
{"id":32599,"date":"2013-03-19T10:31:57","date_gmt":"2013-03-19T08:31:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=32599"},"modified":"2013-03-19T10:31:57","modified_gmt":"2013-03-19T08:31:57","slug":"firenze-palazzo-pittimuseo-degli-argenti-mostra-lusso-ed-eleganza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/32599\/arte\/firenze-palazzo-pittimuseo-degli-argenti-mostra-lusso-ed-eleganza.html","title":{"rendered":"Firenze, Palazzo Pitti\/Museo degli Argenti: mostra &#8220;Lusso ed Eleganza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center;mso-outline-level:\n1\"><b><i><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Lusso ed eleganza<o:p><\/o:p><\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center;mso-outline-level:\n1\"><b><i><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">La porcellana francese a Palazzo Pitti <o:p><\/o:p><\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center;mso-outline-level:\n1\"><b><i><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">e la manifattura Ginori (1800-1830)<o:p><\/o:p><\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center;mso-pagination:none;\nmso-layout-grid-align:none;text-autospace:none\"><b><span style=\"font-size:12.0pt;\nfont-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center;mso-pagination:none;\nmso-outline-level:1;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none\"><b><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">19 marzo &ndash; 23 giugno 2013<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:center;mso-pagination:none;\nmso-outline-level:1;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none\"><b><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;\nmso-fareast-language:IT\">In occasione dei quarant&rsquo;anni dalla apertura del <b>Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti<\/b>, la <b>Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citt&agrave; di Firenze<\/b> e <b>l&rsquo;Associazione Amici di Doccia<\/b> hanno voluto ricordare questo felice anniversario con una mostra al <b>Museo degli Argenti<\/b> che metta in evidenza al contempo <b>l&rsquo;importante collezione museale di Palazzo Pitti e la produzione della manifattura di porcellane di Doccia del periodo fra la dominazione napoleonica e la Restaurazione lorenese (1800-1830)<\/b>.<\/span><span style=\"font-size:12.0pt;\nfont-family:Garamond;mso-bidi-font-family:Arial-ItalicMT;color:#414142;\nmso-bidi-font-style:italic\"> <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:Arial-ItalicMT;\nmso-bidi-font-style:italic\">Fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, presso Sesto Fiorentino, la manifattura Ginori, allora modernissima, fu &ldquo;impiantata in singolare e certo non programmata coincidenza con l&rsquo;anno della morte di Gian Gastone de&rsquo; Medici, ultimo granduca della sua stirpe, quasi a segnare l&rsquo;inaugurazione simbolica di una nuova era che sotto i Lorena, e specialmente sotto Pietro Leopoldo, avrebbe visto affermarsi in Toscana la crescita imprenditoriale e tecnologica. Se i Medici dal tempo del principe Francesco, in pieno XVI secolo, erano riusciti a produrre una sperimentale pseudo-porcellana, sarebbe toccato ai Ginori importare in Toscana, nella scia delle pi&ugrave; avanzate manifatture europee, la tecnica dell&rsquo;autentica porcellana orientale.&rdquo; (Cristina Acidini)<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;\nmso-fareast-language:IT\">Il cambiamento che l&rsquo;avvento dell&rsquo;impero napoleonico port&ograve; nel governo della Toscana ebbe i suoi riflessi nelle discipline artistiche fin dal regno di Etruria (1801-1807) con <b>Luisa di Borbone Parma<\/b>, ma soprattutto negli anni della presenza di <b>Elisa Baciocchi<\/b>. Costei, <b>sorella di Napoleone<\/b>, dapprima principessa di Lucca e Piombino (1805-1809) e poi <b>granduchessa di Toscana (1809-1814)<\/b>, <b>promosse un rinnovato interesse per le arti di cui da tempo si sentiva la mancanza<\/b>. Il suo mecenatismo non soltanto richiam&ograve; a Firenze scultori, pittori e musicisti, ma sostenne anche le industrie artigiane toscane, incentivando la lavorazione della seta, della mobilia e della porcellana.<\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:Arial-ItalicMT;\nmso-bidi-font-style:italic\"> <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;\nmso-fareast-language:IT\">In questo rinnovato fervore artistico, la manifattura di Doccia ebbe un posto di rilievo, accogliendo importanti influssi francesi sia nella ricerca delle forme che nei moduli decorativi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;\nmso-fareast-language:IT\">In particolare, la <b>manifattura, sotto l&rsquo;illuminata direzione di Carlo Leopoldo Ginori Lisci (1792-1838) fu partecipe di importanti innovazioni tecniche e stilistiche provenienti dalla Francia, creando una tipologia decorativa che rimase in voga fino a tutto il terzo decennio del XIX secolo.<o:p><\/o:p><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:\nGaramond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;mso-fareast-language:\nIT\">L&rsquo;influenza dello stile impero francese<\/span><\/b><span style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;\nmso-fareast-language:IT\"> continu&ograve; infatti con il ritorno a Firenze di <b>Ferdinando III di Asburgo Lorena<\/b> che, rientrato dal suo esilio a W&uuml;rzburg, ebbe modo di <b>integrare le raccolte granducali con le porcellane di S&egrave;vres donategli da Napoleone Bonaparte.<o:p><\/o:p><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;\nmso-fareast-language:IT\">L&rsquo;arrivo di questi importanti donativi di porcellana ebbe un forte impatto sullo sviluppo artistico della manifattura Ginori, che negli anni della prima Restaurazione lorenese non solo copi&ograve; alcuni di questi modelli, ma <b>perfezion&ograve; la sua produzione grazie all&rsquo;intenso scambio con le manifatture francesi, in particolare con S&egrave;vres di cui era direttore Alexandre Brongniart<\/b>.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;\nmso-fareast-language:IT\">L&rsquo;apporto di artisti stranieri, fra cui <b>Jean David, Joseph de Germain e Abraham Constantin<\/b>, abilissimi nella riproduzione su porcellana delle opere delle antiche Gallerie Fiorentine e chiamati a formare giovani pittori della manifattura come <b>Giuseppe Baldassini e Giovanni Fanciullacci<\/b>, port&ograve; ad un ulteriore innalzamento della qualit&agrave; della manifattura.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Saranno presenti in mostra le <b>sorprendenti placche dipinte dall&rsquo;artista ginevrino Abraham Constantin<\/b> (1785-1855) quasi interamente riunite a Firenze per l&rsquo; occasione, &nbsp;unica per vederle. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Infatti in collaborazione con il <\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:\nTradeGothic-CondEighteen;mso-fareast-language:IT\">Museo di S&egrave;vres, &egrave; stata indagata l&rsquo;opera del pittore, attivo a S&egrave;vres e inviato a Firenze per copiare su porcellana i pi&ugrave; noti quadri delle Gallerie Fiorentine. <\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Su queste lastre di porcellana l&rsquo;artista propose copie di opere di antichi e pregevoli maestri quali Raffaello, Tiziano, Carlo Dolci, Andrea del Sarto, Ludovico Cigoli. Anche Stendhal era convinto dell&rsquo;importanza di preservare ai posteri testimonianza di queste opere<u>,<\/u> quando affermava: &ldquo;Tra duecento anni, si conosceranno gli affreschi di Raffello solo grazie al signor Constantin&rdquo;. Prima dell&rsquo;avvento della fotografia infatti, queste opere erano vere e proprie &ldquo;icone&rdquo; del patrimonio culturale europeo.<\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:\nGaramond;mso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;mso-fareast-language:\nIT\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;\nmso-bidi-font-family:TradeGothic-CondEighteen;mso-fareast-language:IT\">In mostra saranno presenti oltre <b>150 opere<\/b>, <b>20 delle quali in<\/b>edite. Prestigiosi i prestiti da musei internazionali quali Mus&eacute;e national de c&eacute;ramique di S&egrave;vres, il Museum f&uuml;r Kunst und Gewerbe di Amburgo, il Palais Fesch-mus&eacute;e des Beaux-Arts di Ajaccio, il Mus&eacute;e des Arts D&eacute;coratifs di Parigi, la Fondation Napol&eacute;on di Parigi &#8211; che non ha una propria sede espositiva e quindi questa &egrave; un&rsquo;occasione unica per vedere gli oggetti prestati -, il Museo Correr di Venezia, Il Museo Capodimonte di Napoli, la Galleria Sabauda di Torino, il Museo Napoleonico di Roma, oltre alla Galleria Palatina e alla Galleria d&rsquo;arte moderna di Palazzo Pitti e al Museo Richard-Ginori della manifattura di Doccia. Numerosi anche i prestatori privati che hanno generosamente reso visibili al pubblico le loro opere.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left:0cm;mso-add-space:auto;text-align:\njustify\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:\nTradeGothic-CondEighteen\">Tra queste vogliamo ricordarne alcune per particolari curiosit&agrave; e pregio: la <\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">serie di piatti destinati al Kediv&eacute; d&rsquo;Egitto commissionati alla Ginori negli anni 1822-1824 dal granduca Leopoldo II per ringraziare il Kediv&eacute; per il suo dono di una giraffa, tutt&rsquo;ora conservata al museo della Specola di Firenze; la teiera e il vassoio donati da Napoleone a Elisa Bonaparte nel 1813, oggi riuniti e provenienti rispettivamente da Parigi (collezione privata) e dal Museo di Arti Decorative di Amburgo; il tavolo del Re di Etruria che torna a Pitti dal Museo Correr. <\/span><span lang=\"FR\" style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;\nmso-ansi-language:FR\">Lo straordinario tavolo viene citato il 29 agosto 1801 tra i regali per Ludovico di Borbone I, &nbsp;Re di Etruria, e la consorte Maria Luisa di Borbone inviato da Napoleone per la nuova coppia regnante c<\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">he al suo arrivo a Firenze trov&ograve; la Reggia di Palazzo Pitti, disadorna e carente di arredi, suppellettili e persino di stoviglie.<\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;\nmso-ansi-language:FR\"> <\/span><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Il tavolo segu&igrave; poi i Borbone-Parma nelle intricate vicende relative al possesso dei diversi regni: compare inventariato nel Palazzo Ducale di Lucca, sin dal 1820, pass&ograve; quindi a Parma e il 5 febbraio <st1:metricconverter productid=\"1865 a\" w:st=\"on\">1865 a<\/st1:metricconverter> Piacenza, per giungere infine a Venezia.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:Arial-ItalicMT;\nmso-bidi-font-style:italic\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:Arial-ItalicMT;\nmso-bidi-font-style:italic\">&ldquo;Le sale di rappresentanza del Museo degli Argenti aprono quindi le loro porte a questa mostra celebrativa della manifattura di Doccia, cogliendo gli aspetti del confronto con la Francia, cos&igrave; come al tempo di Elisa la sala di Giovanni da San Giovanni aveva accolto, il 3 ottobre 1809, il pranzo offerto in occasione della premiazione dell&rsquo;Accademia, cui parteciparono Canova, Benvenuti e i giovani premiati, che non poterono per&ograve; essere serviti nei magnifici piatti blu e oro di S&egrave;vres che giunsero in dono solo l&rsquo;anno dopo&rdquo; (Maria Sframeli).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"ParagrafoelencoCxSpPrimo\" style=\"margin-left:0cm;mso-add-space:auto;\ntext-align:justify\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"ParagrafoelencoCxSpUltimo\" style=\"margin-left:0cm;mso-add-space:auto;\ntext-align:justify\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Anche i preziosi manufatti dei musei<b> di Palazzo Pitti e del Museo di Doccia<\/b>, esposti in modo permanente nei rispettivi percorsi museali, acquisiscono nel contesto della mostra un valore speciale e un rinnovato risalto; il ruolo dei musei &egrave; quello di saper trovare il momento giusto per far conoscere al pubblico, all&rsquo;interno di tematiche centrate su uno specifico argomento e periodo, quelle che sono le proprie ricchezze.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;\nmso-bidi-font-weight:bold\">Promotori dell&rsquo;esposizione il Ministero per i Beni e le Attivit&agrave; Culturali con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citt&agrave; di Firenze, il Museo degli Argenti, Firenze Musei con l&rsquo;Associazione Amici di Doccia e l&rsquo;Ente Cassa di Risparmio di Firenze.<\/span><span style=\"font-size:\n12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\">Enel <\/span><\/b><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-bidi-font-weight:bold\">sostiene &ldquo;Un anno ad arte <st1:metricconverter productid=\"2013\u201d\" w:st=\"on\">2013&rdquo;<\/st1:metricconverter> confermando l&#39;attenzione per la valorizzazione culturale e artistica del patrimonio culturale e artistico della citt&agrave; di Firenze. Enel opera sul territorio fiorentino per coniugare l&rsquo;innovazione tecnologica con la tradizione della cultura fiorentina e italiana, di cui questa iniziativa &egrave; espressione di grande spessore.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:12.0pt;font-family:Garamond\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Lusso ed eleganza La porcellana francese a Palazzo Pitti e la manifattura Ginori (1800-1830) &nbsp; 19 marzo &ndash; 23 giugno 2013 Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze &nbsp; &nbsp; In occasione dei quarant&rsquo;anni dalla apertura del Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/32599\/arte\/firenze-palazzo-pittimuseo-degli-argenti-mostra-lusso-ed-eleganza.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Firenze, Palazzo Pitti\/Museo degli Argenti: mostra &#8220;Lusso ed Eleganza&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[792,17446,1234,4137,4742],"class_list":["post-32599","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-argenti","tag-arte","tag-firenze","tag-palazzo-pitti","tag-porcellana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32599"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32600,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32599\/revisions\/32600"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}