
{"id":298,"date":"2009-02-05T10:54:22","date_gmt":"2009-02-05T08:54:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=298"},"modified":"2009-02-05T10:54:22","modified_gmt":"2009-02-05T08:54:22","slug":"futurismo-1909-2009-velocita-arte-azione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/298\/arte\/futurismo-1909-2009-velocita-arte-azione.html","title":{"rendered":"Futurismo 1909-2009 Velocit\u00e0 + Arte + Azione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-futr%201.jpg\" border=\"0\" width=\"141\" height=\"180\" \/><span class=\"Normal\">Milano Palazzo Reale<br \/> 6 febbraio &#8211; 7 giugno 2009<\/p>\n<p> Milano, la citt&agrave; che sale &#8211; qui il Futurismo &egrave; nato e ha vissuto la sua prima, entusiasmante stagione &#8211; dedica al Centenario di questa avanguardia rivoltosa e visionaria una mostra esplosiva promossa dal Comune di Milano e da Skira Editore, curata da Giovanni Lista e Ada Masoero e prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con Skira e Arthemisia, che occuper&agrave;, eccezionalmente, l&#39;intero piano terreno della Reggia milanese e che sar&agrave; l&#39;evento centrale di un ricchissimo programma di iniziative promosso dal Comune di Milano, con manifestazioni di teatro, cinema, danza, moda, che faranno della citt&agrave;, per l&#39;intero 2009, la capitale del Futurismo.<\/p>\n<p> Sono circa quattrocento le opere che la compongono, oltre 240 delle quali sono dipinti, disegni, sculture, mentre le restanti spaziano dal paroliberismo ai progetti e disegni d&#39;architettura, alle scenografie e costumi teatrali, dalle fotografie ai libri-oggetto, fino agli oggetti dell&#39;orizzonte quotidiano: arredi, oggetti di arte decorativa, pubblicit&agrave;, moda, tutti segnati dall&#39;impronta innovatrice del Futurismo.<br \/> Unica tra le numerose manifestazioni espositive del Centenario, questa mostra intende infatti documentare l&#39;intero, vastissimo campo d&#39;azione del Futurismo, ponendo l&#39;accento sulla sua generosa e per certi versi utopistica volont&agrave; di ridisegnare l&#39;intero ambito dell&#39;esperienza umana in una chiave inedita. Ridurre l&#39;esame del Futurismo alla sola pittura e scultura rischia infatti di snaturarne il volto, cancellando quella che resta la sua pi&ugrave; vistosa e ineguagliata specificit&agrave;.<br \/> Non solo, ma poich&eacute; il Futurismo non oper&ograve; nei soli, pi&ugrave; celebrati, anni Dieci, ma fu vitale per almeno un trentennio, la mostra ne rilegger&agrave; l&#39;intera estensione, fino allo scadere degli anni Trenta, ampliando poi ulteriormente il suo orizzonte temporale per evidenziare da un lato le eredit&agrave; che raccolse, dall&#39;altro i lasciti che seppe affidare alle generazioni future: il percorso si avvia infatti nell&#39;ultimo decennio dell&#39;Ottocento, documentando la cultura visuale entro cui il Futurismo si form&ograve; e si inoltra nella seconda met&agrave; del Novecento, con alcuni dei protagonisti di quella stagione (Fontana, Burri, Dorazio, Schifano, i poeti visivi) che al Futurismo guardarono o resero un esplicito omaggio.<br \/> Cos&igrave; come i futuristi volevano porre lo spettatore &ldquo;al centro del quadro&rdquo;, un allestimento fitto e incalzante porr&agrave; il visitatore &ldquo;al centro del Futurismo&rdquo; in una mostra vitale, esuberante e polifonica come fu quella straordinaria e irripetibile avanguardia, che da Milano si irradi&ograve; nell&#39;intera Italia e di qui in Europa, coinvolgendo una vera folla di artisti.<br \/> Tuttavia, di tutti coloro che in Italia operarono in seno al Futurismo si &egrave; scelto di presentare solo quelli che diedero un pi&ugrave; importante contributo alla causa, sul piano della qualit&agrave; della loro ricerca o sul versante del dibattito teorico: entrati nel nuovo secolo, &egrave; infatti ormai possibile gettare su questo movimento uno sguardo che travalichi la mera cronaca per servirsi dei soli strumenti della storia e della storia dell&#39;arte.<br \/> Sezioni della mostra<br \/> Prima del Futurismo<br \/> La mostra si apre con una panoramica della cultura visiva lombarda di fine Ottocento. Ecco allora il Simbolismo notturno e visionario, di segno &ldquo;nordico&rdquo;, di Alberto Martini, Romolo Romani e Luigi Russolo e, insieme, la scultura di Medardo Rosso, creatore di una forma instabile, fusa nell&#39;atmosfera e smaterializzata dalla luce cui attingeranno i futuristi. Ed ecco il Simbolismo di segno pi&ugrave; mistico di Gaetano Previati, ma anche l&#39;arte impegnata nel sociale di Pellizza da Volpedo, tutti rappresentati con opere capitali, che scatenarono al loro tempo un acceso dibattito. Ma gi&agrave; in questa sezione d&#39;avvio entrano in scena i cinque firmatari dei manifesti pittorici del 1910: Umberto Boccioni, Carlo Carr&agrave;, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini, la cui militanza in seno al Divisionismo, nelle sue diverse declinazioni, viene ampiamente documentata: perch&eacute;, come scrissero essi stessi in Pittura futurista. Manifesto tecnico: &ldquo;Non pu&ograve; sussistere pittura senza divisionismo&rdquo;.<\/p>\n<p> F.T. Marinetti<br \/> Tocca poi alla figura di Filippo Tommaso Marinetti fungere da snodo tra questa stagione ancora radicata nell&#39;Ottocento e la nuova, deflagrante et&agrave; dell&#39;avanguardia: &egrave; lui infatti il vero detonatore del nuovo corso dell&#39;arte italiana, il demiurgo della rivoluzione estetica che segna trent&#39;anni del nuovo secolo. Di qui in poi la mostra &egrave; articolata per decenni, secondo un percorso che si propone di individuare la dominante estetica di ognuno.<\/p>\n<p> Gli anni Dieci e il Dinamismo plastico<br \/> Con il tema del dinamismo si introduce nell&#39;arte quello che viene inteso come il nuovo valore assoluto della modernit&agrave;. Non pi&ugrave; un&#39;arte statica, estranea al flusso del reale, ma un&#39;arte capace di incorporare in s&eacute; la vita in quanto pulsione vitale e di connettersi alla realt&agrave; nel suo farsi. Questi anni, illustrati in mostra da un centinaio di preziose opere giunte da importanti raccolte pubbliche e private, rappresentano la fase pi&ugrave; sperimentale del Futurismo e le proposte estetiche formulate dai protagonisti sono numerose e articolate, scaturite ora dal confronto dialettico con il Cubismo (in Boccioni dopo il 1912 e anche pi&ugrave; precocemente in Carr&agrave;), ora da un&#39;evoluzione personale, come accade a Balla, che sin dal 1915 giunge alle soglie dell&#39;astrazione pura, ora invece derivate dall&#39;apporto di idee delle generazioni pi&ugrave; giovani di futuristi, che portano linfa nuova al movimento. Fra questi ci sono i giovani che con manifesti e scritti teorici contribuiscono al dibattito sul dinamismo plastico (come Depero e Prampolini) sia altri artisti, come Sironi, che transita per il movimento declinandone i principi in modo del tutto personale, o Soffici, che da Firenze conduce la sua battaglia per il nuovo, o come alcuni dei membri del gruppo Nuove Tendenze (Funi e Dudreville soprattutto): tutti artisti che, spesso in modo decisamente autonomo, danno un apporto significativo alle ricerche futuriste.<\/p>\n<p> Gli anni Venti e l&#39;Arte meccanica<br \/> Lungo gli anni Venti, in un&#39;Europa impegnata nella ricostruzione e nella riconversione industriale dopo la Grande Guerra, l&#39;arte futurista appare fortemente connotata da una nuova esigenza di ordine e di chiarezza, ponendosi &#8212; in stretta consonanza con l&#39;appello, diffuso un po&#39; dovunque, del &ldquo;ritorno all&#39;ordine&rdquo;. Il Futurismo non si pone pi&ugrave;, dunque, in antagonismo bens&igrave; in piena e stretta concordanza con le altre avanguardie europee, contribuendo a mantenere aperta una dimensione internazionale dell&#39;arte italiana anche in questi anni politicamente bui, in cui si insedia e si impone il fascismo. Balla, il vecchio maestro capace per&ograve; di sempre nuove invenzioni, crea in questi anni dipinti caratterizzati da rigide architetture formali, posti quindi sotto il segno del &ldquo;macchinismo&rdquo;, sebbene non vi figuri una sola macchina. Depero, che gi&agrave; nel pieno degli anni Dieci aveva inaugurato il filone dell&#39;arte meccanica, prosegue su questa strada dando vita a un&#39;inedita e personale vicenda in cui il Futurismo entra in consonanza con la metafisica, ibridandosi in opere singolari immerse in un tempo fermo e sospeso; Prampolini, grazie anche alla sua rivista Noi, da subito aperta all&#39;Europa, &egrave; il tramite con le altre avanguardie internazionali e crea opere dalle fitte concatenazioni prima di piani, poi di volumi. I futuristi torinesi, Fillia, Diulgheroff, Farfa, Mino Rosso, che nella seconda met&agrave; del decennio tengono alto e vivo il dibattito teorico, formulano da parte loro opere esemplari di questa temperie meccanica e del nuovo culto della macchina, ora intesa come &ldquo;idolo&rdquo; dispensatore di rigore geometrico e di nitore formale.<\/p>\n<p> Gli anni Trenta e l&rsquo;Aeropittura<br \/> Nelle opere esposte in questa sezione viene esemplificato un inedito alfabeto della modernit&agrave;, declinato secondo le due direttrici fondamentali dell&#39;esperienza fisica e mentale del volare. Frutto della nuovissima avventura percettiva consentita dal volo aereo, l&#39;Aeropittura apre orizzonti inattesi, rimettendo in discussione quei codici della prospettiva che da sempre costituivano i principi ineludibili della pittura italiana. Con il volo aereo la prospettiva rinascimentale si annulla: la visione si fa strapiombante, i rapporti spaziali si distorcono, gli orizzonti si incurvano, trasferendo l&#39;uomo &ldquo;volante&rdquo; in una dimensione spaesante e talora perfino allucinatoria.<br \/> Se per alcuni lo sguardo si volge dall&#39;alto verso il basso, per altri la prospettiva si inverte e l&#39;occhio si alza a penetrare le profondit&agrave; del cosmo. Il volo si fa cos&igrave; esperienza mentale, incarnando l&#39;utopia antica del mito di Icaro, cio&egrave; dell&#39;uomo che affonda lo sguardo nel mistero del divino. &Egrave; il versante fascinoso dell&#39; Idealismo cosmico, dalla cui costola prende forma l&#39;esperienza del Polimaterismo: in seno a questa nuova sensibilit&agrave; &ldquo;cosmica&rdquo; Prampolini trasfigura infatti la materia caricandola di inediti valori emozionali, fino a &ldquo;spiritualizzarla&rdquo;.<br \/> Completano l&rsquo;indagine sul Futurismo importanti opere appartenenti agli altri innumerevoli ambiti che questa generosa avanguardia ha investito con i suoi principi: in mostra figurano cos&igrave; delle sezioni dedicate all&#39;esperienza dirompente del Paroliberismo; alle sperimentazioni messe in atto nella fotografia e nel cinema; alle ricerche innovative condotte nell&#39;ambito della musica, della scena e del teatro (qui si potranno ammirare due straordinarie ricostruzioni di scenografie di Balla e Depero); alle futuribili novit&agrave; concepite nell&#39;architettura come nelle arti decorative, nella pubblicit&agrave;, nella moda.<br \/> Da ultimo, una sezione intitolata Dopo il futurismo presenta opere di Fontana, Burri, Schifano, Dorazio, e di esponenti della Poesia Visiva come Miccini e Pignotti, documentando, tanto l&rsquo;azzeramento dell&rsquo;arte operato dalla nuova generazione del dopoguerra, quanto l&rsquo;omaggio, ideale ma palpabile e talora dichiarato, che questi artisti, ognuno a suo modo, hanno reso al Futurismo.<br \/> Una saletta cinema, con un montaggio di spezzoni di film futuristi chiude il percorso di questa imponente rassegna che vuole ripercorrere nel modo pi&ugrave; esaustivo, in occasione del suo entenario, la leggendaria storia del movimento futurista.<\/p>\n<p> MOSTRA FUTURISMO 1909 &#8211; 2009<br \/> Velocit&agrave; + Arte + Azione<\/p>\n<p> SCHEDA INFORMAZIONI<\/p>\n<p> SEDE<br \/> Palazzo Reale, piazza Duomo, 12 &ndash; 20121 Milano<\/p>\n<p> DATE<br \/> Dal 6 febbraio al 7 giugno 2009<\/p>\n<p> VERNICE PER LA STAMPA<br \/> Gioved&igrave; 5 febbraio 2009, ore 12.00<\/p>\n<p> INAUGURAZIONE<br \/> Gioved&igrave; 5 febbraio 2009, ore 18.00<\/p>\n<p> ORARI<br \/> &bull; Tutti i giorni 9.30-19.30<br \/> &bull; Luned&igrave; 14.30-19.30<br \/> &bull; Gioved&igrave; 9.30-22.30<br \/> La biglietteria chiude un&rsquo;ora prima<\/p>\n<p> INFORMAZIONI<br \/> &bull; www.futurismo.milano.it<br \/> &bull; Infoline: 02.54919<br \/> (dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 10.00 alle 17.00; pagamento: carta di credito o vaglia)<\/p>\n<p> PRENOTAZIONI SCUOLE (BIGLIETTI E VISITE GUIDATE)<br \/> (diritto di prevendita &euro; 1,00 a persona)<br \/> &bull; Ufficio gruppi Ticket.it: 02.54919<br \/> (dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 10.00 alle 17.00; pagamento: carta di credito o vaglia)<\/p>\n<p> PRENOTAZIONI GRUPPI (BIGLIETTI E VISITE GUIDATE)<br \/> (diritto di prevendita &euro; 1,50 a persona)<br \/> &bull; Ufficio gruppi Ticket.it: 02.54919<br \/> (dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 10.00 alle 17.00; pagamento: carta di credito o vaglia)<\/p>\n<p> PREVENDITA BIGLIETTI<br \/> (diritto di prevendita &euro; 1,50 a persona)<br \/> &bull; www.futurismo.milano.it<br \/> &bull; Infoline: 02.54919<br \/> (dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 10.00 alle 17.00; pagamento: carta di credito o vaglia)<br \/> &bull; Punti vendita Ticket.it nelle principali citt&agrave; italiane<\/p>\n<p> PROMOZIONE SPECIALE<br \/> Sconto del 30% sul prezzo del biglietto per tutti gli ingressi acquistati per tutti i luned&igrave;, marted&igrave; e mercoled&igrave; di mostra<\/p>\n<p> UFFICIO STAMPA<br \/> Lucia Crespi<br \/> tel. 02.89415532 &#8211; 02.89401645 lucia@luciacrespi.it<\/p>\n<p> UFFICIO STAMPA ARTHEMISIA<br \/> Alessandra Zanchi<br \/> tel 0721 370956 M 349 5691710 az@arthemisia.it<\/p>\n<p> UFFICIO STAMPA COMUNE DI MILANO:<br \/> Martina Liut<br \/> tel. 02 884.56796, martina.liut@comune.milano.it<br \/> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano Palazzo Reale 6 febbraio &#8211; 7 giugno 2009 Milano, la citt&agrave; che sale &#8211; qui il Futurismo &egrave; nato e ha vissuto la sua prima, entusiasmante stagione &#8211; 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