
{"id":34031,"date":"2013-07-04T00:16:16","date_gmt":"2013-07-03T22:16:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=34031"},"modified":"2013-07-04T07:17:56","modified_gmt":"2013-07-04T05:17:56","slug":"violenza-femminile-vittima-oltre-1-donna-su-3-per-loms-e-emergenza-sanitaria-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34031\/medicina\/violenza-femminile-vittima-oltre-1-donna-su-3-per-loms-e-emergenza-sanitaria-mondiale.html","title":{"rendered":"VIOLENZA FEMMINILE: VITTIMA OLTRE 1 DONNA SU 3.   PER L\u2019OMS E\u2019 EMERGENZA SANITARIA MONDIALE"},"content":{"rendered":"<p style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px; text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>La violenza femminile &egrave; un tema di costante attualit&agrave;. In Italia si stima che 6.743.000 donne tra i 16 ed i 70 anni siano vittime di abusi fisici o sessuali&nbsp; e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri. Il 14.3% delle donne &egrave; stata vittima di atti di violenza da parte del partner, ma solo il 7% lo ha denunciato. Altrettanto allarmante &egrave; il dato secondo cui il 33.9% di coloro che subiscono violenza per mano del proprio compagno e il 24% di coloro che l&rsquo;hanno subita da parte di un conoscente o di un estraneo, non parla con nessuno dell&rsquo;accaduto. La violenza domestica, inoltre, &egrave; la seconda causa di morte per le donne in gravidanza.<br \/>\n\t<\/strong><\/span><\/span><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Anche i dati a livello mondiale non sono incoraggianti: oltre una donna su tre subisce nel corso della propria vita qualche forma di violenza, soprattutto da parte di mariti e fidanzati.<br \/>\n\t<\/strong><\/span><\/span><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>All&rsquo;incontro stampa promosso da O.N.Da, da sempre impegnata nella sensibilizzazione sul tema, presentato il rapporto mondiale OMS sulla violenza femminile. Obiettivo: cercare insieme risposte propositive a questo importante problema sociale.<\/strong><\/span><\/span><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px; text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Flavia Bustreo<\/strong>, Vice Direttore Generale Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini presso l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;, si sofferma sui dati mondiali: &quot;E&rsquo; impressionante che il 35% delle donne di tutto il mondo subisca nel corso della vita qualche forma di violenza, soprattutto da parte di mariti e fidanzati, e che il 38% dei femminicidi avvenga per mano del partner. I dati evidenziano come le donne esposte alla violenza dei compagni siano due volte pi&ugrave; a rischio di depressione, quasi due volte pi&ugrave; a rischio di dipendenza dall&rsquo;alcol e una volta e mezzo pi&ugrave; a rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse, come HIV, sifilide, clamidia e gonorrea. Il 42% di coloro che hanno subito violenza fisica o sessuale ha riportato danni alla salute&rdquo;. &ldquo;Uno dei dati che sorprende maggiormente &ndash; continua la dottoressa Bustreo &#8211; riguarda la diffusione del fenomeno nelle fasce ad alto reddito, che si attesta al 23.2%. L&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; auspica che tutti i Paesi si impegnino a combattere questo problema di dimensioni epidemiche, grazie al sostegno dei singoli Sistemi Sanitari Nazionali. Le Linee guida dell&#39;OMS hanno l&#39;obiettivo di formare in maniera pi&ugrave; specifica gli operatori sanitari su come intervenire, in caso di violenza contro le donne. Abbiamo appreso con molta soddisfazione della ratifica da parte dell&rsquo;Italia della Convenzione di Istanbul e ci auguriamo che gli altri Paesi seguano il suo esempio, al fine di renderla applicabile&quot;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px; text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">&ldquo;I dati dimostrano come le donne devono essere aiutate a trovare la forza di reagire&rdquo;, afferma&nbsp;<strong>Francesca Merzagora<\/strong>, Presidente O.N.Da. &ldquo; Ad oggi il 33.9% delle donne vittime di violenza da parte del partner e il 24% di coloro che l&rsquo;hanno subita da un conoscente o da un estraneo rimane in silenzio. Per questo, indulgenza e indulto previsti nel decreto sull&rsquo;emergenza carceri, non dovrebbero riguardare casi di violenza su donne e bambini&rdquo;. &nbsp;&ldquo;O.N.Da ha realizzato una guida per operatori sanitari, &lsquo;Donne e violenza domestica: diamo voce al silenzio&rsquo; &ndash; aggiunge la dottoressa Merzagora -, gi&agrave; diffusa negli ospedali lombardi con i Bollini Rosa. 62 strutture su 224 con i Bollini Rosa sono stati premiati per i servizi dedicati alla violenza e hanno un Protocollo di Pronto Soccorso Violenza per la formazione degli operatori sanitari. Ci sono ospedali che hanno strutturato servizi di assistenza sanitaria, psicologica e sociale come la Fondazione IRCCS Ca&rsquo; Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e il Centro Riferimento Regionale Violenza dell&#39;A.O.U. Careggi di Firenze. In altre realt&agrave; sono stati avviati progetti per creare una rete di supporto e assistenza attraverso l&#39;integrazione ospedale-territorio, come in Puglia, Sicilia e Abruzzo. Le regioni con maggior copertura sono Lombardia e Piemonte, restano scoperte Molise e Basilicata. Ci auguriamo che questi servizi possano arrivare a coprire capillarmente il territorio italiano&rdquo;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px; text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Claudio Mencacci<\/strong>, Presidente della Societ&agrave; Italiana di Psichiatria, si sofferma invece sugli abusi in gravidanza: &quot;Se la violenza domestica sulle donne &egrave; sempre inammissibile, lo &egrave; ancor di pi&ugrave; in gravidanza. I dati la indicano come la seconda causa di morte nelle donne tra i 15 e i 44 anni. Il 30% dei maltrattamenti&nbsp; ha inizio proprio durante il periodo della gestazione e 1 donna su 4 &egrave; tuttora vittima di abusi in questa fase della vita. &nbsp;Un dato preoccupante, cui si somma quello secondo il quale il 69% delle donne maltrattate in gravidanza continuino a subire violenze anche dopo la maternit&agrave;. Le conseguenze vanno dal distacco di placenta &nbsp;a disturbi alimentari, da infezioni a problemi psichici, come disturbi d&rsquo;ansia e del sonno, dall&rsquo;abuso di alcol e farmaci &nbsp;a tentazioni suicidarie.&rdquo;<br \/>\n\t<\/span><\/span><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">&rdquo;Anche per il bambino vi sono rischi drammatici &nbsp;&#8211; prosegue il prof. Mencacci &#8211; come la morte fetale, il parto pretermine, la poliabortivit&agrave;, nonch&eacute; conseguenze psichiche pesantissime. Recentissimi studi di Mc Crory hanno infatti dimostrato che l&#39;esposizione alla violenza domestica modifica alcune aree cerebrali dei bambini, con il rischio di sviluppare disturbi d&#39;ansia. I fanciulli che crescono in un clima di violenza hanno il 50% di probabilit&agrave; in pi&ugrave; di abusare di alcol e droga, un rischio 6 volte maggiore di suicidio, pi&ugrave; alte probabilit&agrave; di sviluppare effetti di stress sul cervello e comportamenti delinquenziali e di essere a loro volta oggetto o soggetto di violenza.<br \/>\n\t<\/span><\/span><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La violenza domestica, quindi, subita prima e durante la gravidanza, comporta non solo gravi conseguenze sul cervello della donna, ma anche sul bambino che ne risente dalla fase fetale fino&nbsp;all&#39;et&agrave; adulta. Una violenza che tende a replicarsi, una catena da arrestare&rdquo;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px; text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Isabella Rauti<\/strong>, Consigliere per le politiche contro la violenza di genere, afferma: &ldquo;Secondo l&rsquo;OMS, le violenze sulle donne sono un flagello mondiale ed una malattia sociale. Il Ministero dell&rsquo;Interno si &egrave; molto impegnato in termini di contrasto e di prevenzione della violenza di genere ed ha rafforzato la propria azione con l&rsquo;istituzione dell&rsquo;Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) e con la partecipazione alla recente task force interministeriale, nella convinzione che solo una risposta multidimensionale e di sistema, delle Istituzioni e delle associazioni, renda gli interventi di settore pi&ugrave; efficaci, per reprimere gli atti criminosi ma anche per quella necessaria rivoluzione culturale ed educativa contro ogni forma di violenza&rdquo;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px; text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">&ldquo;La recente approvazione della Convenzione di Istanbul anche da parte del Senato&rdquo; &ndash; aggiunge la&nbsp;<strong>Sen. Venera Padua<\/strong>&nbsp;&#8211;&nbsp; &egrave; un importante passo avanti: l&rsquo;Italia &egrave; stato il 5&deg; Paese a ratificare l&rsquo;accordo che punta molto sulla prevenzione e sulla formazione e che riconosce la violenza maschile sul corpo e sulla psiche delle donne, lasciando a scuole e Universit&agrave; un ruolo fondamentale nell&rsquo;educare e sensibilizzare al tema. Altri 5 Stati devono ancora ratificare questa carta dei diritti prima che essa diventi realt&agrave;&rdquo;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 21px; margin: 0px 0px 1.35em; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Calibri, sans-serif; font-size: 15px; text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 17px; font-size: 12px;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La violenza femminile &egrave; un tema di costante attualit&agrave;. In Italia si stima che 6.743.000 donne tra i 16 ed i 70 anni siano vittime di abusi fisici o sessuali&nbsp; e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri. Il 14.3% delle donne &egrave; stata vittima di atti di violenza da parte del partner, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/34031\/medicina\/violenza-femminile-vittima-oltre-1-donna-su-3-per-loms-e-emergenza-sanitaria-mondiale.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">VIOLENZA FEMMINILE: VITTIMA OLTRE 1 DONNA SU 3.   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