
{"id":310,"date":"2009-02-13T08:56:15","date_gmt":"2009-02-13T06:56:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=310"},"modified":"2009-02-17T09:53:50","modified_gmt":"2009-02-17T07:53:50","slug":"la-dinamo-futurista-omaggio-a-umberto-boccioni-primo-conti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/310\/arte\/la-dinamo-futurista-omaggio-a-umberto-boccioni-primo-conti.html","title":{"rendered":"La dinamo futurista: omaggio a Umberto Boccioni &#8211; Primo Conti"},"content":{"rendered":"<p><strong> <\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-C1310046%5B1%5D.JPG\" border=\"0\" width=\"174\" height=\"180\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Museo d&rsquo;Arte, Lugano (CH)<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">15 febbraio &ndash; 19 aprile 2009<\/span><\/strong><\/p>\n<p> <\/strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Nel 2009 ricorre il centenario della fondazione del movimento futurista. Il contributo che il Museo d&rsquo;Arte di Lugano intende dare alle celebrazioni di questo importante movimento, &egrave; focalizzato su un omaggio a Umberto Boccioni, uno dei protagonisti del futurismo, che pi&ugrave; di altri ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo. Un piano del museo &egrave; dedicato alla produzione giovanile del futurista fiorentino Primo Conti, sodale di Boccioni.<\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span> <\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Omaggio a Umberto Boccioni<\/font><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nell&rsquo;ambito della mostra dedicata a Boccioni, che occupa il primo e il secondo piano del museo, sono per la prima volta messi in dialogo due importanti nuclei dell&rsquo;artista: le opere su carta di propriet&agrave; dello Stato italiano conservate alla Galleria Nazionale di Cosenza in Calabria, regione nativa di Boccioni, e le opere prefuturiste presenti nella Collezione della Citt&agrave; di Lugano. <\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Quest&rsquo;ultima raccoglie 21 opere realizzate dall&rsquo;artista tra il 1903 e il 1909 provenienti dalla raccolta d&rsquo;arte dello stampatore Gabriele Chiattone donata alla Citt&agrave; di Lugano nel 1961. Un numero importante di queste opere &egrave; stato presentato in occasione della mostra <em>Boccioni prefuturista<\/em> tenutasi al Museo Nazionale di Reggio Calabria nel 1983 mentre il nucleo nella sua totalit&agrave; alla mostra <em>Opere d&rsquo;arte della Citt&agrave; di Lugano. Donazione Chiattone<\/em> presso il Museo Civico di Belle Arti di Lugano nel 2006-2007.<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La Galleria Nazionale di Cosenza conserva una serie di opere su carta gi&agrave; appartenute ad una delle pi&ugrave; prestigiose collezioni americane, quella di Lydia e Harry Winston, successivamente acquistate da Carlo F. Bilotti e infine confluite nella collezione della Galleria Nazionale di Cosenza nel 1996. L&rsquo;insieme &egrave; costituito da 60 fogli con 85 disegni di periodi diversi, relativi al periodo della formazione, all&rsquo;esperienza prefuturista e con alcuni significativi fogli del periodo futurista. Il fondo &egrave; stato studiato e presentato al pubblico in occasione della mostra<em> Umberto<\/em> <em>Boccioni.<\/em> <em>Una raccolta di disegni e incisioni<\/em> presso il Museo d&rsquo;Arte dell&rsquo;Otto e Novecento di Rende nel 2008.<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> <\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana\"><font>L&rsquo;impostazione dell&rsquo;esposizione ha una valenza innanzitutto filologica, di messa in dialogo dei due nuclei boccioniani a cui saranno integrati una serie di complementi provenienti da altre collezioni pubbliche e private svizzere e italiane pertinenti alle opere presenti nell&rsquo;istituzione ticinese e in quella cosentina.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Di particolare interesse sono gli accostamenti inediti in mostra di alcuni studi preparatori con le relative esecuzioni ad olio come nel caso ad esempio di <em>Contadini al lavoro <\/em>e <em>Campagna lombarda<\/em>.<\/span><font><span style=\"font-family: Verdana\">L&rsquo;obiettivo, oltre a quello di proporre un percorso attraverso l&rsquo;opera di Boccioni dai primi anni del Novecento fino alle prove del 1915 <\/span><span style=\"font-family: Verdana\">&ndash; ovvero dal divisionismo di impronta naturalistica, attraverso il simbolismo e il futurismo, fino alle ultime prove di impostazione c&eacute;zanniana &ndash; <\/span><span style=\"font-family: Verdana\">&egrave; quello di valorizzare le opere delle due collezioni pubbliche mediante l&rsquo;accostamento di olii, disegni e grafiche evidenziando alcune procedure creative e illustrandone le tappe pi&ugrave; significative.<\/span><\/font><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Alla presentazione della mostra al Museo d&rsquo;Arte di Lugano far&agrave; seguito una tappa della stessa in Calabria. <\/font><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">L&rsquo;esposizione, a cura di Tonino Sicoli e Cristina Sonderegger, sar&agrave; accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con contributi critici dei curatori, di Maurizio Calvesi e l&rsquo;illustrazione a colori di tutte le opere in mostra.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p> <\/span> <\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Primo Conti<\/font><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Disegni per Harriet Quien, <span>&nbsp;<\/span>&ldquo;La donna che venne dal mare&rdquo;<\/font><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>1912-1925<\/font><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La mostra di Primo Conti, a cura di Daniela Palazzoli, occupa il terzo piano del museo. Nell&rsquo;anno in cui si celebrano i primi cento anni del Movimento Futurista Italiano, pubblicizzato ufficialmente da Filippo Tommaso Marinetti sul quotidiano &ldquo;Le Figaro&rdquo; di Parigi il 20 Febbraio 1909, la mostra ripercorre in modo sintetico e qualitativamente alto gli esordi di Primo Conti (1900-1988), dai primi disegni di timbro espressionista alla sua ormai celebre fase futurista, fino ad un breve periodo di ispirazione metafisica che si conclude intorno al 1925 con il ritorno ad una costruzione pi&ugrave; classica dell&rsquo;opera d&rsquo;arte.<\/span><font><font> <\/font><\/font><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Questo &egrave; reso possibile dalla selezione di un nucleo di una sessantina di disegni facenti parte della raccolta di un suo grande amore giovanile, la Signora Harriet Quien, che egli conobbe nei primi anni Venti sulla spiaggia di Antignano dove era solito passare le vacanze, come si racconta in un capitolo delle sue memorie intitolato <em>La donna che venne dal mare<\/em>. <\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>La convergenza dell&rsquo;aspetto artistico con quello privato consente anche di sfatare una delle leggende che circondano la figura giovanile di questo <em>enfant prodige<\/em> dell&rsquo;arte d&rsquo;avanguardia, che comincia a disegnare e dipingere in et&agrave; precocissima, con un&rsquo;urgenza ed una seriet&agrave; che lo portano ad ignorare i trastulli infantili e dell&rsquo;adolescenza. Cos&igrave; sintetizza in modo lapidario questa condivisa impressione lo scrittore e suo amico Giovanni Papini: &ldquo;Primo Conti di Firenze, nato col secolo, fu pittore prima ancora d&rsquo;essere uomo&rdquo;.<\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Disegnatore fecondo, Primo Conti usava la matita come strumento di grande immediatezza utile per fissare impressioni, dettagli e concetti base dei fatti e personaggi reali che incontrava quotidianamente, da rielaborare eventualmente in seguito. <\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Lo scavo compiuto da Daniela Palazzoli per ricostruire la personalit&agrave; e la vita di Harriet Quien (1900- 1981) &ndash; che, per esempio, pretendeva di essere chiamata &lsquo;Harry&rsquo; perch&eacute; &ldquo;non &egrave; il sesso a definire la personalit&agrave; delle persone&rdquo; &#8211; ci mostra una donna straordinaria, poliglotta e cosmopolita, in anticipo sui tempi, e dotata di capacit&agrave; di valutazione e di movimento a 360 gradi, che oggi possiamo definire da globalizzazione avanzata. Conti dimostra, nei suoi scritti e nei documenti conservati presso la Fondazione Primo Conti di Fiesole, di rendersi conto della eccezionalit&agrave; della sua Musa; il che &egrave; una delle ragioni del suo amore per lei. In questo incontro fra due coetanei, nati entrambi col secolo, si realizza quella aspirazione di continuit&agrave; fra arte e vita che Primo Conti aveva scoperto quando, appena quattordicenne, aveva contribuito ad allestire la mostra di Umberto Boccioni a Firenze e, ancora prima di conoscerlo e condurlo a visitare su sua richiesta le sculture dei <em>Prigioni <\/em>di Michelangelo, aveva provveduto a restaurare uno dei suoi gessi da esporre in mostra. Boccioni, scopr&igrave; in quell&rsquo;occasione che Primo Conti amava usare materiali deperibili perch&eacute;: &ldquo;l&rsquo;opera d&rsquo;arte per essere viva deve aver la stessa sorte dell&rsquo;uomo e subire, come l&rsquo;uomo, la malattia e la morte&rdquo;. Incluso anche l&rsquo;amore: come prevede la coerenza fra arte e vita. <\/font><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p>Sabina Bardelle<br \/> Attivit&agrave; Culturali<br \/> Servizio informazione, comunicazione e PR<br \/> Citt&agrave; di Lugano<br \/> Piazza Riforma 1<br \/> CH &#8211; 6900 Lugano, Switzerland<br \/> Tel. +41 (0)58 866 70 90<br \/> Fax. +41 (0)58 866 71 03<br \/> E-mail. sbardelle@lugano.ch<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Museo d&rsquo;Arte, Lugano (CH)15 febbraio &ndash; 19 aprile 2009 Nel 2009 ricorre il centenario della fondazione del movimento futurista. 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