
{"id":3028,"date":"2010-01-20T01:47:02","date_gmt":"2010-01-19T23:47:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=3028"},"modified":"2010-01-20T01:50:08","modified_gmt":"2010-01-19T23:50:08","slug":"raphael-zarka-rhombus-sectus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/3028\/arte\/raphael-zarka-rhombus-sectus.html","title":{"rendered":"Rapha\u00ebl Zarka Rhombus Sectus"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-family: Arial\"><font>Il Centre culturel fran&ccedil;ais de Milan<\/font><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">presenta<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">nell&rsquo;ambito del nuovo progetto d&rsquo;arte contemporanea<\/span><\/p>\n<p><strong><em><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial\">Una certa idea della Francia&nbsp;<\/span><\/em><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><font><strong><span style=\"font-family: Arial\">Rapha&euml;l Zarka <\/span><\/strong><\/font><\/p>\n<p><font><strong><\/strong><\/font><strong><em><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\">Rhombus Sectus<\/span><\/em><\/strong><strong><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">Mostra a cura di Marcello Smarrelli<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">Inaugurazione alla presenza dell&rsquo;artista: mercoled&igrave; 20 gennaio ore 18.30<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">21 gennaio &ndash; 30 marzo 2010 <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">Galleria del Centre culturel fran&ccedil;ais de Milan <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">Palazzo delle Stelline&nbsp; <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">Corso Magenta 63, Milano<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Il Centre<strong> <\/strong>culturel fran&ccedil;ais de Milan, diretto da settembre 2009 da Olivier Descotes, promuove un ciclo di mostre dal titolo <strong><em>Una certa idea della Francia<\/em><\/strong>, che si svolger&agrave; nell&rsquo;arco di due anni e coinvolger&agrave; artisti francesi e curatori italiani. A partire da gennaio 2010, sei curatori, individuati dal direttore perch&egrave; attivi nella promozione dell&#39;arte emergente internazionale, saranno chiamati a realizzare ciascuno una mostra personale o collettiva negli spazi del centro culturale, situati all&rsquo;interno del Palazzo delle Stelline.<strong> Per il 2010 il compito &egrave; stato affidato, nell&rsquo;ordine, a Marcello Smarrelli, Alessandro Rabottini e Simone Menegoi. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">La scelta del titolo nasce dal desiderio di sottolineare lo sguardo dei curatori italiani sul panorama delle ultime due generazioni di artisti francesi, un modo per ribadire l&rsquo;esistenza di un dialogo ininterrotto tra i due Paesi.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">Se nell&rsquo;immaginario collettivo dei francesi &ldquo;Una certa idea della Francia&rdquo; richiama la memoria patriottica riferibile al pensiero politico del generale de Gaulle, l&rsquo;uso che se n&rsquo;&egrave; fatto in queste mostre ha una matrice pi&ugrave; intimistica che si ricollega ad un ricordo tutto italiano legato alla serie dei grandi noir francesi (C. Chabrol, P. Granier-Deferre, etc.), curata negli anni Ottanta da Claudio G. Fava e trasmessa dalla Rai. Un caso di memoria televisiva e adolescenziale, racconto di un paesaggio di finzione, che per i giovani italiani che seguirono la serie rappresent&ograve; una prima forma di conoscenza e di approccio verso la Francia. Il lavoro degli artisti proposti nelle tre mostre ha il sapore di una &ldquo;archeologia visiva&rdquo;, forse per via delle forme che essi usano &ndash; accompagnate sempre da qualcosa di arcaico o legata al detrito &ndash;, per la loro riflessione sull&rsquo;architettura &ndash; vista come un oggetto sensibile che cambia col tempo &ndash;, e per una certa attitudine verso i materiali poveri, di scarto o di riuso, che vengono dotati di una nuova vita.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">In questo senso appare paradigmatica la mostra di <a name=\"OLE_LINK2\" title=\"OLE_LINK2\"><\/a><a name=\"OLE_LINK1\" title=\"OLE_LINK1\"><\/a><span><strong>Rapha&euml;l Zarka<\/strong> <\/span>(Montpellier, 1977, vive e lavora a Parigi), curata da <strong>Marcello Smarrelli<\/strong>, prima personale dell&rsquo;artista in Italia che dar&agrave; avvio al ciclo, visibile dal 20 gennaio al 30 marzo 2010.<span>&nbsp; <\/span>Partendo dall&rsquo;assunto teorico che le forme in natura sono limitate e inevitabilmente si torna sempre a riproporre le stesse in momenti e situazioni diverse della storia, Zarka sembra riecheggiare le tesi dei corsi e ricorsi storici &ndash; traslandole dai comportamenti umani agli oggetti &#8211; del filosofo napoletano G.B. Vico, secondo cui ci&ograve; che si presenta di nuovo nella storia &egrave; sempre paragonabile per analogia a ci&ograve; che si &egrave; gi&agrave; manifestato.<span>&nbsp; <\/span><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Il percorso espositivo si svolge attraverso una selezione di opere particolarmente significative prodotte negli ultimi quattro anni, testimonianze dell&rsquo;eclettismo linguistico di questo artista che sembra muoversi con singolare disinvoltura tra i riferimenti alti della storia dell&rsquo;arte e quelli della cultura popolare. <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Influenzato in particolare dall&rsquo;Arte Povera, dal Minimalismo e dalla Land Art, il lavoro di Zarka si basa su una ricerca quasi scientifica di spazi e di forme da esplorare, guidata dall&rsquo;esigenza di trovare un ordine agli oggetti, &ldquo;di organizzare &#8211; dice &#8211; il caos delle cose che m&rsquo;interessano&rdquo;. L&rsquo;approccio sperimentale verso volumi, geometrie e materiali, gli deriva in gran parte dall&rsquo;esperienza di skater al quale l&rsquo;artista ha dedicato molti saggi e lavori, che gli ha permesso di familiarizzare con le superfici dinamiche dello spazio urbano, ma anche dalla passione per l&rsquo;archeologia, che si riscontra nell&rsquo;aspetto documentaristico delle sue opere, basate sempre su una ricerca precisa e rigorosa. <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><strong><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Riding Modern Art<\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">, <em>une collection photographique autour de Spatial Composition 3 <\/em>(1928) <em>de Katarzyna Kobro <\/em><span>(2007)<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">, <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">&egrave; un&rsquo;installazione composta da una serie di undici fotografie di skater che realizzano delle figure su opere d&rsquo;arte pubblica, e dalla riproduzione di una scultura dell&rsquo;artista costruttivista polacca Katarzyna Kobro. Le immagini sono solo una selezione della collezione dell&rsquo;artista che comprende pi&ugrave; di circa cinquanta scatti acquisiti da fotografi di skate professionisti. Questo lavoro sottolinea la dinamicit&agrave; nascosta in molte delle sculture moderne che incontriamo negli spazi aperti: &ldquo;Ci&ograve; che mi colpisce &ndash; spiega Zarka &ndash; &egrave; il fatto che gli skater privilegino un rapporto meccanico con l&rsquo;opera anzich&eacute; un rapporto estetico. Per loro, tutto l&rsquo;interesse di una scultura &egrave; dato dalla variet&agrave; di movimenti che essa suggerisce&rdquo;. In questo senso <strong><em>Spatial Composition<\/em><\/strong> <em>(1928)<\/em> di Katarzyna Kobro rappresenta la scultura ideale su cui fare skateboard: appare infatti come una rampa di skate rivisitata secondo i canoni costruttivisti, sintesi fra curva e angolo retto.<\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Spesso Zarka trae ispirazione da opere di altri artisti, dando origine a diverse categorie di lavori: le sue non sono mai semplici copie, ma interpretazioni (&ldquo;reprise&rdquo;); ricostruzioni con oggetti di origine artigianale o industriale (&ldquo;replique&rdquo;); riproduzioni di oggetti virtuali; <em>ready-made<\/em> intesi come oggetti ritrovati elevati al rango di opera d&rsquo;arte. A quest&rsquo;ultimo genere appartiene l&rsquo;opera in mostra <strong><em>Pr&eacute;figuration de la Collection des Rhombis<\/em><\/strong> (2008), composta da una copia del trattato del frate matematico Luca Pacioli, <em>Divina proporzione<\/em>, sul quale sono posti due piccoli rombicubottaedri in alluminio con tutte le facce forate e filettate. La figura del rombicubottaedro compare in pi&ugrave; opere dell&rsquo;artista: si tratta di un poliedro con ventisei facce, quarantotto spigoli e ventiquattro vertici, raffigurato nel ritratto di Luca Pacioli dipinto da Jacopo de Barbari (1495). In questo lavoro, <span style=\"color: black\">all&#39;interno del trattato cinquecentesco, sono stati inseriti alcuni segnalibri <\/span><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">che illustrano i rombi in diversi contesti. <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Quando Zarka utilizza la fotografia lo fa sempre con l&rsquo;atteggiamento dello scultore che cerca di documentare al meglio la sua opera, come usava fare Medardo Rosso. &ldquo;Cerco prima di tutto forme astratte, nel senso proprio del termine: isolate dal contesto, come le parentesi in un racconto. <em>Les Formes du repos <\/em><span>&nbsp;<\/span>ne sono l&rsquo;esempio migliore&rdquo;, cos&igrave; Rapha&euml;l<strong> <\/strong>Zarka introduce la serie di fotografie che ha iniziato a scattare nel 2001 e che aggiorna continuamente. <strong><em>Forme du repos n&ordm;9<\/em><\/strong> (2006), in mostra, fa parte di questo progetto aperto che costituisce un&rsquo;altra collezione di oggetti, questa volta in cemento, immortalati dall&rsquo;artista come se fossero delle &ldquo;sculture involontarie&rdquo;. Il criterio con cui Zarka sceglie queste strutture non si basa sulla loro eventuale somiglianza con opere moderne, non ci sono allusioni o riferimenti, c&rsquo;&egrave; piuttosto un effetto di riconoscimento: &ldquo;&Egrave; necessario &#8211; spiega l&rsquo;artista &#8211; che l&rsquo;oggetto mi sia familiare, che possa trovare per quest&rsquo;ultimo un luogo in un intreccio di storie e di forme, una rete di conoscenza che mi sia propria&rdquo;.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">L&rsquo;attitudine di Zarka a documentare e a collezionare si riscontra anche nella foto usata per l&rsquo;invito, in cui l&rsquo;artista appare intento a misurare due<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> enigmatici volumi geometrici in cemento trovati casualmente nel 2001 percorrendo una strada nel sud della Francia<span style=\"color: black\">: il suo primo incontro con i <\/span>rombicubottaedri.<span style=\"color: black\"> S<\/span>olo pi&ugrave; tardi Zarka scoprir&agrave; di cosa si trattava, grazie a un disegno di Leonardo da Vinci che illustr&ograve; i rombi nel trattato di Pacioli. Da allora l&rsquo;artista ha dato<span style=\"color: black\"> vita alla<\/span> collezione di oggetti e immagini che riproducono quella forma, come altrettante testimonianze della sua presenza nel mondo. <span style=\"color: black\">Gli inviti che l&rsquo;artista realizza vengono considerati come opere autonome e parte di una collezione che si arricchisce in occasione di ogni nuova mostra.<\/span><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Chiude il percorso espositivo l&rsquo;opera che d&agrave; il titolo alla mostra, <strong><em>Rhombus Sectus <\/em><\/strong>(2009). Realizzato in occasione del 500&deg; anniversario della pubblicazione del<em> Divina proporzione<\/em>, il film ha come soggetto la<span style=\"color: black\"> Biblioteca Nazionale<\/span><span style=\"color: black\"> di Minsk in Bielorussia, costruita tra il 2001 e il 2006 dagli architetti Vinogradov e Kramarenko. Le immagini sottolineano il contrasto, all&rsquo;interno dello spazio urbano, fra lo scenario della vita quotidiana e la presenza metafisica e monumentale della Biblioteca. L&rsquo;edificio, con i suoi ventidue piani e settantadue metri di altezza, &egrave; attualmente il pi&ugrave; grande e il pi&ugrave; sorprendente rombicubottaedro esistente al mondo e probabilmente il pezzo pi&ugrave; importante della collezione di rombi di Zarka.<\/span><\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">L&rsquo;esposizione &egrave; accompagnata da un <strong>catalogo<\/strong><span>, edito da Kaleidoscope,<strong> <\/strong><\/span>con un testo del curatore, un&rsquo;intervista all&rsquo;artista e <span>apparati fotografici a colori. <\/span><\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">Al termine dell&rsquo;intero ciclo di mostre sar&agrave; pubblicato un catalogo generale con un video di Anton Giulio Onofri.<\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: white; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Rhombus Sectus<strong> <\/strong><\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">apre in contemporanea alla mostra\/evento, presentata da Careof DOCVA, dal titolo<em> Documents d&rsquo;artistes<\/em> (Milano, 19 gennaio &ndash; 27 marzo 2010) e curata da Chiara Agnello, Katia Anguelova e Guillaume Mansart, che nasce da un progetto di interscambio culturale fra Italia e Francia, in particolare fra Milano e Marsiglia. <\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Rapha&euml;l Zarka<\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> <\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">ha studiato alla Winchester School of Art e all&#39;Ecole nationale sup&eacute;rieure des beaux-arts di Parigi. Ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati in Francia e all&rsquo;estero. Fra le mostre personali pi&ugrave; recenti ricordiamo:<\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> Geometry Improved<\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">, Museum of Modern Art, Oxford (2009); <em>L&#39;abb&eacute; Nollet<\/em>, Les Eglises, contemporary art center, Chelles (2009); <em>Ratiocination<\/em>, galerie Michel Rein, Parigi (2008). <\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">Fra quelle collettive, nel 2009:<\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> Le jardin aux sentiers qui bifurquent<\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">, Kunsthalle Mulhouse; <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Laura Bartlett gallery, Londra; <\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Altri discorsi<\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">, Careof, Milano; <\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Les Archipels r&eacute;invent&eacute;s\/ les 10 ans du Prix d&#39;entreprise Ricard<\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">, Centre Pompidou, Parigi.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Nel 2008: <\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Les Feuilles<\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">, Super, Parigi; Palais de Tokyo, Parigi; <em>Foyer: language and space at the border<\/em>, Contemporary Art Centre, Vilnius, Lithuania.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">Nel 2008 vince la X edizione del Prix Fondation d&rsquo;entreprise Ricard. &Egrave; autore di due libri sullo skateboard: <\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Une journ&eacute;e sans vague. Chronologie lacunaire du<\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\"> <\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">skateboard <\/span><\/em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">(2005)<em> <\/em><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">e <em>La conjonction interdite. Notes sur le skateboard<\/em> (2007). <\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">Coordinate<\/span><\/strong> <\/p>\n<h1 style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span style=\"font-weight: normal; font-size: 9pt; font-style: normal; font-family: Arial\">Titolo progetto:<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">Una certa idea della Francia<\/span><\/em><\/h1>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">1&deg; mostra: <span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><strong>Rapha&euml;l Zarka.<em> Rhombus Sectus<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">A cura di:<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Marcello Smarrelli <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Periodo: <span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>21 gennaio &ndash; 30 marzo 2010<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Inaugurazione: <span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>20 gennaio 2010, ore 18.00<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Presso:&nbsp;<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span>Galleria del Centre<strong> <\/strong>culturel fran&ccedil;ais de Milan, Corso Magenta 63, Milano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Ingresso: <span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>libero&nbsp;&nbsp; <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Orari:<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>da marted&igrave; a sabato dalle 15.00 alle 19.00 (lun.\/dom. chiuso)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Info:&nbsp;tel. +<span style=\"color: black\">39 02 48591928; Rosette Ciola <a href=\"mailto:presse@culturemilan.it\">presse@culturemilan.it<\/a>; <a href=\"http:\/\/www.culturemilan.com\/\">www.culturemilan.com<\/a><\/span><\/span><span style=\"font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Ufficio stampa: <span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Marta Colombo tel. +39 340 3442805 <a href=\"mailto:martacolombo@gmail.com\">martacolombo@gmail.com<\/a> <\/span><\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Centre culturel fran&ccedil;ais de Milan&nbsp;presenta&nbsp;nell&rsquo;ambito del nuovo progetto d&rsquo;arte contemporanea Una certa idea della Francia&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rapha&euml;l Zarka Rhombus Sectus&nbsp; Mostra a cura di Marcello Smarrelli&nbsp; Inaugurazione alla presenza dell&rsquo;artista: mercoled&igrave; 20 gennaio ore 18.30&nbsp; 21 gennaio &ndash; 30 marzo 2010 &nbsp;Galleria del Centre culturel fran&ccedil;ais de Milan Palazzo delle Stelline&nbsp; Corso Magenta 63, Milano&nbsp;&nbsp; &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/3028\/arte\/raphael-zarka-rhombus-sectus.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Rapha\u00ebl Zarka Rhombus Sectus<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[543,542],"class_list":["post-3028","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-centre-culturel-francais-de-milan","tag-raphael-zarka"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3028","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3028"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3028\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3030,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3028\/revisions\/3030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3028"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3028"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}