Nemzeti M&uacute;zeum) che il papa Giulio II don&ograve; nel <st1:metricconverter productid=\"1509 a\" w:st=\"on\">1509 a<\/st1:metricconverter> Vladislao II, successore di Mattia, volendo identificarlo nel ruolo di difensore della Cristianit&agrave;, come gi&agrave; altri papi avevano fatto prima con Mattia.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">In conclusione, attraverso opere di varia tipologia &ndash; pittura, scultura, ceramica, miniatura &ndash; provenienti da vari musei e biblioteche d&rsquo;Europa e d&rsquo;Oltreoceano, la mostra vuole dimostrare come l&rsquo;umanesimo ungherese affondi le sue radici in Italia, e come, in ambito artistico, sia stata determinante la diffusione dello&nbsp; stile rinascimentale fiorentino. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">&nbsp;Un&rsquo;eredit&agrave; culturale rimasta fino ad oggi alla base della cultura ungherese. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\">La mostra &#8211; promossa dal Ministero dei beni e delle attivit&agrave; culturali e del turismo con <st1:personname productid=\"la Direzione Regionale\" w:st=\"on\">la Direzione Regionale<\/st1:personname> per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, <st1:personname productid=\"la Soprintendenza Speciale\" w:st=\"on\">la Soprintendenza Speciale<\/st1:personname> per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citt&agrave; di Firenze, il Museo di San Marco, Firenze Musei e l&rsquo; Ente Cassa di Risparmio di Firenze&nbsp; &#8211; &egrave; stata ideata da Cristina Acidini e, come il catalogo edito da Giunti,&nbsp; curata da P&eacute;ter Farbaky, D&aacute;niel P&oacute;cs, Andr&aacute;s V&eacute;gh, Enik&ouml; Spekner, Magnolia Scudieri e Lia Brunori.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span lang=\"HU\" style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-weight:bold\">Enel sostiene &ldquo;Un anno ad arte <st1:metricconverter productid=\"2013\u201d\" w:st=\"on\">2013&rdquo;<\/st1:metricconverter>,&nbsp; e quindi questa mostra che ne fa parte, confermando l&#39;attenzione per la valorizzazione culturale e artistica del patrimonio culturale e artistico della citt&agrave; di Firenze. Enel opera sul territorio fiorentino per coniugare l&rsquo;innovazione tecnologica con la tradizione della cultura fiorentina e italiana, di cui questa iniziativa &egrave; espressione di grande spessore.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biblioteca Monumentale, Museo di San Marco, Firenze &nbsp; 10 ottobre 2013 &ndash; 6 gennaio 2014 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il 10 ottobre 2013, nell&rsquo;anno della cultura italiana in Ungheria e ungherese in Italia, si aprir&agrave; al Museo di San Marco una mostra&nbsp; incentrata sulla figura di Mattia Corvino, re d&rsquo;Ungheria dal 1458 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/35651\/arte\/mattia-corvino-e-firenze-arte-e-umanesimo-alla-corte-del-re-di-ungheria.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Mattia Corvino e Firenze. 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