
{"id":34066,"date":"2013-07-08T11:20:52","date_gmt":"2013-07-08T09:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=34066"},"modified":"2013-07-08T11:23:02","modified_gmt":"2013-07-08T09:23:02","slug":"rise-and-fall-of-apartheid-photography-and-the-bureaucracy-of-everyday-life-ascesa-e-declino-dellapartheid-fotografia-e-burocrazia-della-vita-quotidiana-al-pac-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34066\/arte\/rise-and-fall-of-apartheid-photography-and-the-bureaucracy-of-everyday-life-ascesa-e-declino-dellapartheid-fotografia-e-burocrazia-della-vita-quotidiana-al-pac-di-milano.html","title":{"rendered":"RISE AND FALL OF APARTHEID PHOTOGRAPHY AND THE BUREAUCRACY OF EVERYDAY LIFE (Ascesa e declino dell\u2019Apartheid: fotografia e burocrazia della vita quotidiana) al PAC di MILANO"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Il PAC Padiglione d&rsquo;Arte Contemporanea di Milano ospita dal 9 luglio al 15 settembre 2013 una grande mostra,<i> <b>RISE AND FALL OF APARTHEID: Photography and the Bureaucracy of Everyday Life<\/b><\/i><b> <\/b>(Ascesa e declino dell&rsquo;Apartheid: fotografia e burocrazia della vita quotidiana)<b> <\/b>la prima e la pi&ugrave; completa raccolta delle immagini che hanno fatto la storia dell&rsquo;Apartheid, ideata dall&#39; ICP International Center of Photography di New York.<b><o:p><\/o:p><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-large wp-image-34068\" height=\"369\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/07\/image001-500x369.jpg\" title=\"image001\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/07\/image001-500x369.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/07\/image001-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/07\/image001.jpg 639w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Curata da Okwui Enwezor, in passato adjunct curator all&rsquo;ICP e oggi direttore della Haus der Kunst di Monaco dove la mostra &egrave; approdata in primavera dopo il grande successo americano, &nbsp;l&rsquo;esposizione arriva in Italia per l&rsquo;estate 2013 promossa e prodotta da Comune di Milano &ndash; Cultura , PAC e CIVITA.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Pietra miliare nel suo genere e frutto di oltre sei anni di ricerche, il progetto raccoglie il lavoro di quasi 70 fotografi, artisti e registi, dimostrando il potere dell&rsquo;immagine &#8211; dal saggio fotografico al reportage, dall&rsquo;analisi sociale al fotogiornalismo e all&#39;arte &#8211; di registrare e analizzare l&#39;eredit&agrave; dell&#39;apartheid e i suoi effetti sulla vita quotidiana in Sud Africa.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Complessa, intensa, evocativa e drammatica, la mostra analizza oltre 60 anni di produzione illustrata e fotografica ormai parte della memoria storica e della moderna identit&agrave; sudafricana. Fotografie, opere d&#39;arte, film, video, documenti, poster e periodici: un ricco mosaico di materiali, molti dei quali raramente esposti insieme, documenta uno dei periodi storici pi&ugrave; importanti del ventesimo secolo, le sue conseguenze tuttora durature sulla societ&agrave; sudafricana e l&#39;importanza del ruolo di Nelson Mandela.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">L&rsquo;Apartheid, parola olandese composta da &ldquo;separato&rdquo; (apart) e &ldquo;quartiere&rdquo; (heid), &egrave; stata la piattaforma politica del nazionalismo afrikaner prima e dopo la seconda guerra mondiale. Un sistema creato appositamente per promuovere la segregazione razziale e mantenere il potere nelle mani dei bianchi. Nel 1948, dopo la vittoria a sorpresa dell&rsquo;Afrikaner National Party, l&#39;apartheid &egrave; stata introdotta come politica ufficiale dello stato e si &egrave; imposta attraverso un&#39;ampia serie di programmi legislativi. Col tempo il sistema dell&#39;apartheid &egrave; diventato sempre pi&ugrave; spietato e violento nei confronti degli africani e delle altre comunit&agrave; non bianche. Non ha solo trasformato il moderno significato politico di cittadinanza, ma ha anche inventato una societ&agrave; completamente nuova sia a livello pratico che a livello giuridico: una riorganizzazione delle strutture civili, economiche e politiche che ha coinvolto anche gli aspetti pi&ugrave; mondani dell&#39;esistenza, dalla casa al tempo libero, dai trasporti all&rsquo;istruzione, dal turismo alla religione e ai commerci. L&#39;apartheid ha trasformato le istituzioni mantenendole in vita con l&#39;unico scopo di negare e privare dei propri diritti civili di base africani, meticci e asiatici.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">&Egrave; in questo contesto che nasce la fotografia del Sud Africa cos&igrave; come la conosciamo oggi.<\/span><span style=\"font-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:IT\"> <\/span><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial;\nmso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:IT\">La mostra parte dall&rsquo;idea che<\/span><span style=\"font-family:Arial;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:IT\"> <\/span><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">la salita al potere del Partito Nazionale Afrikaner e la conseguente introduzione dell&#39;apartheid come suo fondamento legale abbiano modificato la percezione del paese da una realt&agrave; puramente coloniale, basata sulla segregazione razziale, a una realt&agrave; vivacemente dibattuta, basata su ideali di uguaglianza, democrazia e diritti civili<b>. <\/b>La fotografia ha colto quasi immediatamente questo cambiamento e ha trasformato il proprio linguaggio da mezzo puramente antropologico a strumento sociale. Questa &egrave; la ragione per cui nessuno ha saputo cogliere la situazione del Sud Africa e della lotta all&#39;apartheid meglio, in modo pi&ugrave; critico e incisivo, con una profonda complessit&agrave; illustrativa e una penetrante introspezione psicologica, di quanto abbiano fatto i fotografi sudafricani. Lo scopo della mostra &egrave; quello di far conoscere i protagonisti di questo straordinario cambiamento.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Oltre al lavoro dei membri del Drum Magazine negli anni &#39;50, dell&rsquo;Afrapix Collective degli anni &#39;80 e ai reportage del cosiddetto Bang Bang Club, saranno esposte anche eccezionali opere di fotografi sudafricani all&#39;avanguardia quali Leon Levson, Eli Weinberg, David Goldblatt, Peter Magubane, Alf Khumalo, Jurgen Schadeberg, Sam Nzima, Ernest Cole, George Hallet, Omar Badsha, Gideon Mendel, Paul Weinberg, Kevin Carter, Joao Silva e Greg Marinovich. In mostra anche le opere di una nuova generazione di fotografi sudafricani, tra cui Sabelo Mlangeni e Thabiso Sekgale, che esplorano le conseguenze che ancora oggi l&rsquo;apartheid produce nel paese.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Insieme a loro anche artisti contemporanei quali Adrian Piper, Sue Williamson, Jo Ractliffe, Jane Alexander, Santu Mofokeng, Guy Tillim, Hans Haacke e un video che raccoglie 10 animazioni di William Kentridge per un totale di quasi un&rsquo;ora di proiezione.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin-left:-14.2pt\">La mostra &egrave; accompagnata dalla versione originale del catalogo in inglese, curato da Okwui Enwezor e Rory Bester (co-curatore dell&rsquo;edizione newyorchese dell&rsquo;esposizione) con saggi degli stessi Enwezor e Bester nonch&eacute; di altri illustri studiosi della materia, tra cui Darren Newbury, Achille Mbembe, Patricia Hayes, Collin Richards, Khwezi Gule e Michael Godby.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin-left:-14.2pt\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">La mostra al PAC &egrave; realizzata con il sostegno di TOD&rsquo;S, sponsor dell&rsquo;attivit&agrave; espositiva annuale del Padiglione milanese.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><i><span lang=\"EN-US\" style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri\">RISE AND FALL OF APARTHEID: Photography and the Bureaucracy of Everyday Life <\/span><\/i><span lang=\"EN-US\" style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri\">&egrave; stata realizzata grazie al contributo di Mark McCain e Caro Macdonald\/Eye and I, della Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, del National Endowment for the Arts, della Joseph and Joan Cullman Foundation for the Arts, di Deborah Jerome e Peter Guggenheimer, del New York City Department Cultural insieme con il City Council e della Robert Mapplethorpe Foundation in onore di 30 anni di servizio dedicato al ICP da Willis E. Hartshorn.<b><i><o:p><\/o:p><\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\"><span lang=\"EN-US\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify;tab-stops:\n410.25pt\"><b><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">OKWUI ENWEZOR<\/span><\/b><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"> &egrave; il Direttore della Haus der Kunst di Monaco. In precedenza &egrave; stato Curatore aggiunto all&#39;ICP e Dean of Academic Affairs (Decano degli Affari Accademici) e Senior Vice Presidente all&#39;Art Institute di San Francisco. Pi&ugrave; recentemente &egrave; stato il direttore artistico de La triennale 2012 al Palais de Tokio di Parigi ed &egrave; stato, solo per citare alcune delle tante altre mostre interazionali, Direttore Artistico della Seconda Biennale di Johannesburg (1997), di&nbsp; Documenta 11 (2002), della Settima Biennale di Gwangju (2008). Enwezor &egrave; stato altres&igrave; Visiting Professor presso il Kirk Varnedoe Institute of Fine Arts, della New York University. E&rsquo; anche l&#39;editore e il fondatore di <i>Nka: Journal of Contemporary African Art<\/i> (Giornale dell&rsquo;Arte Africana Contemporanea).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;\nmso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:\nEN-US;mso-bidi-language:AR-SA\"><br clear=\"all\" style=\"page-break-before:always\" \/><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify;tab-stops:\n410.25pt\"><b><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">ICP <\/span><\/b><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">International Center of Photography (ICP Centro Internazionale di Fotografia) &egrave; stato fondato nel 1974 da Cornell Capa (1918 &#8211; 2008) come istituzione dedicata alla fotografia, oggi parte vitale e centrale della cultura contemporanea, di cui riflette e influenza i cambiamenti sociali. Attraverso il nostro museo e i programmi didattici e sociali, sottolineiamo come la fotografia sia in grado di aprire nuove opportunit&agrave; di espressione personale ed estetica, di trasformare la cultura popolare e di continuare ad evolversi avvalendosi delle nuove tecnologie. ICP ha presentato oltre 500 mostre, avvicinando il grande pubblico al&nbsp; lavoro di pi&ugrave; di 3000 fotografi e altri artisti in mostre collettive o di singoli e ha organizzato migliaia di corsi e laboratori che hanno arricchito decine di migliaia di studenti <a href=\"http:\/\/www.icp.org\/\">www.icp.org<\/a>.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><b><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:\nCalibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><b><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:\nIT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><b><span lang=\"EN-US\" style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri\">RISE AND FALL OF APARTHEID<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><b><span lang=\"EN-US\" style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri\">Photography and the <\/span><\/b><b><span lang=\"EN-GB\" style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:EN-GB\">Bureaucracy<\/span><\/b><b><span lang=\"EN-GB\" style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri\"> <\/span><\/b><b><span lang=\"EN-US\" style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri\">of Everyday Life<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">9 luglio &ndash; 15 settembre 2013<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">PAC Padiglione d&rsquo;Arte Contemporanea<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Via Palestro 14, Milano<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">C<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;\nfont-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">ORARI<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">marted&igrave;, mercoled&igrave;, venerd&igrave;, sabato, domenica 09.30 &#8211; 19.30<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">gioved&igrave; 09.30 &#8211; 22.30 <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">luned&igrave; chiuso<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">ultimo ingresso un&#39;ora prima della chiusura<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">INGRESSO <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">&euro; 8,00&nbsp; INTERO<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">&euro; 6,50 RIDOTTO<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">&euro; 4,00 RIDOTTO SPECIALE<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">INFO<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">www.comune.milano.it\/pac<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">www.facebook.com\/pacmilano<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;mso-ansi-language:IT\">Tel. 0288446359\/360<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left:-14.2pt;text-align:justify\"><span style=\"font-size:11.0pt;font-family:Calibri;background:yellow;mso-highlight:\nyellow;mso-ansi-language:IT\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il PAC Padiglione d&rsquo;Arte Contemporanea di Milano ospita dal 9 luglio al 15 settembre 2013 una grande mostra, RISE AND FALL OF APARTHEID: Photography and the Bureaucracy of Everyday Life (Ascesa e declino dell&rsquo;Apartheid: fotografia e burocrazia della vita quotidiana) la prima e la pi&ugrave; 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