
{"id":34253,"date":"2013-06-21T16:36:28","date_gmt":"2013-06-21T14:36:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=34253"},"modified":"2013-07-24T16:38:00","modified_gmt":"2013-07-24T14:38:00","slug":"al-museo-madre-di-napoli-thomas-bayrle-tutto-in-uno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34253\/arte\/al-museo-madre-di-napoli-thomas-bayrle-tutto-in-uno.html","title":{"rendered":"AL MUSEO MADRE DI NAPOLI THOMAS BAYRLE \u201cTUTTO-IN-UNO\u201d"},"content":{"rendered":"<div>THOMAS BAYRLE<\/div>\n<div>&ldquo;TUTTO-IN-UNO&rdquo;<\/div>\n<div>21 giugno-14 ottobre 2013<\/div>\n<div>terzo piano<\/div>\n<div>a cura di Devrim Bayar e Andrea Viliani<\/div>\n<div>organizzata da WIELS, Bruxelles in collaborazione con Museo MADRE,<\/div>\n<div>Napoli<\/div>\n<div>La mostra, organizzata in collaborazione con WIELS-Contemporary Art<\/div>\n<div>Centre di Bruxelles, &egrave; la pi&ugrave; ampia retrospettiva mai realizzata in Europa,<\/div>\n<div>e la prima in un&rsquo;istituzione pubblica italiana, dedicata all&rsquo;artista tedesco<\/div>\n<div>Thomas Bayrle (Berlino, 1937). Insieme ad altri<\/div>\n<div>artisti quali Sigmar Polke<\/div>\n<div>e Gerhard Richter, Bayrle &egrave; uno dei pionieri e dei principali esponenti<\/div>\n<div>della Pop Art in Germania, e uno degli artisti contemporanei pi&ugrave; influenti<\/div>\n<div>per la sua analisi dei differenti media, la sua riflessione sulla produzione e<\/div>\n<div>mediazione delle immagini<\/div>\n<div>contemporanee e sulla relazione fra dimensione<\/div>\n<div>pubblica e sfera privata all&rsquo;interno delle dinamiche della societ&agrave; dei<\/div>\n<div>consumi, delle ideologie e delle post-ideologie.<\/div>\n<div>Numerossissime le mostre personali che gli sono state dedicate dagli<\/div>\n<div>anni sessanta, fra cui &egrave; possibile citare: MAMCO-Mus&eacute;e d&rsquo;art Moderne et<\/div>\n<div>Contemporain, Ginevra (2009); Raven Row, Londra (2009); MACBA-Museu<\/div>\n<div>d&rsquo;Art Contemporani, Barcellona (2009); Museum Ludwig, Colonia<\/div>\n<div>(2008);<\/div>\n<div>FRAC Limousin, Limoges (2007); OCA-Office for Contemporary Art, Oslo<\/div>\n<div>(2007); MMK-Museum f&uuml;r Moderne Kunst, Francoforte (2006); Grazer<\/div>\n<div>Kunstverein, Graz; (2002) CCA, Kitakyushu (2001); Kunsthalle St. Gallen<\/div>\n<div>(1996); Portikus, Francoforte (1994 e 1990); Kunstverein<\/div>\n<div>Freiburg, Friburgo<\/div>\n<div>(1989); Kunsthalle Innsbruck (1988); Frankfurter Kunstverein (1987).<\/div>\n<div>Bayrle ha partecipato a molte fra le pi&ugrave; importanti biennali e mostre d&rsquo;arte<\/div>\n<div>contemporanea degli ultimi 50 anni, fra cui ricordiamo: Busan Biennale,<\/div>\n<div>2012; documenta 3, documenta 6 e dOCUMENTA(<\/div>\n<div>13), Kassel (1964, 1977 e<\/div>\n<div>2012); Gwangju Biennale (2006 e 2010), Athens Biennial, Atene (2009); 50&deg;<\/div>\n<div>e 53&deg; Biennale di Venezia (2003 e 2009); Biennale of Sydney (2008); Brussels<\/div>\n<div>Biennial, Bruxelles (2008); Kitakyushu Biennial (2007); 4&deg; Berlin Biennale,<\/div>\n<div>Berlino (2006).<\/div>\n<div>Incorporando, in piena guerra fredda, simboli sia della societ&agrave; capitalista<\/div>\n<div>sia di quella comunista,<\/div>\n<div>che si andavano entrambe definendo al di qua<\/div>\n<div>e al di l&agrave; del Muro di Berlino, ma anche continuando a interrogarsi sui<\/div>\n<div>meccanismi iconici e comunicativi della societ&agrave; globalizzata contemporanea,<\/div>\n<div>Bayrle ha probabilmente fornito il pi&ugrave; potente ritratto dell&rsquo;uomo-massa<\/div>\n<div>contemporaneo, della complessit&agrave; della sua situazione, oscillante fra io<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>e altri, fra solitaria alienazione e paradossale pluralit&circ; di relazioni. Sulla<\/div>\n<div>scia delle riflessioni della &ldquo;Scuola di Francoforte&rdquo;, nell&rsquo;individuazione<\/div>\n<div>di un&rsquo;identit&agrave; contemporanea ibrida che unisce consumo ed ecologia,<\/div>\n<div>propaganda e denuncia, sessualit&agrave;, o pornografia, e spiritualit&agrave;, o<\/div>\n<div>religione, Bayrle &egrave; una figura chiave, sia come artista sia come insegnante<\/div>\n<div>e intellettuale, per comprendere l&rsquo;arte, anzi, la funzione stessa dell&rsquo;arte<\/div>\n<div>nella societ&agrave; contemporanea. Nella ripetizione ossessiva, quasi piranesiana,<\/div>\n<div>di uno stesso motivo di base che va a comporre immagini in cui il micro<\/div>\n<div>genera il macro, il singolo elemento si connette all&rsquo;insieme (pratica di<\/div>\n<div>matrice minimal che &egrave; diventata il segno di riconoscimento di questo<\/div>\n<div>artista), le opere di Bayrle si basano su una costante sovrapposizione di<\/div>\n<div>stilemi e approcci della Pop Art, dell&rsquo;Arte Concettuale, della Op Art, fino<\/div>\n<div>a configurarsi come condensati stessi del linguaggio artistico delle neoavanguardie<\/div>\n<div>del secondo Novecento.<\/div>\n<div>Con oltre 200 lavori, dal 1960 a oggi, la mostra esplora tutte la fasi salienti<\/div>\n<div>della ricerca e i diversi aspetti della produzione dell&rsquo;artista, comprendendo<\/div>\n<div>opere provenienti da istituzioni museali<\/div>\n<div>e collezioni private italiane<\/div>\n<div>e internazionali. Curata da Devrim Bayar, curatrice presso il WIELSContemporary<\/div>\n<div>Art Centre di Bruxelles, e Andrea Viliani, la retrospettiva<\/div>\n<div>raccoglie opere realizzate con media molto diversi, dai collages ai dipinti<\/div>\n<div>di grandi dimensioni, dai film alla produzione grafica ed editoriale, dai<\/div>\n<div>plastici e dagli utopici\/distopici modelli architettonici alle prime macchine<\/div>\n<div>cinetiche, fino alle sue pi&ugrave; recenti installazioni meccaniche,<\/div>\n<div>offrendo una<\/div>\n<div>visione completa della carriera dell&rsquo;artista. In occasione della mostra, WIELS<\/div>\n<div>e MADRE produrranno un catalogo che includer&agrave; testi di Devrim Bayar,<\/div>\n<div>J&ouml;rg Heiser, Marta Kuzma e dell&rsquo;artista, oltre alle immagini di tutte le opere<\/div>\n<div>presenti nelle due mostre a Bruxelles e Napoli e a estesi apparati scientifici.<\/div>\n<div>Il catalogo, pubblicato in inglese da Walther K&ouml;nig Verlag e in italiano da<\/div>\n<div>Electa, articoler&agrave; un punto di vista inedito sul lavoro e sul processo<\/div>\n<div>creativo<\/div>\n<div>di un artista le cui opere sono il pi&ugrave; impressionante ritratto della societ&agrave; in<\/div>\n<div>cui viviamo, di cui nello stesso tempo rivelano la natura reticolare, interconnettiva,<\/div>\n<div>stratificata e, in ultima analisi, contraddittoria che ispira il titolo<\/div>\n<div>della mostra stessa, che ri-contestualizza l&rsquo;espressione &ldquo;tutto in uno&rdquo;, o &ldquo;tutto<\/div>\n<div>compreso&rdquo;.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>THOMAS BAYRLE &ldquo;TUTTO-IN-UNO&rdquo; 21 giugno-14 ottobre 2013 terzo piano a cura di Devrim Bayar e Andrea Viliani organizzata da WIELS, Bruxelles in collaborazione con Museo MADRE, Napoli La mostra, organizzata in collaborazione con WIELS-Contemporary Art Centre di Bruxelles, &egrave; la pi&ugrave; ampia retrospettiva mai realizzata in Europa, e la prima in un&rsquo;istituzione pubblica italiana, dedicata &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34253\/arte\/al-museo-madre-di-napoli-thomas-bayrle-tutto-in-uno.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">AL MUSEO MADRE DI NAPOLI THOMAS BAYRLE \u201cTUTTO-IN-UNO\u201d<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[11164,99,97],"class_list":["post-34253","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-bayrle","tag-museo-madre","tag-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34253"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34253\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34254,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34253\/revisions\/34254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}