
{"id":34687,"date":"2013-08-22T17:40:00","date_gmt":"2013-08-22T15:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=34687"},"modified":"2013-08-22T17:40:00","modified_gmt":"2013-08-22T15:40:00","slug":"intervista-al-maestro-aldo-bernardi-di-franco-manzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34687\/cultura\/intervista-al-maestro-aldo-bernardi-di-franco-manzoni.html","title":{"rendered":"INTERVISTA al maestro Aldo Bernardi di Franco Manzoni"},"content":{"rendered":"<div>Un uomo vulcanico, estremamente creativo, idealista ma concreto. Raffinato direttore d&rsquo;orchestra, apprezzato violoncellista, musicoterapeuta e insegnante al Liceo musicale Carlo Tenca di Milano, Aldo Bernardi, 46enne milanese doc, ha ideato il Comitato Nazionale per la riproposizione dell&rsquo;educazione musicale di base in ogni ordine e grado di scuola (r). L&rsquo;idea &egrave; nata all&rsquo;interno della prestigiosa sede dell&rsquo;AMI (Associazione Mozart Italia) di Milano, che Bernardi presiede, filiazione del Mozarteum di Salisburgo. Negli ambienti culturali, musicali e politici italiani si sta parlando molto in questi giorni del progetto di Aldo Bernardi.<\/div>\n<div>\uf0b7 Maestro, quali i progetti dell&rsquo;AMI per la prossima Stagione?<\/div>\n<div>&ldquo; Nostro compito primario &egrave; portare la musica di Mozart a tutti.<\/div>\n<div>A settembre, presso la casa di riposo Verdi, proporremo il Quartetto in la maggiore KV298 (per flauto violino , viola e violoncello), mentre nella basilica di San marco, il 5 dicembre, giorno anniversario della morte del divino salisburghese, l&rsquo;Orchestra dell&rsquo;AMI-Milano eseguir&agrave; il Requiem in re minore KV 626 per quattro solisti, coro, orchestra e organo nella forma tradizionale completata da Franz Xavier Suessmayr. Altri nove concerti sono in locandina per il 2014, ma il mio sogno &egrave; di portare in aprile all&rsquo;Arena civica, dirigendole, dieci tra le migliori giovani orchestre italiane in una maratona-omaggio a Mozart.&rdquo;<\/div>\n<div>\uf0b7 E il comitato per l&rsquo;educazione musicale nelle scuole?<\/div>\n<div>&ldquo;Lo sto formando, con le personalit&agrave; pi&ugrave; sensibili al problema. Pi&ugrave; di 500 intellettuali ed artisti a Milano hanno aderito, quasi tremila in Italia. Lo scopo? Arrivare a costruire una coscienza civica nazionale che riesca a far approvare in Parlamento una legge, norme certe che introducano l&rsquo;educazione musicale di base nella scuola di ogni ordine e grado.&rdquo;<\/div>\n<div>\uf0b7 Ma con l&rsquo;attuale crisi economica, del lavoro e della politica, caro maestro, quale bisogno ed urgenza c&rsquo;erano di dar vita a questo Comitato?<\/div>\n<div>&ldquo;Comincer&ograve; a risponderle citando il secondo comma dell&rsquo;Articolo 4 della Costituzione italiana che dice: &rdquo;Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit&agrave; e la propria scelta, una attivit&agrave; o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ&agrave;&rdquo;. Ecco, proprio il progresso spirituale della societ&agrave; trovo sia quasi totalmente dimenticato dai nostri, politici, dai nostri governanti e spesso anche da tanti, troppi intellettuali e artisti, assai preoccupati del loro narcisistico e egoistico progresso di carriera e del personale conto in banca, pi&ugrave; che dell&rsquo;evoluzione spirituale del mondo in cui vivono e operano! Il progresso di un Paese si rileva non solo dalla misurazione dell&rsquo;avanzamento del benessere materiale delle persone, ma anche da quello spirituale! Sono fortemente convinto che le due cose siano inscindibilmente unite e, quindi, che non possa esistere nessun vero e duraturo progresso materiale senza quello spirituale e viceversa. A questo punto bisogna intendersi su cosa sia il progresso spirituale e soprattutto su come lo si costruisca. Vedo il progresso spirituale non come un&rsquo;astratta entit&agrave;, simile ad esempio allo Spirito Santo nella teologia cristiana, certo indispensabile al Padre e al Figlio per portare la Fede e il Bene all&rsquo;umanit&agrave;, ma assai poco definibile, tangibile e misurabile, bens&igrave; come un ingrediente concreto al pari della farina per fare il pane attraverso cui costruire la Strada maestra verso la felicit&agrave; degli individui. Come si costruisce prima e nutre poi lo Spirito? Semplice. Prima di tutto attraverso la Conoscenza e quindi l&rsquo;Istruzione che nella modernit&agrave; significa attraverso la Scuola. Nel nostro strano Paese, culla del sapere occidentale (basti pensare ad Eraclito, Pitagora, Socrate, Platone e Aristotele, ma anche ad Omero, Saffo, Virgilio, Catullo fino al sommo Dante senza dimenticarsi di Galileo, Volta, Giotto e Monteverdi&hellip; ), &egrave; sempre esistito un errato ma persistente dualismo tra Cultura scientifica e Cultura umanistica. Divisione assai errata ma all&rsquo;origine di una forma mentis, di una mentalit&agrave; comune responsabile di tante scelte fatte dai politici del passato e del presente, anche quando operate in buona fede. Quando poi entra in gioco la cenerentola delle Arti, cio&egrave; la Musica, il dualismo diventa addirittura triadico trasformandosi cos&igrave; in un &ldquo;trialismo insanabile&rdquo;, sempre riferendomi all&rsquo;anormale e paradigmatica realt&agrave; del nostro bel Paese. E s&igrave;, perch&eacute; la Musica prima e l&rsquo;Educazione musicale a seguire, prescindendo dal genere &#8211; sia chiaro che hanno pari valore e dignit&agrave; artistica democraticamente tutti i generi musicali, dal pop al jazz, al rock, dalla canzone d&rsquo;autore all&rsquo;opera lirica, dalla musica popolare ed etnica a quella classica e d&rsquo;avanguardia, purch&eacute; costruita con onest&agrave;, sapienza e genuina ispirazione -, &egrave; sempre stata considerata una realt&agrave; a s&eacute; stante, quasi fosse un&rsquo;entit&agrave; autonoma, che pu&ograve; servire a produrre spettacolo ed intrattenimento e non come dovrebbe essere a pieno diritto una tra le diverse branche del sapere e della cultura. Ma non dimentichiamoci che il pi&ugrave; grande umanista di tutti i tempi &egrave; stato proprio Leonardo da Vinci, che definirei la summa teologica incarnata tra i saperi, uno dei pi&ugrave; grandi geni dell&#39;umanit&agrave;, si occup&ograve; di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista e, in generale, progettista e inventore. Infatti all&rsquo;epoca non c&rsquo;erano affatto distinzioni tra i saperi, non esistevano una cultura scientifica ed una letteraria divise e quasi in antitesi tra loro come oggi. Sicuramente organizzeremo tramite il Comitato e l&rsquo;Associazione Mozart Italia di Milano un Convegno di Studi ad hoc che faccia luce sul problema. Per l&rsquo;utilit&agrave; di questa intervista il lettore riconosca come un dato di fatto e assuma su di s&eacute; l&rsquo;assioma che oggi la musica in Italia, nella mentalit&agrave; corrente e storicamente di quella almeno degli ultimi 150&deg; anni, &egrave; assolutamente divisa dalla cultura umanistica cos&igrave; come la cultura umanistico-letteraria lo &egrave; da quella scientifica.<\/div>\n<div>Naturalmente questo &ldquo;trialismo insanabile&rdquo; &egrave; un errore storico e di metodo e se si vuole correggerlo bisogna riconoscerlo; cos&igrave; come bisogna sapere e credere che lo sviluppo del pensiero letterario, filosofico, musicale e artistico, cio&egrave; che il progresso spirituale, concorre a pieno titolo al miglioramento della societ&agrave; e all&rsquo;evoluzione degli individui che la compongono, almeno al pari di quello scientifico-tecnologico. Ribaltando una celebre frase di un altrettanto illustre esponente del mondo politico ed economico che qualche anno fa stava per dimezzare i fondi nostrani del FUS (Fondo unico dello spettacolo), dicendo che &ldquo;Con la Cultura non si mangia&rdquo;, potrei affermare che la poesia e la musica sono indispensabili al nutrimento spirituale del cittadino tanto quanto lo sono il pane e l&rsquo;acqua che gli garantiscono la vita materiale!&rdquo;<\/div>\n<div>\uf0b7 Come mai ha fondato il Comitato Nazionale all&rsquo;interno dell&rsquo;Associazione Mozart Italia di Milano, in pratica la sede milanese della prestigiosa ed autorevole Fondazione del Mozarteum di Salisburgo? E che c&rsquo;entra Mozart con la mancanza di Educazione musicale nel nostro paese?<\/div>\n<div>&ldquo;Per due importanti ragioni: una ideale e l&rsquo;altra pi&ugrave; formale e gestionale. La prima &egrave; che per tutto quello che ha rappresentato nella sua epoca e per quello che rappresenta oggi e in futuro il genio del &ldquo;divin salisburghese&rdquo;, col suo immenso portato culturale, ci auguriamo che Wolfgang Amad&egrave; Mozart, il pi&ugrave; prolifico e divino tra i grandi compositori della storia della musica colta occidentale, sia di buon auspicio per il raggiungimento dello scopo del Comitato, vale a dire che, nonostante le enormi difficolt&agrave; di ogni genere, si arrivi davvero tra uno, dieci o cento anni, a costruire una coscienza civica nazionale che riesca a portare in Parlamento un disegno di legge prima e la sua conseguente approvazione poi, a prescindere dal colore o dai colori politici che amministreranno l&rsquo;Italia in quel momento, di norme certe che introducano lo studio dell&rsquo;Educazione musicale di base nella scuola di ogni ordine e grado. Ovviamente siamo ben consapevoli che tutto ci&ograve; richieder&agrave; una considerevole copertura finanziaria. Baster&agrave; cambiare qualche priorit&agrave; di spesa. Oggi, per esempio, basterebbe rinunciare non dico a tutti ma solamente alla met&agrave; degli acquisti per l&rsquo;ammodernamento degli armamenti militari, che si coprirebbe per pi&ugrave; di un decennio il costo del progetto educativo auspicato. Il secondo &egrave; di carattere pratico gestionale. Infatti il Consiglio Direttivo dell&rsquo;Associazione Mozart Italia di Milano amministra anche il Comitato in quanto lo Statuto lo prevede; inoltre tutte le autorevoli, competenti e prestigiose personalit&agrave;, che fanno parte gi&agrave; oggi dell&rsquo;Associazione Mozart Italia di Milano e dei suoi Comitati scientifici declinati in Dipartimenti di studio, sono co-fondatori e co-gestori assieme al Consiglio Direttivo, del Comitato stesso&rdquo;.<\/div>\n<div>\uf0b7 In questa fase iniziale quali consensi &egrave; riuscito a registrare? Quali le principali resistenze?<\/div>\n<div>&ldquo;In questa fase d&rsquo;esordio i consensi sono stati pressoch&eacute; unanimi. Ai molti che me lo hanno domandato spesso ho risposto che il consenso al progetto &egrave; stato finora pi&ugrave; che bipartisan. Cio&egrave; non vi &egrave; una connotazione partitica nel senso etimologico del termine &ldquo;di parte&rdquo; del Comitato. Infatti i consensi sono stati e provengono da tutti gli schieramenti politici in quanto &egrave; apparso immediatamente chiaro ai pi&ugrave; che il Comitato Nazionale sia stato creato appositamente per il miglioramento delle generazioni future. Da parte di alcuni la resistenza &egrave; stata un vizio tipicamente italiano: quello di credere che il Comitato, e la mia persona in particolare, sia strumentalizzato o strumentalizzabile da qualche forza politica e partitica specifica e soprattutto che, dietro al progetto politico dell&rsquo;istituzione della legge nazionale sull&rsquo;Educazione musicale di base, si voglia nascondere un progetto politico globale. Nulla di tutto ci&ograve;! E&rsquo; mai possibile che in Italia il clima sia cos&igrave; viziato e corrotto da far s&igrave; che nella mente delle persone che si occupano di politica, di amministrazione e di informazione non passi neppure per l&rsquo;anticamera del cervello che delle persone fanno tutto questo semplicemente per migliorare la societ&agrave; in cui viviamo e soprattutto per dare una chance di miglioramento alla societ&agrave; futura, quella di esclusiva &ldquo;propriet&agrave;&rdquo;, per ovvie ragioni anagrafiche dei nostri nipoti e dei figli dei loro figli?&rdquo;<\/div>\n<div>\uf0b7 Perch&eacute; i partiti politici dovrebbero cambiare la loro agenda mettendo come tema prioritario ed urgente l&rsquo;istituzione di una legge che introduca l&rsquo;Educazione musicale in ogni ordine e grado di scuola, quando sembra proprio che, aldil&agrave; del colore politico dei governi che si sono succeduti negli ultimi vent&rsquo;anni, l&rsquo;istruzione intera sia l&rsquo;ultima delle preoccupazioni dei governanti, tranne quando serve per fare rapida cassa, tagliando ore d&rsquo;insegnamento, materie e docenti ? Come &egrave; stata accolta finora l&rsquo;iniziativa? Pu&ograve; farci qualche nome di illustre personaggio o Istituzione che ha aderito al Comitato?<\/div>\n<div>&ldquo;La musica &egrave;, tra le arti, la pi&ugrave; effimera, la pi&ugrave; evanescente, quella meno afferrabile. Per essere percepita ha bisogno del tempo in cui propagarsi e ripetersi in modo che l&rsquo;ascoltatore ne possa intuire la sua forma nascosta e quindi il suo spazio intrinseco. Ma, a differenza di molti altri linguaggi, non ha bisogno di mediazioni razionali perch&eacute; raggiunge direttamente la sfera delle emozioni umane permettendo cos&igrave; l&rsquo;espressione profonda. Costruita da un lato secondo un sistema di segni rigorosamente aritmetico-matematici dall&rsquo;altro intrattiene rapporti con la sfera delle emozioni ma anche con quella dei linguaggi e della creativit&agrave;. Perci&ograve;, secondo le moderne neuroscienze, essa contribuisce armonicamente ad intessere legami profondi sia con l&rsquo;emisfero sinistro che con quello destro del nostro sistema nervoso centrale. In pratica stimola i processi nervosi e sinaptici attivando l&rsquo;intero encefalo dell&rsquo;individuo, quando ad esempio lo studio della matematica stimola quasi esclusivamente l&rsquo;emisfero sinistro del cervello e lo studio dell&rsquo;italiano quasi solo quello destro. Anche solo per questa importantissima ragione meramente neurofisiologica non si capisce perch&eacute; in Italia lo studio della musica di base non debba essere considerato formativo almeno al pari delle citate discipline presenti da sempre nel curricolo scolastico di tutti gli ordini e gradi di scuola e cio&egrave; dalla scuola materna all&rsquo;universit&agrave;. Ecco perch&eacute; i governanti dovrebbero rivoluzionare la propria agenda politica e mettere tra i primissimi posti, assieme al lavoro e alla sanit&agrave;, l&rsquo;istruzione e nella fattispecie l&rsquo;introduzione dove non c&rsquo;era (scuole materne, elementari licei e tutte le scuole superiori ad esclusione degli ex Istituti magistrali e turistici) e riproposizione dove c&rsquo;era ed ora &egrave; stata cancellata (ex Istituti magistrali e turistici) dell&rsquo;educazione musicale di base, cio&egrave; quell&rsquo;uso ed insegnamento della musica non per gli specialisti (per quelli che faranno della musica la propria professione, il che richiede peraltro una forte predisposizione e talento iniziale) ma di quella che tutti possono avvicinare ed apprendere senza possedere particolari doti. Ricordo solamente che l&rsquo;insegnamento della musica nelle scuole in Italia, paese di Monteverdi, Vivaldi, Rossini Verdi e Puccini, &egrave; tra le ultimissime posizioni al mondo, dietro anche all&rsquo;America Latina! Per quanto riguarda gli aderenti al Comitato, nomi singoli non ne faccio per non dimenticarne qualcuno che senz&rsquo;altro si offenderebbe. Per il resto, segnalo l&rsquo;adesione di: quasi tutto il mondo musicale ed artistico italiano, compresi i mensili musicali di settore attraverso i loro direttori responsabili, la SIAE, importanti Uffici Scolastici provinciali, alcuni Sindacati della scuola, diversi Enti territoriali provinciali e comunali, oltre alla Curia Arcivescovile di Milano, che ha dimostrato grande interesse e sensibilit&agrave; verso la proposta&rdquo;.<\/div>\n<div>\uf0b7 Quali sono le prossime iniziative che il Comitato intende compiere per avvicinarsi a questo ambizioso, arduo ma necessario traguardo legislativo?<\/div>\n<div>&ldquo;A questo punto del discorso mi sembra chiaro che la musica possa realmente cambiare il futuro dei giovani nel nostro Paese. Il Comitato Nazionale investir&agrave; tutte le energie, i mezzi, le risorse, ma soprattutto le menti e i cuori di chi gi&agrave; ne fa parte e di tutti i cittadini che si vorranno unire in questa battaglia di civilt&agrave;, organizzando convegni di studi, Concerti-Lezione per la scuole sul modello di quello fatto al Liceo Classico &ldquo;Parini&ldquo; di Milano nel marzo scorso, in cui erano gli stessi giovani esecutori che spiegavano il brano e l&rsquo;autore al pubblico di liceali e dei rispettivi genitori appena prima di interpretarlo. Si effettueranno anche Concerti-Lezione per adulti (tutta la Stagione 2014 dell&rsquo;Associazione Mozart Italia di Milano &egrave; costruita con taglio rigorosamente didascalico-pedagogico) e altri eventi come l&rsquo;esecuzione in importanti citt&agrave; italiane del Requiem di W. A. Mozart, assunto come evento simbolico perch&eacute; capace di richiamare sia moltitudini di cittadini dai pi&ugrave; eterogenei gusti musicali sia per esorcizzare, prima che sia troppo tardi, la paura dell&rsquo;imminente morte totale dello studio dell&rsquo;Educazione musicale di base nelle scuole italiane&rdquo;.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un uomo vulcanico, estremamente creativo, idealista ma concreto. Raffinato direttore d&rsquo;orchestra, apprezzato violoncellista, musicoterapeuta e insegnante al Liceo musicale Carlo Tenca di Milano, Aldo Bernardi, 46enne milanese doc, ha ideato il Comitato Nazionale per la riproposizione dell&rsquo;educazione musicale di base in ogni ordine e grado di scuola (r). 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