
{"id":34249,"date":"2013-06-21T16:27:51","date_gmt":"2013-06-21T14:27:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=34249"},"modified":"2013-07-24T16:33:37","modified_gmt":"2013-07-24T14:33:37","slug":"al-museo-madre-di-napoli-giulia-piscitelli-intermedium","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34249\/arte\/al-museo-madre-di-napoli-giulia-piscitelli-intermedium.html","title":{"rendered":"AL MUSEO MADRE DI NAPOLI GIULIA PISCITELLI \u201cINTERMEDIUM\u201d"},"content":{"rendered":"<div>GIULIA PISCITELLI<\/div>\n<div>&ldquo;INTERMEDIUM&rdquo;<\/div>\n<div>21 giugno-30 settembre 2013<\/div>\n<div>secondo piano<\/div>\n<div>a cura di Andrea Viliani, Eugenio Viola<\/div>\n<div>(ciclo: Storie dell&rsquo;arte italiana)<\/div>\n<div>La mostra di Giulia Piscitelli (Napoli, 1965), una delle pi&ugrave; affermate<\/div>\n<div>artiste italiane della sua generazione, &egrave; la pi&ugrave; estesa personale dell&rsquo;artista<\/div>\n<div>organizzata da un&rsquo;istituzione pubblica italiana. La mostra &ndash; intitolata<\/div>\n<div>&ldquo;INTERMEDIUM&rdquo;, parola latina intesa dall&rsquo;artista nell&rsquo;accezione di stare<\/div>\n<div>nel mezzo, tra i limiti di spazio e di tempo che determinano un processo<\/div>\n<div>creativo non ancora concluso, aperto alle possibilit&agrave; e non assoluto &ndash; unir&agrave;<\/div>\n<div>opere prodotte dall&rsquo;inizio degli anni novanta a oggi, molte delle quali inedite,<\/div>\n<div>che sottolineano i diversi aspetti della produzione artistica dell&rsquo;artista<\/div>\n<div>napoletana, con particolare attenzione alla perlustrazione<\/div>\n<div>della geografia<\/div>\n<div>sociale, economica e culturale di una citt&agrave; come Napoli, in cui Piscitelli<\/div>\n<div>fond&ograve; e fu animatrice dal 1992 al 1994, insieme a Lorenzo Scotto di Luzio<\/div>\n<div>e Pasquale Cassandro, di un&rsquo;esperienza quale Spazio Aperto. Dai dipinti<\/div>\n<div>su stoffa ai lavori fotografici, dalle installazioni site specific ai documenti<\/div>\n<div>video, la mostra offre una visione completa della sua ricerca. Non si tratta<\/div>\n<div>di una retrospettiva, bens&igrave; di una visione di insieme sul processo<\/div>\n<div>creativo<\/div>\n<div>dell&rsquo;artista che non &egrave; mai fatto di momenti a se stanti ma di un continuum di<\/div>\n<div>idee ed oggetti che, di volta in volta, vengono riutilizzati e rimessi in gioco.<\/div>\n<div>Non &egrave; dunque casuale se alcune delle opere realizzate negli anni passati<\/div>\n<div>verranno esposte per la prima volta al MADRE. &Egrave; questo il caso di S.A.M.,<\/div>\n<div>un video editato per l&rsquo;occasione e che raccoglie immagini<\/div>\n<div>girate negli anni<\/div>\n<div>novanta all&rsquo;interno di Studio Aperto Multimediale, uno spazio-laboratorio<\/div>\n<div>indipendente, fondato nel 1992 da artisti, che per alcuni anni fu uno dei<\/div>\n<div>pi&ugrave; interessanti nella Napoli di quel periodo. Anche le opere fotografiche<\/div>\n<div>e video vengono raccolte in un progetto dal titolo La Mela: immagini di<\/div>\n<div>archivio in cui l&rsquo;artista svela la dualit&agrave; di un emigrato italiano in America<\/div>\n<div>che riusc&igrave; a coniugare il lavoro di ristoratore con la sua innata creativit&agrave;.<\/div>\n<div>Questa e altre opere alludono a un percorso di autoconoscenza in cui<\/div>\n<div>vengono coinvolti di volta in volta aspetti diversi quali il lavoro, il corpo,<\/div>\n<div>l&rsquo;identit&agrave; sessuale, la memoria, la morte, tutti in qualche modo collegati alla<\/div>\n<div>necessit&agrave; di una pacificazione con le forze discordi che abitano l&rsquo;Io e tutti<\/div>\n<div>volti a creare una sorta di sospensione tra passato e presente, tra ci&ograve; che<\/div>\n<div>si era e ci&ograve; che si diventer&agrave;. &Egrave; questo il concetto espresso anche in opere<\/div>\n<div>recenti: Tree, in cui, tra due arazzi che raffigurano sezioni di un tronco di<\/div>\n<div>fondazione donnaregina<\/div>\n<div>per le arti contemporanee<\/div>\n<div>madre &middot; museo d&rsquo;arte<\/div>\n<div>contemporanea<\/div>\n<div>donnaregina<\/div>\n<div>albero, lo spettatore resta &ldquo;nel mezzo&rdquo; rispetto a una grande unicit&agrave;; la serie<\/div>\n<div>dei Rendiresto realizzati in marmo, cristallizzazione quasi eterna di uno<\/div>\n<div>scambio quotidiano; Contested Zones, un&rsquo;installazione realizzata per la prima<\/div>\n<div>volta presso la CUBITT GALLERY di Londra nel 2011, composta da stelle<\/div>\n<div>filanti incollate sul muro che ricreano<\/div>\n<div>una barriera esistente a Napoli, in<\/div>\n<div>Nisida Porto Paone, dove risiede il carcere minorile. La barriera, che separa<\/div>\n<div>il carcere dalla spiaggia, &egrave; simbolo di divisione, di intermedium sociale e<\/div>\n<div>territoriale; Tre carte &egrave; un progetto che si compone di una pietra-matrice<\/div>\n<div>litografica per la realizzazione di carte da gioco e di un video in cui si vedono<\/div>\n<div>dall&rsquo;alto le mani dell&rsquo;artista &ldquo;fare il gioco delle tre carte&rdquo; con rettangoli<\/div>\n<div>trasparenti di plexiglass sulla stessa matrice. Il progetto prevede anche tre<\/div>\n<div>arazzi a parete, realizzati scolorendo il tessuto con candeggina, che riproducono<\/div>\n<div>rispettivamente le tre carte da gioco. Al termine della mostra alcune<\/div>\n<div>opere dell&rsquo;artista entreranno a far parte della collezione del MADRE.<\/div>\n<div>Piscitelli sviluppa, a partire dagli anni novanta, una ricerca fortemente<\/div>\n<div>radicata sul territorio che porta nella riflessione e produzione artistica<\/div>\n<div>lo slancio di un pi&ugrave; ampio impegno sociale e culturale. Dal 1995 al 1997<\/div>\n<div>lavora per la rivista &ldquo;Collant&rdquo;, diretta da Argento Migliore. Nel 1998 inizia a<\/div>\n<div>collaborare con Al Hansen (Ultimate Akademie, Documenta Banana, Wolk don&rsquo;t<\/div>\n<div>wolk). Nel 2004 partecipa a &ldquo;Incursione Vesuviana &#8211; 50esima Esposizione<\/div>\n<div>Internazionale d&rsquo;Arte della<\/div>\n<div>Biennale di Venezia&rdquo; in Campania. Nel 2008<\/div>\n<div>espone, con una mostra personale dal titolo &ldquo;Ballhaus&rdquo;, presso il RISO<\/div>\n<div>Museo d&rsquo;Arte Contemporanea di Palermo e partecipa alla 5th Berlin<\/div>\n<div>Biennial<\/div>\n<div>for Contemporary Art e alla T2 &#8211; 2&deg; Torino Triennale. Nel 2011 partecipa<\/div>\n<div>alla 54a Esposizione Internazionale d&rsquo;Arte La Biennale di Venezia e la<\/div>\n<div>Fondazione Giuliani di Roma e CUBITT di Londra ospitano due sue mostre<\/div>\n<div>personali, rispettivamente intitolate &ldquo;Rischi minori&rdquo; e &ldquo;Contested Zone&rdquo;. In<\/div>\n<div>tutti questi progetti, e in opere che spaziano liberamente da un medium a<\/div>\n<div>un altro, senza apparente continuit&agrave;, Piscitelli investiga l&rsquo;esperienza di una<\/div>\n<div>paradossale vivacit&agrave; del vivere e del creare &ldquo;nonostante tutto&rdquo;, da cui emerge<\/div>\n<div>un profilo tenace, di lotta, estetica e poetica, ancor prima che politica.<\/div>\n<div>Articolando in opere spesso al limite del surreale, per quanto intrise di<\/div>\n<div>realismo, temi come il rapporto fra vita e morte, l&rsquo;intrecciarsi e il reciproco<\/div>\n<div>definirsi di gioia, sesso, dolore, malattia, affrontando i meccanismi di<\/div>\n<div>sfruttamento ed esclusione<\/div>\n<div>sociale, le dinamiche di genere, i linguaggi della<\/div>\n<div>comunicazione folklorica e popolare, Piscitelli<\/div>\n<div>investiga il senso stesso del<\/div>\n<div>fare arte in una condizione umana e sociale che, dell&rsquo;arte, sembra poter fare<\/div>\n<div>a meno. Cercando di definire una sua possibile collocazione, l&rsquo;artista stessa<\/div>\n<div>dichiara: &ldquo;Provengo da una generazione che ha come bagaglio culturale<\/div>\n<div>la coda di un pensiero<\/div>\n<div>artistico che partiva da un principio di rottura, che<\/div>\n<div>&egrave; quello delle avanguardie. Quindi sono una sorta di nipote di movimenti<\/div>\n<div>artistici come Fluxus, o pronipote del Dadaismo. Ma se prima l&rsquo;idea era di<\/div>\n<div>rompere col passato, ora l&rsquo;idea &egrave; di costruire un nuovo concetto di bellezza&rdquo;.<\/div>\n<div>Una bellezza costantemente paradossale, sorprendente, che trasforma il<\/div>\n<div>quotidiano in sorgente di meraviglia, di slancio, di impegno, di desiderio,<\/div>\n<div>in una quieta affermazione di s&eacute; di fronte a ogni forma di complessit&agrave;, di<\/div>\n<div>rischio, di rottura, di fine, di perdita di speranza.<\/div>\n<div>A conclusione della mostra verr&agrave; realizzato un libro d&rsquo;artista, edito da Electa,<\/div>\n<div>con testi del curatore, Eugenio Viola, e di Adam Szymczyk, Direttore della<\/div>\n<div>Kunsthalle Basel, Basilea.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIULIA PISCITELLI &ldquo;INTERMEDIUM&rdquo; 21 giugno-30 settembre 2013 secondo piano a cura di Andrea Viliani, Eugenio Viola (ciclo: Storie dell&rsquo;arte italiana) La mostra di Giulia Piscitelli (Napoli, 1965), una delle pi&ugrave; affermate artiste italiane della sua generazione, &egrave; la pi&ugrave; estesa personale dell&rsquo;artista organizzata da un&rsquo;istituzione pubblica italiana. 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