
{"id":32709,"date":"2013-03-24T20:27:15","date_gmt":"2013-03-24T18:27:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=32709"},"modified":"2013-03-24T20:27:15","modified_gmt":"2013-03-24T18:27:15","slug":"padova-de-nittis-e-la-pittura-italiana-puo-competere-con-gli-impressionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/32709\/arte\/padova-de-nittis-e-la-pittura-italiana-puo-competere-con-gli-impressionisti.html","title":{"rendered":"Padova DE NITTIS E la pittura italiana pu\u00f2 competere con gli \u2018impressionisti\u2019"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-32710\" height=\"245\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/03\/De-Nittis-1-300x245.jpg\" title=\"De Nittis (1)\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/03\/De-Nittis-1-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2013\/03\/De-Nittis-1.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il 15 aprile 1874 lo studio del fotografo Nadar, a Parigi al 35 di boulevard des Capucines, apr&igrave; le porte ad una mostra di 165 opere (dipinti, disegni, acquerelli, pastelli) eseguiti da artisti appartenenti alla &quot;Societ&egrave; anonyme des artistes, peintres, sculpteurs, graveurs&quot;, fondata l&#39;anno precedente. Fra gli espositori c&#39;erano Astruc, Bracquemond, Boudin, C&eacute;zanne, Degas, Guillaumin, Monet, Morisot, Pissarro, Renoir, Sisley. L&#39;unico italiano presente &nbsp;era Giuseppe De Nittis, artista proveniente da Barletta, in provincia di Bari. Non fu considerato una sorta di &#39;intruso&#39; forestiero tra altri colleghi francesi che, da quel momento in poi, avrebbero caratterizzato un certo modo di rappresentare la realt&agrave;, soprattutto &#39;en plain air&#39; per cui venne coniata la definizione di &#39;Imressionismo&#39;; fu amico e, in qualche modo, seguace &#39;pittorico&#39; di Manet e Degas, ma, al pari dei due, svilupp&ograve; un linguaggio autonomo ed originale. Unitamente a Boldini, Zandomeneghi e, successivamente, Modigliani, De Chirico, tenne alto l&#39;onore degli &#39;Italiens de Paris&#39;, come vennero chiamati gli artisti nostri nelle loro avventure lavorative nella Ville Lumi&egrave;re. Nella capitale francese De Nittis visse forse la sua stagione pi&ugrave; bella. Nel 1886 gli fu anche dedicata una mostra, e i parigini dovettero aspettare ben 114 anni per la successiva, &#39;Giuseppe De Nittis. La modernit&agrave; elegante&#39; (21-Ottobre 2010-16 Gennaio 2011), ospitata presso il Petit Palais. Era &ldquo;meridionale al sud, francese a Parigi, londinese a Londra&rdquo;, scrisse nel 1914 il critico d&rsquo;arte Vittorio Pica. A Parigi &egrave; il mondo contemporaneo che &lsquo;impressiona&rsquo;, la vita colta lungo i viali, nelle passeggiate alle Tuileries, nelle corse di cavalli a Longchampe ad Auteuil, attento ad annotare le pi&ugrave; piccole sfumature di quel mondo dorato. Il suo &egrave; un paesaggio sensibile che con la stessa efficacia abbaglia coi contrasti di luce dei suoi cieli natali o avviluppa lo sguardo nella nebbia di Londra. Il Giappone, invece, De Nittis non lo conobbe, ma in risonanza con la dilagante mania dell&rsquo;oriente arriv&ograve; lungo il cammino a sciogliere atmosfere e oggetti giapponesi nei suoi quadri, aumentando al tempo stesso l&rsquo;audacia della composizione. L&rsquo;artista pugliese aveva una sua vena di sperimentatore e l&rsquo;aspirazione a scardinare l&rsquo;idea passata della pittura, anche con l&rsquo;uso di tecniche diverse: fu tra i primi ad operare per lavori di grandi dimensioni, come anche Monet e D&eacute;gas. Mor&igrave; a 38 anni<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&ldquo;in giovent&ugrave; e nella piena gloria&rdquo;, come scrisse Alexander Dumas figlio nell&rsquo;epitaffio; la tomba con le sue spoglie si trova al cimitero P&egrave;re-Lachaise.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Arriviamo all&rsquo;attualit&agrave; e alla bellissima rassegna in corso a Padova a Palazzo Zabarella, la pi&ugrave; esaustiva e completa che l&rsquo;Italia gli abbia mai dedicato, alla cui organizzazione hanno contribuito<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">il Comune di Barletta e la Sovrintendenza ai beni artistici della Regione Puglia. &nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Le 120 opere qui esposte arrivano dalle maggiori istituzioni francesi, tra cui il Petit Palais di Parigi, dai pi&ugrave; importanti musei e gallerie pubbliche italiane, capeggiate naturalmente dalla Pinacoteca<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">De Nittis di Barletta, che possiede la straordinaria raccolta di dipinti rimasti nell&rsquo;atelier dell&rsquo;artista dopo la sua morte precoce, donati dall&rsquo;amata moglie del pittore, Leontine. Incisivo &egrave; stato il contributo di prestigiose raccolte private di storici collezionisti di De Nittis, da cui provengono i dipinti meno noti, capolavori assoluti riproposti al pubblico in questa occasione. in precorso, curato da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, che attraversa cronologicamente il cammino di<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">De Nittis, a partire dal periodo napoletano. Vediamo le opere della formazione, della giovent&ugrave;, piccole tavole nelle quali &egrave; gi&agrave; palese il suo immedesimarsi nella natura dei luoghi; la sua ricerca dell&rsquo;atmosfera, mutevole come le stagioni e le ore del giorno: &ldquo;A volte, felice, restavo sotto gli improvvisi acquazzoni. Perch&eacute;, credetemi, l&rsquo;atmosfera io la conosco bene; e l&rsquo;ho dipinta tante volte. Conosco tutti i colori, tutti i segreti dell&rsquo;aria e del cielo nella loro intima natura&rdquo;, scriveva nel taccuino di memorie e Napoli, citt&agrave; che, resa sulla tela quasi con una dimensione fotografica, gli rimarr&agrave; nel cuore. Vi torner&agrave; pi&ugrave; volte anche quando a Parigi e a Londra avr&agrave; trovato quella dimensione di modernit&agrave; che tanto gli si addiceva. L&rsquo;artista fu anche abile ritrattista, come nell&rsquo;incantevole opera in cui ritrae la moglie seduta davanti ad una finestra con vista su un paesaggio innevato che entusiasm&ograve; tutti i suoi amici.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Nel catalogo dell&rsquo;esposizione (Marsilio editori) possiamo leggere una serie di testimonianze eccellenti: le memorie del pittore e il famoso Journal dell&rsquo;amico Edmond de Goncourt che approfondisce le ragioni del suo successo nell&rsquo;ambito mercato internazionale dell&rsquo;arte e del grande collezionismo, ma anche nella sfera di una mondanit&agrave; esclusiva, quando, in virt&ugrave; del suo fascino e della sua capacit&agrave; di intrattenere, la sua casa parigina divent&ograve; il punto d&rsquo;incontro di intellettuali e artisti, come Zola, Oscar Wilde, Daudet, Dumas figlio, i Goncourt e i gi&agrave; citati Manet e Degas.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Dal 19 gennaio al 26 maggio 2013<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Palazzo Zabarella &#8211; Via degli Zabarella 14, Padova; la mostra &egrave; aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19 (la biglietteria chiude 45 minuti prima); &egrave; chiusa nei luned&igrave; non festivi. Il biglietto intero costa 12 euro, ridotto 9 euro. Informazioni e prenotazioni: Tel. 049-8753100.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Fabio Giuliani<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il 15 aprile 1874 lo studio del fotografo Nadar, a Parigi al 35 di boulevard des Capucines, apr&igrave; le porte ad una mostra di 165 opere (dipinti, disegni, acquerelli, pastelli) eseguiti da artisti appartenenti alla &quot;Societ&egrave; anonyme des artistes, peintres, sculpteurs, graveurs&quot;, fondata l&#39;anno precedente. 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