
{"id":33636,"date":"2013-05-30T00:20:59","date_gmt":"2013-05-29T22:20:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=33636"},"modified":"2013-05-30T00:20:59","modified_gmt":"2013-05-29T22:20:59","slug":"muve-contemporaneo-ai-musei-civici-veneziani-tanti-eventi-in-occasione-della-biennale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/33636\/arte\/muve-contemporaneo-ai-musei-civici-veneziani-tanti-eventi-in-occasione-della-biennale.html","title":{"rendered":"MUVE CONTEMPORANEO: AI MUSEI CIVICI VENEZIANI TANTI EVENTI IN OCCASIONE DELLA BIENNALE"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"5\" style=\"color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; text-align: -webkit-center;\"><span style=\"line-height: 22px; font-size: 16px;\"><b>Grandi mostre, esposizioni, progetti artistici<br \/>\n\tsui linguaggi della contemporaneit&agrave;<br \/>\n\tproposti della Fondazione Musei Civici di Venezia,<br \/>\n\tin occasione della Biennale Internazionale d&rsquo;Arte<\/b><\/span><\/font><span style=\"line-height: 17px; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; text-align: -webkit-center;\">.<br \/>\n\t&mdash;<br \/>\n\t<\/span><font color=\"#800000\" style=\"font-family: Helvetica, Verdana, Arial; font-size: 15px; text-align: -webkit-center;\"><\/font><font size=\"5\"><span style=\"line-height: 22px; font-size: 16px;\"><b><br \/>\n\tDialoghi e contaminazioni tra passato e presente. Artisti internazionali nei luoghi<br \/>\n\tsimbolo della citt&agrave;. Da Caro a T&agrave;pies, dalla Collezione Sonnabend a Vedova, dalla mostra dedicata alla Seguso Vetri d&rsquo;Arte a Bestiario Contemporaneo.<\/p>\n<p>\t<\/b><\/span><\/font><span style=\"line-height: 17px; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; text-align: -webkit-center;\"><\/p>\n<p>\t<b>&ldquo;<\/b><\/span><b style=\"line-height: 21px; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; font-size: 15px; text-align: -webkit-center;\"><font size=\"4\" style=\"line-height: normal;\"><span style=\"line-height: 19px; font-size: 14px;\">Muve contemporaneo&rdquo;<\/span><\/font><\/b><font size=\"4\" style=\"color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; text-align: -webkit-center;\"><span style=\"line-height: 19px; font-size: 14px;\">&nbsp;sar&agrave; targata la ricca offerta espositiva legata ai linguaggi dell&rsquo;arte contemporanea che la Fondazione Musei Civici di Venezia ha programmato<br \/>\n\tper i suoi musei nella stagione della Biennale Internazionale d&rsquo;Arte 2013.<\/p>\n<p>\tUn calendario denso, per qualit&agrave; e quantit&agrave; delle proposte, che conduce nel cuore della citt&agrave; e delle isole lagunari a incontrare alcuni dei principali protagonisti o movimenti<br \/>\n\tdell&rsquo;arte del secondo Novecento: dal Museo Correr alla Galleria Internazionale d&rsquo;Arte Moderna di Ca&rsquo;Pesaro, da Ca&rsquo;Rezzonico-Museo del Settecento Veneziano&nbsp;<br \/>\n\tal Museo di Storia Naturale fino al Museo del Vetro di Murano e a quello del Merletto nella fascinosa isola di Burano.<\/p>\n<p>\tGrandi eventi o suggestioni espositive, &ldquo;pillole di contemporaneo&rdquo; come le definisce Gabriella Belli che &#8211; da poco pi&ugrave; di un anno alla direzione della Fondazione Musei Civici<br \/>\n\tdi Venezia &#8211; punta a un sistema museale pienamente inserito nell&rsquo;attualit&agrave;, aperto alle contaminazioni dei linguaggi, al dialogo tra le arti, ai confronti tra passato e presente;<br \/>\n\tcapace di proporre chiavi di lettura inedite ponendosi come obiettivi la ricerca scientifica, la fruizione, la valorizzazione e la produzione culturale.<br \/>\n\tIl confronto con i linguaggi artistici e le visioni dell&rsquo;oggi appare dunque una necessit&agrave;, fonte di riflessione e stimoli fondamentale per arricchire e mantenere vitale una rete museale,&nbsp;<br \/>\n\tampia e articolata, come quella gestita dalla Fondazione: 11 musei rappresentativi della storia millenaria e della complessit&agrave; culturale ed espressiva di Venezia, che preservano e valorizzano il passato&nbsp;<br \/>\n\tben attenti, nelle forme di gestione, nelle dinamiche e nelle proposte culturali, alle istanze pi&ugrave; attuali della societ&agrave;.<\/p>\n<p>\tCos&igrave;, se da fine aprile il pubblico potr&agrave; ammirare a Palazzo Ducale la grande mostra &ldquo;Manet. Ritorno a Venezia&rdquo; realizzata con la collaborazione speciale del Mus&eacute;e d&rsquo;Orsay,<br \/>\n\ttra la met&agrave; di maggio e l&rsquo;1 di giugno incalzeranno invece le proposte legate a &ldquo;Muve contemporaneo&rdquo; e il dialogo tra visioni artistiche di ieri e di oggi si far&agrave; serrato.<\/p>\n<p>\tL&rsquo;affaccio di rara bellezza su Piazza San Marco, attraverso le grandi porte-finestre che illuminano l&rsquo;ala per esposizioni temporanee del Museo Correr, dal 1 giugno sar&agrave; riservato<br \/>\n\ta uno dei massimi scultori viventi, figura cardine nello sviluppo dell&rsquo;arte plastica del XX secolo: Sir&nbsp;<b><i>Anthony Caro<\/i><\/b>&nbsp;(1 giugno &ndash; 24 ottobre).&nbsp;<br \/>\n\tIl geniale artista britannico (New Malden, Surrey 1924), che con i suoi rivoluzionari assemblaggi &egrave; internazionalmente<br \/>\n\tconsiderato emblema del nuovo e della modernit&agrave; in scultura, ha scelto la &ldquo;sfida&rdquo; con Venezia per la sua prima antologica italiana e affronta il confronto diretto con il luogo<br \/>\n\tnevralgico della citt&agrave;, sintesi di storia e mito, cercando quell&rsquo;equilibrio tra spazio, forma e contenuto di cui egli &egrave; grande interprete.<\/p>\n<p>\tUna mostra-omaggio, promossa in collaborazione con la Fondazione Anthony Caro e con il patrocinio del British Council &ndash; curatore Gary Tinterow, direzione scientifica di Gabriella<br \/>\n\tBelli, progetto allestitivo di Daniela Ferretti &ndash; che consentir&agrave; di ripercorrere la carriera del versatile artista: dall&rsquo;esordio prettamente figurativo, sotto l&rsquo;influenza del suo maestro<br \/>\n\tHenry Moore, alla dirompente innovazione avviata negli anni Sessanta (pionieristica l&rsquo;esibizione alla Whitechapel Gallery nel 1963), fino alle pi&ugrave; recenti esperienze.<br \/>\n\tOltre a una selezione di disegni risalenti agli inizi della sua carriera e di&nbsp;<i>Paper Sculptures<\/i>, l&rsquo;evento includer&agrave; anche le famose opere in acciaio, di grandi dimensioni, come&nbsp;<i>Red<br \/>\n\tSplash<\/i>&nbsp;del 1966,&nbsp;<i>Garland<\/i>&nbsp;del 1970 e&nbsp;<i>Cadence&nbsp;<\/i>(1968\/1972) fino all&rsquo;ultima sua opera:&nbsp;<i>River Song<\/i>&nbsp;(2011\/2012).<\/p>\n<p>\tIl Museo Correr &ndash; che conserva prove eccezionali della grande pittura veneziana tra &lsquo;500 e &lsquo;700 &ndash; e Ca&rsquo; Pesaro, ove trionfa l&rsquo;arte del Novecento, saranno sede di un altro<br \/>\n\teccellente &ldquo;confronto-incontro&rdquo; tra l&rsquo;opera di Emilio Vedova, gli spazi monumentali e ricchi di storia di questi due luoghi culto della museografia lagunare e le loro collezioni<br \/>\n\tpermanenti.&nbsp;<b><i>Vedova plurimo<\/i><\/b>&nbsp;(18 maggio &ndash; 13 ottobre), promossa su progetto e con la collaborazione della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova,&nbsp;<br \/>\n\ta cura di GermanoCelant, solleciter&agrave; a rileggere alcune magistrali opere del grande Maestro veneziano&nbsp;<br \/>\n\talla luce della storia artistica della citt&agrave; lagunare che, inevitabilmente, ha permeato anche la sua straordinaria personalit&agrave;.<\/p>\n<p>\tContaminazioni cariche di suggestioni anche a Palazzo Fortuny nell&rsquo;inedita mostra&nbsp;<b><i>T&agrave;pies. Lo sguardo dell&rsquo;artista<\/i><\/b>&nbsp;(1 giugno &#8211; 24 novembre), che ricorda, a un anno dalla<br \/>\n\tsua scomparsa, il geniale maestro catalano figura chiave dell&rsquo;informale internazionale. Non solo importanti lavori di Antoni T&agrave;pies, ma quell&rsquo;universo di rimandi culturali e<br \/>\n\tartistici ai quali egli &ldquo;guardava&rdquo; e che conservava nella sua personale collezione: oggetti e opere in cui T&agrave;pies trovava stimoli e risposte ai molteplici interrogativi sull&rsquo;universo,<br \/>\n\tsul mistero della vita, sul senso dell&rsquo;arte, che costantemente si poneva, influenzato sia da filosofi, studiosi di scienza e religioni, che dai grandi pittori del passato o suoi contemporanei.<\/p>\n<p>\tUn&rsquo;esposizione, co-prodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla Vervoordt Foundation e realizzata in stretta collaborazione con la famiglia T&agrave;pies &ndash; curatori<br \/>\n\tDaniela Ferretti, Natasha H&eacute;bert, Toni T&agrave;pies, Axel Vervoordt &#8211; il cui scopo sar&agrave; mettere in luce lo &ldquo;sguardo&rdquo; del maestro sia come artista che come collezionista.<br \/>\n\tLe opere &#8211; presentate nel contesto raccolto e quanto mai appropriato della casa di Mariano Fortuny &#8211; sono state selezionate&nbsp;<br \/>\n\tproprio tra quelle conservate nell&rsquo;abitazione privata di T&agrave;pies e saranno esposte al pubblico, in molti casi, per la prima volta.&nbsp;<br \/>\n\tLavori di artisti del XX secolo, come&nbsp;<u>Joan Mir&oacute;, Pablo Picasso, Kazuo Shiraga, Franz Kline, Jackson Pollock e Jannis Kounellis<\/u>, saranno proposti accanto a sculture tribali<br \/>\n\to d&rsquo;arte orientale e ai dipinti del grande pittore catalano, in una prospettiva intima ed emozionale piuttosto che cronologica.&nbsp;<\/p>\n<p>\tCi saranno importanti libri d&rsquo;arte con suggestive litografie, realizzati da T&agrave;pies in collaborazione con scrittori e poeti, e si potranno ascoltare le musiche dei compositori del Novecento&nbsp;<br \/>\n\tche pi&ugrave; lo affascinavano: Sch&ouml;enberg, Alban Berg, Shelsi, John Cage, Anton Webern.<\/p>\n<p>\tInfine, un tributo all&rsquo;arte e alla personalit&agrave; eclettica di Antoni T&agrave;pies sar&agrave; reso da alcuni dei maggiori artisti viventi a lui vicini o anch&rsquo;essi alla ricerca, esattamente come T&agrave;pies,<br \/>\n\tdi risposte sul mistero e l&rsquo;inesplicabile:&nbsp;<u>Perejaume Borrell, Anthony Caro, Lawrence Carroll, Antoni Llena, Marisa Merz,&nbsp;<br \/>\n\tGiuseppe Penone, Kichizaemon Raku, Shiro Tsujimura, Gunther Uecker<\/u>.<\/p>\n<p>\t&ldquo;Muve Contemporaneo&rdquo; non poteva non coinvolgere anche la Galleria Internazionale d&rsquo;Arte Moderna di Ca&rsquo; Pesaro, che sar&agrave; oggetto di una complessiva rivisitazione da<br \/>\n\tparte di Gabriella Belli dei percorsi espositivi permanenti, con lo scopo di dar vita a nuovi fascinosi&nbsp;<b><i>Colloqui&nbsp;<\/i><\/b>(dal 1 giugno) tra le opere: inediti dialoghi, potenti confronti,<br \/>\n\trecupero di affinit&agrave; elettive che sono state alla base della grande storia contemporanea di Venezia e nuove sfide interpretative,&nbsp;<br \/>\n\tper un museo che vanta la prima collezione municipale italiana d&rsquo;arte moderna (inaugurata alla fine dell&rsquo;Ottocento), con opere,&nbsp;<br \/>\n\ttra gli altri, di Rodin, Kandinsky, Klimt, von Stuck, de Chirico, Boccioni, Casorati, Bonnard, Calder, Moore, ecc.<\/p>\n<p>\tSoprattutto le collezioni di Ca&rsquo; Pesaro e la citt&agrave; di Venezia si arricchiranno,&nbsp;<b><i>Nel segno di Ileana Sonnabend<\/i><\/b>&nbsp;(dal 1 giugno), di opere di grandi protagonisti del Novecento come<br \/>\n\t<u>Andy Warhol, Richard Serra, Jeff Koons, Roy Lichtenstein<\/u>&nbsp;e in particolare&nbsp;<u>Jasper Johns e Robert Rauschenberg<\/u>: omaggio permanente &ndash; in collaborazione con la Sonnabend<br \/>\n\tCollection di New York e con il supporto scientifico di Antonio Homem e di Nina Sundell &ndash;&nbsp;<br \/>\n\ta colei che &egrave; forse la pi&ugrave; grande scopritrice di talenti artistici della seconda met&agrave; del XX secolo accanto a Peggy Guggenheim.<\/p>\n<p>\tE sar&agrave; assolutamente straordinario il dialogo nella stessa citt&agrave;, a poca distanza, tra le due pi&ugrave; importanti e affascinanti signore del collezionismo internazionale, le loro<br \/>\n\tpersonalit&agrave;, le loro visioni differenti e complementari della modernit&agrave;: Peggy, grande mentore dell&rsquo;arte astratta e surrealista, e Ileana sostenitrice e promotrice di New Dada, Pop e Minimal.<\/p>\n<p>\tLe contaminazioni tra passato e presente, tra la memoria sedimentata nelle collezioni (oltre 700.000 sono le opere custodite dai musei civici veneziani) e le pi&ugrave; attuali<br \/>\n\tespressioni dell&rsquo;arte, si rinnovano in&nbsp;<b><i>A very light art<\/i><\/b>&nbsp;(1 giugno &ndash; 24 novembre) a Ca&rsquo; Rezzonico-Museo del Settecento veneziano: esposizione realizzata in collaborazione<br \/>\n\tcon l&rsquo;Universit&agrave; IUAV di Venezia, a cura di Cornelia Lauf da un&rsquo;idea di Caterina Tognon.&nbsp;<br \/>\n\tSette artisti &ndash;<u>&nbsp;Mario Air&ograve;, Stefano Arienti, Cerith Wyn Evans, Flavio Favelli, Luigi Ontani, Gabriel Orozco, Heimo Zobernig<\/u>&nbsp;&ndash; chiamati a padroneggiare&nbsp;<br \/>\n\tlo spazio e i materiali in relazione al luogo storico in cui operano. Al centro della loro attenzione c&rsquo;&egrave; il celebre<br \/>\n\tlampadario realizzato a Murano nel Settecento, rievocato in opere che esprimono il senso della celebrazione, del decoro, della cerimonia; accomunate dalla maestria e dalla finezza esecutiva,&nbsp;<br \/>\n\tdalla capacit&agrave; di coniugare &ndash; siano esse strutture luminose o&nbsp;<i>mobiles<\/i>&nbsp;&ndash; abilit&agrave; artigianale e creativit&agrave;.<\/p>\n<p>\tUn connubio proprio quest&rsquo;ultimo che caratterizza da sempre la storia e la cultura veneziana, tanto nell&rsquo;arte del vetro muranese,&nbsp;<br \/>\n\tquanto in quella, antichissima, del merletto, alla quale fa riferimento anche l&rsquo;artista l&rsquo;italo-statunitense Flora Viale&nbsp;<br \/>\n\tprotagonista al Museo del Merletto della personale Frammenti sacri (18 maggio 2013 &ndash; 5 gennaio 2014).<br \/>\n\tA Murano invece l&rsquo;avventura imprenditoriale e creativa della&nbsp;<b><i>Seguso Vetri d&rsquo;Arte: 1932\/1973<\/i><\/b>, viene ricostruita, dal 18 maggio al 29 settembre, grazie alle decennali<br \/>\n\tricerche del belga Marc Heiremans che ha potuto studiare, per la prima volta, gli archivi dell&rsquo;azienda e i documenti della famiglia Seguso. Una carrellata di circa 200 capolavori,<br \/>\n\tprototipi e in molti casi pezzi unici, approdati anche alle Biennali e Triennali, con i quali ripercorre le vicende della fucina in cui operarono Antonio Seguso, il figlio Archimede e<br \/>\n\ti nipoti: vera e propria &ldquo;dinastia&rdquo; della lavorazione del vetro che ha contribuito in modo determinante &#8211; soprattutto sotto la direzione artistica di Flavio Poli&nbsp;<br \/>\n\te grazie a eccellenti maestri vetrai &#8211; allo sviluppo di quest&rsquo;arte nel corso del Novecento.<br \/>\n\tSempre negli splendidi ambienti voluti dall&rsquo;abate Zanetti, l&rsquo;artista polacca&nbsp;<b><i>Anna Skibska&nbsp;<\/i><\/b>(1 giugno &ndash; 1 dicembre) presenter&agrave; invece le sue impercettibili trame di vetro,<br \/>\n\t&ldquo;ragnatele geometriche&rdquo; ottenute ricamando la massa incorporea del vetro e giocando tra visibile e invisibile, mentre&nbsp;<b>Eraldo Mauro<\/b>proporr&agrave; la sua installazione Slides, basata<br \/>\n\tsul potere evocativo della percezione del colore e sul sottile filo che lega l&rsquo;alchimia, il vetro e la diapositiva.<\/p>\n<p>\t&ldquo;Pillole di contemporaneo&rdquo; che si espandono, pervadono la citt&agrave;, contaminano palazzi e collezioni dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, avviando confronti e dialoghi<br \/>\n\ttalvolta stringenti, talvolta pi&ugrave; arditi: &egrave; il caso di&nbsp;<b><i>Bestiario Contemporaneo<\/i><\/b>&nbsp;(1 giugno &#8211; 24 ottobre) altra notevole, intelligente proposta espositiva che avr&agrave; come inedito<br \/>\n\tpalcoscenico il Museo di Storia Naturale di Venezia. Noti artisti italiani della collezione ACACIA &ndash;&nbsp;<u>Maurizo Cattelan, Francesco Vezzoli, Paola Pivi, Nico Vascellari<\/u>&nbsp;e altri &ndash;<br \/>\n\tsono chiamati a dialogare con le raccolte permanenti del museo tra mondo animale e vegetale, a cura di Giorgio Verzotti e Gemma De Angelis Testa.<br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"line-height: 17px; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; text-align: -webkit-center;\"><br \/>\n\t<font color=\"#800000\" style=\"line-height: normal;\"><br style=\"line-height: 17px;\" \/><br \/>\n\t<\/font><\/span><font color=\"#800000\" style=\"font-family: Helvetica, Verdana, Arial; font-size: 15px; text-align: -webkit-center;\"><\/font><font size=\"4\"><span style=\"line-height: 19px; font-size: 14px;\"><b><i>Elenco mostre:<br \/>\n\t<\/i><\/b><\/span><\/font><font size=\"4\" style=\"color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; text-align: -webkit-center;\"><span style=\"line-height: 19px; font-size: 14px;\"><br \/>\n\t<b>Anthony Caro<br \/>\n\t<\/b>Museo Correr<br \/>\n\t1 giugno &ndash; 24 ottobre 2013<br \/>\n\t<b><br \/>\n\tVedova Plurimo<br \/>\n\t<\/b>Museo Correr e Ca&rsquo; Pesaro, Galleria<br \/>\n\tInternazionale d&rsquo;Arte Moderna<br \/>\n\t18 maggio &ndash; 13 ottobre<br \/>\n\t<b><br \/>\n\tT&agrave;pies. Lo sguardo dell&rsquo;artista<br \/>\n\t<\/b>Palazzo Fortuny<br \/>\n\t1 giugno &ndash; 24 novembre 2013<\/p>\n<p>\t<b>Colloqui.<br \/>\n\tNuovi percorsi espositivi a Ca&rsquo; Pesaro<br \/>\n\t<\/b>Ca&rsquo; Pesaro, Galleria Internazionale d&rsquo;Arte Moderna<br \/>\n\tDal 1 giugno<\/p>\n<p>\t<b>Nel segno di Ileana Sonnabend<br \/>\n\t<\/b>Ca&rsquo; Pesaro, Galleria Internazionale d&rsquo;Arte Moderna<br \/>\n\tDal 1 giugno<\/p>\n<p>\t<b>A very light art<br \/>\n\t<\/b>Ca&rsquo; Rezzonico,<br \/>\n\tMuseo del Settecento Veneziano<br \/>\n\t1 giugno &ndash; 24 novembre 2013<\/p>\n<p>\t<b>Flora Viale&nbsp;<i>Frammenti sacri<br \/>\n\t<\/i><\/b>Museo del Merletto, Burano<br \/>\n\t18 maggio 2013 &ndash; 5 gennaio 2014<\/p>\n<p>\t<b>Seguso. Vetri d&rsquo;arte: 1932\/1973<br \/>\n\t<\/b>Museo del Vetro, Murano<br \/>\n\t18 maggio &ndash; 29 settembre 2013<\/p>\n<p>\t<b>Anna Skibska<br \/>\n\t<\/b>Museo del Vetro, Murano<br \/>\n\t1 giugno &ndash; 1 dicembre 2013<\/p>\n<p>\t<b>Eraldo Mauro<\/b>.&nbsp;<b><i>Camera Oscura: Slides<br \/>\n\t<\/i><\/b>Museo del Vetro, Murano<br \/>\n\t1 giugno &ndash; 1 dicembre 2013<\/p>\n<p>\t<b>Bestiario Contemporaneo<br \/>\n\tFra arte e scienze, artisti italiani dalla collezione ACACIA<br \/>\n\t<\/b>Museo di Storia Naturale<br \/>\n\t1 giugno &ndash; 24 ottobre 2013<\/span><\/font><span style=\"line-height: 17px; color: rgb(68, 68, 68); font-family: Helvetica, Verdana, Arial; text-align: -webkit-center;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grandi mostre, esposizioni, progetti artistici sui linguaggi della contemporaneit&agrave; proposti della Fondazione Musei Civici di Venezia, in occasione della Biennale Internazionale d&rsquo;Arte. &mdash; Dialoghi e contaminazioni tra passato e presente. 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