
{"id":30574,"date":"2012-11-15T02:06:42","date_gmt":"2012-11-15T00:06:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=30574"},"modified":"2012-11-15T02:06:42","modified_gmt":"2012-11-15T00:06:42","slug":"litochoreia-le-pietre-che-danzano-di-paolo-hermanin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/30574\/arte\/litochoreia-le-pietre-che-danzano-di-paolo-hermanin.html","title":{"rendered":"LITOCHOREIA Le Pietre che danzano di Paolo Hermanin"},"content":{"rendered":"<p><strong><font face=\"Tahoma\"><\/font><font size=\"5\">Gioved&igrave; 15 novembre 2012 &#8211; ore 18<\/p>\n<p>\t<\/font><font size=\"4\">Studio Arti Floreali<\/font><\/strong><font size=\"4\"><br \/>\n\t<\/font><font face=\"Tahoma\"><strong>Vicolo della Campanella 34\/A &ndash; 00186, Roma<\/strong><\/font><br \/>\n\t<font face=\"Tahoma\"><\/p>\n<p>\t<\/font><\/p>\n<div align=\"justify\"><font face=\"Tahoma\">Non esiste territorio che non racchiuda tesori nascosti a disposizione dell&#39;ascoltatore- osservatore curioso, alla continua ricerca di paesaggi incontaminati e di forme di compenetrazione suggestiva tra Natura ed Arte. Cos&igrave; pu&ograve; succedere che la frequentazione di certi &ldquo;luoghi di frontiera&rdquo; conduca l&rsquo;esploratore ad immergersi empaticamente&nbsp; in quei luoghi per tentare una propria&nbsp; strada artistica. La via che ha percorso <b><a href=\"http:\/\/castiglioni.mailupnet.it\/f\/tr.aspx\/?98Uk5g=wpyut\/a4cd=nr\/q\/mca=.eihyqthlo\/e8.ag89j-5f9c79iNCLM\" name=\"\" target=\"_blank\"><font color=\"#0072c6\">Paolo Hermanin<\/font><\/a> <\/b>per approdare alle sue &ldquo;pietre danzanti&rdquo;, di cui &egrave; oggetto la mostra <i><b>Litochoreia <\/b><\/i>in programma allo <a href=\"http:\/\/castiglioni.mailupnet.it\/f\/tr.aspx\/?98Uk5g=wpyut\/a4cd=nr\/q\/mca=.eihyqthlo\/5je--:dj55d94aeNCLM\" name=\"\" target=\"_blank\"><b><font color=\"#0072c6\">Studio Arti Floreali<\/font><\/b><\/a> di Roma<b> dal 15 al 25 novembre<\/b>, &egrave; un tragitto nato, non a caso, da una fascinazione subita sulle coste della Gallura dove il soffio dei venti e il lavorio del mare hanno scolpito al servizio della forma le&nbsp; rocce granitiche creando un mondo fantastico di animali, piante, personaggi che trasformano la fisica in Metafisica e l&#39;ordinario in paradossale. <\/font><\/p>\n<p>\t<font face=\"Tahoma\">Paolo ha deciso cos&igrave;, attraverso queste dinamiche e nuovissime sculture, di materializzare un paradosso, la danza delle pietre appunto, e dare voce alla dialettica&nbsp; tra una forma in movimento ed una materia naturalmente statica. A volte dionisiaca a volte raggelata in equilibri al limite dell&#39;assurdo,&nbsp; la danza delle pietre racconta&nbsp; dello spirito creatore e plasmatore,&nbsp; della acquiescenza del duro granito, materia normalmente resistente, e della bellezza di questo meraviglioso momento in cui l &#39;ovvio diventa prodigio e la solidit&agrave; s&#39;innamora dell&#39;impalpabile.<\/font><\/p>\n<p>\t<font face=\"Tahoma\">Il dialogo tra Spirito ed Essenza non &egrave; nuovo a Paolo Hermanin che in ogni sua opera ha sempre inseguito una continua ricerca dell&rsquo;equilibrio raffigurata dalla onnipresenza multiforme di rocce e nuvole (basti pensare alle originalissime retroincisioni dei suoi specchi) in un continuo rincorrersi all&rsquo;interno di supporti materici di volta in volta differenti. <\/font><\/p>\n<p>\t<font face=\"Tahoma\">Nell&rsquo;esposizione, aperta quotidianamente al pubblico dal luned&igrave; al venerdi dalle 16,30 &#8211; 20 e sabato e domenica dalle 10 alle 20 (l&#39;ingresso &egrave; libero), vi sar&agrave; modo di apprezzare un artista che, tramite il proprio lavoro in continua evoluzione, mira a creare occasioni di &quot;esperienza&quot; sensoriale di cui la stessa Natura e&#39; prodiga, ma solo se si e&#39; capaci di mettersi&nbsp; &ldquo;in ascolto&rdquo;. Come infatti afferma Hermanin, &ldquo;Il filo rosso&nbsp; che sottende tutte le mie opere &egrave; costituito dalla tensione irrinunciabile al disvelamento del mistero, al&nbsp; riconoscimento dello spirito nei molteplici aspetti del mondo reale. Questa componente sottile, profonda che permea la realt&agrave; in ogni ambito, sfugge, a mio parere, alla sensibilit&agrave; dell&#39;uomo contemporaneo condizionato da una &quot;fede cieca&quot; nella scienza e nella tecnologia.&rdquo; <\/font><\/p>\n<p>\n\t<font face=\"Tahoma\"><b>Paolo Hermanin<\/b>, classe 1951, <\/font><font face=\"Tahoma\"><\/font><font face=\"Tahoma\">Paolo Hermanin vive e lavora a Roma.<\/font><br \/>\n\t<font face=\"Tahoma\"><\/font><font face=\"Tahoma\">C<\/font>resce e si forma in un ambiente fortemente connotato dagli studi umanistici e artistici. Dopo alcuni anni di studi universitari (prima storia dell&#39;arte e poi psicologia), approda negli anni Settanta&nbsp; al teatro, sua passione dall&#39;infanzia, e in quest&#39;ambito esercita come attore &ndash; con qualche esperienza di scenografi &#8211; per pi&ugrave;&nbsp; di vent&#39;anni. Negli anni Novanta realizza il suo sogno di un laboratorio artistico polivalente e si dedica definitivamente alla produzione di opere di vario genere: dalle sculture in bronzo a quelle in legno, vetrate artistiche legate a piombo e sabbiate, pitture murali e su tela, sculture in pietra. Ma la tecnica grazie alla quale si impone all&#39;attenzione del pubblico &egrave; quella dell&#39;incisione su specchio (di sua invenzione) con cui nel 2007 si presenta in una personale di successo alla Casina delle Civette di villa Torlonia e in successive mostre a Roma&nbsp; e a Bologna fino alla partecipazione al padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2011.<br \/>\n\t<font face=\"Tahoma\">Sue opere sono presenti nella Collezione della Farnesina, nella biblioteca di Villa Torlonia e negli uffici della Sovrintendenza ai beni artistici e culturali del Lazio (su commissione della Sovrintendenza stessa) come anche a Trastevere e nel porto di Rodi Garganico (grande statua di travertino).<\/font><br \/>\n\t&nbsp;<\/div>\n<p><font face=\"Tahoma\"><\/p>\n<p>\tMaggiori informazioni al sito <b><a href=\"http:\/\/www.paolohermanin.it\">www.paolohermanin.it<\/a> <\/b><\/p>\n<p>\t<b><br \/>\n\t<\/b><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved&igrave; 15 novembre 2012 &#8211; ore 18 Studio Arti Floreali Vicolo della Campanella 34\/A &ndash; 00186, Roma Non esiste territorio che non racchiuda tesori nascosti a disposizione dell&#39;ascoltatore- osservatore curioso, alla continua ricerca di paesaggi incontaminati e di forme di compenetrazione suggestiva tra Natura ed Arte. 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