
{"id":34659,"date":"2012-08-28T10:42:08","date_gmt":"2012-08-28T08:42:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=34659"},"modified":"2013-08-18T10:43:36","modified_gmt":"2013-08-18T08:43:36","slug":"la-storia-dun-ragazzo-toscano-tra-dittatura-fascista-e-la-guerra-gli-anni-verdi-di-tony-ghezzo-in-un-libro-poi-alcune-note-sul-suo-sogno-americano-di-emanuela-medoro-e-goffredo-palmerini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34659\/libri\/la-storia-dun-ragazzo-toscano-tra-dittatura-fascista-e-la-guerra-gli-anni-verdi-di-tony-ghezzo-in-un-libro-poi-alcune-note-sul-suo-sogno-americano-di-emanuela-medoro-e-goffredo-palmerini.html","title":{"rendered":"LA STORIA D\u2019UN RAGAZZO TOSCANO, TRA DITTATURA FASCISTA E LA GUERRA Gli anni verdi di Tony Ghezzo in un libro, poi alcune note sul suo sogno americano  di Emanuela Medoro e Goffredo Palmerini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">&ldquo;<i>Vivere in bocca al lupo&rdquo;, <\/i>&egrave; il titolo di un libro scritto da <b>Salvatore Di Vita<\/b>, per la Thunderbird Press California, basato su una storia vera, dice il sottotitolo. La storia vera &egrave; la biografia di <b>Antonio Ghezzo<\/b> (27 luglio 1927), vice presidente di una banca, oggi in pensione, che attualmente vive a Pasadena, in <b>California<\/b>. La narrazione si svolge all&#39;inizio su due percorsi che ad un certo punto si incontrano. La microstoria della famiglia italiana Ghezzo, con trasferimenti, incontri, nascite,&nbsp; e morti si svolge in contemporanea con la macrostoria della nascita, diffusione, affermazione e crollo del fascismo. Le due storie si incontrano nel momento in cui Antonio Ghezzo inizia il suo percorso di formazione umana e sociale come figlio della lupa.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Da notare, nelle prime pagine del libro, la spiegazione della differenza di significato ed uso della parola fascio, negli Usa ed in Italia. Negli States &egrave; rappresentazione dell&rsquo;idea di federazione (E pluribus unum, from many one), in un movimento dal basso verso l&rsquo;alto. In Italia, invece, il significato ideologico era opposto, l&rsquo;idea di Stato indicava un movimento autoritario dall&rsquo;alto verso il basso, e trasform&ograve; la parola fascismo in una oscenit&agrave; (pag. 33-34). Il racconto, che riporto per sommi capi, si svolge dunque tra camicie nere, olio di ricino, delitto Matteotti, case del fascio e polizia segreta. E Antonio Ghezzo &egrave; prima un figlio della lupa, poi un balilla, obbligato a farlo per poter essere ammesso alla frequenza di una scuola pubblica.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Il succedersi delle vicende descrive il percorso di maturazione psicologica, umana, sociale e politica del ragazzo Antonio, attraverso le sue esperienze personali, dolorose per il corpo e per l&rsquo;anima, che&nbsp; generarono una lenta presa di coscienza della complessa realt&agrave; dei fatti. Centrale nella storia il&nbsp; rapporto fra il giovane Antonio e suo padre, il maresciallo Simeone Ghezzo, che fra le pareti domestiche pretendeva ubbidienza cieca ed assoluta, senza spazio alcuno per discussioni di sorta. &nbsp;In questo rapporto fatto di sentimenti contrastanti e dolorosi, nasce e si sviluppa nel giovane Antonio l&rsquo;idea di libert&agrave;, sia a livello individuale che sociale, come processo di liberazione da obblighi di sottomissione ed ubbidienza, di schiavit&ugrave; dell&rsquo;anima. Rilevante anche il rapporto con l&rsquo;amico Mario, con cui il ragazzo Antonio frequent&ograve; in divisa e con diligenza, le lezioni obbligatorie del sabato fascista, come balilla e poi come avanguardista. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Poi, mentre i due giovani, come tanti altri italiani, erano tenuti all&#39;oscuro delle vicende della guerra, il regime fascista cadde e dopo neanche due mesi ci fu la resa incondizionata agli alleati. In quel periodo la famiglia Ghezzo viveva a Firenze &nbsp;ed Antonio &nbsp;si ritrov&ograve; su un camion di tedeschi che lo trasportava al lavoro coatto da qualche parte. Attaccati da un gruppo di partigiani, i prigionieri italiani del camion tedesco riuscirono a fuggire. Per evitare di essere preso e fucilato all&#39;istante come disertore, ad Antonio non rest&ograve; altro che unirsi ad un gruppo di partigiani, per i quali svilupp&ograve; lentamente, dopo l&rsquo;iniziale diffidenza, una forma di ammirazione per il coraggio, la coerenza e la dedizione ai valori di libert&agrave; che dimostravano nell&rsquo;agire quotidiano.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">In particolare cito il rapporto d&rsquo;amicizia che Antonio, il partigiano Tommy, ebbe con il partigiano Cagnara, pi&ugrave; avanti negli anni di lui, che finita la guerra lo aiut&ograve; a mettersi nei panni del padre, a capirne le difficolt&agrave; ed a trovare con lui una via di riconciliazione in un&rsquo;Italia finalmente libera e democratica. Per concludere mi soffermo sul significato dell&rsquo;espressione &ldquo;in bocca al lupo&rdquo;. &nbsp;In italiano questa espressione &egrave; un augurio di successo; nel testo significa vivere in un posto sicuro. Nel caso di Antonio Ghezzo il posto sicuro &egrave; la famiglia. In particolare sua sorella Alba, in due circostanze, ricordandogli gli affetti familiari e le sofferenze della madre per le sue assenze,&nbsp; gli salv&ograve; la vita. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Particolarmente interessante la lettura di questo libro in lingua inglese. L&rsquo;autore scrive un inglese scorrevole e facilmente comprensibile anche per non nativi, traducendo espressioni, frasi e slogan propri del regime fascista nella lingua di Churchill, l&rsquo;odiato nemico da sconfiggere. La storia and&ograve; in un altro modo. E cos&igrave;, nata nell&rsquo;anno dello scoppio della guerra che doveva durare solo due mesi, anzich&eacute; parlare il tedesco del Reich dei 1000 anni, parlo, con grande soddisfazione, l&rsquo;inglese della Regina Elisabetta e di Barack Obama. Appreso con sacrificio e duro lavoro, mi ha dato di che vivere e la possibilit&agrave; di contatto con culture e mondi lontani.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">&nbsp; &nbsp;&nbsp;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Non posso fare a meno di ricordare, accanto a <b>Tony Ghezzo<\/b>, <b>Oriana Fallaci<\/b>, che al tempo della guerra viveva a <b>Firenze<\/b> come lui. L&rsquo;amico fraterno di Antonio, Mario, frequentava a Firenze il Liceo Classico &ldquo;G. Galilei&rdquo; in via Martelli, come O. Fallaci. &nbsp;Lei, a soli quattordici anni con una bicicletta assai malandata faceva la staffetta tra la citt&agrave; ed i gruppi partigiani e miracolosamente sopravvisse al bombardamento di un ponte di Firenze. Il padre di Oriana, Edoardo, fu fatto prigioniero dalla banda Carit&agrave;, &ldquo; forse la pi&ugrave; infame delle unit&agrave; speciali della polizia fascista&rdquo; (pag. 202 del testo di <b>Salvatore Di Vita<\/b>). Fu liberato, dopo essere stato torturato a lungo, per il coraggioso intervento della moglie Tosca.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Ricordo anche il concittadino aquilano <b>Mario Fratti<\/b>, come <b>Tony Ghezzo<\/b> nato nel 1927. Solo in tempi recenti ha reso noto il suo rapporto di fraterna amicizia con <b>Giorgio Scimia<\/b>, uno dei 9 giovani aquilani barbaramente trucidati dai nazisti il 23 Settembre 1943. <b>Mario Fratti<\/b> ha rivelato che lui avrebbe potuto essere il decimo martire; invitato ad unirsi al gruppo che si dava alla macchia per combattere i tedeschi, rifiut&ograve; di partecipare, poich&eacute; erano praticamente disarmati. <b>Mario Fratti<\/b> cap&igrave; che il loro impegno, ispirato da ideali di libert&agrave; e democrazia, era di fatto privo dei mezzi adeguati per combattere l&rsquo;odiato nemico. Da annotare, inoltre, che <b>Antonio Ghezzo<\/b>, <b>Oriana Fallaci<\/b> e <b>Mario Fratti<\/b> hanno trovato una via d&rsquo;uscita dagli anni convulsi della rinascita italiana del dopo guerra, nell&rsquo;emigrazione negli USA. Infatti Tony Ghezzo e Mario Fratti<b> <\/b>sono diventati cittadini americani, mentre la Fallaci compr&ograve; un appartamento nell&rsquo; Upper East Side di <b>New York<\/b>, dove visse a lungo con un permesso di soggiorno illimitato.&nbsp; (<i>e.m.)<\/i><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Georgia\">***<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Conobbi <b>Anthony Ghezzo<\/b> (Tony) a <b>Los Angeles<\/b>, nel Gennaio del 2005. Bench&eacute; fosse toscano, la sua forte amicizia con <b>Giulio Steve Inglese<\/b>, un sulmonese di grande valore, esponente di spicco dell&rsquo;Associazione Abruzzese e Molisana di California, l&rsquo;aveva di fatto aggregato alla comunit&agrave; abruzzese della metropoli californiana. Ero componente d&rsquo;una delegazione delle istituzioni cinematografiche aquilane in missione culturale presso l&rsquo;universit&agrave; di <b>Los Angeles<\/b> (UCLA) e l&rsquo;Associazione volle tenerci ospiti in una simpatica serata conviviale in un bel locale presso San Fernando, cittadina a pochi chilometri dalla metropoli sull&rsquo;autostrada Interstate 5 che va verso la capitale <b>Sacramento<\/b>, l&rsquo;<b>Oregon<\/b> e ancora pi&ugrave; a nord verso il confine canadese. Fu in quell&rsquo;occasione che conobbi Tony. Da allora siamo in contatto quasi ogni giorno, scambiandoci notizie, impressioni e belle immagini del lato mondo. Ci siamo poi incontrati nel 2006, a <b>Santiago del Cile<\/b>, insieme a <b>Giulio Inglese<\/b> &#8211; per alcuni anni componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM), amico stupendo e indimenticabile, scomparso un anno fa &#8211; e due &nbsp;volte all&rsquo;Aquila, in occasione dei viaggi in Italia promossi in anni diversi dall&rsquo;Associazione abruzzese e impeccabilmente organizzati da <b>Bart Inglese<\/b>, il fratello di Giulio. Con grande piacere gli feci da cicerone, portando il gruppo alla scoperta delle meraviglie dell&rsquo;Aquila. &nbsp;Allora conobbi anche Giovanna, moglie ed anima gemella di Tony. Formano una bella coppia di ragazzi innamorati, a dispetto dell&rsquo;et&agrave;. Tony ha ora 85 anni.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">E&rsquo; della sua storia in America che vi voglio parlare, del come e del perch&eacute; un giovane impiegato statale delle Imposte a 29 anni abbia deciso di lasciare un lavoro sicuro e invidiato &#8211; a quei tempi ma anche in quelli difficili che stiamo attraversando &#8211; per il sogno americano. Forse la voglia di tentare un avvenire diverso in un Paese con innumerevoli opportunit&agrave;, forse il desiderio di conquistare pienamente la propria libert&agrave;, fatto sta che nel 1956 Tony aveva prenotato il suo viaggio per gli <b>Stati Uniti<\/b> con l&rsquo;<b><i>Andrea<\/i> <i>Doria<\/i><\/b>, in quello che sarebbe stato l&rsquo;ultimo viaggio del transatlantico che, a largo della costa americana, fu sfondato dalla <b><i>Stockholm<\/i><\/b> per poi inabissarsi. Il caso volle, per sua fortuna, che il Ministero delle Finanze gli concesse di poter lasciare l&rsquo;impiego 30 giorni prima della data inizialmente richiesta. &ldquo;<i>Durante l&rsquo;ultimo mese in ufficio &#8211; <\/i>racconta <b>Tony Ghezzo<\/b> &#8211; <i>avevo chiesto al Ministero che il mese di ferie che mi spettava per il 1956 mi permettesse di lasciare l&rsquo;amministrazione dello Stato 30 giorni prima della data approvata. Avendo il Ministero accettato la mia richiesta, mi recai immediatamente all&rsquo;agenzia di viaggi per cambiare la data della partenza. Era mio desiderio fare il viaggio con l&rsquo;Andrea Doria, sulla quale nave mia sorella Alba, che tuttora vive nell&rsquo;Illinois, aveva viaggiato molto comodamente qualche mese prima nel suo ritorno in America, dopo le sue vacanze in Italia. All&rsquo;agenzia, con mio rammarico, mi si disse che non avrei potuto fare il viaggio con l&rsquo;Andrea Doria durante il mese di Giugno 1956, perch&eacute; la nave non aveva pi&ugrave; posti disponibili. Avrei invece potuto imbarcarmi sulla nave americana Constitution che mi dava l&rsquo;opportunit&agrave; di cambiare la data di partenza anticipando il viaggio di 30 giorni. A fine Giugno sbarcai a New York. Quattro settimane dopo il mio arrivo in America &#8211; ero a casa di mia sorella Alba, a Chillicothe nell&rsquo;Illinois &#8211; appresi dalla Tv la tragedia dell&rsquo;Andrea Doria nel mezzo dell&rsquo;Atlantico. Il mio &lsquo;angelo custode&rsquo; continuava a proteggermi&rdquo;. <o:p><\/o:p><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><i><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Secondo il contratto di lavoro che <b>Tony<\/b> <b>Ghezzo<\/b> aveva firmato nel Febbraio 1956 al Consolato americano di <b>Genova<\/b>,&nbsp; la societ&agrave; Caterpillar Tractor Co. s&rsquo;impegnava ad assicurargli un impiego per 5 anni. Due funzionari della Caterpillar erano al Consolato Generale Usa di Genova per tenere colloqui con ingegneri italiani che avevano fatto richiesta di lavorare alla Company, in America. Fu cos&igrave; che Tony cominci&ograve; a lavorare alla Caterpillar, in <b>East Peoria<\/b>, in Luglio del &lsquo;56. Sfortunatamente un anno dopo, nell&rsquo;Agosto 1957, gli Usa piombarono in una forte recessione e la Caterpillar fu costretta a licenziare temporaneamente (<i>lay-off<\/i>) 14 mila impiegati. I primi a lasciare il lavoro furono quelli che avevano poca anzianit&agrave; di servizio, per cui Tony, che aveva solo 13 mesi d&rsquo;anzianit&agrave;, fu uno dei primi a dover abbandonare l&rsquo;impiego. &ldquo;<i>Settimanalmente<\/i> &#8211; ricorda Tony &#8211; <i>mi mettevo in fila per ricevere l&rsquo;assegno di disoccupazione<\/i>. <i>Mentre diversi giovani temporaneamente licenziati erano felici della situazione, perch&eacute; il tempo libero del <\/i>lay-off<i> potevano impiegarlo lavorando nella &ldquo;farm&rdquo; che possedevano, per me l&rsquo;essere disoccupato era causa d&rsquo;imbarazzo, perch&eacute; mi sentivo umiliato a dover riscuotere la disoccupazione<\/i>&rdquo;. Provvidenzialmente Tony faceva parte d&rsquo;un gruppo di giovani organizzati nel Young Christian Workers (YCW) che si dava da fare per aiutare i poveri di <b>Peoria<\/b>, consegnando buste piene di cibo in scatola o congelato. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Il gruppo di <b>Tony<\/b> era organizzato e diretto da un prete. Durante una riunione il prete chiese al gruppo cosa si potesse fare per alleviare il problema dei disoccupati. &ldquo;<i>Gli feci presente<\/i> &#8211; continua a raccontare Tony &#8211; <i>che anch&rsquo;io ero un disoccupato, essendo stato messo in<\/i> &ldquo; laid-off&rdquo; <i>dalla Caterpillar<\/i>. <i>Il padre fu molto sorpreso perch&eacute; riteneva che io avessi un ottimo impiego. Immediatamente si prodig&ograve; a farmi un biglietto di presentazione per la Madre Superiora, direttrice del St. Francis Hospital di Peoria. Dopo due lunghi colloqui, fui assunto ed iniziai a lavorare nel &ldquo;Purchasing Dept&rdquo;, responsabile per gli acquisti degli undici ospedali delle Sisters of the Third Order of St. Francis, situati in Illinois, Iowa e Michigan<\/i>. <i>Il mio capufficio, un avvocato ungherese di Budapest, mi esort&ograve; ad iscrivermi ai corsi serali dell&rsquo;Universit&agrave; Breadly di Peoria per ottenere il diploma di Purchasing Agent. Lo feci con grande sacrificio, perch&eacute; spesso mi toccava studiare durante la notte. Condensai 3 anni di ragioneria ed ottenni il diploma<\/i>&rdquo;. Fu cos&igrave; che <b>Tony<\/b> ottenne una promozione e fu messo a dirigere il PIC (Perpetual Inventory Control), che era il precursore dei sistemi informatizzati venuti con l&rsquo;avvento del computer. Fu questo un affidamento di grande responsabilit&agrave; che gli apr&igrave; le porte ad un altro importante incarico: la centralizzazione degli altri 10 ospedali delle <i>Sisters<\/i>. &nbsp;&ldquo;<i>Completata la centralizzazione e dopo aver organizzato un &ldquo;Code Book&rdquo; che elencava tutti gli articoli che venivano giornalmente prelevati dai vari reparti degli ospedali<\/i> &#8211; continua a raccontare Tony &#8211; <i>cominciai a viaggiare con una giovane suora che aveva una laurea in &ldquo;Hospital Administration&rdquo;<\/i> <i>conseguita all&rsquo;Universit&agrave; di St. Louis, nel Missouri, ed insieme organizzammo i primi 3 ospedali in Iowa, poi i 5 ospedali nell&rsquo;Illinois. Ogni ospedale richiedeva un minimo di due mesi di tempo per istruire il personale sul nuovo sistema PIC. Nel Luglio 1962 ottenni tre settimane di ferie e mi recai in Italia per sposarmi con Giovanna: ci conoscevamo da bambini, cio&egrave; da quando lei aveva 7 anni ed io 11. Ci sposammo il 4 Agosto a Fiesole<\/i>. <i>Al mio ritorno in America, avrei dovuto viaggiare nel Michigan per organizzare i 3 ospedali delle Sisters a Menomini, Escanaba e Marquette (Upper Peninsula). Ma quando Giovanna, dopo aver finalmente ottenuto il visto dal Consolato americano di Firenze, mi raggiunse negli Usa, il freddo dell&rsquo;Illinois non la mise davvero in una buona disposizione d&rsquo;animo e fui costretto ad abbandonare quello Stato e le Sisters of the Third Order of St. Francis e far vela verso la California, seguendo il consiglio di mia sorella Lida che gi&agrave; viveva in California da qualche anno&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">Aveva esitato non poco, prima di lasciare le &ldquo;Sisters&rdquo;, anche perch&eacute; gli avevano promesso una buona promozione. Ma Giovanna e il matrimonio erano pi&ugrave; importanti. Cos&igrave; si decise a seguire il consiglio di sua sorella Lida che gli aveva ricordato il detto tutto americano &ldquo;Move West Young Man&rdquo;. Mi racconta ancora <b>Tony<\/b>: &ldquo;<i>Noleggiai un rimorchio U-Haul per coprire le 3.000 miglia circa che ci separavano da Los Angeles e l&rsquo;8 di Dicembre 1962 lasciammo Peoria con una tormenta di neve alle spalle che ci segu&igrave; per quasi 700 miglia; verso le 8 di sera arrivammo ad Amarillo, in Texas, dopo un viaggio diretto di 1008 miglia, facendo solo brevi soste per rifornirci di benzina. Per me e Giovanna aveva cos&igrave; inizio la &ldquo;buona stagione&rdquo;. Due giorni dopo arrivammo a casa di Lida, in El Monte, in California<\/i>&rdquo;. Nei primi giorni si preoccup&ograve; d&rsquo;inviare il suo curriculum vitae ad una trentina d&rsquo;ospedali e a grandi Corporations<i> <\/i>nel sud della <b>California<\/b>. &ldquo;<i>Dopo due mesi di completo silenzio<\/i> &#8211; aggiunge Tony &#8211; <i>nel giro di due giorni ricevetti 3 richieste<\/i> <i>di colloquio per impiego: un posto all&rsquo;ospedale di Boron, vicino a Lancaster; uno al comune di Santa Barbara e uno ai Grandi Magazzini May Co. di Los Angeles. Accettai l&rsquo;impiego con la May Co. perch&eacute; era il pi&ugrave; pratico e conveniente, cio&egrave; la localit&agrave; pi&ugrave; vicina alla casa che avevamo affittato a Monterey Park. Vi&nbsp; lavorai per 4 anni nel Purchasing Departement, convertendo i 18 May Co. Stores al centralized purchasing&nbsp; PIC, sistema che avevo appreso ed applicato efficacemente nell&rsquo;Illinois&rdquo;<\/i>. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">In quegli stessi anni <b>Ghezzo<\/b> riprese con determinazione e costanza gli studi presso la UCLA, prestigiosa universit&agrave; di <b>Los Angeles<\/b>, seguendo corsi in Computer Programming, Government Contracts, Data Processing, finalmente ottenendo un diploma di laurea in Professional Designation in Purchasing Management. Dopo 4 anni alla May Co. Tony venne a sapere che la Home Savings, la pi&ugrave; grande banca di risparmio (Savings and Loan) degli Stati Uniti aveva bisogno di un Purchasing Agent con valida esperienza. Fu ascoltato in colloquio da tre Vice Presidenti esecutivi e assunto due giorni dopo, il 1&deg; Febbraio 1967. Alla Home Savings <b>Anthony Ghezzo<\/b> ha fatto un&rsquo;ottima carriera, promosso Assistant V.P. dopo solo 3 mesi e poi raggiungendo la qualifica di vice Presidente che ha mantenuto per oltre 25 anni. &ldquo;<i>Anche alla Home Savings ho implementato il PIC che avevo appreso all&rsquo;Universit&agrave; dell&rsquo;Illinois, prodigandomi nel convertire il vecchio sistema PIC alle nuove apparecchiature telematiche<\/i>&rdquo;, &nbsp;conclude <b>Tony Ghezzo<\/b>. Nel 1992, a 65 anni, <b>Tony Ghezzo<\/b> &egrave; andato in pensione, dedicando molto del suo tempo libero alla comunit&agrave; italiana, diventando membro di ben sette associazioni e club italiani. E&rsquo; anche in questi anni che egli amplia la sua collaborazione giornalistica con il settimanale <i>L&rsquo;Italo Americano<\/i>, la pi&ugrave; antica testata italiana in America &#8211; &egrave; stata fondata nel 1908 dal fiorentino <b>Gabriello Spini<\/b> &#8211; che si pubblica a <b>Los Angeles<\/b>, con redazioni a San Diego e San Francisco. In doppia lingua, italiano e inglese, il settimanale raggiunge tutta la California ed &egrave; diffuso anche nel confinante Oregon. Sulle pagine del settimanale <b>Toni Ghezzo<\/b> cura una speciale rubrica di storia italiana e di resoconti di viaggio. Nel 1999 ha ricevuto varie onorificenze, tra le quali Pergamene di merito dal Sindaco e dalla Contea di <b>Los Angeles<\/b>, e il riconoscimento di &ldquo;<b><i>Man of the Year<\/i><\/b>&rdquo; &#8211; Uomo dell&rsquo;Anno. Da qualche settimana <b>Tony <\/b>ha compiuto 85 anni &ndash; &egrave; nato il 27 Luglio 1927 a Ravenna &ndash; e qualche giorno fa, con sua moglie <b>Giovanna<\/b>, hanno celebrato le &ldquo;nozze d&rsquo;oro&rdquo; per il loro 50&deg; anniversario di matrimonio. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\">&ldquo;<i>Da quando sono in pensione, una ventina di anni, continuo a frequentare con pi&ugrave; assiduit&agrave; la compagnia di amici sinceri, tra i quali molti abruzzesi, oltre a dilettarmi nella lettura di classici e di eventi storici del passato. Amo fare viaggi ed escursioni, che mi piace anche raccontare<\/i>&rdquo;, mi confida infine. Tre i figli di <b>Tony<\/b> e <b>Giovanna<\/b>: Marco (23 Gennaio 1964), Alan &nbsp;(29 Dicembre 1964) e Paolo (1 Settembre 1971), tutti nati in California. <b>Marco<\/b>, impiegato alla Hewlett Packard, ha sposato Nancy e hanno due figli, Alex (14 anni) e Nadine (12), vivono a Covina, vicino Pasadena; <b>Alan <\/b>ha sposato Jinny, lavorano entrambi alla IBM, hanno tre figli loro, Christina (23), Matthew (22) e Jonathan (8), e un figlio di colore adottato, Jonathan (8), vivono nel North Carolina; <b>Paolo<\/b> ha sposato Tricia, hanno un figlio, Dylan (8), vivono ad Altadena, nei pressi di Pasadena. Paolo lavora a Los Angeles come programmista di soggetti di fantascienza, mentre Tricia &egrave; vice direttore alla UCLA. Una bella e larga famiglia, quella di Tony e Giovanna, che vivono serenamente la loro quarta et&agrave; in &ldquo;giovinezza&rdquo; e armonia. (<i>g.p.<\/i>) <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Georgia\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;Vivere in bocca al lupo&rdquo;, &egrave; il titolo di un libro scritto da Salvatore Di Vita, per la Thunderbird Press California, basato su una storia vera, dice il sottotitolo. La storia vera &egrave; la biografia di Antonio Ghezzo (27 luglio 1927), vice presidente di una banca, oggi in pensione, che attualmente vive a Pasadena, in &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34659\/libri\/la-storia-dun-ragazzo-toscano-tra-dittatura-fascista-e-la-guerra-gli-anni-verdi-di-tony-ghezzo-in-un-libro-poi-alcune-note-sul-suo-sogno-americano-di-emanuela-medoro-e-goffredo-palmerini.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">LA STORIA D\u2019UN RAGAZZO TOSCANO, TRA DITTATURA FASCISTA E LA GUERRA Gli anni verdi di Tony Ghezzo in un libro, poi alcune note sul suo sogno americano  di Emanuela Medoro e Goffredo Palmerini<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[11291,17448,4914],"class_list":["post-34659","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libri","tag-ghezzo","tag-libri","tag-palmerini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34659"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34659\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34660,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34659\/revisions\/34660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}