
{"id":35288,"date":"2013-09-27T07:12:19","date_gmt":"2013-09-27T05:12:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=35288"},"modified":"2013-09-27T17:14:28","modified_gmt":"2013-09-27T15:14:28","slug":"a-charleroi-lannuale-riunione-degli-abruzzesi-nel-mondo-il-meeting-dal-27-al-29-settembre-nel-paese-dove-il-premier-e-figlio-dun-emigrato-abruzzese-di-goffredo-palmerini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/35288\/cultura\/a-charleroi-lannuale-riunione-degli-abruzzesi-nel-mondo-il-meeting-dal-27-al-29-settembre-nel-paese-dove-il-premier-e-figlio-dun-emigrato-abruzzese-di-goffredo-palmerini.html","title":{"rendered":"A CHARLEROI L\u2019ANNUALE RIUNIONE DEGLI ABRUZZESI NEL MONDO Il meeting, dal 27 al 29 settembre, nel Paese dove il Premier \u00e8 figlio d\u2019un emigrato abruzzese  di Goffredo Palmerini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\">Parto il 26 settembre dall&rsquo;aeroporto di Roma Ciampino, a met&agrave; giornata, con un volo diretto a <b>Charleroi<\/b>. Quest&rsquo;anno l&rsquo;assemblea del <b>Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo<\/b> (CRAM) si tiene nella citt&agrave; dei Valloni, dal 27 al 29 settembre. E non a caso, come vedremo. E&rsquo; una bella giornata di sole, di quelle tiepide, come promettono le incipienti ottobrate romane che tanto intrigarono <b>Ottorino Respighi<\/b>. Man mano che l&rsquo;aereo guadagna il nord s&rsquo;increspano nuvole candide e cirri, disegnando al suolo arabeschi d&rsquo;ombre lungo la costa toscana e sulla campagna frammentata di colture cangianti, nelle tonalit&agrave; del verde e delle terre di Siena. Ma per quanto il sole insista ad irradiare a perpendicolo, gradatamente il cielo si chiude mentre la rotta guadagna la sua destinazione. La distesa di nuvole candide, quando l&rsquo;inesorabile discesa del velivolo la penetra, abbandonandosela alle spalle, finalmente lascia distinguere prati color smeraldo, campi ordinati e i boschi che coronano la citt&agrave;. Si atterra a Charleroi. Il cielo &egrave; coperto, ma per qui &egrave; una bella giornata che non promette pioggia. Assai sollecite le operazioni di riconsegna dei bagagli. All&rsquo;uscita 4 dell&rsquo;aeroporto l&rsquo;efficiente servizio di accoglienza predisposto da <b>Levino Di Placido<\/b>, presidente della Federazione delle Associazioni Abruzzesi in <b>Belgio<\/b> e componente del CRAM, ci conduce in citt&agrave;. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\">Pochi minuti per raggiungere la stazione di <b>Charleroi Sud<\/b>, di fronte alla quale c&rsquo;&egrave; l&rsquo;albergo dove alloggiamo. In quella stazione, nel secondo dopoguerra, stipati convogli assecondavano il sogno di futuro di centinaia di migliaia di nostri emigrati, specie dal meridione d&rsquo;Italia, per calarli nelle nere viscere della terra ad estrarre carbone. Una fetta cospicua di questa emigrazione era abruzzese. L&rsquo;8 agosto del 1956 la tragedia nella miniera di Bois du Cazier, a <b>Marcinelle<\/b>, rivel&ograve; con i numeri del disastro &#8211; &nbsp;262 morti di cui 136 italiani &#8211; l&rsquo;immane dimensione del sacrificio abruzzese, con 60 vittime, in gran parte originarie di <b>Manoppello<\/b>, <b>Lettomanoppello<\/b>, <b>Tuttivalignani<\/b>, <b>Roccascalegna<\/b>, <b>Farindola<\/b>. Una tragedia sul lavoro che denunci&ograve; la sommariet&agrave; se non l&rsquo;assenza delle condizioni di sicurezza in miniera, la lacunosit&agrave; della previdenza e dell&rsquo;assistenza ai lavoratori, il vergognoso contratto tra i due Stati, per il quale i lavoratori destinati in miniera avevano rilevanza solo per assicurare le forniture di carbone all&rsquo;Italia. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\">La tragedia, con la dolorosa eco che immediatamente si diffuse in Italia e nel mondo, costrinse i parlamenti e i governi a scrivere norme per la sicurezza sul lavoro e la previdenza. Quella data e quella tragedia sono ora state riconosciute nella memoria collettiva del Paese, come <b>Giornata del lavoro italiano nel mondo<\/b>. Le miniere di <b>Marcinelle<\/b>, per preservarne la memoria imperitura contro i tentativi di cancellarne la storia, trasformando la destinazione d&rsquo;uso del luogo, dall&rsquo;Unesco sono state &nbsp;di recente riconosciute <b>Patrimonio dell&rsquo;Umanit&agrave;<\/b>. Tante cose sono cambiate da quegli anni, per i nostri emigrati in <b>Belgio<\/b>. Oggi l&rsquo;<b>Abruzzo<\/b> pu&ograve; andare fiero d&rsquo;un fatto straordinario: il figlio d&rsquo;un emigrato abruzzese di <b>San Valentino<\/b>, in provincia di Pescara, &egrave; diventato Primo Ministro del Belgio. <b>Elio Di Rupo<\/b> &egrave; motivo d&rsquo;orgoglio per l&rsquo;Italia e per l&rsquo;Abruzzo, terra dei suoi padri. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><b><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\">Alessio Di Placido<\/span><\/b><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\">, il figlio di Levino, studente in Scienze della Comunicazione all&rsquo;Universit&agrave; di <b>Charleroi<\/b>, stava ad aspettarmi davanti all&rsquo;aeroporto. Mentre mi porta in macchina in citt&agrave;, attraversiamo la lunga teoria di officine e fonderie dismesse, retaggio del sistema industriale andato in crisi fin dalla fine degli anni Settanta e non ancora recuperato in destinazioni alternative. Vecchie ciminiere svettano al cielo con la loro patina di ruggine e di polvere, il sedime dove insistono &egrave; tuttora nero di polveri di carbone. La dimensione della trasformazione industriale, conseguente alla crisi della siderurgia europea sconfitta dai Paesi emergenti dell&rsquo;Asia e del Sud America, mostra tuttora i suoi limiti e le sue insufficienze nel volto ancora sfibrato della citt&agrave;, nelle aree d&rsquo;abbandono e di degrado, dove pure appaiono modeste iniziative, recenti o in atto, di sostituzione edilizia, di recupero urbano e di qualificazione dell&rsquo;arredo, specchio delle difficolt&agrave; che l&rsquo;economia locale ha dovuto scontare con l&rsquo;andata in crisi del sistema industriale. Questo mi par di comprendere, la mia impressione, facendo un rapido giro in citt&agrave; per annusarne l&rsquo;aria e il contesto economico e sociale, che, pure a rischio di possibili lacune e difetti di valutazione, la facies della citt&agrave; rivela tuttora nella sua pesantezza. L&rsquo;opera di restauro, attualmente in corso, certamente potr&agrave; restituire alla citt&agrave; il suo volto migliore, quello che ora si scorge all&rsquo;esterno del centro storico e nelle infrastrutture cittadine. &nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\">Stamattina, <b>27 settembre<\/b>, il <b>Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo<\/b> &#8211; composto da una trentina delegati delle comunit&agrave; abruzzesi all&rsquo;estero, dal&nbsp; delegato delle associazioni abruzzesi in Italia, dal rappresentante dell&rsquo;Osservatorio dell&rsquo;emigrazione, nato dalla recente riforma della legge regionale regolante il settore, dai tre Consiglieri regionali componenti del CRAM <b>Franco Caramanico<\/b>, <b>Riccardo Chiavaroli<\/b>, <b>Antonio Prospero<\/b> &#8211; far&agrave; visita al Parlamento Europeo, a <b>Bruxelles<\/b>. Della delegazione abruzzese faranno parte anche i Consiglieri regionali <b>Berardo Rabbuffo<\/b> ed <b>Emilio Nasuti<\/b>, presenti alla missione in <b>Belgio<\/b>, oltre che al dirigente del Servizio Emigrazione, <b>Giorgio Chiarini<\/b>, e del Capo Ufficio, <b>Assunta Ianni<\/b>. L&rsquo;incontro istituzionale al <b>Parlamento Europeo<\/b> &egrave; previsto per le ore 9. Alle ore 11 il CRAM apre i suoi lavori nella sede di rappresentanza della Regione Abruzzo a <b>Bruxelles<\/b>, sotto la presidenza del vice Presidente vicario <b>Franco Santellocco<\/b>, e si protrarranno per l&rsquo;intera giornata. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\">L&rsquo;agenda prevede, dopo i saluti istituzionali, la relazione sull&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;Ufficio Emigrazione, la presentazione del sito web del CRAM, le relazioni dei componenti dell&rsquo;organismo sulle attivit&agrave; condotte da associazioni e federazioni abruzzesi all&rsquo;estero e in Italia, la relazione del rappresentante dell&rsquo;Osservatorio dell&rsquo;Emigrazione, il dibattito sulle tematiche del settore, l&rsquo;aggiornamento dell&rsquo;Albo regionale delle Associazioni abruzzesi, la predisposizione d&rsquo;una proposta di bilancio preventivo per il settore emigrazione, l&rsquo;individuazione della sede dove tenere l&rsquo;Assemblea <st1:metricconverter productid=\"2014. In\" w:st=\"on\">2014. In<\/st1:metricconverter> serata visita alla <b>Grand Place<\/b> di <b>Bruxelles<\/b> e rientro in autobus a <b>Charleroi<\/b>. I lavori continueranno nella giornata di sabato <b>28 settembre<\/b> a <b>Marcinelle<\/b>, dopo una visita alle miniere di <b>Bois du Cazier<\/b>, con deposizione di una corona alle vittime della tragedia e l&rsquo;apposizione di una targa commemorativa della Regione Abruzzo. Prevedibile l&rsquo;impatto emotivo della visita e il forte significato simbolico di tenere, in uno degli edifici della miniera, i lavori del CRAM per l&rsquo;intera giornata. Quindi l&rsquo;incontro con le rappresentanze abruzzesi in <b>Belgio<\/b>, in una serata di gala che prevede un&rsquo;agape fraterna e festosa, con 300 partecipanti, e uno spettacolo musicale in onore del CRAM. Domenica<b> 29 settembre<\/b>, i lavori continueranno nel maniero di &nbsp;<b>Chateau sur Sambre<\/b>, con la presentazione delle risoluzioni finali poste all&rsquo;approvazione dell&rsquo;Assemblea. Nel pomeriggio visita alla Chiesa cattolica italiana di <b>Marchienne au Pont<\/b>. Il rientro a <b>Charleroi<\/b> in serata. L&rsquo;indomani le delegazioni faranno ritorno nei vari Paesi di provenienza. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond;\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: Garamond;\">Assai attiva &egrave; la Federazione delle Associazioni abruzzesi, presieduta da <b>Levino Di Placido<\/b>, dinamico imprenditore nato in <b>Belgio<\/b>, figlio d&rsquo;un minatore di <b>Pennapiedimonte<\/b>, in provincia di Chieti, emigrato nei primi anni Cinquanta. La comunit&agrave; abruzzese &egrave; punto di riferimento anche per altre associazioni regionali italiane nella citt&agrave; vallone. <b>Charleroi<\/b> &egrave; una citt&agrave; appena superiore ai 200 mila abitanti, la quarta del Belgio per numero di abitanti, dopo <b>Bruxelles<\/b>, <b>Anversa<\/b> e <b>Gand<\/b>. E&rsquo; attraversata dal fiume <b>Sambre<\/b>, utilizzato anche per il trasporto fluviale, con grosse chiatte che trasportano merci e materie prime. Nel 1977 la citt&agrave; aggreg&ograve; al suo municipio diversi comuni contermini, tra i quali appunto <b>Marcinelle<\/b>. Infine, pillole di storia civica. <b>Charleroi<\/b><\/span><b><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: Garamond;\"> <\/span><\/b><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: Garamond;\">ebbe origine da un piccolo villaggio chiamato Charnoy. Nel 1666&nbsp;gli Spagnoli vi edificarono una fortezza, chiamata Charles-Roy (Rey Carlos) in onore del re&nbsp;<b>Carlo II di Spagna<\/b>. L&rsquo;anno seguente i Francesi la conquistarono, iniziando un&rsquo;opera di espansione e abbellimento.&nbsp;<b>Luigi XIV<\/b>, il Re Sole,&nbsp;accord&ograve; diversi privilegi agli abitanti della citt&agrave; con l&rsquo;obiettivo di farla sviluppare sempre pi&ugrave;, ma il trattato seguito alla <b>Pace di Nimega<\/b> nel 1678 consegn&ograve; <b>Charleroi <\/b>nuovamente agli Spagnoli. La citt&agrave; ebbe poi un notevole sviluppo grazie all&rsquo;industria del carbone, del ferro e del vetro. Il vasto bacino carbonifero, dov&rsquo;erano insediate le miniere, &egrave; oggi completamente abbandonato. E&rsquo; chiamato <b>Pays Noir<\/b>, che definizione pi&ugrave; propria non poteva avere, viste le dominanze del nero che ancora restano impregnate nei luoghi del carbone e non solo<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parto il 26 settembre dall&rsquo;aeroporto di Roma Ciampino, a met&agrave; giornata, con un volo diretto a Charleroi. Quest&rsquo;anno l&rsquo;assemblea del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM) si tiene nella citt&agrave; dei Valloni, dal 27 al 29 settembre. E non a caso, come vedremo. 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